Slide sul rischio caduta dall'alto. Il Pdf illustra il rischio di caduta dall'alto nei contesti lavorativi, con dati statistici sugli infortuni mortali. Questo Pdf, utile per la formazione professionale, definisce il lavoro in quota e i parametri di sicurezza come la distanza libera di caduta e il tirante d'aria, includendo un esempio pratico di calcolo.
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RISCHIO CADUTA DALL'ALTOPREMESSA Le cadute dall'alto dell'infortunato rappresentano circa un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro. Il settore di attività maggiormente colpito è quello delle costruzioni con oltre il 65% degli eventi accaduti, seguito, a debita distanza, dall'agricoltura con circa l'11%. Il luogo in cui più frequentemente si verificano le cadute dall'alto è il cantiere con il 52,4% degli incidenti. La tabella a lato illustra le percentuali di infortuni mortali in base alla modalità di accadimento (Fonte: Infor.MO 2008-2012). Tali dati segnalano come l'esperienza acquisita nel lavoro non garantisca di per sé sull'esposizione ai rischi. Per LAVORO IN QUOTA si intende un'attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2.00 m rispetto ad un piano stabile.
17,5 32,5 5,5 6,3 6,8 16,8 14,6 Cadute dall'alto dell'infortunato Contatto con altri oggetti, mezzi o veicoli in movimento Cadute dall'alto di gravi Avviamento intempestiva di veicolo, macchina, attrezzatura, etc. Perdita di controlo mezzi [ribaltamenti, .. ) Contatto con organi lavoratrici in movimento Altre modalità diinfortunioEsempi di lavori in quota:
TIPOLOGIE DI RISCHI Nei lavori in quota si è esposti a rischi, sia di caduta dall'alto o strettamente connessi ad essa, sia di natura diversa in relazione alla attività specifica da svolgere e che procurano morte o lesioni al corpo o danni alla salute.
rischio prevalente di caduta a seguito di caduta dall'alto; rischio susseguente alla caduta derivante da: "oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (effetto pendolo); "arresto del modo di caduta per effetto delle sollecitazioni trasmesse dall'imbracatura sul corpo; "sospensione inerte del corpo dell'utilizzatore che resta appeso al dispositivo di arresto caduta e da tempo di permanenza in tale posizione; *rischio connesso al DPI anticaduta derivante da: "non perfetta adattabilità del DPI; "intralcio alla libertà dei movimenti causata dal DPI stesso; "inciampo su parti del DPI; *rischio innescante la caduta derivante da: "insufficiente aderenza delle calzature; "insorgenza di vertigini; "abbagliamento degli occhi; "scarsa visibilità; "colpo di calore o di sole; "rapido abbassamento della temperatura;
rischio specifico dell'attività lavorativa: ·di natura meccanica (bordi spigolosi, attrezzi taglienti, caduta di oggetti, ecc.); "di natura termica (scintille, fiamme libere, ecc.); "di natura chimica; "di natura elettrica; * rischio di natura atmosferica derivante da : "vento, pioggia o ghiaccio su superfici di calpestio, ecc ..
MISURE DI PREVENZIONE Nei casi in cui i lavori non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, devono essere scelte attrezzature di lavoro idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure dando priorità alle misure di protezione collettiva. Ove queste misure da sole non bastino ad evitare o ridurre sufficientemente i rischi, subentra l'obbligo del ricorso ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come previsto all'art. 75 del D.Lgs. 81/08. Poiché non esistono mezzi personali di protezione capaci di proteggere dalla totalità o almeno dalla maggior parte dei rischi lavorativi senza provocare impedimenti inaccettabili, nella scelta del mezzo più adatto si dovrà cercare la migliore soluzione di compromesso fra: o massima sicurezza possibile; o esigenze di comodità.
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
N.B. L'addestramento e indispensabile:
OBBLIGHI DEL LAVORATORE
I dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto sono classificati in IIIº categoria come definita nel D.Lgs. 475/95 (protezione da rischi di morte o di lesioni gravi e a carattere permanente).
PRIMA CATEGORIA D.P.I di progettazione semplice per danni fisici di lieve entità (GUANTI, OCCHIALI E VISIERE E SCARPE ANTINFORTUNISTICHE, ELMETTI E CASCHI) SECONDA CATEGORIA Non appartengono alle altre due categorie (SCARPE ANTINFORTUNISTICHE) TERZA CATEGORIA D.P.I di progettazione complessa per rischi di morte o lesione grave (APVR,CALZATURE TOTALMENTE POLIMERICHE GUANTI E D.P.I PER CADUTE DALL'ALTO)
DPI ANTICADUTA: OTTO REGOLE VITALI
SISTEMI ANTICADUTA
1 1. Punto di ancoraggio 2. Assorbitore 3. Cordino 4. Imbracatura per il corpo 3 2 Punto di ancoraggio Collegamenti con l'operatore Imbracatura Elementi di collegamento Fissi Fissi (cordino + moschettone) Imbracatura (spallacci e cosciali) Moschettoni, ganci e pinze 4 Mobili Scorrevoli (su fune o cavo) Cintura posizionam. UNI EN 358 Regolabili o retrattili
1 IMBRACATURA PER IL CORPO 2 3 DISPOSITIVO COLLEGAMENTO PUNTO DI ANCORAOOO MOBLE 4 1. Punto di ancoraggio NOTAMA OCORRIVENTO DISPOSITIO COLLEGAMENTO DI 2. Dispositivo anticaduta di tipo retrattile 3. Cordino retrattile 4. Imbracatura per il corpo
GENERALITA' SULLE IMBRACATURE DI SICUREZZA (Norme di riferimento: UNI-EN-361) In alcuni casi è preferibile utilizzare l'anello posteriore, di cui tutte le imbracature sono dotate, mentre in altri casi è meglio poter disporre anche di attacchi sternali (anteriori), per meglio controllare il cordino di collegamento con i punti d'ancoraggio. Vi sono inoltre situazioni in cui, in funzione del tipo di carico e dell'altezza di lavoro, la normale imbracatura con bretelle e cosciali viene integrata con una cintura a vita adatta al posizionamento sul lavoro. Anelli laterali della cintura: Hmax = 0,5 m Anelli dorsali e sternali: H >0,5 m Solo un'imbracatura completa di bretelle e Cosciali è in grado di: · arrestare una caduta senza arrecare danno all'operatore: (forza massima trasmessa = 6.0 kN) · mantenere la persona in posizione eretta senza impedirgli la respirazione durante la fase di sospensione inerte . · consentire un suo eventuale successivo recupero da parte di terze persone. CE 103 Vertical SAL 300 568/X UNI EN 361:2003 marcatura CE numero dell'org notificato nome del fabricante nome del prodotto modello e tipo numero di serie o altro sistema di tracciabilità norme di riferimento e anno Fronte Retro Fronte Retro
TIPOLOGIA DI CADUTA · caduta libera: la distanza di caduta, prima che il sistema di arresto di caduta inizi a prendere il carico, è superiore a 60 cm . La massima altezza di caduta libera consentita è limitata a 150 cm, salvo per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici che utilizzano idonei sistemi anticaduta, che viene estesa fino a 400 mm". 150 cm 60 cm " caduta libera limitata: la distanza di caduta, prima che il sistema di arresto di caduta inizia a prendere il carico, è uguale o inferiore a 60 cm sia in direzione verticale, sia su un pendio sul quale non è possibile camminare senza l'assistenza di un corrimano. · caduta contenuta (o prevenuta): è una caduta dove la persona che sta cadendo è trattenuta dall'azione combinata di una idonea posizione dell'ancoraggio, lunghezza del cordino e dispositivo di trattenuta. In tale modalità di caduta, la distanza di caduta è uguale o inferiore a 60 cm, sia in direzione verticale, sia su un pendio dove è possibile camminare senza l'assistenza di un corrimano. caduta totalmente prevenuta (o impossibile): situazione in cui si realizza la condizione di prevenzione totale di rischio di caduta dall'alto mediante DPC.