Slide sugli ordinamenti della scuola secondaria di II grado: impianto e novità normative. Il Pdf, utile per lo studio del Diritto nella Scuola superiore, esamina le quote di autonomia e gli spazi di flessibilità per licei e istituti tecnici, con riferimenti ai decreti presidenziali 89/2010 e 88/2010.
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IUL
UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Assetti ordinamentali e curricoli
Quote di autonomia e spazi di flessibilità
IUL
UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
L'ordito della progettazione della scuola
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Il Ministero stabilisce:
A) gli obiettivi generali del processo
formativo;
gli
obiettivi
specifici
di
apprendimento
riferiti alle
competenze
degli alunni e i risultati attesi; le discipline
fondamentali e il loro monte ore; l'orario
obbligatorio annuale complessivo (Decreti,
Indicazioni nazionali e Linee guida)
B) gli indirizzi generali circa la valutazione
(D.P.R. 122/2019; D.lgs. 62/2017)
C) gli standard relativi alla qualità del
servizio (Normativa SNV)
D) i criteri di assegnazione delle risorse;
gli strumenti di gestione amministrativo-
contabile (D.I. 129/2018)
La scuola definisce:
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UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Punti di riferimento
An-P
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Nella progettazione la scuola deve tenere conto:
del contesto territoriale in cui opera, con le sue opportunità ed i suoi
vincoli;
" della progettazione degli Enti Locali per le materie che a questi
competono;
· dei pareri e delle proposte formulati dagli organismi e dalle associazioni
anche di fatto delle famiglie e, per la secondaria superiore, degli allievi,
dei bisogni formativi degli studenti e del territorio;
· delle risorse umane, economiche e materiali a sua disposizione.
JUL
UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Programma e curricolo
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
§
Il programma indica un insieme di contenuti definiti centralmente, dettati per
tutti una volta per tutte. Ad essi, prima dell'avvento dell'autonomia, il
docente doveva riferirsi per il suo insegnamento, inizialmente applicandoli in
modo rigido e successivamente, attraverso la cosiddetta «programmazione
curricolare», modulandoli in base alla specifica situazione della propria
classe.
· | curricolo è invece un «itinerario formativo», che rappresenta l'incrocio tra
"piani di costruzione" autonoma, studiati sulla base da un lato dei bisogni e
delle vocazioni degli allievi, dall'altro delle esigenze, intese come insieme di
domande, vincoli, risorse, del contesto culturale, sociale ed economico della
realtà locale, e "linee di tradizione" unificante, costituite sia dalle indicazioni
determinate a livello nazionale sia da quelle fornite dall'Unione Europea.
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UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Quota di autonomia e spazi di flessibilità
Anp
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Per la progettazione «in situazione» le scuole hanno a disposizione margini di libertà
La quota di autonomia consente di modificare i curricoli, tenuto conto delle richieste degli
studenti e delle famiglie, entro un limite percentuale del monte ore delle lezioni, o per
rafforzare alcuni insegnamenti, o per realizzare compensazioni tra le attività e le discipline
previste nei piani di studio, oppure per introdurre nuovi insegnamenti, coerenti con il
profilo educativo, culturale e professionale dello studente definito in relazione al percorso
di studi prescelto.
Gli spazi di flessibilità, invece, sono riservati esclusivamente alle aree di indirizzo degli
Istituti tecnici e professionali, si possono aggiungere alle quote di autonomia e sono
disponibili a partire dal terzo anno. Essi consentono negli Istituti tecnici di articolare le
aree di indirizzo per le quali il Regolamento non prevede articolazioni, ovvero di adattare
le articolazioni ivi previste, con l'obiettivo di corrispondere alle esigenze del territorio e ai
fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro, anche in relazione a particolari filiere
produttive; negli Istituti professionali di declinare i profili degli indirizzi di studio nei
percorsi formativi richiesti dal territorio
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Licei: D.P.R. 89/2010, art. 8
An-P
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
La quota dei piani di studio rimessa alle Istituzioni scolastiche, tenuto conto delle
richieste degli studenti e delle loro famiglie, non può essere superiore al 20% del
monte ore complessivo nel primo biennio, al 30% nel secondo biennio, al 20%
nell'ultimo anno. In ogni caso l'orario previsto dal piano di studio di ciascuna disciplina
non può essere ridotto in misura superiore ad un terzo nell'arco dei 5 anni e non
possono essere soppresse le discipline previste nell'ultimo anno di corso. L'utilizzo di
tale quota non può determinare esuberi di personale
Utilizzando la quota ad esse riservata, le scuole
possono
potenziare
gli
insegnamenti
obbligatori o attivare insegnamenti ulteriori
finalizzati al raggiungimento degli obiettivi
previsti nel PTOF mediante la diversificazione e
personalizzazione dei piani di studio; gli
insegnamenti ulteriori che è possibile attivare
sono elencati nell'Allegato H al Regolamento.
