Manuale per il Conseguimento delle Abilitazioni a Montare, Oipes

Documento da Oipes su Manuale per il Conseguimento delle Abilitazioni a Montare. Il Pdf, un manuale di formazione professionale, copre l'evoluzione del cavallo, l'ippologia (anatomia, dentatura, podologia e patologie del piede) e cenni di etologia, oltre ai principi di equitazione di base.

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41 pagine

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Edizione 2019 - rev. 05
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PREFAZIONE 3
REGOLAMENTO ABILITAZIONI A MONTARE 1° 2° 3° LIVELLO 4
1.0 EVOLUZIONE DEL CAVALLO 5
2.0 IPPOLOGIA
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3.0 CENNI DI ETOLOGIA 25
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4.0 PRINCIPI DI EQUITAZIONE DI BASE 28
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Rev. 05/ 2019
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PREFAZIONE

Questo manuale è stato redatto con l'intento di fornire una guida scritta per tutti i circoli ippici che desiderano far intraprendere un percorso formativo ai loro soci e per tutti i neofiti che stanno iniziando ad approcciarsi al cavallo ed al mondo dell'equitazione. Al suo interno vi sono nozioni di ippologia, etologia e cenni sulla storia evolutiva del cavallo, nonchè i principi dell' equitazione di base ed alcuni utili consigli. Un punto di partenza per iniziare con il giusto approccio alla conoscenza di questo maestoso animale che dall'alto della sua potenza si concede all'uomo con dedizione e umiltà ambendo entrambi al binomio perfetto! Tutti gli argomenti riportati nel presente manuale, possono essere oggetto dell'esame teorico per l'abilitazione a montare di 3º livello. Il Manuale per il conseguimento delle Abilitazioni 1º 2° 3º Livello è un omaggio di E.N.G.E.A. Group riservato esclusivamente ai propri affiliati, quali Associazioni, Società ed Aziende Agricole, che potranno rilasciarne copia ai propri tesserati. E' pertanto vietata la vendita e qualunque tipo di utilizzo che non sia strettamente legato all'attività associazionistica del circolo ippico.

REGOLAMENTO ABILITAZIONI A MONTARE 1° 2° 3º LIVELLO

L'identificazione di un metodo che evidenzi il diverso grado di abilità a montare deve essere inteso quale strumento di crescita sportiva, formativa e didattica degli sport equestri. Le abilitazioni a montare hanno un fine didattico, non hanno nessuna influenza sul livello di tesseramento dell'atleta e non sono discriminanti per la partecipazione a giornate sociali, ONE DAY e TROFEI che avvengono sempre e comunque sotto la responsabilità del Quadro tecnico che, attraverso l'autorizzazione alla partecipazione dell'allievo alle attività ne attesta le sufficienti capacità tecniche. Le modalità di ammissione alle diverse categorie delle giornate ONE DAY e TROFEI sono disciplinate dai regolamenti sportivi. Il seguente regolamento ha la medesima validità per cavalieri maggiorenni e minorenni.

ABILITAZIONE A MONTARE DI 1^ LIVELLO

I centri affiliati PGS Settore Equestre attraverso i propri Quadri Tecnici sono tenuti a classificare come possessore di abilitazione a montare 1^ livello chiunque partecipi ad una qualunque attività equestre. Il 1^ livello certifica la partecipazione del possessore ad un percorso di avviamento all'equitazione e la conoscenza di tutte le norme di sicurezza che regolamentano la disciplina sportiva e regolamenti interni.

ABILITAZIONE A MONTARE DI 2^ LIVELLO

I centri affiliati PGS Settore Equestre attraverso i propri Quadri Tecnici sono tenuti a classificare come possessore di abilitazione a montare 2^ livello chiunque, dopo un'adeguata frequenza a delle lezioni di equitazione (o previa attestazione di capacità equestre tramite patentini di eguale valore di altro Ente/Federazione), abbia elevato le proprie capacità ad una buona gestione del cavallo alle tre andature con scioltezza ed equilibrio, con buone conoscenze di base di ippologia e tecnica equestre e conoscenza delle norme di sicurezza e regolamenti interni. I possessori dell' abilitazione a montare di 2^ livello potranno partecipare a passeggiate fuori dalla struttura associativa esclusivamente se accompagnati da Istruttore.

ABILITAZIONE A MONTARE DI 3^ LIVELLO

L'abilitazione a montare di 3^ livello può essere rilasciata mediante esame teorico-pratico (a meno di possesso di patentino di pari livello di altro Ente/Federazione) da una commissione esterna o Quadro Tecnico abilitato al rilascio. L'abilitazione a montare di 3^ livello certifica di sapere gestire il cavallo sia da terra che in sella e di avere conoscenze di ippologia, di veterinaria di base, di tecnica equestre e delle norme di sicurezze e regolamenti interni. L'abilitazione a montare di 3^ livello certifica inoltre la capacità di montare con qualità alle tre andature, di essere in grado di uscire in campagna in piena sicurezza e di poter aderire a trekking in autonomia (nel caso di minorenni è comunque richiesta la presenza di un istruttore sia per montare all'interno della struttura associativa che all'esterno). Il possesso dell'abilitazione a montare di 3^ livello è indispensabile per accedere ai percorsi formativi E.N.G.E.A. per Operatori, Tecnici, Guide ed Istruttori.

