Documento da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna su Spazio, ambiente e territorio. Il Pdf approfondisce il rapporto tra spazio, ambiente e territorio, analizzando concetti come l'Antropocene e i confini planetari, con un focus sulla sociologia dell'ambiente.
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A partire dai primi anni del nuovo secolo ha preso sempre più campo la consapevolezza che la crisi ambientale ha assunto una dimensione GLOBALE > rappresentata come la rottura dell'equilibrio tra il modo di funzionamento della società e il modo di funzionamento degli ecosistemi a livello planetario. ANTROPOCENE > concetto per indicare l'idea che l'umanità ha raggiunto una forza di impatto sul pianeta pari a quella delle forze geologiche. Diverse teorie su questo:
Nel 2009 un ecologo ha trovato i nove CONFINI PLANETARI (planetary boundaries) che l'umanità non dovrebbe superare al fine di mantenere integri gli equilibri ecosistemici che si sono formati durante l'Olocene. A questa teoria sono stati trovati punti di forza e punti di debolezza. Punti di forza:
Elementi di debolezza:
Spazio > evocato più come un contenitore, dentro il quale si materializzano gli effetti di leggi dotate di validità generale, che si pretendono efficaci indipendentemente dai contesti a partire dai quali sono state raccolte le evidenze che offrono supporto empirico alle elaborazioni teoriche. Si propone un approccio spazialista alla sociologia dell'ambiente, capace di uscire dalla singolarizzazione dell'Antropocene , dei confini planetari, della crisi ambientale globale, del capitalismo e di tutti i principi di causazione univoci. L'opzione spazialista si sostanzia di almeno 5 ragioni:
Lo SPAZIO è l'ambito entro il quale interagiscono le coordinate relazionali, dimensionali e morfologiche con le attività umane in forma finita. Ha dunque una dimensione, una morfologia, si relaziona con altri spazi e contiene delle attività umane che ne assumono e ne riproducono la forma. Le attività umane attribuiscono caratteristiche allo spazio e lo spazio da forma alle attività umane, le quali si collocano sempre in uno spazio fisico: hanno una posizione geografica e una base fisica. Se allo spazio attribuiamo un nome, questo diventa un LUOGO. Se, oltre al nome, lo pratichiamo riempiendolo di relazioni, esso diventa un AMBITO LOCALE. Se alle relazioni diamo un'organizzazione e stabiliamo dei confini, diventa TERRITORIO. Per ognuna di queste forme possiamo individuare i tratti distintivi. I luoghi Hanno 3 caratteristiche:
Quando in un luogo si addensano valori simbolici molto alti, essi assumono la forma di SUPERLUOGHI -> godono di una sovraesposizione rispetto ad altri luoghi. Sono spesso investiti di sacralità, sono cioè inviolabili e carichi di significati che trascendono gli individui. Di altra natura sono i NONLUOGHI, idealtipo creato per identificare quegli spazi che, pur avendo una localizzazione e un nome, non sono né identitari né relazionali né storici. Si tratta di luoghi che contribuiscono allo urban sprawl e che sono funzionali alla strutturazione dello spazio dei flussi. Gli ambiti locali Definito come una regione fisica coinvolta come parte dell'ambiente nell'interazione, dotata di confini definiti che contribuiscono a concentrare in qualche modo l'interazione. È un ambito locale lo spazio entro il quale avvengono delle relazioni significative, di cui i fruitori condividono il senso. Le relazioni sono garantite dalla presenza di uno spazio precisato e dotato di confini, riconosciuto da tutti i soggetti. Il territorio Spazio delimitato e organizzato, è dotato di confini, che sono stati individuati secondo criteri razionali e conformi al raggiungimento di obiettivi specifici. Su un territorio è presente in modo stabile una società locale, che prende forma attraverso elementi relativi all'organizzazione sociale e all'azione dei soggetti, ma anche fattori esterni al sistema sociale, ma appropriati da quest'ultimo tramite l'agire individuale e collettivo e le sue sedimentazioni nel tempo. La società locale è composta da tanti sistemi organizzativi, che esercitano la propria azione sullo spazio in modo strumentale, al fine di controllare e stabilire le regole attraverso le quali gli attori possono agire e interagire.
Studiosi si sono interessati delle relazioni esistenti tra territorio, luogo, scala e rete. La SCALA indica non solo una differenziazione gerarchica tra livelli spaziali, ma l'ampiezza entro cui determinati fenomeni assumono una salienza dal punto di vista analitico. Non esiste un'unica scala naturale alla quale un fenomeno ecologico può essere studiato, ma i sistemi ecologici di solito mostrano una variabilità caratteristica in una gamma di scale spaziali, temporali e di livelli di organizzazione. La RETE rappresenta l'interdipendenza tra spazi distinti. Il concetto accomuna, dal punto di vista analitico e metodologico, le scienze sociali e le scienze naturali. Network analysis -> metodologia di indagine delle relazioni tra attori umani e non umani. Dal punto di vista sociospaziale, le reti possono rappresentare:
Distinzione tra URBANO e RURALE > uno dei temi fondanti delle sociologie del territorio. Tra gli elementi che distinguono le società urbane e quelle rurali vi è anche la dimensione ambientale. Nelle aree rurali > predominanza della natura sull'ambiente sociale creato dall'uomo e una relazione diretta tra uomini ed elementi naturali; nelle aree urbane > maggiore isolamento della natura e predominanza dell'ambiente costruito. 3 fattori che producono la divisione urbano-società vs rurale-natura:
Questi 3 fattori, alimentandosi reciprocamente, producono lo svincolo della società dalla natura e la concentrazione dei tratti artificiali in un ambiente nel quale tutto fosse prevedibile e organizzato affinché della natura rimanessero soltanto gli aspetti indispensabili e non quelli che creano disagio all'uomo. Questo ambiente dell'uomo e per l'uomo è la CITTÀ -> identificazione della società con la città e della natura con la campagna.
Per distinguere urbano e rurale si è ricorso a 3 principali criteri: