Documento di Università sulla psicopedagogia, il ruolo dell'insegnante e le sue competenze. Il Pdf esplora l'identità professionale, le abilità relazionali e comunicative, e la gestione del disagio infantile, per la materia Psicologia.
Mostra di più48 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Prof. Mario Rizzardi
1ºlezione 20 febbraio
L'importanza della responsabilità da parte dell'insegnate di costruire un rapporto educativo improntato al
rispetto totale della dignità di ogni bambino è fondamentale. L'essenza della professione di insegnante è
strettamente legata a specifiche competenze relazionali, comunicative ed emotive che permettono di
costruire un rapporto genuino con gli alunni. Ai futuri insegnanti bisogna dare due consigli importanti:
L'introduzione di un nuovo docente richiederebbe l'assistenza di un collega esperto che funga da tutor e
trasmetta le conoscenze necessarie; tuttavia, spesso si incoraggia l'imitazione invece dell'autonomia del
nuovo insegnante, impedendo la creazione di un proprio stile di insegnamento. Altri fattori che potrebbero
costituire un ostacolo sono le paure, le preoccupazioni, la personalità dell'insegnante e l'organizzazione
dell'istituto. In questi scenari (contesti) un neoassunto deve ambire a una modifica derivante dalle singole
azioni quotidiane. Sono comuni delle difficoltà nell'introduzione dei neoprofessori che si contrappongono
con i vecchi docenti ed è essenziale che si generi un clima collaborativo positivo da entrambe le parti
basato sull'ascolto, sul rispetto, sull'apertura, in modo tale da formare un gruppo. Un'altra problematica è
diretta ai maestri con più esperienza che potrebbero trovarsi in una situazione di malessere psicologico,
che nella maggioranza dei casi è correlato alla complessità e alla fatica che comporta il lavoro diretto con i
bimbi e i genitori, soprattutto con quelli che presentano delle problematiche. Questo dispiacere può
sfociare in forme di violenza nei confronti dei bambini, in depressione, apatia e ci si potrebbe trovare in
circostanze non appropriate per l'insegnamento; è essenziale sollecitare questi insegnanti a prendersi cura
del proprio malore, anche rivolgendosi a figure professionali adeguate.
Cosa si intende per identità professionale? L'identità e ciò che ci contraddistingue dagli altri, definisce la
nostra unicità, le nostre diversità e ha una rilevanza sia personale che sociale; nel contesto professionale,
essa assume anche un valore formativo (formazione della persona, titolo di studio). Pertanto, l'identità
professionale rappresenta l'insieme di conoscenze e competenze acquisite nel corso della vita che
consentono all'individuo (nell'ambito educativo) di operare nel proprio campo di lavoro.
L'educatore non dovrebbe concentrarsi solamente sulle abilità tecniche, ma dovrebbe essere immerso in
una rete di connessioni e concentrarsi sulla trasformazione dell'esperienza educativa in un rapporto
autentico. L'identità professionale implica la capacità di collaborare costruttivamente con i colleghi,
lavorando in gruppo e gestendo conflitti sia con i colleghi che con i superiori, che sono inevitabilmente
presenti nell'ambiente lavorativo. L'identità professionale non è un concetto isolato, ma influenza la
relazione educativa con gli utenti, come gli studenti a scuola, i bambini e gli adolescenti. Di conseguenza,
comporta anche la trasmissione di un patrimonio culturale sia da parte dei genitori che degli educatori e
1degli insegnanti. È importante ascoltare, accompagnare, interagire e osservare il bambino, aiutandolo a
fare scoperte e svolgendo il compito di supporto per favorirne la crescita, lo sviluppo e l'apprendimento in
modo da renderlo sempre più consapevole ed autonomo; gli alunni sono i destinatari diritti del servizio
scolastico a cui deve essere garantito il pieno e libero sviluppo della personalità. Inoltre l'agire educativo
degli insegnanti prevede anche la promozione del benessere e la prevenzione del disagio
infantile.
L'insegnamento e la professione sono strettamente correlati in quanto implicano spazi di discrezionalità e
autonomia nell'espletamento del proprio ruolo. La professionalità è legata:
Nella professione educativa, ci sono alcuni doveri che devono essere rispettati:
Dunque, il lavoro dell'educatore è un lavoro molto complesso, di profilo molto elevato che comporta la
conoscenza della cultura, dei linguaggi, responsività, consapevolezza, responsabilità.
2Molto importante è anche l'aspetto etico e deontologico: il fatto di dover lavorare bene, di dover muoversi
all'interno di un lavoro ben fatto. Bisogna offrire il lavoro nel migliore dei modi. Ci deve essere
un'attenzione forte all'inclusività, alle differenze individuali e alle fragilità dei soggetti.
All'identità professionale sono collegati il ruolo e le funzioni:
Le funzioni, invece >> derivano dall'attività del ruolo, dall'agire professionale (insegnare,
pianificare, valutare, educare) e dalle attività specifiche del ruolo (tenere una lezione, organizzare
un'uscita esperienziale, didattica o laboratoriale, cercando di rendere significativa l'esperienza con
gli alunni). Pertanto, il modo in cui si intende la propria identità professionale influisce sia sul
rapporto con il proprio lavoro che sulle relazioni con le istituzioni scolastiche e con tutte le persone
coinvolte nell'educazione (bambini, adolescenti, genitori, collaboratori, medici, psicologi, ecc.).
Quali analisi possono essere effettuate? Le prime tre circostanze sembrano vantaggiose e appropriate
poiché si riferiscono al ruolo, tuttavia nell'ultimo caso non sembra che il ruolo di insegnante sia rispettato,
in quanto la funzione non è più correlata all'insegnamento. Qui c'è una forma di assistenza e gratificazione
affettiva e materiale, ma sembra più simile a quella di un volontario di un'organizzazione benefica piuttosto
che a quella di un insegnante. Ciò comporta una perdita dei confini del proprio ruolo, il che non sempre è
positivo poiché può generare confusione nei bambini e negli adolescenti.
Cosa si intende per vocazione? La vocazione rappresenta una propensione o un'attitudine verso un
particolare tipo di attività umana, che deriva anche dalla propria storia personale. Potremmo definirla come
una predisposizione che permette alla persona di utilizzare le proprie competenze, i propri talenti e la
propria sensibilità personale in un determinato ambito professionale, svolgendolo con passione ed
interesse. La vocazione, quindi, è un invito interiore, un richiamo che si sente e che si traduce in una
naturale inclinazione verso una specifica attività.
Spesso si tende a considerare il lavoro degli educatori come comodo e leggero, ignorando la sua
complessità e l'elevato impatto dei fattori di rischio professionali sulla salute degli operatori. Le persone
che si dedicano all'aiuto degli altri sono soggette a un forte logoramento emotivo e rischio di burnout,
tanto che queste professioni vengono definite come "emotional joys", ovvero lavori a rischio di
esaurimento emotivo a causa dell'elevata esposizione a situazioni stressanti.
3