EVOLUZIONE DEL CAVALLO

Il cavallo (Equus caballus) è un mammifero ungulato erbivoro, quadrupede che si muove sulla punta dell'unghia. Non avendo particolari organi di difesa verso eventuali predatori il suo unico mezzo di difesa è la corsa. Perciò tutta la sua evoluzione è stata, per necessità di sopravvivenza, orientata verso una specializzazione nella corsa. Appartiene al Regno Animale (con caratteristiche cellulari uniche del regno animali e che non si trovano nel regno vegetale, dei funghi o dei microrganismi), Phylum dei Cordati (con almeno le basi primitive di una spina dorsale), Classe Mammiferi (aventi ghiandole mammarie per l'allattamento e il corpo rivestito da peluria), Ordine Perissodattili (tutti i mammiferi con un numero dispari di "dita" fornite da zoccoli), Famiglia Equidi (tutte le razze di cavalli, zebre, asini e onagri), Genere Equus (alcuni autori hanno proposto un genere diverso per asini e onagri (Asinus)), Specie Caballus (tutte le diverse razze di cavallo domestico).

Il cavallo come lo conosciamo oggi è molto diverso dal suo lontano antenato. Per risalire al suo progenitore dobbiamo tornare indietro fino a più di 50 milioni di anni per incontrare il primitivo Hyracotherium o conosciuto anche con il nome di Eohippus. L'Eohippus era alto meno di mezzo metro e non assomigliava molto al cavallo che conosciamo oggi, il dorso era arcuato, il muso breve, le zampe erano corte e terminavano con 4 dita adatte a camminare su terreni morbidi. L'ambiente in cui viveva erano le foreste paludose ma lussureggianti dell'America settentrionale, dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa, ricche di foglie e frutti teneri, dal terreno morbido e l'ambiente ricco di ripari e nascondigli. A causa di un lento cambiamento nel clima l'acqua iniziò a scarseggiare e le foreste si trasformarono in praterie in cui crebbero le graminacee, erbe dure da masticare, il terreno divenne duro e asciutto, senza ripari ne nascondigli. Per fuggire dai predatori divenne necessario correre velocemente, tutto ciò porto all'evoluzione del cavallo come lo conosciamo oggi. Conosciamo l'evoluzione equina grazie allo studio dei fossili e delle pitture rupestri, ma a causa delle scarse informazioni sul passato, tutte le ipotesi avanzate dagli zoologi sono incerte e precarie.

Alcuni esperti sostengono che tutte le odierne razze domestiche discendano da quell'unico cavallo selvatico esistente oggi (l'Equus Przelawski), ma a causa della grande varietà delle razze equine diversi studiosi propendono per la più recente tesi dell'origine multipla. Ad avvalorare questa supposizione c'è l'ipotesi della suddivisione delle moderne specie equine in tre grandi gruppi che rispecchierebbero i quattro generi originari di cavalli selvatici:

  • il primo gruppo è quello dei pony che raggruppa tutti i cavalli di taglia ridotta, dal Falabella al Fjord della Norvegia;
  • il secondo gruppo, discendente del cavallo della tundra, è quello dei cavalli da lavoro che, con la loro possenza, in passato, hanno contribuito enormemente al lavoro dell'uomo.
  • il terzo è quello più numeroso, comprendente le razze da sport, da svago e da passeggio.

I loro progenitori sono il cavallo arabo e il cavallo della steppa, sebbene quest'ultimo in minima parte. Quando le strade dell'uomo e del cavallo si incrociano? Studi archeologici rivelano una domesticazione più tardiva rispetto ad altri animali, all'incirca verso il V millennio a.C. nelle steppe orientali dell'Asia, mentre in Europa viene datata al III millennio a.C. La domesticazione del cavallo mirava probabilmente a facilitarne la gestione come riserva di carne, ma la sua docile natura favorì l'evoluzione del rapporto con l'uomo, che presto ne scoprì l'utilità anche come animale da lavoro. Un passo decisivo fu la scoperta che era più facile controllare un branco di cavalli stando in groppa a uno di loro. Improvvisamente agli esseri umani si aprì una visione completamente diversa del mondo!

IPPOLOGIA

L'ippologia è quella branca delle scienze naturali che si occupa dello studio del cavallo dal punto di vista biologico e dell'allevamento, riguardante in modo specifico: la morfologia esterna e l'anatomia, la fisiologia, la distinzione delle razze e la determinazione dei caratteri segnaletici, la compilazione delle genealogie degli animali di maggiore interesse sportivo, le norme per l'allevamento, lo studio delle malattie e dei loro rimedi. In questa sezione affronteremo alcuni di questi argomenti al fine di conoscere sempre meglio il nostro compagno di avventure.

CENNI DI ANATOMIA E MORFOLOGIA

Possiamo definire morfologicamente il cavallo in quattro zone particolari e distinte:

  1. TESTA
  2. COLLO (che insieme alla testa costituiste l'INCOLLATURA)
  3. TRONCO: dalla spalla fino alla coda esclusi gli arti
  4. ARTI: anteriori e posteriori

TESTA E COLLO La testa accoglie nel suo interno, in un'apposita cavità, gli organi che nel loro complesso costituiscono il sistema nervoso centrale, e rappresentano la stazione di partenza di ogni impulso vitale. Inoltre nella testa hanno sede i principali organi di senso; da ciò si comprende l'importanza che essa ricopre

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