Modelli e tecniche di osservazione del comportamento, Università Mercatorum

Documento da Università Telematica Universitas Mercatorum su Modelli e tecniche di osservazione del comportamento. Il Pdf, utile per lo studio universitario in Psicologia, esamina l'osservazione scientifica, le tipologie di campionamento, le scale di valutazione e le interviste, come descritto nell'abstract e nell'outline.

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53 pagine

Riassunto modelli e tecniche di
osservazione del comportamento -
Università Mercatorum
Psicologia Generale
Università telematica Universitas Mercatorum (UNIMERCATORUM)
52 pag.
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CAPITOLO 1: L’OSSERVAZIONE
Secondo la metafora de “l’arco della conoscenza”, il processo conoscitivo è rappresentato come una
struttura che si sostiene grazie a due pilastri, che rappresentano l’induzione e la deduzione: uno che va dal
basso verso l’alto, dove le informazioni raccolte attraverso i sensi vengono trasformate in concetti grazie
all’intelletto; l’altro, dall’alto verso il basso, che partendo dalle idee arriva fino ai fatti del reale. Una teoria
che ha la finalità di spiegare un fenomeno della vita reale è detta scientifica quando ragiona su dati
osservativi e li utilizza per verificare le sue affermazioni. Sono quindi necessarie delle “regole di
rispondenza” che garantiscono la riconducibilità delle affermazioni teoriche al linguaggio delle cose.
Durante l’osservazione non è possibile riportare i fatti come sono nella realtà. Un’osservazione è una
percezione pianificata e programmata. È sempre preceduta da un particolare interesse o un problema.
In ambito scientifico, per “osservazione” si intende il processo tramite cui vengono rilevati, accertati,
riconosciuti dei fatti e vengono acquisite informazioni circa un fenomeno. I primi riferimenti al metodo
osservativo in ambito psicologico risalgono a inizio del secolo scorso nella contrapposizione tra due stili di
lavoro: il metodo sperimentale ed il metodo empirico. Il metodo sperimentale, controllato e focalizzato
sulla misurazione dei contenuti, e quello osservativo, spontaneo e concentrato sulla descrizione dei
processi, rispecchiavano le differenze generali sul modo di vedere la disciplina. Fino agli anni ’50 il
comportamento del bambino era studiato prevalentemente tramite il metodo sperimentale.
Successivamente, i fallimenti dello sperimentalismo hanno condotto ad una maggiore consapevolezza della
complessità del comportamento infantile, con un conseguente avvicinamento al metodo osservativo.
La descrizione diaristica offre la possibilità di ottenere un quadro completo del comportamento e delle
circostanze in cui prende vita; la registrazione di specimen, prevede descrizioni minuziose di ciò che accade
in uno specifico lasso temporale. Wright parla poi del campionamento temporale: prevede la raccolta di
alcuni elementi del comportamento preselezionati che hanno luogo in intervalli di tempo separati.
Campionamento per eventi: il comportamento può essere osservato sia a livello molare sia molecolare e il
ricercatore si occupa di registrare narrativamente il comportamento scelto come oggetto di rilevazione.
L’analisi di unità di campo permette di rilevare il comportamento in unità temporali continuative e di
organizzarlo in categorie precedentemente stabilite, comprendenti comportamenti generali o
comportamenti specifici. In questo modo, il comportamento viene descritto nella sua completezza (livello
generale) e nella sua progressione (livello specifico).
McCall: la deificazione del metodo sperimentale dovrebbe lasciare il posto all’utilizzo dell’osservazione, la
quale non è escluso che possa venire utilizzata all’interno di ricerche sperimentali oltre che naturalistiche.
La differenza tra metodo sperimentale e metodo osservativo può essere rinvenuta esclusivamente nella
qualità delle rilevazioni, problematica risolvibile tramite l’addestramento dell’osservatore con la finalità di
renderlo maggiormente affidabile nelle sue indagini. Nasce quindi un nuovo modo di guardare
all’osservazione come una tecnica per il rilevamento dei dati piuttosto che come strategia di ricerca. Nel
metodo osservativo la principale fonte di perturbazione è l’osservatore che funge da filtro tra la realtà e le
misurazioni.
CAPITOLO 2: CHI OSSERVARE
L’osservazione è utile per conoscere un fenomeno o per pianificare un intervento. È noto che il metodo
osservativo sia principalmente utilizzato nello studio di soggetti di età infantile e prescolare, in quanto in
questi periodi di vita vi è un certo scarto tra le capacità effettive del bambino e la loro capacità di
esprimerle tramite il linguaggio. Per quanto riguarda la scelta del metodo osservativo da un punto di vista
prettamente metodologico, le motivazioni a sostegno della scelta per lo studio della prima infanzia e
dell’età prescolare si riferiscono alla reattività del soggetto, ovvero agli effetti che sono la conseguenza
della presenza fisica di un osservatore. Tale reattività varia in base all’età del bambino. Sembra che il
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Anteprima

L'osservazione

Secondo la metafora de "l'arco della conoscenza", il processo conoscitivo è rappresentato come una struttura che si sostiene grazie a due pilastri, che rappresentano l'induzione e la deduzione: uno che va dal basso verso l'alto, dove le informazioni raccolte attraverso i sensi vengono trasformate in concetti grazie all'intelletto; l'altro, dall'alto verso il basso, che partendo dalle idee arriva fino ai fatti del reale. Una teoria che ha la finalità di spiegare un fenomeno della vita reale è detta scientifica quando ragiona su dati osservativi e li utilizza per verificare le sue affermazioni. Sono quindi necessarie delle "regole di rispondenza" che garantiscono la riconducibilità delle affermazioni teoriche al linguaggio delle cose. Durante l'osservazione non è possibile riportare i fatti come sono nella realtà. Un'osservazione è una percezione pianificata e programmata. È sempre preceduta da un particolare interesse o un problema.

In ambito scientifico, per "osservazione" si intende il processo tramite cui vengono rilevati, accertati, riconosciuti dei fatti e vengono acquisite informazioni circa un fenomeno. I primi riferimenti al metodo osservativo in ambito psicologico risalgono a inizio del secolo scorso nella contrapposizione tra due stili di lavoro: il metodo sperimentale ed il metodo empirico. Il metodo sperimentale, controllato e focalizzato sulla misurazione dei contenuti, e quello osservativo, spontaneo e concentrato sulla descrizione dei processi, rispecchiavano le differenze generali sul modo di vedere la disciplina. Fino agli anni '50 il comportamento del bambino era studiato prevalentemente tramite il metodo sperimentale. Successivamente, i fallimenti dello sperimentalismo hanno condotto ad una maggiore consapevolezza della complessità del comportamento infantile, con un conseguente avvicinamento al metodo osservativo.

La descrizione diaristica offre la possibilità di ottenere un quadro completo del comportamento e delle circostanze in cui prende vita; la registrazione di specimen, prevede descrizioni minuziose di ciò che accade in uno specifico lasso temporale. Wright parla poi del campionamento temporale: prevede la raccolta di alcuni elementi del comportamento preselezionati che hanno luogo in intervalli di tempo separati. Campionamento per eventi: il comportamento può essere osservato sia a livello molare sia molecolare e il ricercatore si occupa di registrare narrativamente il comportamento scelto come oggetto di rilevazione. L'analisi di unità di campo permette di rilevare il comportamento in unità temporali continuative e di organizzarlo in categorie precedentemente stabilite, comprendenti comportamenti generali o comportamenti specifici. In questo modo, il comportamento viene descritto nella sua completezza (livello generale) e nella sua progressione (livello specifico).

McCall: la deificazione del metodo sperimentale dovrebbe lasciare il posto all'utilizzo dell'osservazione, la quale non è escluso che possa venire utilizzata all'interno di ricerche sperimentali oltre che naturalistiche. La differenza tra metodo sperimentale e metodo osservativo può essere rinvenuta esclusivamente nella qualità delle rilevazioni, problematica risolvibile tramite l'addestramento dell'osservatore con la finalità di renderlo maggiormente affidabile nelle sue indagini. Nasce quindi un nuovo modo di guardare all'osservazione come una tecnica per il rilevamento dei dati piuttosto che come strategia di ricerca. Nel metodo osservativo la principale fonte di perturbazione è l'osservatore che funge da filtro tra la realtà e le misurazioni.

Chi osservare

L'osservazione è utile per conoscere un fenomeno o per pianificare un intervento. È noto che il metodo osservativo sia principalmente utilizzato nello studio di soggetti di età infantile e prescolare, in quanto in questi periodi di vita vi è un certo scarto tra le capacità effettive del bambino e la loro capacità di esprimerle tramite il linguaggio. Per quanto riguarda la scelta del metodo osservativo da un punto di vista prettamente metodologico, le motivazioni a sostegno della scelta per lo studio della prima infanzia e dell'età prescolare si riferiscono alla reattività del soggetto, ovvero agli effetti che sono la conseguenza della presenza fisica di un osservatore. Tale reattività varia in base all'età del bambino. Sembra che il comportamento di bambini di età inferiore ai 6 mesi non subisca l'influenza della presenza di una persona estranea, rimanendo spontaneo. Al contrario, già nella seconda metà del primo anno di vita si possono osservare le prime forme di controllo (reattività) del bambino, il quale rivolge frequentemente il proprio sguardo allo sperimentatore. In età prescolare è possibile cercare di limitare questi effetti mediante un periodo di familiarizzazione. Nei ragazzi in età scolare o negli adolescenti risultano funzionali le strategie di osservazione dissimulata che prevedono procedure come il mascheramento dell'osservazione mediante l'uso dello specchio unidirezionale o, al contrario, procedure che ne evidenziano la presenza, come l'osservazione partecipante. I ricercatori si avvalgono di tre disegni di ricerca:

  • Il disegno trasversale consiste nel confronto, nel medesimo momento temporale, di individui di età differenti;
  • Il disegno longitudinale prevede l'osservazione di un dato fenomeno ripetuta nel corso del tempo, con l'obiettivo di sottolinearne le caratteristiche costanti e i cambiamenti e, al contempo, di fornirne una spiegazione. Risulta essere la metodologia principale per studiare lo sviluppo poiché permette di:
    • ottenere informazioni utili per valutare la stabilità temporale e il cambiamento della persona nel tempo;
    • classificare gli stadi o le sequenze dello sviluppo;
    • formulare ipotesi relazionali dinamiche nello sviluppo attraverso domini differenti;
    • trovare relazioni o nessi di causalità tra esperienze iniziali e risultati successivi.

    Tuttavia, il disegno longitudinale presenta diversi limiti in quanto viene richiesta la partecipazione dei soggetti per un lungo arco temporale.

  • Il disegno microgenetico studia il cambiamento in corso, racchiudendo le osservazioni in brevi archi temporali, coincidenti con la manifestazione di nuovi fenomeni e cambiamenti comportamentali del bambino. Un limite di questo disegno sperimentale è la mancanza di informazioni sulla stabilità dei cambiamenti e sugli eventi che si verificano nel lungo periodo.

Disegno

Caratteristiche Vantaggi Limiti

Trasversale

Più bambini di diversa età sono studiati contemporaneamente Dà informazioni sulle differenze tra le età. Rapido ed economico Non consente di valutare la stabilità delle differenze nel tempo

Longitudinale

Gli stessi bambini sono studiati a più riprese per lunghi periodi Dà informazioni sul cambiamento individuale. Valuta la stabilità delle differenze Perdita dei soggetti nel tempo. La ripetizione delle prove può minacciare la validità

Microgenetico

I bambini sono studiati intensivamente per brevi periodi di tempo Dà informazioni sui processi responsabili del cambiamento Non consente di valutare il cambiamento nel lungo periodo

Nel momento in cui si sceglie di esaminare il singolo l'oggetto di osservazione è il comportamento sociale del bambino e, contemporaneamente, le reazioni del suo interlocutore. La procedura prevede di prendere nota di tutti i comportamenti che il bambino mette in atto nell'arco temporale stabilito dall'osservatore, individuando altresì quali sono i destinatari delle sue azioni sociali e i feedback di questi.

Scheda di notazione. Questa prevede un'osservazione continuativa di 20 minuti, suddivisi in unità temporali di 1 minuto. Lo strumento permette di riportare l'arco temporale al quale l'osservazione si riferisce, le attività svolte, il linguaggio e la codifica. Quest'ultima è suddivisa in quattro dimensioni principali: l'attività, il livello cognitivo, il comportamento sociale e il linguaggio.

Quando si sceglie di osservare la coppia bisogna tenere conto contemporaneamente del comportamento di entrambi i partecipanti. Ne consegue che il focus dell'osservazione si concentra sull'attività congiunta e su gli effetti reciproci delle azioni. I comportamenti vengono organizzati in base all'ordine, al tempo, alla disposizione spaziale, alle azioni, ai gesti, alle vocalizzazioni e alle parole.

Quando è il gruppo ad essere sotto indagine risulta necessario adottare un metodo che permetta di descrivere le diverse configurazioni gruppali. È inoltre auspicabile osservare la percezione dei bambini delle aggregazioni all'interno del gruppo, le loro preferenze o i rifiuti, la presenza o meno di bambini isolati. Quando il gruppo di bambini si crea naturalmente è possibile utilizzare le mappe socio-cognitive sviluppate sulla base delle "preferenze associative" espresse direttamente o indirettamente dai bambini mediante l'attenzione reciproca, la quantità di tempo che si trascorre insieme, la ricerca di prossimità.

  • Individuo focale: consiste nell'osservazione di un bambino alla volta per un periodo di tempo prolungato. In questo modo è possibile prendere nota e descrivere rigorosamente e nel dettaglio la condotta del soggetto. Tuttavia, tale strategia non è utile se l'obiettivo è quello di rintracciare fenomeni inusuali o rari.
  • Scansione rapida: tutti i membri del gruppo vengono osservati rapidamente e ad alcune condotte specifiche di ciascuno vengono dedicati brevi intervalli temporali che variano da alcuni secondi a un minuto. In tal caso il grado di dettaglio della metodologia è esiguo. Si può ricavare la comparsa di un evento particolare ma non è possibile approfondirne le caratteristiche. Risulta auspicabile utilizzare tale procedura quando il fine è quello di notare fenomeni frequenti e regolari tra più soggetti.

Campionamento dei comportamenti

il focus dell'osservazione non è più l'individuo ma lo specifico comportamento. Viene, dunque, osservato il soggetto che ha una condotta specifica. Questa procedura è utile quando il dato che si vuole analizzare è poco frequente e si presenta in modo discontinuo e irregolare. È necessario prestare attenzione al gruppo per intero e predisporre le caratteristiche situazionali che permettano l'osservazione simultanea di tutti i suoi membri.

Strategie

Caratteristiche Indicazioni Controindicazioni

Individuo focale

Osservazione estesa di un bambino alla volta Comportamenti regolari tra i soggetti Tempi prolungati. Sottostima fenomeni irregolari

Scansione rapida

A turno ogni bambino è osservato per tempi brevi Efficace per comportamenti frequenti Rileva solo la comparsa. Scarso dettaglio

Comportamento

Si osserva uno specifico comportamento quando viene messo in atto Efficace per Richiede un elevato grado di controllo del contesto comportamenti rari o irregolari

Cosa osservare

In psicologia il metodo osservativo viene utilizzato per formazione, ricerca, educazione e clinica. Possiamo distinguere i comportamenti oggetto di osservazione in due macro-categorie:

  • Gli eventi momentanei corrispondono ai fenomeni circoscritti in un preciso arco temporale e vengono misurati in termini di frequenza.

Gli stati, invece, rappresentano i pattern comportamentali durevoli nel tempo, caratterizzati da un momento di inizio e uno di fine. Nella rilevazione non si richiede una valutazione soggettiva. Combinando durata e frequenza del comportamento osservato è, inoltre, possibile ottenere quattro tipologie di comportamento:

  • Momentaneo e frequente;
  • Momentaneo e infrequente;
  • Durevole e frequente;

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