Riassunto del libro Spazio, ambiente e territorio, Università di Bologna

Documento da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna su Spazio, ambiente e territorio. Il Pdf approfondisce il rapporto tra spazio, ambiente e territorio, analizzando concetti come l'Antropocene e i confini planetari, con un focus sulla sociologia dell'ambiente.

Mostra di più

49 pagine

Riassunto del libro Spazio,
ambiente e territorio
Urbanistica
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (UNIBO)
48 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/riassunto-del-libro-spazio-ambiente-e-territorio/12247607/
Downloaded by: daniela_tropea (tro_daniela@yahoo.it)
spazio, ambiente e territorio
Teorie, metodi e prospettive di ricerca in sociologia
CAPITOLO 1 - PER UNA SOCIOLOGIA DELL’AMBIENTE SPECIALIZZATA
1. Reintegrare lo spazio nella sociologia dell’ambiente
A partire dai primi anni del nuovo secolo ha preso sempre più campo la consapevolezza che la crisi ambientale ha
assunto una dimensione GLOBALE à rappresentata come la rottura dell’equilibrio tra il modo di funzionamento
della società e il modo di funzionamento degli ecosistemi a livello planetario.
ANTROPOCENE à concetto per indicare l’idea che l’umanità ha raggiunto una forza di impatto sul pianeta pari a
quella delle forze geologiche. Diverse teorie su questo:
- Timothy Morton à l’origine dell’antropocene è da ricercarsi nella diffusione delle pratiche agricole che
avrebbero introdotto l’imposizione di un ordine razionale alla natura
- John McNeill e Peter Engelke à dalla grande accelerazione avvenuta a partire dal 1945, l’umanità ha
cambiato marcia nel trasformare e degradare le risorse naturali, diventando qualitativamente e
quantitativamente pervasiva
- Jason Moore à ha origine con l’ascesa del capitalismo, nel momento in cui prendono forma i regimi di
accumulazione e le pratiche di mercificazione della natura à CAPITALOCENE
Nel 2009 un ecologo ha trovato i nove CONFINI PLANETARI (
planetary boundaries)
che l’umanità non dovrebbe
superare al fine di mantenere integri gli equilibri ecosistemici che si sono formati durante l’Olocene. A questa
teoria sono stati trovati punti di forza e punti di debolezza.
Punti di forza:
- Capacità propria di questo modo di inquadrare la crisi ambientale, di allargare l’attenzione a questioni
cruciali come la perdita della biodiversità, l’eutrofizzazione delle acque, l’inquinamento dell’aria e di
mettere in evidenza le interconnessioni tra queste e altre componenti dei sistemi ecologici e dei processi
biochimici
- Esplicitazione della connessione tra gli equilibri stabilizzati degli ecosistemi nell’era olocenica e la
diffusione e prosperità della specie umana, da cui la consapevolezza delle irrinunciabili interconnessioni
tra attori umani e non umani
- Diffusione del concetto di capacità di carico degli ecosistemi e di soglie altre le quali l’azione degli umani
non si può spingere, pena l’irreversibile rottura degli equilibri e delle interconnessioni tra i sistemi sociali
e i sistemi ecologici.
Elementi di debolezza:
Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/riassunto-del-libro-spazio-ambiente-e-territorio/12247607/
Downloaded by: daniela_tropea (tro_daniela@yahoo.it)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

CAPITOLO 1 - PER UNA SOCIOLOGIA DELL'AMBIENTE SPECIALIZZATA

Reintegrare lo spazio nella sociologia dell'ambiente

A partire dai primi anni del nuovo secolo ha preso sempre più campo la consapevolezza che la crisi ambientale ha assunto una dimensione GLOBALE > rappresentata come la rottura dell'equilibrio tra il modo di funzionamento della società e il modo di funzionamento degli ecosistemi a livello planetario. ANTROPOCENE > concetto per indicare l'idea che l'umanità ha raggiunto una forza di impatto sul pianeta pari a quella delle forze geologiche. Diverse teorie su questo:

  • Timothy Morton > l'origine dell'antropocene è da ricercarsi nella diffusione delle pratiche agricole che avrebbero introdotto l'imposizione di un ordine razionale alla natura
  • John McNeill e Peter Engelke > dalla grande accelerazione avvenuta a partire dal 1945, l'umanità ha cambiato marcia nel trasformare e degradare le risorse naturali, diventando qualitativamente e quantitativamente pervasiva
  • Jason Moore > ha origine con l'ascesa del capitalismo, nel momento in cui prendono forma i regimi di accumulazione e le pratiche di mercificazione della natura > CAPITALOCENE

Nel 2009 un ecologo ha trovato i nove CONFINI PLANETARI (planetary boundaries) che l'umanità non dovrebbe superare al fine di mantenere integri gli equilibri ecosistemici che si sono formati durante l'Olocene. A questa teoria sono stati trovati punti di forza e punti di debolezza. Punti di forza:

