L'Impero bizantino: storia, longevità e caduta nel 1453

Slide da Hub Scuola su L'Impero bizantino. Il Pdf esplora la storia dell'Impero Bizantino, dalla sua longevità fino alla caduta nel 1453, analizzando le campagne militari di Giustiniano e le difficoltà finanziarie e territoriali. Questo materiale di Storia per la Scuola superiore evidenzia la resilienza dell'Impero e le cause del suo declino finale.

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20 pagine

L’Impero bizantino
L’IMPERO BIZANTINO
L’Impero romano d’Oriente riesce a sopravvivere fino
al 1453, poi crolla sotto i colpi dell’avanzata dei turchi.
Stretto intorno a Costantinopoli, città-guida dell’Oriente,
riesce a resistere a lungo alle pressioni esterne grazie alla
sua solida organizzazione statale e alla forza commerciale.
L’IMPERO DEI MILLE ANNI

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Anteprima

L'Impero Bizantino: Mille Anni di Storia

L'Impero romano d'Oriente riesce a sopravvivere fino al 1453, poi crolla sotto i colpi dell'avanzata dei turchi. Stretto intorno a Costantinopoli, città-guida dell'Oriente, riesce a resistere a lungo alle pressioni esterne grazie alla sua solida organizzazione statale e alla forza commerciale.

Organizzazione Amministrativa e Militare

L'organizzazione amministrativa dell'impero deriva da quella fissata da Diocleziano nel 293, con la suddivisione del territorio in diocesi e prefetture. Il potere dell'esercito è limitato, quindi non condiziona la vita dello Stato, che si presenta ai nemici esterni come un'entità compatta.L'IMPERO BIZANTINO / L'IMPERO DEI MILLE ANNI

L'Impero d'Oriente mette in atto una politica pragmatica nei confronti delle popolazioni germaniche. Viene impedito ai soldati di origine straniera di ottenere ruoli di primo piano nell'esercito imperiale. Inoltre, l'impero non si allea mai con gli eserciti barbarici e tanto meno permette loro di stabilirsi entro i propri confini. Anche nei momenti più difficili prevale l'abilità diplomatica e strategica dei bizantini.

Autorità Imperiale e Cesaropapismo

Il potere dell'imperatore d'Oriente deriva dall'incontrastata autorità che gli viene riconosciuta all'interno della società bizantina, che lo riconosce come capo politico e religioso (cesaropapismo).

Sviluppo Commerciale e Culturale

I bizantini favoriscono lo sviluppo del commercio e dell'artigianato. Importano soprattutto beni di lusso, frumento, grano, pellicce, schiavi e metalli preziosi, mentre esportano stoffe di pregio e oggetti di oreficeria. Altrettanto significativa è la grande fioritura culturale e artistica, per la quale risulta decisivo l'influsso della cultura greca e latina.

L'Età di Giustiniano

Alla morte di Zenone (491) sale al trono Anastasio, che riesce a garantire una lunga stabilità politica. Nel 518 l'impero passa a Giustino, che continua sulla linea del predecessore accrescendo il prestigio di Costantinopoli. Nel 527 il nuovo imperatore Giustiniano accentra il potere nelle proprie mani e tenta di restaurare l'antico impero di Roma.

Rafforzamento Interno e Riforme

Giustiniano capisce che per realizzare questo progetto deve rafforzare il suo potere interno, per questo riorganizza l'apparato burocratico e attua una riforma fiscale che gli permette di rafforzare l'esercito e potenziare la flotta militare.

Atteggiamenti Dispotici e Rivolta di Nika

La volontà di accentrare il potere spinge Giustiniano ad assumere atteggiamenti dispotici e autoritari, come nel caso della rivolta di Nika (532), soffocata nel sangue dalle truppe guidate dal generale Belisario.

Riorganizzazione Giuridica: Corpus Iuris Civilis

Giustiniano riorganizza l'ordinamento giuridico nominando degli esperti con il compito di raccogliere e catalogare le leggi romane nel Corpus iuris civilis, suddiviso in:

  • Codice: insieme degli editti imperiali fino al 535;
  • Novelle: leggi emanate dal 535 da Giustiniano;
  • Istruzioni: manuale per lo studio del diritto;
  • Digesto: sentenze di giuristi latini.

Difesa dell'Ortodossia Cattolica

Nel corso del suo regno, Giustiniano si presenta come uno strenuo difensore dell'ortodossia cattolica, mentre fa mettere al rogo i libri pagani e chiude tutte le scuole non cristiane, tra cui la celebre Accademia di Atene.

La Conquista dell'Occidente

A partire dal 533 Giustiniano si dedica alla restaurazione dell'Impero romano. Guidate dal generale Belisario, le truppe bizantine cercano di conquistare i territori del Regno dei vandali, i quali oppongono una debole resistenza. L'esercito bizantino conquista velocemente anche l'Africa settentrionale, la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e le Baleari.

Guerra Greco-Gotica e Conquista dell'Italia

Giustiniano sa che il suo progetto richiede la conquista della penisola italiana, per questo nel 535 attacca gli ostrogoti in Sicilia, dando inizio alla guerra greco-gotica. In un primo momento le truppe imperiali ottengono delle vittorie schiaccianti, ma poi gli ostrogoti riescono a organizzarsi e a passare al contrattacco. Tuttavia, nel 553 vengono definitivamente sconfitti nei pressi di Napoli.

Prammatica Sanzione e Malcontento Italiano

Nel 554 Giustiniano emana la "prammatica sanzione" UP con la quale sancisce l'annessione dell'Italia ai domini bizantino in qualità di provincia dell'Impero d'Oriente. La popolazione italiana subisce una tassazione e un dominio oppressivo, che generano un forte malcontento.

Crisi Finanziaria e Invasioni

Gli esborsi per finanziare le campagne militari portano l'Impero a una fase di crisi finanziaria. Alla morte di Giustiniano (565) la penisola iberica viene riconquistata dai visigoti, mentre i bizantini non riescono a opporsi all'invasione dei longobardi.

L'Impero Bizantino Dopo Giustiniano

Nel 565 il regno passa a Giustino II, che deve affrontare le crescenti pressioni dei longobardi a Occidente e dei persiani a Oriente, mentre alcune popolazioni slave occupano i Balcani. Nel 574 però Giustino II è costretto ad affidare il governo a Tiberio II e a ritirarsi a vita privata a causa di segni sempre più evidenti di pazzia.

Riorganizzazione di Maurizio e Esarcati

Nel 582 sale al trono l'imperatore Maurizio e avvia una riorganizzazione dei domini occidentali dell'impero: in Italia e in Africa nomina un esarca, creando così l'esarcato d'Italia, con capitale a Ravenna, e l'esarcato d'Africa, con capitale a Cartagine.

Pericoli Esterni e Assassinio di Maurizio

Il principale pericolo per l'impero è però costituito dalle popolazioni slave, che raggiungono le coste del Mar Egeo, e dai bulgari, che invadono i territori balcanici. Nel 602 un centurione, Foca, fa uccidere l'imperatore. Approfittando della situazione di disordine, i persiani invadono l'impero con il pretesto di vendicare la morte di Maurizio, giungendo fino a Calcedonia, in Asia Minore.

Eraclio: Riorganizzazione Interna e Riforma dell'Esercito

Nel 610 Eraclio, figlio dell'esarca di Cartagine, raggiunge Costantinopoli, dove depone ed elimina Foca e si fa incoronare imperatore. Orienta poi la sua attività alla riorganizzazione interna dei domini bizantini, mentre per far fronte alla mancanza di denaro nelle casse dello Stato decide di ricompensare i membri dell'esercito con l'assegnazione di terre.

Offensiva contro i Persiani e Avanzata Araba

La riforma dell'esercito permette a Eraclio di organizzare un'offensiva contro i persiani, ma ciò consente ai bulgari di avanzare indisturbati in direzione di Costantinopoli. La capitale resiste ma la guerra indebolisce entrambi gli eserciti, rendendoli vulnerabili all'avanzata araba.

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