Documento dall'Università su Cataratta, Degenerazione Maculare Senile, Glaucoma. Il Pdf, un set di appunti universitari di oftalmologia, descrive patogenesi, evoluzione e trattamenti di queste condizioni oculari, con immagini illustrative e classificazioni cliniche.
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Prof. Miglior - 06/10/2023 - Autori e revisori: Chiara Donati, Giulia Buffon La lezione per chiarezza e completezza è stata integrata in molte sue parti dalla sbobina dell'anno scorso.
La cataratta è una patologia che induce una progressiva riduzione della funzione visiva, in particolare si ha opacamento del cristallino. Normalmente è bilaterale, ma può avere andamento diverso nei due occhi. È tipica dell'età senile, dai 50-60 anni. Il cristallino, in condizioni fisiologiche, è una struttura trasparente. Nell'immagine sono visibili le diverse strutture oculari (corpo del cristallino, nucleo e corticale). In retroilluminazione, cioè, illuminando il fondo dell'occhio, come si vede nell'immagine di destra, non si evidenziano ombre corticali, a dimostrare la trasparenza del cristallino. Nell'immagine a lato è identificabile la presenza di cataratta nucleare: si ha una perdita di trasparenza nella porzione centrale. In questa immagine, in retroilluminazione, si può apprezzare la presenza di cataratta corticale: in questo caso, l'opacità tendenzialmente parte dalla periferia e tende a dirigersi verso il centro. Diventano sintomatici solo quando le zone di opacamento occupano l'asse ottico, quindi il campo pupillare. In queste ultime due immagini si identifica la presenza di cataratta sottocapsulare posteriore: la localizzazione è al confine tra corticale e capsula posteriori. Questo tipo di cataratta di manifesta maggiormente in soggetti meno anziani. È particolarmente impattante sulla qualità visiva dell'occhio. Viene di seguito riportato un vecchio sistema di classificazione dei diversi tipi di cataratta. Non ha importanza da un punto di vista clinico, mostra semplicemente un'evoluzione. Lens Opacity Classification System II (at Slitlamp) Nuclear Opalescence Color/ NO NI Cortical Ctr CI CII CIV Posterior Subcapsular O PI PII Leo T. Chylack, Jr., M.D. Harvard Medical School M. Cristina Leske, M.D., MPH S.U.N.Y. at Stony Brook Robert Sperduto. M.D National Eye Institute 1Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Oftalmologia #4 - prof. Miglior - Cataratta, DMS, glaucoma
Cataratta completa ipermatura Il paziente con cataratta percepisce un progressivo calo visivo, che si manifesta con modalità diverse. increasing compaction or nuclear cataract
La cataratta è un problema risolvibile con chirurgia con ottimi risultati. Si tratta dell'intervento più eseguito nel mondo occidentale. Viene eseguito in anestesia topica con collirio. 2Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Oftalmologia #4 - prof. Miglior - Cataratta, DMS, glaucoma Microchirurgia della cataratta
STEP 1 Frantumazione ed aspirazione del cristallino STEP 2 Inserimento della lente intraoculare (IOL) STEP 3 Convalescenza e recupero visivo 1 2 3 YOOMULTIMEDIA
L'intervento è fortemente personalizzato per ciascun paziente e normalmente porta al recupero funzionale bilaterale. Il problema di questa chirurgia è evitare 2 complicanze:
Durante l'intervento, come è stato detto, è possibile inserire anche una lente refrattiva per correggere eventuali vizi. Non sempre il paziente accetta: alcuni preferiscono non correggere il difetto, perché infastiditi dal risultato, soprattutto in età avanzata, quando ormai l'occhio si è abituato. Alcuni miopi chiedono di avere un cristallino con la stessa gradazione dei loro occhiali che non sono correttivi al 100%, quindi preferiscono mettere degli occhiali per vedere da lontano anche dopo l'intervento, ma vogliono leggere senza occhiali. Quando viene operato un soggetto con la cataratta? In realtà non esistono delle regole precise, ma si rende indispensabile:
Normalmente prima si opera la cataratta e meglio è, per diversi motivi: è un intervento chirurgico, darà quanto prima una restitutio funzionale al paziente. Aspettare di operarsi può quindi aumentare il rischio di complicanze.
3Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Oftalmologia #4 - prof. Miglior - Cataratta, DMS, glaucoma L'avvento della facoemulsificazione ha semplificato la soluzione della cataratta. È un intervento che permette eliminare il problema usando gli ultrasuoni, questi "mangiano" il cuore del cristallino; con il sistema di irrigazione e aspirazione si va ad aspirare i residui corticali, tutto ciò lasciando integra la struttura del sacco tranne l'apertura centrale anteriore e inserendo all'interno del cristallino la lente intraoculare che servirà per correggere in modo molto accurato il vizio refrattivo globale. L'intervento si effettua in anestesia topica, instillando poche gocce di collirio direttamente dentro l'occhio. Ci sono casi particolari in cui il paziente non può collaborare con il chirurgo, in questo caso viene effettuata un'anestesia peribulbare, tramite iniezione di piccole quantità di collirio anestetico nell'area circostante l'occhio. Si possono utilizzare delle lenti multifocali che possono correggere il difetto di astigmatismo. Si tratta di lenti che devono avere una capacità di correzione ottica la più precisa possibile. Prerequisito: pupilla ben dilatata, permette un riflesso di retroilluminazione ideale per lavorare sul cristallino. Durante l'intervento devono essere rispettati due tessuti: l'endotelio corneale e la capsula posteriore (tessuto che separa il segmento anteriore da quello posteriore e che tiene indietro il corpo vitreo). L'intervento è della durata di 8-10 minuti circa, se il paziente riesce a collaborare bene e rimanere immobile. Le fasi dell'intervento sono:
Si ribadisce come questo sia l'intervento più comune in tutto il mondo, le complicanze chirurgiche sono molto rare e la riabilitazione visiva è eccezionale perché il paziente operato torna a vedere come quando era bambino; soprattutto per quanto riguarda la nitidezza, la chiarezza, i colori dell'immagine. Questo intervento può avere un'incidenza di infezioni che può essere anche elevata ed è per questo che l'intervento deve essere eseguito in una sala operatoria sterile e bisogna effettuare l'intervento su un solo occhio del paziente alla volta per evitare il rischio di infezioni su entrambi gli occhi con l'eventuale rischio di cecità. Bisogna sempre operare i due occhi in due giornate differenti! Le possibili complicanze, seppur come già detto molto rare: