Documento dall'Università di Bologna su Sociologia delle Disuguaglianze. Il Pdf presenta un'analisi delle teorie sociologiche sulle disuguaglianze, esplorando il pensiero di Marx, l'approccio neo-durkheimiano e i concetti di Bourdieu, utile per lo studio universitario di Economia.
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Sociologia delle Disuguaglianze (Università di Bologna) Scan to open on Studocu Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com)Sociologia delle disuguaglianze (Giancola-Salmieri)
- Una prima lettura riguarda la nascita e lo sviluppo del capitalismo come sistema che riproduce disuguaglianza sostanziali nelle condizioni di vita degli uomini. · Contesto di riferimento per Marx è la seconda rivoluzione industriale; la popolazione agricola è derubata di tutti i propri mezzi di produzione e scagliata in una dimensione in cui alla libertà formale non corrisponde alcuna autonomia decisionale. · Il capitalismo presuppone una completa divisione dei produttori dai mezzi di produzione - Seconda linea di riferimento di Marx è la destrutturazione delle teorie economiche classiche e la fondazione di una nuova visione dell'economia politica. Contrariamente alla visione della mano invisibile di Smith, Marx sottolinea la complessa fusione di nuove e potenti forze produttive con metodi e strumenti imposti dall'alto e dalle quali i detentori di capitale estraggono risorse aggiuntive. . Secondo Marx, Smith omette di considerare il lato della conquista del potere sociale. Perché il capitalismo sorgesse, c'era stato bisogno che le relazioni feudali e corporative fosse sciolte. Necessita per le masse di cedere la propria forza lavoro in cambio di un salario sufficiente per vivere. Questa trasformazioni era disuguaglianze ingiuste e una nuova forma di sfruttamento. · Nella fabbrica moderna non ci sono più i legami con i procedimenti artigianali a causa della diffusione della catena di montaggio. - Marx capovolge la dialettica hegeliana per elaborare una visione materialistica della storia dell'uomo. Marx specifica che sono le condizioni materiali dell'esistenza, e non tanto le rappresentazioni del mondo, a fungere da motore nei cambiamenti della storia. · La storia del mondo non è altro che la generazione dell'uomo mediante il lavoro umano. Gli uomini devono considerare le proprie condizioni di vita This document is available free of charge on studocu Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com) 1come il frutto del proprio agire sociale e storico: la trasformazione della modernità e i problemi sociali ed economici che ne derivano andavano calati nel carattere sociale dei fenomeni economici e politici. · Marx considerava l'impiego della violenza e della coercizione come un fattore cruciale per il mantenimento del potere in ogni società: in ogni epoca, la realtà della condizione umana è data da specifici rapporti di forza tra gruppi sociali in conflitto tra loro. - Negli anni '40 dell'800 Marx comincia a gettare fondamenti di economica politica. