Documento di Università sulla Geografia della Comunicazione. Il Pdf esplora la geografia della comunicazione, definendo concetti come spazio, territorio e luogo, e la loro applicazione nella comprensione dei fenomeni globali, con un focus sulle Smart City e il caso delle Marche.
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Inizia parlando della figura del geografo; la definizione di Geografia di treccani è molto nozionistica, si parla di geografia come scienza che studia la terra e chi ci vive; è una definizione riduttiva. La geografia è invece una disciplina che aiuta a cogliere le chiavi di lettura riguardo ad un territorio. Quali sono le definizioni di geografia che possono aiutarci? La geografia non è solo descrizione, ma anche interpretazione; cosa sta dietro al territorio, come viene usato, come sono usate le strutture, quali sono i soggetti importanti del territorio, chi lo abita. Si va ad interpretare il carattere mutevole, ogni territorio è soggetto a cambiamenti, ad evoluzioni. La nostra lettura del territorio è mediata, non diretta. Noi siamo influenzati dalla comunicazione territoriale.
Un'altro aspetto interessante è utile per capire le caratteristiche descrittive del territorio: la tendenza globale è di uniformare tutti i territori, per cui è importante far emergere la storia peculiare di un territorio.
Il nostro mondo è caratterizzato da fenomeni che avvengono su scale diverse: a partire dai grandi cambiamenti climatici; la geografia ci aiuta a leggere i fenomeni in ottica di connessione globale: capiamo come una cosa che avviene anche dal lato opposto del globo può influenzarci. La geografia quindi rappresenta uno strumento di interpretazione di un mondo a geometria variabile, fatto di reti plurime, di connessioni locali/globali.
La geografia è considerata come descrizione metaforica e interpretazione semiotica del territorio. Non si studiano solo gli oggetti geografici in maniera oggettiva, ma devo capire qual è la percezione della popolazione riguardo a questi oggetti, e anche quella che hanno i visitatori. Quindi mi sposto su un'analisi soggettiva, delle narrazioni e delle testimonianze (ex: noi condizionati dagli influencer per scegliere il luogo di vacanza).
Come selezionare le informazioni da comunicare? Quali sono gli elementi di un territorio che sono importanti da comunicare? Quali mezzi uso per farlo, quali sono i codici della geografia? Quale impatto hanno gli strumenti di comunicazione sul territorio? Quali sono i contesti da cui parte e ai quali contesti è destinata la comunicazione geografica?
La scala è un concetto geografico, legato alla costruzione di carte geografiche. La scala è il rapporto fra la distanza sulla carta e la corrispondente distanza sul terreno. Esse possono essere grafiche o numeriche. L'uso delle scale dipende dalla distanza a cui trattiamo, la mappa sarà più o meno precisa in base alla scala usata.
Si possono classificare le carte in base ai loro diversi utilizzi:
Spesso utilizziamo i termini spazio, territorio e luogo in maniera intercambiabile. Lo spazio è qualcosa di astratto; ogni nostra azione avviene in un particolare contesto spaziale o "contenente". Rappresenta la materialità prima, la realtà materiale che pre-esiste ad ogni azione umana.
Lo spazio può essere assoluto; lo spazio è un contenitore, dove ogni oggetto ha una sua collocazione precisa (longitudine e latitudine); lo spazio astratto comprende i paralleli che sono intorno alla superficie terrestre, che ci consentono di orientarci e farci spostare nello spazio assoluto.
Lo spazio può essere relazionale: lo spazio percepito, una condizione soggettiva, al centro dell'analisi ci sono le persone di una soggettività. Lo spazio è contenitore delle relazioni tra gli oggetti e i flussi di persone e di merci. Vivere nello spazio è molto condizionato dalle nostre prospettive e delle nostre preferenze.
Lo spazio può essere percepito: è una condizione soggettiva in quanto mette al centro dell'analisi le persone, i soggetti, la collettività.
Ogni azione dell'uomo si traduce in forme materiali strutturali e organizzate, o "contenuto":il territorio è lo spazio antropizzato, frutto dell'azione dell'uomo, che rispecchia la logica del suo agire.
Il territorio è uno spazio umano sopra cui si è esercitato un qualche lavoro umano, il processo attraverso il quale questo artefatto si costruisce e si evolve è territorializzazione.
Il territorio è un esito dinamico, stratificato di successivi cicli di civilizzazione, un complesso sistema di relazioni tra comunità insediate.
Il luogo fa entrare nella definizione il significato che ha per l'individuo, che ha per lo stesso; fa emergere l'atmosfera e l'identità; si devono cogliere gli elementi emotivi della comunicazione.
