La categorizzazione sociale: gli stereotipi, una presentazione universitaria

Slide di Università sulla categorizzazione sociale: gli stereotipi. Il Pdf esplora la definizione di stereotipo e l'esperimento di Tajfel e Wilkes del 1963, un classico della psicologia, sul principio di accentuazione intercategoriale.

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LA CATEGORIZZAZIONE SOCIALE:
GLI STEREOTIPI
Definire gli stereotipi
La complessità delle questioni connesse agli stereotipi ha prodotto
un’ampia varietà di concettualizzazioni, tra cui prevale una
dicotomia in termini di
A) tendenza a sottolineare la caratteristica degli stereotipi come
processi di pensiero tendenziosi:
«uno stereotipo è una credenza esagerata associata a una categoria. La
sua funzione è di giustificare la nostra condotta in relazione a quella
categoria (Allport, 1954)»
B) processo di categorizzazione che interviene per facilitare il
giudizio sociale:
«Lo stereotipo è una struttura cognitiva che contiene le conoscenze, le
credenze e le aspettative possedute da un partecipante a proposito di un
certo gruppo umano» (Hamilton e Troiler, 1986)
«utilizzare uno stereotipo significa assegnare le stesse caratteristiche a
ciascuna persona che appartenga a un gruppo, senza tener conto delle
effettive variazioni che distinguono tra i loro membri di quel gruppo»
(Aronson, 1988)

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Anteprima

LA CATEGORIZZAZIONE SOCIALE: GLI STEREOTIPI

Definire gli stereotipi

La complessità delle questioni connesse agli stereotipi ha prodotto un'ampia varietà di concettualizzazioni, tra cui prevale una dicotomia in termini di

  • A) tendenza a sottolineare la caratteristica degli stereotipi come processi di pensiero tendenziosi:

«uno stereotipo è una credenza esagerata associata a una categoria. La sua funzione è di giustificare la nostra condotta in relazione a quella categoria (Allport, 1954)»

  • B) processo di categorizzazione che interviene per facilitare il giudizio sociale:

«Lo stereotipo è una struttura cognitiva che contiene le conoscenze, le credenze e le aspettative possedute da un partecipante a proposito di un certo gruppo umano» (Hamilton e Troiler, 1986) «utilizzare uno stereotipo significa assegnare le stesse caratteristiche a ciascuna persona che appartenga a un gruppo, senza tener conto delle effettive variazioni che distinguono tra i loro membri di quel gruppo» (Aronson, 1988)

Processo di categorizzazione

Riduzione del molteplice all'unità, attraverso l'assimilazione in una stessa classe di componenti originariamente distinti tra loro. Processo di classificazione di stimoli all'interno di una particolare categoria. La funzione principale è quella di semplificare: lo stimolo non viene più trattato come entità a se stante, ma come membro di una categoria. Si basa su un PROCESSO DI ASTRAZIONE Risponde al PRINCIPIO DI ECONOMIA COGNITIVA Funge da BASE PER I PROCESSI INFERENZIALI Permette una RISPOSTA COMPORTAMENTALE RAPIDA ED EFFICACE L'analisi dello stimolo non parte da zero ma dalle informazioni che disponiamo circa la categoria di appartenenza. La categorizzazione riguarda anche stimoli sociali = CATEGORIZZAZIONE SOCIALE (segmentazione del contesto sociale in categorie sociali) 3

Gruppi e la categorizzazione sociale

Le persone categorizzano sé e gli altri come membri di categorie che si collocano a diversi livelli di astrazione:

  • Interpersonale: identità personale (Giovanni, Marta) STEREOTIPI SOCIALI
  • Intergruppi: identità sociale (es. "studente", "cattolico" "progressista") > le persone vengono percepite come rappresentanti di gruppi sociali in base a: appartenenza etnica, genere, età, religione, ecc.
  • Interspecie: identità umana (sovraordinata alle precedenti)

Il contesto determina qual è il livello di categorizzazione che di volta in volta le persone adottano per rappresentare se stesse e gli altri

Distorsioni della categorizzazione

La categorizzazione può produrre delle distorsioni nell'elaborazione e nel giudizio degli stimoli (BIAS) Ipotesi sugli effetti cognitivi della categorizzazione di stimoli in categorie distinte (A vs. B): Due tendenze: I) Tendenza a sovrastimare le differenze degli stimoli della categoria A rispetto a quelli della categoria B (= ACCENTUAZIONE INTER-CATEGORIALE) II) Tendenza a sovrastimare le somiglianze fra gli stimoli della stessa categoria (= ASSIMILAZIONE INTRA-CATEGORIALE)

ESPERIMENTO DI TAJFEL E WILKES (1963): Principio di accentuazione intercategoriale

Procedura dell'esperimento

PROCEDURA: Vengono presentate ripetutamente ai partecipanti una serie di 8 linee di lunghezza crescente. Ogni linea è più lunga della successiva di 0,96 cm a) GC: a un gruppo di partecipanti vengono presentate le linee senza alcuna classificazione b) GS: a un altro gruppo vengono presentate le linee in modo che ognuna delle 4 linee più corte è etichettata con la lettera A, mentre le 4 linee più lunghe sono etichettate con la lettera B COMPITO: Viene chiesto ai partecipanti di stimare la lunghezza delle linee h b

Risultati dell'esperimento

RISULTATI Le persone a cui sono state presentate le linee senza categorizzazione forniscono delle stime abbastanza accurate. I partecipanti a cui sono state presentate le linee categorizzate, dopo numerose presentazioni tendono a percepire le linee appartenenti alla stessa categoria (A o B) come più simili tra loro di quanto non siano in realtà. Tendono inoltre a percepire l'ultima delle linee "corte" di una categoria e la prima delle linee "lunghe" dell'altra categoria come molto più diverse, raddoppiando la loro differenza oggettiva. -> L'esperimento dimostra che gli individui tendono a sottostimare le differenze fra elementi che appartengono alla stessa categoria e a sovrastimare le differenze fra elementi appartenenti a categorie diverse

La categorizzazione sociale e gli stereotipi

Effetto di omogeneità dell'outgroup

La categorizzazione sociale può produrre delle distorsioni nell'elaborazione e nel giudizio degli stimoli (bias) EFFETTO DI OMOGENEITÀ DELL'OUTGROUP Tendenza a percepire i membri del gruppo di cui non si fa parte come più simili tra loro di quanto in realtà siano. Questo non si verifica nella stessa misura per i membri appartenenti al proprio gruppo (ingroup).

Processo di autocategorizzazione

L'individuo definisce se stesso anche in base all'appartenenza a categorie sociali PROCESSO DI AUTOCATEGORIZZAZIONE Quando un individuo attiva una categoria di cui fa parte (es. «italiano») traccia un confine tra il proprio gruppo e altri gruppi (es. «spagnoli») e accentua le somiglianze all'interno del proprio gruppo e le differenze con altri gruppi distinti. Processo cognitivo adattivo, automatico, top-down

Categorie sociali e credenze

Ma: La categorizzazione sociale non è un processo solo cognitivo, proprio perchè le categorie sociali che impieghiamo non sono quasi mai neutre, ma sono cariche di credenze (stereotipi), valori e rappresentazioni che influenzano la nostra percezione e le nostre valutazioni

Gli stereotipi

Definizione e funzioni degli stereotipi

La rappresentazione sociale degli altri gruppi è definita sulla base degli stereotipi sociali STEREOTIPO = schema cognitivo che associa a un determinato gruppo o categoria una serie di tratti distintivi o comportamenti tipici FUNZIONE DESCRITTIVA: descrivono come è un gruppo sociale, inglobando delle convinzioni su quel gruppo condivise in un dato contesto sociale. FUNZIONE PRESCRITTIVA: forniscono informazioni su come comportarsi nei confronti dei membri di un determinato gruppo sociale, ma anche sul come ci si deve comportare per essere un buon membro del proprio gruppo. FUNZIONE DI PROTEZIONE DELLO STATUS QUO: legittimano l'organizzazione gerarchica esistente all'interno della società. 10

