Documento dall'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna su "Riassunto manuale 'Arte greca', Bejor, Castoldi, Lambrugo". Il Pdf, utile per studenti universitari di Arte, copre l'età protogeometrica e geometrica, l'edilizia nel Peloponneso e la scultura del IV secolo, con opere di Prassitele e Skopas.
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La definizione di "secoli bui" comprende il periodo tra la fine del secolo XI a.C. e la metà del secolo VIII a.C., ma ormai risulta insoddisfacente perché sono numerose le scoperte archeologiche che vanno illuminando "il buio". La documentazione archeologica mostra come, tra la fine del secolo XIII a.C. e la metà circa di quello successivo, il mondo miceneo, la cui evoluzione occupa l'intero arco del Bronzo Tardo o Tardo Elladico, sia in declino. Si assiste infatti alla distruzione dei palazzi di Micene, di Tirinto e di Pilo (essa può avere in verità varie cause: disastri naturali o rivolte interne), scompare l'uso della scrittura sillabica "lineare B", fondamentale strumento di registrazione contabile e archivistica, scompaiono la grande architettura in pietra, gli affreschi e i raffinati oggetti ricavati dall'oro e dall'avorio. La documentazione archeologica non è in grado di chiarire quale sia il legame tra la scomparsa del mondo miceneo e un altro fenomeno, la cosiddetta "invasione dorica", di cui le fonti letterarie greche forniscono una data precisa e cioè il 1104 (80 anni dopo la guerra di Troia, secondo Tucidide). L'arrivo dei Dori in Grecia si inserisce in un quadro ben più ampio e turbolento di spostamenti e migrazioni di popoli, che interessarono tra i secoli XIII-XII a.C. l'intero Oriente anatolico e siro-palestinese, modificandone gli aspetti politici e gli equilibri di potere. Intorno alla metà del secolo XI a.C. ci fu la cosiddetta "colonizzazione ionica" (in realtà anche eolica e dorica), ossia il trasferimento e l'occupazione stabile delle coste occidentali della penisola anatolica (penisola anatolica= area dell'odierna Turchia) da parte di gruppi di Greci, provenienti da aree diverse della Grecia continentale e per questo parlanti diversi dialetti. Genti provenienti dalla Tessaglia e dalla Beozia si insidiano sull'isola di Lesbo e sulla vicina costa dando origine alla dodecapoli eolica, area geografica detta Eolide. Genti provenienti dall'Attica e dall'Eubea occupano il territorio a sud di Smirne (in città come Efeso, Pirene, Mileto) dove nasce la dodecapoli ionica. Ancora più a sud è il distretto dorico con Alicarnasso, Rodi, Samo. L'elemento più attivo e più organizzato sarà quello ionico.
Tra il II e il I millennio a.C.
> prime iscrizioni greche a noi pervenute: seconda metà VIII a.C. - "Coppa di Nestore" > coppia rodia tardo- geometrica esportata in occidente e rinvenuta a Ischia, con iscrizione inneggiante alla vivacità e freschezza dell'ambiente conviviale e ai connessi piaceri del vino e dell'amore (allusione all'eroe omerico Nestore che ribadisce la natura dei valori etici e morali dell'élite aristocratica di età geometrica)
> materiali per lo più deperibili: muri e zoccoli di fondazione in pietre di piccolo taglio e ciottoli di fiume, alzati di mattoni crudi (impastati con argilla e paglia ed essiccati al sole prima dell'uso), inseriti in telai lignei di pali e travi leggere, con tetti straminei e pavimenti in semplice battuto di terra. E' interessante notare come la progressiva crescita dimensionale delle strutture e il conseguente affinamento delle competenze professionali richieste non riguardino tanto il confezionamento di buoni mattoni crudi o la preparazione di impasti idonei agli intonaci e alle coperture, quanto piuttosto proprio l'individuazione, la valutazione e l'assemblaggio degli elementi lignei; al loro perfetto incastro, infatti, sono anzitutto demandate le caratteristiche meccaniche della struttura portante dell'edificio: resistenza ed elasticità al tempo stesso. È quindi probabile che le costruzioni navali abbiano giocato un ruolo decisivo in un processo di sperimentazione continua, del quale osservare e dedurre norme di geometria, di fisica, di meccanica, con audaci e felici applicazioni nella realizzazione degli edifici
Architettura sacra - si caratterizza fin dal principio per proprietà di grandezza, scelta accurata di materiale durevole e pregiato e ricchezza ornamentale (le abitazioni, invece, rispondevano sempre a criteri di ordine pratico)
AREA DORICA -> tempio = casa del dio (Grecia continentale)
Oikos -> pianta quadrangolare di modeste dimensioni, absidato o normale, usato per templi più piccoli o per le abitazioni, forma templare più consueta e diffusa fino al secolo VII a.C. dovette essere quella del naiskos, piccolo "tempio di villaggio", per lo più legno e argilla, meno elaborato. Ne ricostruiamo l'aspetto grazie a decine di modellini in terracotta e in pietra, rinvenuti per lo più come doni votivi nei santuari stessi, es. modellino dell'Heraion di Argo: ultimi decenni del secolo VIII a.C., anticipa la concezione di un atrio tra sostegni o doppi sostegni e spazio vuoto formato dalle falde del tetto, successivamente occupato dal frontone
Megaron miceneo > vano rettangolare allungato con terminazione in abside = ortogonale (sala dell'anax miceneo)
fine del secolo VIII a.C. - > hekatompedon (edificio absidato di 100 m)
VII e VI a.C. > tempio periptero
recinto monumentalizzato che rinchiude la statua del dio, esposta sotto un baldacchino o una struttura di protezione, ma non ne costituisce la casa
prima metà del secolo VIII a.C. > hekatompedon rettangolare di mattoni crudi su muri in piccole pietre squadrate, tetto sostenuto da una fila centrale di pilastri lignei, tristilo in antis nell'apertura sul lato corto, la statua di culto della dea collocata sul fondo (fuori asse, così da non essere coperta)
Casa quadrangolare: tipica casa di età geometrica, ambiente quadrangolare monovano (oikos), privo di divisioni strutturali interne, di estensione limitata > spostamento di parte delle attività all'esterno della casa, in spazi complementari a essa, sistemati con tettoie e pergolati, adibiti a orti, cortili e aree di produzione, normalmente recinti con siepi e palizzate
Casa rettangolare: ceto aristocratico, abitazioni più considerevoli a pianta rettangolare absidata, con fila di pali/colonne destinate a sorreggere il tetto lungo l'asse longitudinale (megaron miceneo)
[Gli unici arredi fissi consistono spesso in banchine di pietra, che fungono da focolare, da piano di lavoro o di alloggiamento di grossi contenitori per derrate alimentari]
Casa a pastàs: nei decenni successivi fino all'età classica, abitazioni di maggiore espansione, grazie all'accostamento di più ambienti monovano, non comunicanti ma uniti da un corridoio trasversale cinto da muro, detto pastàs, completata da una area all'aperto recinta da muri
Esempi di città (rispondono ai due principali criteri di primitivo insediamento) Smirne (si trova nell'attuale Turchia) -> fondata intorno al 1000 a.C., case di forme ovale e rettangolare, con fondamenta in pietra e alzati in legno e mattoni crudi. Ben presto la città, di forma vagamente circolare risulta affollata di centinaia di queste abitazioni, addossate l'una all'altra e contenute entro uno spesso muro costruito con massi irregolari (una delle più antiche cinta murarie del mondo greco). Dopo che nel secolo VIII a.C. la città subisce un incendio devastante, viene ricostruita con un impianto più regolare, un'area della città viene adibita a spazio pubblico (agorà) e su un'altra è edificato un tempio - agglomerati di abitazioni a stretto contatto tra loro, raggiungibili mediante vie tortuose e spazi liberi angusti