Psicopedagogia: ruolo dell'insegnante e competenze professionali

Documento di Università sulla psicopedagogia, il ruolo dell'insegnante e le sue competenze. Il Pdf esplora l'identità professionale, le abilità relazionali e comunicative, e la gestione del disagio infantile, per la materia Psicologia.

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48 pagine

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Prof. Mario Rizzardi
1°lezione 20 febbraio
-libro “Insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria un approccio psico-dinamico”. È un libro per
insegnanti ed educatori. Riguarda specificatamente gli aspetti educativi dell’insegnante.
1° capitolo : ESSERE INSEGNANTI
L’importanza della responsabilità da parte dell’insegnate di costruire un rapporto educativo improntato al
rispetto totale della dignità di ogni bambino è fondamentale. L’essenza della professione di insegnante è
strettamente legata a specifiche competenze relazionali, comunicative ed emotive che permettono di
costruire un rapporto genuino con gli alunni. Ai futuri insegnanti bisogna dare due consigli importanti:
1) La prima raccomandazione è quella di non perdere mai di vista la centralità del bambino e quindi di
impegnarsi in questo lavoro, essere sempre aggiornati e formati, tutto con l'obiettivo di sostenere il
benessere dei bambini. Il benessere dei bambini è uno stato in cui i loro bisogni e richieste sono soddisfatti,
e in caso contrario si trasforma in malessere e sofferenza che ostacolano la crescita.
2) La seconda raccomandazione è quella di mantenere sempre viva la voglia di progettare e proporre nuove
attività. Lo studio e le competenze devono sostenere la fiducia in una trasformazione possibile, anche dove
i giovani insegnanti si trovano in situazioni difficili.
L'introduzione di un nuovo docente richiederebbe l'assistenza di un collega esperto che funga da tutor e
trasmetta le conoscenze necessarie; tuttavia, spesso si incoraggia l'imitazione invece dell'autonomia del
nuovo insegnante, impedendo la creazione di un proprio stile di insegnamento. Altri fattori che potrebbero
costituire un ostacolo sono le paure, le preoccupazioni, la personalità dell'insegnante e l'organizzazione
dell'istituto. In questi scenari (contesti) un neoassunto deve ambire a una modifica derivante dalle singole
azioni quotidiane. Sono comuni delle difficoltà nell’introduzione dei neoprofessori che si contrappongono
con i vecchi docenti ed è essenziale che si generi un clima collaborativo positivo da entrambe le parti
basato sull’ascolto, sul rispetto, sull’apertura, in modo tale da formare un gruppo. Un’altra problematica è
diretta ai maestri con più esperienza che potrebbero trovarsi in una situazione di malessere psicologico,
che nella maggioranza dei casi è correlato alla complessità e alla fatica che comporta il lavoro diretto con i
bimbi e i genitori, soprattutto con quelli che presentano delle problematiche. Questo dispiacere può
sfociare in forme di violenza nei confronti dei bambini, in depressione, apatia e ci si potrebbe trovare in
circostanze non appropriate per l’insegnamento; è essenziale sollecitare questi insegnanti a prendersi cura
del proprio malore, anche rivolgendosi a figure professionali adeguate.
Cosa si intende per identità professionale? L'identità è ciò che ci contraddistingue dagli altri, definisce la
nostra unicità, le nostre diversità e ha una rilevanza sia personale che sociale; nel contesto professionale,
essa assume anche un valore formativo (formazione della persona, titolo di studio). Pertanto, l'identità
professionale rappresenta l'insieme di conoscenze e competenze acquisite nel corso della vita che
consentono all'individuo (nell'ambito educativo) di operare nel proprio campo di lavoro.
L’educatore non dovrebbe concentrarsi solamente sulle abilità tecniche, ma dovrebbe essere immerso in
una rete di connessioni e concentrarsi sulla trasformazione dell'esperienza educativa in un rapporto
autentico. L'identità professionale implica la capacità di collaborare costruttivamente con i colleghi,
lavorando in gruppo e gestendo conflitti sia con i colleghi che con i superiori, che sono inevitabilmente
presenti nell'ambiente lavorativo. L'identità professionale non è un concetto isolato, ma influenza la
relazione educativa con gli utenti, come gli studenti a scuola, i bambini e gli adolescenti. Di conseguenza,
comporta anche la trasmissione di un patrimonio culturale sia da parte dei genitori che degli educatori e
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degli insegnanti. È importante ascoltare, accompagnare, interagire e osservare il bambino, aiutandolo a
fare scoperte e svolgendo il compito di supporto per favorirne la crescita, lo sviluppo e l'apprendimento in
modo da renderlo sempre più consapevole ed autonomo; gli alunni sono i destinatari diritti del servizio
scolastico a cui deve essere garantito il pieno e libero sviluppo della personalità. Inoltre l’agire educativo
degli insegnanti prevede anche la promozione del benessere e la prevenzione del disagio
infantile.
L'insegnamento e la professione sono strettamente correlati in quanto implicano spazi di discrezionalità e
autonomia nell'espletamento del proprio ruolo. La professionalità è legata:
• ai principi fondamentali dell’INDIPENDENZA del docente che si basa sulla premessa della libertà di
insegnamento (conforme all'art. 33 della Costituzione italiana) e della responsabilità come conseguenza;
• alla deontologia (o etica professionale), un altro elemento fondamentale della professionalità che si
caratterizza per la corretta gestione delle relazioni interpersonali nell'ambito dell'esercizio delle proprie
mansioni.
Nella professione educativa, ci sono alcuni doveri che devono essere rispettati:
Innanzitutto, ci sono i doveri nei confronti dei destinatari, ovvero bambini e adolescenti. Un principio
fondamentale è la centralità del bambino nell'educazione, il quale deve essere garantito
responsabilmente l'autonomia, lo sviluppo della personalità, la promozione del benessere e la gestione
del disagio infantile.
Ci sono i doveri nei confronti dei colleghi, che sono impliciti e non sanciti da norme, come ad esempio
la solidarietà. È importante lavorare in modo collaborativo, poiché chi si occupa di bambini o lavora in
una situazione educativa si accorge che c'è sempre un approccio di squadra e non un lavoro individuale
dell'educatore. Pertanto, è importante sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e in modo
collaborativo.
doveri nei confronti delle istituzioni >> si riferiscono al dovere del docente di rispettare le norme che
regolano la scuola, intesa come una comunità professionale che promuove relazioni, innovazione e
condivisione di conoscenze.
dovere di ciò che si insegna ai bambini e dovere di mantenere costantemente aggiornate le proprie
competenze metodologiche-didattiche-pedagogiche e relazionali: è importante che gli insegnanti siano
altamente motivati, preparati e appassionati riguardo agli ambiti culturali e disciplinari che insegnano e
allo stesso tempo, devono essere attenti alle esigenze specifiche dei bambini con cui interagiscono.
l'impegno di essere costantemente aggiornati e di conoscere in modo responsabile e scientifico ciò che
si insegna, richiede una formazione e un aggiornamento costanti delle proprie conoscenze. Questi
fattori sono indispensabili per garantire la qualità della costruzione di un ambiente educativo
accogliente, sicuro e ben organizzato, in grado di suscitare la fiducia delle famiglie e della comunità più
ampia.
Dovere alla prevenzione del disagio e nella promozione del benessere, come stabilito dalla legge.
L'educatore deve anche prendersi cura di sé come persona e cercare di ampliare le proprie esperienze
umane, affettive e intellettive per favorire la propria crescita personale. È quindi essenziale che
l'educatore studi, si aggiorni, partecipi a corsi di formazione, legga riviste specializzate, si immerga nella
cultura, frequenti il teatro e il cinema, sperimenti progetti innovativi e conduca ricerche educative.
Inoltre, è importante che l'educatore rifletta sulle proprie conoscenze, tecniche e strumenti per
migliorare le proprie capacità.
Dunque, il lavoro dell’educatore è un lavoro molto complesso, di profilo molto elevato che comporta la
conoscenza della cultura, dei linguaggi, responsività, consapevolezza, responsabilità.

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Anteprima

Psicopedagogia 2022-2023

Prof. Mario Rizzardi
1ºlezione 20 febbraio

  • libro "Insegnare nella scuola dell'infanzia e primaria un approccio psico-dinamico". È un libro per
    insegnanti ed educatori. Riguarda specificatamente gli aspetti educativi dell'insegnante.

Essere Insegnanti

L'importanza della responsabilità da parte dell'insegnate di costruire un rapporto educativo improntato al
rispetto totale della dignità di ogni bambino è fondamentale. L'essenza della professione di insegnante è
strettamente legata a specifiche competenze relazionali, comunicative ed emotive che permettono di
costruire un rapporto genuino con gli alunni. Ai futuri insegnanti bisogna dare due consigli importanti:

  1. La prima raccomandazione è quella di non perdere mai di vista la centralità del bambino e quindi di
    impegnarsi in questo lavoro, essere sempre aggiornati e formati, tutto con l'obiettivo di sostenere il
    benessere dei bambini. Il benessere dei bambini è uno stato in cui i loro bisogni e richieste sono soddisfatti,
    e in caso contrario si trasforma in malessere e sofferenza che ostacolano la crescita.
  2. La seconda raccomandazione è quella di mantenere sempre viva la voglia di progettare e proporre nuove
    attività. Lo studio e le competenze devono sostenere la fiducia in una trasformazione possibile, anche dove
    i giovani insegnanti si trovano in situazioni difficili.

L'introduzione di un nuovo docente richiederebbe l'assistenza di un collega esperto che funga da tutor e
trasmetta le conoscenze necessarie; tuttavia, spesso si incoraggia l'imitazione invece dell'autonomia del
nuovo insegnante, impedendo la creazione di un proprio stile di insegnamento. Altri fattori che potrebbero
costituire un ostacolo sono le paure, le preoccupazioni, la personalità dell'insegnante e l'organizzazione
dell'istituto. In questi scenari (contesti) un neoassunto deve ambire a una modifica derivante dalle singole
azioni quotidiane. Sono comuni delle difficoltà nell'introduzione dei neoprofessori che si contrappongono
con i vecchi docenti ed è essenziale che si generi un clima collaborativo positivo da entrambe le parti
basato sull'ascolto, sul rispetto, sull'apertura, in modo tale da formare un gruppo. Un'altra problematica è
diretta ai maestri con più esperienza che potrebbero trovarsi in una situazione di malessere psicologico,
che nella maggioranza dei casi è correlato alla complessità e alla fatica che comporta il lavoro diretto con i
bimbi e i genitori, soprattutto con quelli che presentano delle problematiche. Questo dispiacere può
sfociare in forme di violenza nei confronti dei bambini, in depressione, apatia e ci si potrebbe trovare in
circostanze non appropriate per l'insegnamento; è essenziale sollecitare questi insegnanti a prendersi cura
del proprio malore, anche rivolgendosi a figure professionali adeguate.

Identità Professionale

Cosa si intende per identità professionale? L'identità e ciò che ci contraddistingue dagli altri, definisce la
nostra unicità, le nostre diversità e ha una rilevanza sia personale che sociale; nel contesto professionale,
essa assume anche un valore formativo (formazione della persona, titolo di studio). Pertanto, l'identità
professionale rappresenta l'insieme di conoscenze e competenze acquisite nel corso della vita che
consentono all'individuo (nell'ambito educativo) di operare nel proprio campo di lavoro.
L'educatore non dovrebbe concentrarsi solamente sulle abilità tecniche, ma dovrebbe essere immerso in
una rete di connessioni e concentrarsi sulla trasformazione dell'esperienza educativa in un rapporto
autentico. L'identità professionale implica la capacità di collaborare costruttivamente con i colleghi,
lavorando in gruppo e gestendo conflitti sia con i colleghi che con i superiori, che sono inevitabilmente
presenti nell'ambiente lavorativo. L'identità professionale non è un concetto isolato, ma influenza la
relazione educativa con gli utenti, come gli studenti a scuola, i bambini e gli adolescenti. Di conseguenza,
comporta anche la trasmissione di un patrimonio culturale sia da parte dei genitori che degli educatori e
1degli insegnanti. È importante ascoltare, accompagnare, interagire e osservare il bambino, aiutandolo a
fare scoperte e svolgendo il compito di supporto per favorirne la crescita, lo sviluppo e l'apprendimento in
modo da renderlo sempre più consapevole ed autonomo; gli alunni sono i destinatari diritti del servizio
scolastico a cui deve essere garantito il pieno e libero sviluppo della personalità. Inoltre l'agire educativo
degli insegnanti prevede anche la promozione del benessere e la prevenzione del disagio
infantile.

Insegnamento e Professione

L'insegnamento e la professione sono strettamente correlati in quanto implicano spazi di discrezionalità e
autonomia nell'espletamento del proprio ruolo. La professionalità è legata:

  • ai principi fondamentali dell'INDIPENDENZA del docente che si basa sulla premessa della libertà di
    insegnamento (conforme all'art. 33 della Costituzione italiana) e della responsabilità come conseguenza;
  • alla deontologia (o etica professionale), un altro elemento fondamentale della professionalità che si
    caratterizza per la corretta gestione delle relazioni interpersonali nell'ambito dell'esercizio delle proprie
    mansioni.

Doveri nella Professione Educativa

Nella professione educativa, ci sono alcuni doveri che devono essere rispettati:

  • Innanzitutto, ci sono i doveri nei confronti dei destinatari, ovvero bambini e adolescenti. Un principio
    fondamentale è la centralità del bambino nell'educazione, il quale deve essere garantito
    responsabilmente l'autonomia, lo sviluppo della personalità, la promozione del benessere e la gestione
    del disagio infantile.
  • Ci sono i doveri nei confronti dei colleghi, che sono impliciti e non sanciti da norme, come ad esempio
    la solidarietà. È importante lavorare in modo collaborativo, poiché chi si occupa di bambini o lavora in
    una situazione educativa si accorge che c'è sempre un approccio di squadra e non un lavoro individuale
    dell'educatore. Pertanto, è importante sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e in modo
    collaborativo.
  • doveri nei confronti delle istituzioni >> si riferiscono al dovere del docente di rispettare le norme che
    regolano la scuola, intesa come una comunità professionale che promuove relazioni, innovazione e
    condivisione di conoscenze.
  • dovere di ciò che si insegna ai bambini e dovere di mantenere costantemente aggiornate le proprie
    competenze metodologiche-didattiche-pedagogiche e relazionali: è importante che gli insegnanti siano
    altamente motivati, preparati e appassionati riguardo agli ambiti culturali e disciplinari che insegnano e
    allo stesso tempo, devono essere attenti alle esigenze specifiche dei bambini con cui interagiscono.
    l'impegno di essere costantemente aggiornati e di conoscere in modo responsabile e scientifico ciò che
    si insegna, richiede una formazione e un aggiornamento costanti delle proprie conoscenze. Questi
    fattori sono indispensabili per garantire la qualità della costruzione di un ambiente educativo
    accogliente, sicuro e ben organizzato, in grado di suscitare la fiducia delle famiglie e della comunità più
    ampia.
  • Dovere alla prevenzione del disagio e nella promozione del benessere, come stabilito dalla legge.
    L'educatore deve anche prendersi cura di sé come persona e cercare di ampliare le proprie esperienze
    umane, affettive e intellettive per favorire la propria crescita personale. È quindi essenziale che
    l'educatore studi, si aggiorni, partecipi a corsi di formazione, legga riviste specializzate, si immerga nella
    cultura, frequenti il teatro e il cinema, sperimenti progetti innovativi e conduca ricerche educative.
    Inoltre, è importante che l'educatore rifletta sulle proprie conoscenze, tecniche e strumenti per
    migliorare le proprie capacità.

Dunque, il lavoro dell'educatore è un lavoro molto complesso, di profilo molto elevato che comporta la
conoscenza della cultura, dei linguaggi, responsività, consapevolezza, responsabilità.
2Molto importante è anche l'aspetto etico e deontologico: il fatto di dover lavorare bene, di dover muoversi
all'interno di un lavoro ben fatto. Bisogna offrire il lavoro nel migliore dei modi. Ci deve essere
un'attenzione forte all'inclusività, alle differenze individuali e alle fragilità dei soggetti.

Ruolo e Funzioni dell'Identità Professionale

All'identità professionale sono collegati il ruolo e le funzioni:

  • il ruolo >> definisce l'identità del docente e dell'educatore, ovvero come mi vedo, chi sono e quale
    considerazione ho di me stesso e della mia professione. Il ruolo, quindi, consiste nell'agire
    professionale di una persona.

Le funzioni, invece >> derivano dall'attività del ruolo, dall'agire professionale (insegnare,
pianificare, valutare, educare) e dalle attività specifiche del ruolo (tenere una lezione, organizzare
un'uscita esperienziale, didattica o laboratoriale, cercando di rendere significativa l'esperienza con
gli alunni). Pertanto, il modo in cui si intende la propria identità professionale influisce sia sul
rapporto con il proprio lavoro che sulle relazioni con le istituzioni scolastiche e con tutte le persone
coinvolte nell'educazione (bambini, adolescenti, genitori, collaboratori, medici, psicologi, ecc.).

Esempi tra Ruoli e Funzioni

  1. Insegnante che prende in braccio un bambino che cadendo si è sbucciato un gomito mentre correva nel
    corridoio. Qui egli assume il ruolo di docente ma nello stesso tempo esercita una funzione di cura,
    consolatoria, di risposta a quello che è un bisogno del bambino in quel momento e questa risposta deve
    esser data anche in considerazione dell'età del bambino. Comporta empatia e conoscenza del bambino.
  2. Insegnante blocca fisicamente un bambino di 8 anni molto agitato, quasi fuori controllo che sta
    afferrando pugni contro un compagno. Qui il ruolo è sempre coerente con il ruolo di docente e la funzione
    è quella di contenimento.
  3. L'insegnanate ricorda al gruppo classe le regole da rispettare durante le uscite. Qui il ruolo è quello di
    docente e la funzione che esercita è quella normativa, cioè una funzione anticipatoria di tipo protettivo.
  4. L'insegnante regala a un alunno della propria classe che proviene da una famiglia indigente un abito
    nuovo e giocattoli nuovi, adottando un comportamento simile a quello di un'associazione di beneficenza o
    di un operatore del sociale.

Quali analisi possono essere effettuate? Le prime tre circostanze sembrano vantaggiose e appropriate
poiché si riferiscono al ruolo, tuttavia nell'ultimo caso non sembra che il ruolo di insegnante sia rispettato,
in quanto la funzione non è più correlata all'insegnamento. Qui c'è una forma di assistenza e gratificazione
affettiva e materiale, ma sembra più simile a quella di un volontario di un'organizzazione benefica piuttosto
che a quella di un insegnante. Ciò comporta una perdita dei confini del proprio ruolo, il che non sempre è
positivo poiché può generare confusione nei bambini e negli adolescenti.

Vocazione e Identità di Ruolo

Cosa si intende per vocazione? La vocazione rappresenta una propensione o un'attitudine verso un
particolare tipo di attività umana, che deriva anche dalla propria storia personale. Potremmo definirla come
una predisposizione che permette alla persona di utilizzare le proprie competenze, i propri talenti e la
propria sensibilità personale in un determinato ambito professionale, svolgendolo con passione ed
interesse. La vocazione, quindi, è un invito interiore, un richiamo che si sente e che si traduce in una
naturale inclinazione verso una specifica attività.
Spesso si tende a considerare il lavoro degli educatori come comodo e leggero, ignorando la sua
complessità e l'elevato impatto dei fattori di rischio professionali sulla salute degli operatori. Le persone
che si dedicano all'aiuto degli altri sono soggette a un forte logoramento emotivo e rischio di burnout,
tanto che queste professioni vengono definite come "emotional joys", ovvero lavori a rischio di
esaurimento emotivo a causa dell'elevata esposizione a situazioni stressanti.
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