Pianificazione faunistica e venatoria del territorio, principali normative

Slide dall'Università degli Studi della Tuscia su pianificazione faunistica e venatoria del territorio, principali normative. Il Pdf, destinato a studenti universitari di Biologia, illustra la normativa internazionale, europea e nazionale che regola la gestione della fauna selvatica, con focus su Direttiva Uccelli e Habitat.

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53 pagine

GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE
A.A. 2019-2020
Corso di Laurea: Scienze delle Foreste e della Natura
Classe L-25 III anno - GAPP
Docente: Prof. Riccardo Primi
Pianificazione faunistica e venatoria del territorio, principali
normative
Normativa internazionale, europea e nazionale
riguardante la gestione della fauna selvatica
Accordi
internazionali
Direttive europee
Normativa
nazionale

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Anteprima

Normativa Internazionale, Europea e Nazionale

Normativa internazionale, europea e nazionale
riguardante la gestione della fauna selvatica

  • Accordi
    internazionali
  • Direttive europee
  • Normativa
    nazionale

Accordi Internazionali

Convenzione di Parigi

  • Convenzione di Parigi
  • siglata nel 1950 ed entrata in vigore il 17 gennaio 1963;
  • ha per oggetto la protezione degli uccelli viventi allo stato selvatico.
    In particolare afferma che tutte le specie di uccelli selvatici sono protette
    almeno durante il periodo di riproduzione e di migrazione, mentre quelle
    minacciate di estinzione e quelle di interesse scientifico sono protette
    durante tutto l'anno.
    La Convenzione sostituisce e perfeziona la Convenzione per la protezione
    degli uccelli utili all'agricoltura, firmata ugualmente a Parigi nel 1902 da 12
    Stati Europei. La Convenzione è stata ratificata dall'Italia con la Legge n. 812
    del 24 novembre 1978.

Convenzione di Ramsar

  • Convenzione di Ramsar (Convention on Wetlands o Ramsar
    Convention)
  • Firmata il 2 febbraio 1971 e recepita in Italia con DPR n. 448 del 13 marzo
    1976.
  • ha per oggetto le zone umide di importanza internazionale, soprattutto
    come habitat per l'avifauna migratoria.

Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale

  • Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale
    culturale e naturale (World Heritage Convention- WHC)
  • adottata dall'UNESCO nel 1972
  • L'Italia ha ratificato questa Convenzione il 23 giugno 1978
  • è nata dall'unione di due movimenti separati: uno focalizzato sulla
    conservazione di siti culturali, l'altro sulla conservazione della natura.

Convenzione di Washington (CITES)

  • Convenzione di Washington (Convention on International
    Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora,nota
    anche come CITES)
  • sottoscritta il 3 marzo 1973 ed emendata a Bonn il 22 giugno 1979
  • aderiscono 161 Paesi tra cui l'Italia che l'ha recepita con la Legge n. 874 del
    19 dicembre 1975 e s.m.i.
  • Ha per oggetto il commercio internazionale delle specie di fauna e flora
    selvatiche minacciate di estinzione.

Allegati CITES

  • Convenzione di Washington (Convention on International Trade in
    Endangered Species of Wild Fauna and Flora, nota anche come
    CITES)
  • Nell'allegato I della CITES sono elencate le specie protette per le quali ogni
    commercio è proibito e la cui utilizzazione può essere concessa solo in circostanze
    eccezionali.
  • L'allegato II riporta le specie soggette a controllo, il cui commercio deve essere
    compatibile con la loro sopravvivenza (il commercio di specimen deve essere
    autorizzato con certificati CITES).
  • L'allegato III riporta l'elenco delle specie soggette a controllo da parte di singoli
    paesi membri, nell'allegato compare il nome della nazione che ne richiede il
    controllo (il commercio di esemplari deve essere autorizzato con certificati CITES);
    lo scopo è quello di aiutare nazioni che stanno proteggendo particolari
    endemismi.

Convenzione di Barcellona

  • Convenzione di Barcellona
  • Siglata il 16 febbraio 1976
  • Riguarda la protezione del mar Mediterraneo dalle azioni di inquinamento
  • Il titolo originario della Convenzione è stato modificato e dal 1995 è
    denominata Convenzione per la protezione dell'ambiente marino e della
    regione costiera del Mediterraneo.
  • Uno dei sei protocolli specifici è dedicato alle aree specialmente protette
    (Special Protection Areas - SPA) e alle azioni a favore delle specie minacciate
    di estinzione e della conservazione degli habitat (Protocollo Med SPA).
  • La Convenzione è stata ratificata dall'Italia attraverso diversi provvedimenti
    legislativi: Legge di ratifica n. 30 del 25 gennaio 1979, Legge 979/82, Legge
    349/86, Legge 394/91.

Convenzione di Bonn

  • Convenzione di Bonn (Convention on Migratory Species of
    Wild Animals - CMS)
  • adottata a Bonn il 23 giugno 1979
  • Riguarda la conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna
    selvatica
  • Vi aderiscono 88 Paesi, tra cui l'Italia che l'ha ratificata con la Legge n. 42 del
    25 gennaio 1983.

Convenzione di Berna

  • Convenzione di Berna (Convention on the Conservation of
    European Wildlife and Natural Habitats)
  • Adottata a Berna il 19 settembre 1979
  • È relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in
    Europa
  • ratificata dall'Italia con Legge n. 503 del 5 agosto 1981.

Convenzione per la Protezione delle Alpi

  • Convenzione per la Protezione delle Alpi
  • firmata a Salisburgo il 7 novembre 1991
  • È relativa alla protezione della flora e della fauna della regione delle Alpi
  • ratifica della Convenzione in Italia è avvenuta con la Legge n. 403 del 14
    ottobre 1999.
  • Le Parti contraenti, in ottemperanza ai principi della prevenzione, della
    cooperazione e della responsabilità di chi causa danni ambientali,
    assicurano una politica globale per la conservazione e la protezione delle
    Alpi

Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD)

  • Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological
    Diversity - CBD)
  • adottata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 nel corso del Summit Mondiale delle
    Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo
  • Vi hanno aderito 187 Nazioni
  • Le Parti Contraenti si sono impegnate a raggiungere in particolare tre obiettivi:
    1) la conservazione in situ ed ex situ della diversità biologica; 2) l'uso sostenibile
    delle sue componenti; 3) l'equa divisione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle
    risorse genetiche.
  • In Italia la CBD è stata ratificata con la Legge n. 124 del 14 febbraio 1994.
    Successivamente, il 16 marzo 1994, è stato deliberato dal CIPE (Comitato
    Interministeriale per la Programmazione Economica) il documento "Linee
    strategiche e programma preliminare per l'attuazione della Convenzione sulla
    Biodiversità in Italia";

Altre Convenzioni Internazionali

  • Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
    Climatici Dichiarazione di Rio
  • Documento sulle foreste
  • Agenda 21
  • Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla siccità e
    alla desertificazione
  • Risoluzione sulla biodiversità
  • Varie Risoluzioni approvate nella Conferenza dell'Unione
    Europea

Direttive Europee

  • L'Unione Europea dispone di due direttive fondamentali per la tutela della flora e
    della fauna selvatica:
  • la Direttiva «Uccelli»
  • la Direttiva «Habitat»
  • Costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della
    biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000.

Direttiva «Uccelli»

Recepimento e Sostituzione della Direttiva Uccelli

  • La prima Direttiva comunitaria in materia di conservazione della natura è stata la Direttiva
    79/409/CEE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici, si integra
    all'interno delle disposizioni della Direttiva Habitat.
  • Il recepimento in Italia della Direttiva Uccelli è avvenuto attraverso la Legge n. 157 dell'11
    febbraio 1992.
  • Il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357, e sue successive modifiche e
    integrazioni, integra il recepimento della Direttiva Uccelli.
  • Abrogata e sostituita integralmente dalla versione codificata della Direttiva 2009/147/CE del
    Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, pubblicata sulla Gazzetta
    Ufficiale dell'Unione Europea del 26 gennaio 2010, serie L 20.

Obiettivi della Direttiva Uccelli

  • La Direttiva Uccelli riconosce la perdita e il degrado degli habitat come i più gravi fattori di
    rischio per la conservazione degli uccelli selvatici;
  • si pone quindi l'obiettivo di proteggere gli habitat delle specie elencate nell'Allegato I e di
    quelle migratorie non elencate che ritornano regolarmente, attraverso una rete coerente di
    Zone di Protezione Speciale (ZPS) che includano i territori più adatti alla sopravvivenza di
    queste specie.
  • Diversamente dai SIC, la cui designazione in ZSC richiede una lunga procedura, le ZPS sono
    designate direttamente dagli Stati membri ed entrano automaticamente a far parte della
    rete Natura 2000.

Protezione e Caccia nella Direttiva Uccelli

  • La Direttiva invita gli Stati membri ad adottare un regime generale di
    protezione delle specie, che includa una serie di divieti relativi a specifiche
    attività di minaccia diretta o disturbo; si vieta anche il commercio di esemplari
    vivi o morti o parti di essi, con alcune eccezioni per le specie elencate
    nell'Allegato III (III/1 in tutti gli Stati membri; III/2 negli Stati che lo richiedano e
    in accordo con la Commissione).
  • La Direttiva riconosce la legittimità della caccia per le specie elencate in
    Allegato II (II/1 in tutti gli Stati membri; II/2 negli Stati menzionati) e fornisce
    indicazioni per una caccia sostenibile.
  • In particolare, vieta l'uso di metodi di cattura o uccisione di massa o non
    selettivi, ed in particolare quelli elencati nell'Allegato IV a). Vieta altresì
    qualsiasi tipo di caccia con i mezzi di trasporto elencati nell'Allegato IV b).

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