Per attuare tale possibilità, gli istituti possono
organizzarsi in rete e stipulare contratti
d'opera con esperti, nei limiti delle risorse
iscritte nel Programma annuale.
Nei limiti delle loro disponibilità di
bilancio, le scuole possono organizzare
insegnamenti facoltativi, coerenti con il
PECUP previsto per il relativo percorso
liceale. Gli studenti possono scegliere tali
insegnamenti ma, una volta compiuta la
scelta, sono tenuti alla frequenza delle
attività e degli insegnamenti. Le materie
facoltative concorrono alla valutazione
complessiva.
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UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Istituti tecnici: DPR 88/2010, art. 5
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Quota di autonomia
Gli Istituti tecnici possono utilizzare la
quota di autonomia del 20% dei curricoli,
sia per potenziare gli insegnamenti
obbligatori, con particolare riferimento
alle attività di laboratorio, sia per attivare
ulteriori
insegnamenti
finalizzati
al
raggiungimento degli obiettivi previsti nel
PTOF. In ogni caso l'orario di ciascuna
disciplina non può essere ridotto oltre il
20% rispetto al quadro orario previsto
dall'indirizzo di riferimento.
Spazi di flessibilità
Consentono sia di articolare in opzioni le
aree di indirizzo per le quali
il
Regolamento non prevede articolazioni,
sia di adattare le articolazioni previste,
per corrispondere alle esigenze del
territorio. Gli spazi, determinati in
riferimento all'orario annuale delle lezioni,
si possono aggiungere alle quote di
autonomia e sono disponibili a partire dal
3º anno, nella misura del 30% nel
secondo biennio e del 35% nell'ultimo
anno.
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UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Istituti professionali: D.I. 92/2018, art. 5,
commi 2, 3 e 4
An-P
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
Quota di autonomia
Gli Istituti professionali possono utilizzare la
quota di autonomia del 20% dell'orario
complessivo del biennio, nonché dell'orario
complessivo del triennio, per il perseguimento
degli obiettivi di apprendimento relativi al
profilo di uscita di ciascun indirizzo di studio e
per potenziare gli insegnamenti obbligatori,
con particolare riferimento alle attività di
laboratorio.
Per gli insegnamenti e le attività dell'area
generale, si possono diminuire le ore, per il
biennio e per ciascuna classe del triennio, non
oltre il 20 % rispetto al monte ore previsto
per ciascuno di essi. Per gli insegnamenti e le
attività dell'area di indirizzo, va garantito
l'inserimento, nel percorso formativo, del
monte ore minimo previsto per ciascuno di
essi.
Spazi di flessibilità
Gli
Istituti
possono
prevedere
la
declinazione dei profili degli indirizzi di
studio nei percorsi formativi richiesti dal
territorio, in modo coerente con le priorità
indicate
dalle regioni
nella propria
programmazione. A tal fine, possono
utilizzare gli spazi di flessibilità del 40%
dell'orario complessivo previsto per il terzo,
quarto e quinto anno, nei limiti delle
dotazioni organiche assegnate
senza
determinare esuberi di personale
e
garantendo comunque il monte ore minimo
previsto per ciascun insegnamento
attività.
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UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Assetto dei Licei- D.P.R. 89/2010
associazione nazionale dirigenti pubblici
e alte professionalità della scuola
I percorsi liceali si sviluppano in due periodi biennali e in un quinto anno che completa
il percorso disciplinare. Il primo biennio è finalizzato all'iniziale approfondimento e
sviluppo delle conoscenze e delle abilità e a una prima maturazione delle competenze
caratterizzanti le singole articolazioni del sistema liceale, nonché all'assolvimento
dell'obbligo di istruzione. Il secondo biennio è finalizzato all'approfondimento e allo
sviluppo delle conoscenze e delle abilità e alla maturazione delle competenze
caratterizzanti le singole articolazioni del sistema liceale. Nel quinto anno si persegue
la piena realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale dello studente
(delineato nell'Allegato A al Regolamento) e il completo raggiungimento degli obiettivi
specifici di apprendimento; si consolida il percorso di orientamento agli studi
successivi e all'inserimento nel mondo del lavoro.
§
I Licei possono costituire dipartimenti, quali articolazioni funzionali del Collegio dei
docenti, dotarsi di un comitato scientifico, organizzare attività ed insegnamenti
facoltativi, potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti e/o attivare
ulteriori insegnamenti
· Nel 5º anno è impartito l'insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non
linguistica compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli
studenti o nell'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche.