Vini spumanti: produzione e Metodo Classico Champenoise

Slide sui vini spumanti e il Metodo Classico Champenoise. La Pdf illustra le fasi di rifermentazione in bottiglia, l'autolisi dei lieviti e il rémuage, argomenti trattati a livello universitario per comprendere la complessità organolettica di questi vini.

Mostra di più

17 pagine

Vini
spumanti
Gli spumanti rientrano nella categoria dei cosiddetti vini speciali.
Si tratta di vini rielaborati secondo tecniche specifiche
e che hanno come risultato, o almeno come risultato
più evidente, quello di rendere effervescente un vino.
Le tipologie di spumanti più frequenti sono
quelli prodotti a partire da vini bianchi e
rosati, molto raramente con vini rossi.
Sono il risultato di una complessa tecnica enologica
capace di intrappolare l'anidride carbonica nel vino -
responsabile delle bollicine e della spuma - e
aumentare la sua complessità organolettica.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Vini Spumanti

Gli spumanti rientrano nella categoria dei cosiddetti vini speciali. Si tratta di vini rielaborati secondo tecniche specifiche e che hanno come risultato, o almeno come risultato più evidente, quello di rendere effervescente un vino. Sono il risultato di una complessa tecnica enologica capace di intrappolare l'anidride carbonica nel vino - responsabile delle bollicine e della spuma - e aumentare la sua complessità organolettica. Le tipologie di spumanti più frequenti sono quelli prodotti a partire da vini bianchi e rosati, molto raramente con vini rossi.

Processo di Produzione degli Spumanti

Cuvée e Vino Base

I vini base utilizzati per la produzione di vini spumanti sono in realtà il risultato di un assemblaggio, cioè dell'unione di più vini - anche di annate diverse - aventi qualità e caratteristiche proprie Viene preparato da un gruppo di tecnici esperti che hanno il compito di analizzare le qualità organolettiche di ogni singolo vino, di sceglierlo per sue qualità specifiche in funzione al suo apporto nella cuvée da spumantizzare. I vini utilizzati per la preparazione del vino base - nonostante questo possa sembrare strano e paradossale - non hanno qualità organolettiche tali da essere definiti piacevoli. L'assemblaggio della cuvée utilizzata per la produzione di vini spumanti di qualità è composta da vini piuttosto neutrali, acidi e con poco alcol. Questi vini saranno poi trasformati in modo sostanziale dal processo di spumantizzazione aggiungendo non solo effervescenza ma anche - e soprattutto - complessità organolettica, struttura e una piccola quantità di alcol.

Produzione dei Vini Spumanti

Metodo Classico Champenoise

E' il sistema più importante per la produzione dei vini spumanti e con il quale si ottengono generalmente i migliori risultati in termini di eleganza, complessità organolettica e finezza.

Rifermentazione in Bottiglia

La bottiglia accompagna il vino dalla sua rifermentazione fino al momento del consumo. La bottiglia che contiene uno spumante metodo classico è esattamente la stessa in cui quello spumante è stato prodotto.

Liqueur de Tirage

miscela che si aggiunge alla cuvée composta dallo stesso vino base, zucchero di canna, lieviti selezionati e altre sostanze. Nella maggioranza dei casi si aggiungono 24 grammi di zucchero per litro sufficienti a fare sviluppare all'interno della bottiglia una pressione di 6 atmosfere (4 g di zucchero sviluppano, durante la fermentazione, circa 1atm).

Metodo Classico Champenoise: Imbottigliamento e Fermentazione

Il vino viene quindi imbottigliato e le bottiglie vengono solitamente tappate con tappi a corona dotati di uno speciale contenitore - detto bidule - utile a raccogliere i sedimenti al termine della fermentazione Le bottiglie vengono conservate orizzontalmente in cantina ad una temperatura costante di circa 10° e in questa fase inizia la fermentazione all'interno della bottiglia ad opera dei lieviti.

Prise de Mousse

la vera e propria rifermentazione del vino. In questa fase l'anidride carbonica, non potendo uscire dalla bottiglia, rimane "intrappolata" al suo interno creando quindi l'effervescenza.

Metodo Classico Champenoise: Durata e Maturazione

La rifermentazione ha una durata di circa uno o due mesi e al suo termine il grado alcolico del vino sarà aumentato di circa 1,2 - 1,3º. Durante la rifermentazione le bottiglie vengono periodicamente ruotate in modo da evitare l'incrostazione dei lieviti sulla parete della bottiglia.

Processo di Autolisi dei Lieviti

Quando è terminata la rifermentazione - cioè quando tutto lo zucchero è stato trasformato dai lieviti in alcol e anidride carbonica - le bottiglie vengono lasciate maturare in cantina ed è in questa lenta fase che il vino aumenterà la sua complessità organolettica. A questo punto i lieviti iniziano a rilasciare le loro sostanze aromatiche nel vino - amminoacidi, proteine e composti volatili - che arricchiranno le qualità del vino. Il tempo in cui il vino viene lasciato in contatto con i suoi lieviti all'interno della bottiglia è in genere di 15 - 30 mesi, tuttavia i migliori spumanti metodo classico rimangono in questa condizione anche per dieci anni e spesso anche di più.

Metodo Classico Champenoise: Rimozione Sedimento

Quando il produttore decide di concludere il tempo di affinamento sui lieviti, è necessario rimuovere il sedimento di lieviti dalla bottiglia in modo da ottenere un vino limpido e presentabile. Le bottiglie vengono disposte su speciali cavalletti detti pupitre sui quali sono ruotate giornalmente di 1/8 di giro ed inclinate periodicamente per veicolare le fecce verso il collo della bottiglia entro 1-2 mesi; alla fine di questo periodo le bottiglie si troveranno in posizione quasi verticale. Questa procedura prende il nome di rémuage

Metodo Classico Champenoise: Dégorgement

Fase di Dégorgement (sboccatura)

Eliminare il sedimento in modo da rendere il vino limpido. La tecnica più utilizzata oggi è la cosiddetta à la glace che consiste nell'immergere per alcune decine di secondi il collo della bottiglia in una soluzione refrigerante a circa -25℃ in modo da ghiacciare il sedimento. La bottiglia viene quindi capovolta e aperta, la pressione spinge fuori il sedimento lasciando il contenuto della bottiglia perfettamente limpido. Ultimamente è in uso riportare nella retro etichetta l'anno di sboccatura informazione per il consumatore importante perché indice di freschezza. Gli spumanti, come gli champagne, dovrebbero essere consumati entro un anno o poco più dalla sboccatura.

Metodo Classico Champenoise: Dosaggio

Liqueur de Dosage (dosaggio)

Ha la funzione sia di rabboccare la bottiglia, sia di definire il grado di dolcezza del vino. Questa miscela è in genere composta da una miscela di riserve di vini, zucchero di canna e altri ingredienti "segreti", tipicamente brandy o altre acqueviti. L'esatta composizione della miscela è gelosamente custodita da ogni produttore e rappresenta - di fatto - l'impronta stilistica del vino

Classificazione (in funzione del "liqueur" di colmatura)

  • x pas dosé o extra brut (zuccheri < 6 g/L)
  • x brut
  • x extra sec o extra dry
  • x sec
  • x demi sec
  • x doux (zuccheri < 15 g/L) (zuccheri < 20 g/L) (zuccheri < 35 g/L) (zuccheri < 50 g/L) (zuccheri > 50 g/L)

Metodo Classico Champenoise: Tappatura

La bottiglia viene tappata con un tappo di sughero di ottima qualità che garantisce oltre alla robustezza l'elasticità, il tappo deve essere torto per poter stappare la bottiglia. Il tappo all'origine è cilindrico ed assume la caratteristica forma "a fungo" dopo la compressione che subisce nel collo della bottiglia. Sul tappo viene applicata la gabbietta per evitare che il tappo, per l'elevata pressione, fuoriesca.

Metodo Classico Champenoise: Poignetage e Mirage

La fase successiva è detta poignetage e consiste nello scuotere le bottiglia in modo da amalgamare perfettamente il vino con la liqueur. Dopo un ultimo controllo sulla limpidezza dello spumante all'interno della bottiglia - una fase detta mirage - le bottiglie vengono etichettate e dopo un breve periodo di sosta nelle cantine del produttore - in genere pochi mesi - lo spumante è pronto per essere immesso nel mercato.

Metodo Charmat Martinotti

Fu il casalese Federico Martinotti, direttore per l'Istituto Sperimentale per l'Enologia di Asti, ad inventare negli anni 20 il metodo di rifermentazione controllata in grandi recipienti, poi adottato dal francese Charmat che costruì e brevetto tale attrezzatura, da qui il doppio nome, metodo Martinotti-Charmat. Questo metodo ha trovato diffusione poiché risulta più veloce ed economico rispetto al metodo Champenoise, tuttavia con un risultato qualitativamente inferiore. Il metodo è particolarmente adatto per i vini prodotti da uve aromatiche - come Moscato Bianco e Brachetto - in quanto favorisce il mantenimento degli aromi freschi e fruttati delle uve.

Metodo Charmat Martinotti: Processo

Il vino base viene addizionato di lieviti e zucchero e quindi trasferito in un contenitore ermetico - detto autoclave - dove il vino inizia a rifermentare. La fermentazione che si svolge è rapida, in genere intorno agli 80 giorni; una qualità migliore si ottiene prolungando tale periodo di permanenza sui lieviti. Lo spumante viene poi passato in un'altra autoclave tramite filtrazione in ambiente isobarico, cioè alla stessa pressione per evitare perdite di anidride carbonica.

Metodo Charmat Martinotti: Refrigerazione e Imbottigliamento

Lo spumante viene sottoposto ad una temperatura di rifrigerazione bassa che provoca la precipitazione dell'acido tartarico, quindi viene nuovamente filtrato sempre in condizioni di temperatura costante; e sempre in tale maniera viene imbottigliato e tappato. I tappi usati possono essere, oltre ai prestigiosi tappi di sughero come il metodo classico, anche dei tappi di plastica in quanto il prodotto viene consumato in breve tempo. Tutte queste procedure si svolgono in condizioni isobariche, cioè alla stessa pressione esistente nell'autoclave in modo da non perdere anidride carbonica e effervescenza. La qualità di questi spumanti in termini di perlage è decisamente inferiore ai metodo classico - una caratteristica facilmente riconoscibile dalla maggiore dimensione delle bollicine - e anche la complessità aromatica di questi vini è inferiore

Champagnotta

Originaria della zona della Champagne, questa bottiglia è utilizzata in tutto il mondo per i vini spumanti. La forma è molto simile alla bottiglia Borgognona, tuttavia la Champagnotta è di vetro più spesso e ha un cercine molto sporgente per consentire un sicuro ancoraggio della gabbietta.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.