Slide sull'Iliade, concentrandosi sulla questione omerica e le teorie sulla paternità dell'opera. Il Pdf esplora il dibattito storico-critico e l'importanza delle scoperte di Heinrich Schliemann a Troia e Micene, offrendo una panoramica concisa del poema epico per la scuola superiore.
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Classe I S - a.s. 2024/25
Prof. Alvise Sambo
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Attualmente si concorda sul fatto che
l'Iliade e l'Odissea siano state
composte intorno all'VIII secolo a.C.,
ma che siano ambientate in un'epoca
precedente e che comunque siano
frutto di una lunga tradizione epica
orale.
Il dibattito e le teorie relative alla
figura di Omero e alla paternità
dell'Iliade e dell'Odissea prendono il
nome di "questione omerica".
"Quel sommo
D'occhi cieco, e divin raggio di mente,
Che per la Grecia mendicò cantando."
Alessandro Manzoni
Per secoli anche la stessa città di Troia è considerata soltanto un mito inventato
da Omero.
Sono gli scavi dell'archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890), avviati
nel 1871, a dimostrare l'esistenza della città. Basandosi sulle indicazioni presenti
nell'Iliade, infatti, Schliemann individua nell'attuale Turchia il luogo in cui si
trovava l'antica Troia. Attenendosi alle informazioni contenute nei poemi omerici,
Schliemann porta alla luce inedite parti di Micene, la città di Agamennone.
Questa scoperta conferisce plausibilità storica ai fatti narrati da Omero e
avvalora l'ipotesi, attualmente riconosciuta come plausibile, per cui i poemi
omerici sarebbero ambientati in epoca micenea.
L'Iliade è il più antico poema epico
attribuito a Omero.
Il poema è costituito da più di 15.000
versi esametri, suddivisi dai filologi
alessandrini in 24 libri.
Il titolo deriva da Ilio, uno dei nomi di
Troia, la ricca e potente città dell'Asia
Minore che vede fronteggiarsi Greci
e Troiani durante la cosiddetta
Guerra di Troia (iniziata, secondo la
tradizione, nel 1194 a.C.).
L'Iliade non ha come oggetto centrale
la Guerra di Troia, di cui non narra né
l'inizio né la fine: le vicende del
poema si svolgono negli ultimi
cinquantuno giorni del nono anno
(su dieci) di combattimento di fronte
alle mura di Troia.
L'opera ha un impianto corale ma
l'episodio chiave della storia, e con
cui inizia, è l'ira dell'eroe greco
Achille per un oltraggio subito dal re
Agamennone; I'lliade si conclude col
funerale del troiano Ettore.
La guerra di Troia affonda le sue radici in episodi di carattere mitico, molto noti
nell'antichità e narrati nel "ciclo troiano".
Si racconta che alle nozze dei futuri genitori di Achille, Peleo e Teti, non viene
invitata Eris, dea della discordia. Per vendicarsi dell'affronto, quest'ultima pone
sul banchetto una mela d'oro destinata "alla più bella", scatenando una lite fra le
tre dee Atena, Afrodite ed Era.
Per designare la vincitrice fra le dee, Zeus sceglie il principe troiano Paride; e a
lui, pur di ottenere il pomo, ognuna delle divinità offre splendidi doni: Era la
ricchezza, Atena la saggezza, Afrodite l'amore della donna più bella del mondo.
Paride assegna la vittoria a quest'ultima.
Dalla scelta di Paride deriva, secondo il mito, la causa scatenante della Guerra di
Troia.
Il principe troiano si reca a Sparta in visita al Re Menelao: qui, con l'aiuto di
Afrodite, conquista l'amore di Elena, moglie del sovrano nonché donna più bella
del mondo, e fugge con lei a Troia.
Menelao, infuriato per il rapimento e per il tradimento dei patti di ospitalità,
chiede aiuto al fratello Agamennone per vendicare il torto subito. I due
organizzano insieme agli altri sovrani greci una spedizione contro Troia.
L'Iliade è popolata da alcune
categorie di personaggi:
Le divinità che compaiono nel poema sono antropomorfe, cioè hanno sembianze,
vizi e virtù propri degli uomini; vivono sul monte Olimpo e intervengono nelle
vicende umane, a volte anche combattendo accanto ai propri eroi.
Alcune divinità agiscono in favore degli Achei, come Atena ed Era (nemiche dei
Troiani a causa della scelta di Paride in occasione dell'episodio del pomo della
discordia) o Teti, madre di Achille.
Altre divinità, invece, agiscono in aiuto dei Troiani, come Afrodite (giudicata da
Paride la più bella tra le dee), Apollo e Ares.
Zeus, padre degli dei, accoglie talvolta le richieste dell'uno, talvolta quelle
dell'altro schieramento.
Le figure femminili, seppur presenti nell'Iliade,
occupano una posizione secondaria rispetto
agli eroi; ricordiamo:
J. L. David, Elena e Paride
L'iliade ha una struttura piuttosto
lineare e il narratore è esterno e
onnisciente; gli eventi procedono in
ordine cronologico e la fabula
coincide quasi sempre con
l'intreccio, con l'eccezione di: