Documento di Diritto Tributario - Parte Speciale, che analizza i lineamenti generali e la riforma del sistema delle imposte sul reddito. Il Pdf, utile per l'Università, esamina Irpef, Ires, la determinazione della base imponibile per enti commerciali e non, e i regimi di consolidato fiscale.
Mostra di più53 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Diritto Tributario
-Parte Speciale-
A.A. 2023/2024LINEAMENTI GENERALI E RIFORMA DEL SISTEMA DELLE IMPOSTE SUL
REDDITO
Le due imposte sul reddito:
Irpef
** Ires
Hanno importanza centrale nel sistema tributario in Italia e nei paesi del mondo occidentale.
Questa importanza deriva da:
Con la riforma del 1971/1973 l'Irpef sostituisce molteplici prelievi reddituali preesistenti.
Le ragioni che giustificano l'adozione dell'imposta personale globale sul reddito complessivo:
Concetto giuridico di reddito:
Il concetto di reddito è alla base delle imposte reddituali.
Tale concetto è estraibile dalla disciplina di diritto positivo di tali imposte; Esso è strumentale e
cambia in relazione agli scopi a cui esso deve servire.
Il concetto di reddito è studiato in economia d'azienda [disciplina che si occupa dello studio
quantitativo dei fenomeni dell'azienda tra cui primeggia il reddito], in cui trovo applicazione di
quel sistema di scritture, detto, "metodo della partita doppia".
Siccome il reddito deve essere fatto oggetto di rilevazione e misurazione di questo gli aziendalisti
indagano la natura.
Il punto degli economisti d'azienda nella ricerca della definizione del concetto di reddito sembra
essere quello proprio dell'imprenditore.In sostanza, si tratta di stabilire nelle varie fasi della complessa vita delle aziende quale parte
dell'accrescimento subito dal capitale investito sia reddito di impresa e degli organi deputati alla
guida e al governo delle aziende.
Il concetto di reddito è studiato dai cultori del diritto commerciale e del diritto penale per una
corretta interpretazione delle norme in diritto di società.
È studiato anche dalla dottrina civilistica e romanistica di usufrutto e locazione, cioè della
dottrina dei frutti al fine dell'individuazione delle peculiarità della nozione di frutto e della
distinzione di questo concetto dai lucri di altra natura.
Per il diritto tributario la nozione di reddito è stata compiuta dal legislatore già dal 1877 ed è il
frutto di un compromesso.
È un concetto ibrido che non ha chiarezza di contorni né coerenza dei concetti di reddito definiti
dagli economisti.
Le gravi discussioni sul concetto di reddito e le deviazioni ed errori si ridurrebbero enormemente
se si prendesse atto di questa verità e si rinunciasse alla pretesa di ricostruire il senso delle
norme giuridiche con gli occhiali deformanti dei concetti economici.
La ricerca della definizione del concetto di reddito serve riempire le formule normative
riguardanti la materia e servono a cogliere le eventuali incoerenze presenti in certe scelte
legislative frutto di improvvisazione che rovinano l'armonia del sistema.
La dottrina ha cercato di sopperire a questa lacuna sulla base di un esame ricostruttivo delle
norme nei vari testi di legge che riguardano la nozione di reddito.
Reddito: si sostanzia in un incremento patrimoniale che si può concepire solo in termini di valore
e pertanto deve essere in denaro.
Tuttavia, diversi studiosi si sono impegnati per la definizione di reddito.
Il TU 645/1958 codificò l'orientamento espresso dalla dottrina citata e fornì la definizione del
concetto di reddito delineandone i connotati essenziali senza introdurre modificazioni.
Il primo connotato è che il reddito è una entrata costituita da una somma di denaro o da un
bene in natura che aumenta il patrimonio del reddituale.
L'accrescimento può consistere in:
L'ultimo caso tratta le plusvalenze.
Le plusvalenze stanno al reddito come la parte sta al tutto.Reddito come accrescimento di patrimonio permette di formulare alcuni corollari in ordine alla
qualificazione di taluni fatti a cui si potrebbe esser tentati di attribuire natura reddituale.
Non appartengono alla categoria del reddito/patrimonio:
Questi non danno luogo ad un accrescimento del patrimonio.
Se però il proprietario li cede ad uso di terzi verso corrispettivo allora si tratta di reddito in senso
giuridico
Il risarcimento del danno emergente non è mai reddito perché in questa forma di
reintegrazione patrimoniale manca la ricchezza novella.
Questo non significa che costituisca sempre reddito il risarcimento del lucro cessante.
Si può affermare che:
Reddito come incremento al netto delle spese di produzione:
Incremento di ricchezza per diventare parametro dell'imposta deve essere netto.
Ogni legge fiscale non si limita ad affermare che il reddito netto è il parametro dell'imposta,
ma afferma un sistema di regole giuridiche particolareggiate per disciplinare la determinazione di
tale importante elemento.
Queste regole spesso divergono da quelle proposte dalle scienze che investigano il reddito è il
modo della sua determinazione come finanza ed economia d'azienda.Il che riconferma l'autonomia dei concetti giuridici rispetto ai corrispondenti concetti della
economia e dimostra che tra la nozione di reddito netto proprio dell'economia è quella della legge
fiscale sussistono divergenze.
La legge non colpisce l'incremento netto, ma un incremento che essa considera netto alla stregua
delle sue proprie regole.
In questa materia l'arbitrio del legislatore è intenso verso la creazione dei criteri dettati da
esigenze di semplicità e comodità di artificiale gonfiamento del prelievo.
Si può affermare che il reddito fiscale non coincide con il reddito contabile o economico.
Il reddito che intende il legislatore è un concetto di comodo destinato a soddisfare le esigenze del
prelievo tributario.
Questo vale per tutte le tipologie di reddito ma in particolare per i redditi di lavoro dipendente
o di capitale per cui la legge tributaria italiana dispone la indeducibilità di qualunque spesa di
produzione.
Imposte reddituali si commisurano ad una entità che rappresenta un incremento del patrimonio
del soggetto al netto delle spese di produzione determinate alla stregua di disposizioni più o meno
razionali particolareggiatamente indicate dal legislatore ispirate alla tutela della detta ragion
fiscale e perciò vi ho latrici talvolta del principio di effettività del reddito tassato.
Momento della produzione del reddito tassabile:
Le varie componenti positive concorrono nel momento in cui siano state acquisite al patrimonio
del soggetto in modo certo e definitivo detto anche in forma stabile.
L'acquisizione in modo certo e definitivo è caratterizzata da una certa indeterminatezza andando
a racchiudere in sé una serie di varietà di situazioni tipiche che appare difficoltoso ridurre ad una
unità.
Da qui deriva un polimorfismo del concetto di possesso del reddito.
Per quanto riguarda i redditi di capitale vale il principio generale secondo cui il momento della
tassabilità nell'istante in cui il soggetto acquista l'effettiva disponibilità del diritto.
Lo stesso principio è adottato come regola generale in tema di redditi di lavoro dipendente ma è
derogato in cui il lavoro dipendente è soggetto a tassazione separata.
Più complessa è la situazione dei redditi d'impresa.
In questo caso il reddito è netto ed è una entità astratta scaturente dalla somma algebrica di
una serie di elementi positivi e negativi:
Elementi Positivi: dati dai ricavi.
Ricavo: ogni entrata conseguita in corrispettivo della cessione di beni o servizi
Costituiscono ricavi anche crediti non ancora riscossi e debiti contratti ma ancora da estinguere.
Ricavo può dirsi stabilmente acquisito con la nascita del diritto non condizionato alla sua
percezione.
Anche le plusvalenze nascono dai ricavi e quindi anche per queste vale il principio enunciato.
La formula "possesso di redditi" è una formula linguistica per individuare la relazione
giuridica che deve sussistere tra reddito e soggetto al quale esso va ascritto.
Tale relazione assume sembianze diverse in funzione della categoria di appartenenza del reddito.
Per i redditi di lavoro o di capitale rileva il criterio dell'incasso: acquisizione in forma stabile e
certa.
Per i redditi di impresa vige il criterio di competenza.
Per quanto riguarda i redditi fondiari si segue
"Redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo se non percepiti non concorrono a
formare il reddito purché la mancata percezione sia comprovata da all'intimazione di sfratto per morosità
o dall'ingiunzione di pagamento"
Art.26 TUIR
Questo tipo di regola è per i soli redditi di immobili dati in locazione va applicata ogni fattispecie
in cui la tassazione non tiene conto della percezione e si verifica il mancato pagamento della
somma costituente reddito per il percettore.
Riassumendo:
Proventi da reato:
Legge Gallo [l.537/1993] disciplina la tassazione dei proventi da reato.
"I proventi derivanti da fatti o attività qualificabili come illecito civile penale o amministrativo devono
essere assoggettati alle imposte reddituali purché sussistano due condizioni:
a. Posseggono i requisiti necessari per trovare collocazione in una delle categorie reddituali previste
dal testo unico
b. Non sia già scattato un provvedimento di sequestro o confisca penale"
Art.14 TUIR
Esistenza della fonte fa sì che il reddito illecito costituisca materia imponibile.