L'Iliade: questione omerica e scoperte archeologiche

Slide sull'Iliade, concentrandosi sulla questione omerica e le teorie sulla paternità dell'opera. Il Pdf esplora il dibattito storico-critico e l'importanza delle scoperte di Heinrich Schliemann a Troia e Micene, offrendo una panoramica concisa del poema epico per la scuola superiore.

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17 pagine

L’Iliade
Classe I S - a.s. 2024/25
Prof. Alvise Sambo
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Questione
omerica
Definizione
Attualmente si concorda sul fatto che
l’Iliade e l’Odissea siano state
composte intorno all’VIII secolo a.C.,
ma che siano ambientate in unepoca
precedente e che comunque siano
frutto di una lunga tradizione epica
orale.
Il dibattito e le teorie relative alla
figura di Omero e alla paternità
dell’Iliade e dell’Odissea prendono il
nome di “questione omerica.

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Anteprima

L'Iliade

Classe I S - a.s. 2024/25
Prof. Alvise Sambo

t
A
Z
T
5

Questione omerica

Definizione

Attualmente si concorda sul fatto che
l'Iliade e l'Odissea siano state
composte intorno all'VIII secolo a.C.,
ma che siano ambientate in un'epoca
precedente e che comunque siano
frutto di una lunga tradizione epica
orale.

Il dibattito e le teorie relative alla
figura di Omero e alla paternità
dell'Iliade e dell'Odissea prendono il
nome di "questione omerica".

"Quel sommo
D'occhi cieco, e divin raggio di mente,
Che per la Grecia mendicò cantando."
Alessandro Manzoni

Tappe del dibattito

  • III secolo a.C .: i filologi alessandrini (legati cioè alla Biblioteca di Alessandria
    d'Egitto) organizzano entrambi i testi omerici nei 24 libri in cui li leggiamo
    ancora oggi; durante questa operazione notano discordanze narrative e
    stilistiche tra i due poemi e si dividono due scuole di pensiero: i "separatisti",
    secondo cui Omero sarebbe autore della sola Iliade, e gli "unitari>, secondo cui
    Omero avrebbe scritto entrambe le opere ma in anni differenti.
  • Rinascimento: si recupera l'interesse per la questione omerica e alcuni studiosi,
    sulla base di alcune incoerenze o ripetizioni nella narrazione, ritengono che i
    due poemi provengano da autori diversi, o che comunque siano l'unione di
    differenti storie preesistenti accorpate da un anonimo compilatore.

Tappe del dibattito

  • Seicento-Settecento: alcuni studiosi ipotizzano che Omero non sia realmente
    esistito e che lliade e Odissea siano un prodotto "collettivo" della cultura greca,
    non attribuibile a un autore in particolare ma al massimo ad anonimi cantori di
    epoche differenti.
  • Ottocento: gli studiosi concordano nell'individuare dei nuclei tematici originari
    attorno ai quali sono state organizzate le due opere; tuttavia secondo i
    "separatisti" l'eterogeneità dei due poemi confermerebbe la diversa paternità,
    mentre per i "neounitari" il lavoro di rielaborazione dei nuclei preesistenti
    sarebbe opera di unico abile autore.

Troia e Micene

Per secoli anche la stessa città di Troia è considerata soltanto un mito inventato
da Omero.
Sono gli scavi dell'archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890), avviati
nel 1871, a dimostrare l'esistenza della città. Basandosi sulle indicazioni presenti
nell'Iliade, infatti, Schliemann individua nell'attuale Turchia il luogo in cui si
trovava l'antica Troia. Attenendosi alle informazioni contenute nei poemi omerici,
Schliemann porta alla luce inedite parti di Micene, la città di Agamennone.
Questa scoperta conferisce plausibilità storica ai fatti narrati da Omero e
avvalora l'ipotesi, attualmente riconosciuta come plausibile, per cui i poemi
omerici sarebbero ambientati in epoca micenea.

L'Iliade è il più antico poema epico
attribuito a Omero.
Il poema è costituito da più di 15.000
versi esametri, suddivisi dai filologi
alessandrini in 24 libri.
Il titolo deriva da Ilio, uno dei nomi di
Troia, la ricca e potente città dell'Asia
Minore che vede fronteggiarsi Greci
e Troiani durante la cosiddetta
Guerra di Troia (iniziata, secondo la
tradizione, nel 1194 a.C.).

Contenuto

L'Iliade non ha come oggetto centrale
la Guerra di Troia, di cui non narra né
l'inizio né la fine: le vicende del
poema si svolgono negli ultimi
cinquantuno giorni del nono anno
(su dieci) di combattimento di fronte
alle mura di Troia.
L'opera ha un impianto corale ma
l'episodio chiave della storia, e con
cui inizia, è l'ira dell'eroe greco
Achille per un oltraggio subito dal re
Agamennone; I'lliade si conclude col
funerale del troiano Ettore.

L'antefatto: il pomo della discordia

La guerra di Troia affonda le sue radici in episodi di carattere mitico, molto noti
nell'antichità e narrati nel "ciclo troiano".
Si racconta che alle nozze dei futuri genitori di Achille, Peleo e Teti, non viene
invitata Eris, dea della discordia. Per vendicarsi dell'affronto, quest'ultima pone
sul banchetto una mela d'oro destinata "alla più bella", scatenando una lite fra le
tre dee Atena, Afrodite ed Era.
Per designare la vincitrice fra le dee, Zeus sceglie il principe troiano Paride; e a
lui, pur di ottenere il pomo, ognuna delle divinità offre splendidi doni: Era la
ricchezza, Atena la saggezza, Afrodite l'amore della donna più bella del mondo.
Paride assegna la vittoria a quest'ultima.

L'antefatto: il rapimento di Elena

Dalla scelta di Paride deriva, secondo il mito, la causa scatenante della Guerra di
Troia.
Il principe troiano si reca a Sparta in visita al Re Menelao: qui, con l'aiuto di
Afrodite, conquista l'amore di Elena, moglie del sovrano nonché donna più bella
del mondo, e fugge con lei a Troia.
Menelao, infuriato per il rapimento e per il tradimento dei patti di ospitalità,
chiede aiuto al fratello Agamennone per vendicare il torto subito. I due
organizzano insieme agli altri sovrani greci una spedizione contro Troia.

La trama

  • L'ira di Achille: Achille, il più valoroso eroe acheo, dopo un'aspra contesa è
    costretto a cedere la propria schiava Briseide al re Agamennone; infuriato,
    Achille decide di non combattere più per un sovrano che non stima.
  • La morte di Patroclo: in assenza di Achille e con il favore divino, i Troiani
    vincono numerose battaglie; Patroclo, il migliore amico di Achille, decide di
    vestire le armi dello stesso Achille per intimorire i nemici ma viene ferito, e poi
    ucciso, dall'eroe troiano Ettore.
  • Il ritorno di Achille: disperato per il dolore della perdita, Achille decide di
    tornare a combattere per vendicare Patroclo e uccide in duello Ettore; infine,
    preso da compassione, restituisce il corpo di Ettore al re troiano Priamo in
    modo da onorarlo con le giuste esequie.

Personaggi

L'Iliade è popolata da alcune
categorie di personaggi:

  • gli eroi greci, o achei, sono
    coraggiosi, dotati di forza fisica e
    ambiscono alla gloria individuale;
  • gli eroi troiani sono i nemici, ma
    hanno le medesime caratteristiche,
    le stesse istituzioni e gli stessi dei
    degli achei (non sono "diversi");
  • le divinità;
  • le figure femminili.

Gli eroi greci

  • Achille: figlio di Peleo, re di Ftia, in Tessaglia, e della ninfa Teti. È il più forte dei
    guerrieri che combattono per Agamennone.
  • Patroclo: amico inseparabile di Achille, che verrà ucciso da Ettore.
  • Agamennone: figlio di Atreo, sovrano di Argo e di Micene, sposato con
    Clitemnestra, è al comando della spedizione contro Troia.
  • Menelao: figlio di Atreo e fratello di Agamennone, subisce il tradimento e
    rapimento della moglie Elena; è a causa sua che tutti gli eroi greci si riuniscono
    sotto le mura di Troia.
  • Odisseo: sovrano di Itaca, è il più intelligente tra i guerrieri. Sarà lui a ideare
    l'inganno del cavallo di Troia (non narrato nell'Iliade).

Gli eroi troiani

  • Ettore: principe troiano, primogenito di Priamo, marito di Andromaca e padre
    di Astianatte, è il più valoroso tra i Troiani. Dopo aver ucciso Patroclo,
    credendolo Achille, muore combattendo proprio contro quest'ultimo.
  • Priamo: è l'anziano re di Troia, che perde nel conflitto con gli Achei quasi tutti i
    suoi figli maschi.
  • Paride: figlio di Priamo e fratello di Ettore, è il responsabile della guerra di
    Troia; è un guerriero mediocre ma sarà lui a uccidere Achille (non narrato
    nell'Iliade).
  • Enea: figlio di Anchise e della dea Afrodite, è un guerriero abile, saggio e
    rispettoso. Sarà il protagonista dell'Eneide di Virgilio.

Le divinità

Le divinità che compaiono nel poema sono antropomorfe, cioè hanno sembianze,
vizi e virtù propri degli uomini; vivono sul monte Olimpo e intervengono nelle
vicende umane, a volte anche combattendo accanto ai propri eroi.
Alcune divinità agiscono in favore degli Achei, come Atena ed Era (nemiche dei
Troiani a causa della scelta di Paride in occasione dell'episodio del pomo della
discordia) o Teti, madre di Achille.
Altre divinità, invece, agiscono in aiuto dei Troiani, come Afrodite (giudicata da
Paride la più bella tra le dee), Apollo e Ares.
Zeus, padre degli dei, accoglie talvolta le richieste dell'uno, talvolta quelle
dell'altro schieramento.

Le figure femminili

Le figure femminili, seppur presenti nell'Iliade,
occupano una posizione secondaria rispetto
agli eroi; ricordiamo:

  • Elena, moglie di Menelao rapita da Paride,
    considerata come la scintilla che accende la
    Guerra di Troia;
  • Criseide e Briseide, trattate come veri e
    propri bottini di guerra;
  • Andromaca, moglie di Ettore, devota e
    sofferenze.

J. L. David, Elena e Paride

Struttura narrativa

L'iliade ha una struttura piuttosto
lineare e il narratore è esterno e
onnisciente; gli eventi procedono in
ordine cronologico e la fabula
coincide quasi sempre con
l'intreccio, con l'eccezione di:

  • alcune anticipazioni, per lo più in
    forma di profezie (come quella
    pronunciata da Ettore in punto di
    morte ad Achille);
  • alcuni flashback, come all'inizio del
    poema in cui vengono riassunte le
    cause dell'ira funesta di Achille.

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