  • Capacità propria di questo modo di inquadrare la crisi ambientale, di allargare l'attenzione a questioni cruciali come la perdita della biodiversità, l'eutrofizzazione delle acque, l'inquinamento dell'aria e di mettere in evidenza le interconnessioni tra queste e altre componenti dei sistemi ecologici e dei processi biochimici
  • Esplicitazione della connessione tra gli equilibri stabilizzati degli ecosistemi nell'era olocenica e la diffusione e prosperità della specie umana, da cui la consapevolezza delle irrinunciabili interconnessioni tra attori umani e non umani
  • Diffusione del concetto di capacità di carico degli ecosistemi e di soglie altre le quali l'azione degli umani non si può spingere, pena l'irreversibile rottura degli equilibri e delle interconnessioni tra i sistemi sociali e i sistemi ecologici.

Elementi di debolezza:

  • Occultamento delle ragioni e delle disuguaglianze a monte e a valle del superamento delle soglie, ovvero di come diverse persone, classi sociali, regioni, Stati contribuiscono in modo diverso alla crisi ambientale e di come gli effetti negativi si distribuiscono socialmente e territorialmente.

Spazio > evocato più come un contenitore, dentro il quale si materializzano gli effetti di leggi dotate di validità generale, che si pretendono efficaci indipendentemente dai contesti a partire dai quali sono state raccolte le evidenze che offrono supporto empirico alle elaborazioni teoriche. Si propone un approccio spazialista alla sociologia dell'ambiente, capace di uscire dalla singolarizzazione dell'Antropocene , dei confini planetari, della crisi ambientale globale, del capitalismo e di tutti i principi di causazione univoci. L'opzione spazialista si sostanzia di almeno 5 ragioni:

  1. Nell'analizzare la società e ancora di più i problemi socio-ecologici, lo spazio conta. Le differenze prodotte dallo spazio non possono essere trascurate, una prospettiva spazialista offre alcune chiavi teoriche e interpretative che mettono in evidenza non solo le diseguaglianze sociospaziali, ma anche le diversità e le complessità sociospaziali che intervengono nell'insorgere delle questioni ambientali.
  2. La crisi ambientale si produce in alcuni luoghi più degli altri e le sue conseguenze sono distribuite in modi differenti e filtrate in maniera diversa a seconda della intersezione e interdipendenza tra i caratteri culturali, sociali, politici, economici, istituzionali, relazionali, la natura e la morfologia dei luoghi. A seconda di come gli spazi vengono praticati, nell'interazione fra morfologie e dimensioni sociali si generano dei pacchetti di senso compiuto localizzati
  3. Molti problemi ambientali sono localizzati e possono dipendere in parte dalle interconnessioni scalari con il piano globale, in parte da modelli gestionali e interazioni sociospaziali locali
  4. Le risorse naturali hanno dei propri confini ecosistemici che le vincolano territorialmente nelle loro dimensioni riproduttive e nella loro interazione con altri ecosistemi; i confini della natura interagiscono e confliggono con i confini che si è dato l'uomo per organizzare la vita sociale, politica, amministrativa ed economica su diverse scale territoriali
  5. Le politiche ambientali, per esser efficaci, devono trovare un equilibrio tra la dimensione globale della crisi e la vita delle persone nei luoghi, integrando le dimensioni della sostenibilità su scala locale e su scala globale e riconoscendo nei loro principi di incentivazione, regolazione, distribuzione e predisposizione le disuguaglianze e le diversità sociospaziali.

Che cos'è lo spazio per le scienze sociali?

Lo SPAZIO è l'ambito entro il quale interagiscono le coordinate relazionali, dimensionali e morfologiche con le attività umane in forma finita. Ha dunque una dimensione, una morfologia, si relaziona con altri spazi e contiene delle attività umane che ne assumono e ne riproducono la forma. Le attività umane attribuiscono caratteristiche allo spazio e lo spazio da forma alle attività umane, le quali si collocano sempre in uno spazio fisico: hanno una posizione geografica e una base fisica. Se allo spazio attribuiamo un nome, questo diventa un LUOGO. Se, oltre al nome, lo pratichiamo riempiendolo di relazioni, esso diventa un AMBITO LOCALE. Se alle relazioni diamo un'organizzazione e stabiliamo dei confini, diventa TERRITORIO. Per ognuna di queste forme possiamo individuare i tratti distintivi. I luoghi Hanno 3 caratteristiche:

  1. Sono materiali,
  2. Hanno una fisicità oggettivamente rilevabile, sia essa artificiale o naturale
  3. Hanno un nome e viene loro assegnato un significato

Quando in un luogo si addensano valori simbolici molto alti, essi assumono la forma di SUPERLUOGHI -> godono di una sovraesposizione rispetto ad altri luoghi. Sono spesso investiti di sacralità, sono cioè inviolabili e carichi di significati che trascendono gli individui. Di altra natura sono i NONLUOGHI, idealtipo creato per identificare quegli spazi che, pur avendo una localizzazione e un nome, non sono né identitari né relazionali né storici. Si tratta di luoghi che contribuiscono allo urban sprawl e che sono funzionali alla strutturazione dello spazio dei flussi. Gli ambiti locali Definito come una regione fisica coinvolta come parte dell'ambiente nell'interazione, dotata di confini definiti che contribuiscono a concentrare in qualche modo l'interazione. È un ambito locale lo spazio entro il quale avvengono delle relazioni significative, di cui i fruitori condividono il senso. Le relazioni sono garantite dalla presenza di uno spazio precisato e dotato di confini, riconosciuto da tutti i soggetti. Il territorio Spazio delimitato e organizzato, è dotato di confini, che sono stati individuati secondo criteri razionali e conformi al raggiungimento di obiettivi specifici. Su un territorio è presente in modo stabile una società locale, che prende forma attraverso elementi relativi all'organizzazione sociale e all'azione dei soggetti, ma anche fattori esterni al sistema sociale, ma appropriati da quest'ultimo tramite l'agire individuale e collettivo e le sue sedimentazioni nel tempo. La società locale è composta da tanti sistemi organizzativi, che esercitano la propria azione sullo spazio in modo strumentale, al fine di controllare e stabilire le regole attraverso le quali gli attori possono agire e interagire.

Territori, luoghi, scale e reti

Studiosi si sono interessati delle relazioni esistenti tra territorio, luogo, scala e rete. La SCALA indica non solo una differenziazione gerarchica tra livelli spaziali, ma l'ampiezza entro cui determinati fenomeni assumono una salienza dal punto di vista analitico. Non esiste un'unica scala naturale alla quale un fenomeno ecologico può essere studiato, ma i sistemi ecologici di solito mostrano una variabilità caratteristica in una gamma di scale spaziali, temporali e di livelli di organizzazione. La RETE rappresenta l'interdipendenza tra spazi distinti. Il concetto accomuna, dal punto di vista analitico e metodologico, le scienze sociali e le scienze naturali. Network analysis -> metodologia di indagine delle relazioni tra attori umani e non umani. Dal punto di vista sociospaziale, le reti possono rappresentare:

  • Un insieme di spazi organizzati discontinui, ma accomunati dalle stesse caratteristiche: le rete dei parchi naturali, la rete dei piccoli comuni, la rete delle proprietà collettive. Si tratta di rete di interazione tra organizzazione che hanno una loro dimensione spaziale, connettono persone che condividono delle responsabilità e delle aspirazioni rispetto al governo o alla gestione di un territorio
  • I flussi materiali e immateriali che attraversano gli spazi e possono diventare a loro volta uno spazio che interagisce o prevarica altri spazi
  • I flussi materiali e immateriali che connettono i territori o gli ambiti locali che permettono o degradano la riproducibilità delle società: le materie prime, l'inquinamento dell'aria, la rete elettrica.

Alle origini dell'approccio sociospaziale: urbano/rurale, natura/società

Distinzione tra URBANO e RURALE > uno dei temi fondanti delle sociologie del territorio. Tra gli elementi che distinguono le società urbane e quelle rurali vi è anche la dimensione ambientale. Nelle aree rurali > predominanza della natura sull'ambiente sociale creato dall'uomo e una relazione diretta tra uomini ed elementi naturali; nelle aree urbane > maggiore isolamento della natura e predominanza dell'ambiente costruito. 3 fattori che producono la divisione urbano-società vs rurale-natura:

  • La rivoluzione scientifica e tecnologica ha permesso all'uomo di conoscere in profondità le leggi della natura
  • La rivoluzione industriale ha permesso un salto di scala imponente nella possibilità di manipolare e utilizzare la natura. In questo modo l'azione dell'uomo è diventata pervasiva nello spazio e ha provocato la disgiunzione tra tempi storici e tempi biologici
  • La rivoluzione degli Stati nazionali ha costruito un nuovo ordine, nel quale la diffusione dei confini politici e amministrativi ha separato gli spazi propri delle logiche di azione dell'uomo dagli spazi entro i quali funzionano gli ecosistemi.

Questi 3 fattori, alimentandosi reciprocamente, producono lo svincolo della società dalla natura e la concentrazione dei tratti artificiali in un ambiente nel quale tutto fosse prevedibile e organizzato affinché della natura rimanessero soltanto gli aspetti indispensabili e non quelli che creano disagio all'uomo. Questo ambiente dell'uomo e per l'uomo è la CITTÀ -> identificazione della società con la città e della natura con la campagna.

Criteri e questioni della distinzione città-campagna

Per distinguere urbano e rurale si è ricorso a 3 principali criteri:

  1. Strutturali e morfologici > dimensione demografica, densità, varietà delle forme degli insediamenti e della produzione, morfologia del territorio. Quanto più erano ridotti questi caratteri tanto più si poteva parlare di area rurale. In seguito, questi criteri sono stati identificati con l'articolazione dell'economia. Il rurale era il luogo dell'uniformità delle unità produttive e della prevalenza dell'agricoltura.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.