Scenario: La terra sta morendo

La terra sta morendo, l'unica possibilità di salvezza è una navicella spaziale con sette posti che sta per partire per un altro pianeta. Intorno alla navicella vi sono undici persone che aspirano a partire. Voi vi trovate nella posizione di dover scegliere le sette che partiranno e costituiranno il primo nucleo di una civiltà. Chi parte? Gli 11 candidati sono: 1. militante nero 2. poliziotto con fucile 3. atleta 4. architetto 5. cuoca 6. falegname cieco 7. dottoressa 8. prostituta 9. ragazza di 16 anni incinta 10. musicista gay 11. sacerdote (prima di proseguire scegliete i sette candidati che portereste con voi sulla navicella e dite il criterio che vi ha mosso nella scelta) Quando la navicella è partita arrivano altre informazioni 1

Nuove informazioni sui candidati

Nuove informazioni Gioco "La terra sta morendo": Il militante nero è un pacifista, esperto in non-violenza e gestione creativa dei conflitti. L'atleta è una donna di 70 anni che ha vinto le Olimpiadi delle "Grey Panthers". L'architetto mangia solo rape rosse, pianta che non sembra allignare nel nuovo pianeta. La cuoca ha lavorato in un carcere e ha imparato a cucinare solo quel tipo di pietanze. La prostituta è un'ottima cuoca, giovane, allegra e gode di ottima salute. La ragazza di 16 anni ha l'AIDS. Il musicista gay sa suonare solo l'organo. Il falegname cieco è un famoso maestro delle costruzioni in legno e potrebbe insegnare queste abilità a chiunque. La dottoressa è una laureata in legge, dirigente nella Pubblica Amministrazione. Il sacerdote è il capo di una setta fondamentalista musulmana.

Ragionamento basato su stereotipi

Cosa facciamo quando produciamo stereotipi e ci affidiamo ad essi per esprimere giudizi o prendere decisioni In mancanza di informazioni il ragionamento spesso si basa su stereotipi: principio "comprendere e riempire". Infatti, quando noi comprendiamo qualcosa aggiungiamo spesso una serie di informazioni che non c'erano ma che assumiamo che tutti aggiungano allo stesso modo (Sclavi, 2002). · Operiamo a partire da astrazioni indeterminate, cioè sulla base di informazioni insufficienti a orientare la produzione di immagini concrete · Operiamo in termini di urgenza classificatoria (fretta di arrivare alle conclusioni, ancoraggio alle "prime impressioni", stop alla ricerca di nuove informazioni) · Non teniamo conto dei casi particolari (siamo abituati a pensare che i casi particolari non si prestano a generalizzazioni, che non sono sufficienti a mettere in discussione delle generalizzazioni)

Gli stereotipi: scorciatoia cognitiva

Caratteristiche degli stereotipi

SCORCIATOIA COGNITIVA ESTREMAMENTE FUNZIONALE in quanto permette di formarsi rapidamente impressioni sul target. Definiti sulla base di tre caratteristiche: - VALENZA (positiva vs. negativa) - POLARIZZAZIONE DEI TRATTI NELLO SCHEMA (tratti «estremi», es. «schivi» vs. «freddi») - INDICE DI DISPERSIONE (alta o bassa eterogeneità interna al gruppo)

Valenza degli stereotipi

VALENZA Es. italiani, «socievoli» e di «buon gusto» (tratti positivi) ma anche «disorganizzati» e «inaffidabili» (tratti negativi); i tedeschi «rigidi» ma «ben organizzati». Alcuni gruppi sono definiti da stereotipi più negativi mentre nello schema relativo all'ingroup (soprattutto se l'ingroup è un gruppo maggioritario) prevalgono generalmente stereotipi positivi.

Polarizzazione dei tratti

POLARIZZAZIONE DEI TRATTI Es. i tratti «freddi» e «schivi» sono entrambi negativi e ricadono entrambi sulla dimensione del calore; tuttavia, la prima caratteristica e più estrema e più polarizzata della seconda

Indice di dispersione

INDICE DI DISPERSIONE Stima ingenua di varianza di alcuni tratti nella popolazione (alta o bassa): - se alta, pensiamo che il gruppo sia caratterizzato da uno stereotipo ma sia molto eterogeneo al suo interno rispetto a quella caratteristica (gli italiani sono disorganizzati ma c'è molta eterogeneità tra i nostri connazionali); - se bassa, al contrario, ipotizziamo che tutti i membri di quella categoria, o quasi, posseggano quel tratto e che il gruppo al suo interno sia omogeneo. L'ingroup è generalmente percepito come più eterogeneo dell'outgroup.

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