Si tratta di uno spazio circoscritto, la porzione di uno spazio geografico che acquista di significato per l'individuo e per il gruppo umano.
Il luogo è lo spazio vissuto, ed il suo significato non deriva dalla collocazione, del posto fisico che occupa, ma dell'essere, ma dell'essere al centro profondo dell'esperienza umana.
Un luogo che non ha più un insediamento umano rischia di diventare un "nonluogo"; luogo significa dare spazio agli abitanti del luogo.
Si tratta dell'interazione fra cultura locale e culture globali.
Il concetto di luogo si contrappone al concetto di non luogo: esso rappresenta tutto ciò che nega il luogo, è caratterizzato dall'omogeneità, dalle poche differenze, può essere in ogni area geografica; questi luoghi perdono contatto con la realtà che li circonda (ex: centro commerciale, aeroporto, mcdonalds). I non luoghi sono luoghi dell'anonimato, dove l'identità è molteplice, poliversa, complessa, avventurosa. Ad esempio, l'aeroporto è attraversato da diverse persone che hanno diversi obiettivi di viaggio; quindi da ciò nasce la definizione di "iperluogo". In pochi metri si sviluppano una serie di relazioni che lo rendono tale. Gli iperluoghi sono luoghi che hanno le caratteristiche tipiche del luogo, ma in forme esasperate dalla globalizzazione. Il luogo oggi si caratterizza per i flussi.
Il paesaggio, secondo la Convenzione Europea, designa una determinata parte del territorio, così com'è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e delle loro interrelazioni. Non ci sarà mai la stessa definizione di paesaggio data da due persone diverse, la visione è soggettiva.
Ci sono due dimensioni di paesaggio:
La dimensione soggettiva è centrata sulle percezioni, sulle emozioni, sull'evocazione di esperienze dirette o indirette. Il sentimento che condiziona il paesaggio può essere negativo o positivo, ma basato sull'esperienza.
Sul territorio faccio immagini, ricerche e ricavo delle informazioni precise; quando guardo il paesaggio, invece il paesaggio ci arricchisce di percezioni, emozioni e rappresentazioni. Lo spettatore è il veicolo del paesaggio; entrano in gioco i significati e i valori che una comunità dà al paesaggio. Determinati paesaggi sono importanti per la popolazione che lo abita.
Con questa metafora, Eugenio Turri (geologo) paragana l'azione umana ad una scena recitata e sottolinea la funzione di attore/spettatore del soggetto. Io guardo il paesaggio e sono lo spettatore, e ciò mi scatena emozioni (finestra emozionale); dall'altra parla della funzione di attore, vuole recuperare la funzione dell'immersione: io faccio parte del paesaggio, sono dentro e fuori, e il paesaggio ci da emozioni tramite la parte estetica.
Crang (geologo) dice che il paesaggio non solo lo guardo con gli occhi della soggettività o oggettività, ma guardandolo si riconoscono tutte le tracce del passato, e ci fa riscoprire i simboli della storia passata in quel luogo.
Il palinsesto, da un punto di vista filologico, è un manoscritto su pergamena, raro e prezioso, che è stato scritto, cancellato e riscritto nuovamente. Le raschiature non riescono a cancellare totalmente le tracce degli scritti precedenti tanto che si può tentare di ricostruire. Allo stesso modo il paesaggio è un bene raro e prezioso attraverso cui si possono leggere le culture che si sono succedute in un territorio.
Dietro al paesaggio ci sono interpretazioni simboliche. Il paesaggio diventa un concetto utile per ragionare sul rapporto che lega il simbolo con la realtà territoriale sia sul rapporto che lo collega al significato.
Il simbolo rappresenta il segno connaturato ad un oggetto geografico che conduce ad un valore/significato attribuito ad esso (ad esempio una torre saracena riconduce alla cultura araba).
Ad esempio, Il Vittoriale venne inaugurato durante l'EXPO di Torino (1911). Da un punto di vista architettonico è stato pensato come una piazza dove celebrare l'Unità d'Italia, ma col valore celebrativo. Quindi, è come se anche un monumento venisse poi interpretato secondo al suo significato, che cambia in base al momento.
Si passa dal concetto di luogo e di identità legato alla struttura; e si passa al concetto di luogo come segno. Il luogo è rappresentato come luogo vissuto dall'individuo. Secondo Peter Haggerston l'obiettivo della geografia è quello di cercare l'ordine insito nelle manifestazioni territoriali e di giungere ai "principi che valgono per tutte le realtà territoriali".
Il territorio è rappresentato come uno spazio strutturato: gli elementi costituiscono le "strutture visibili" che rimandano alle "strutture razionali" (rappresentabili attraverso modelli).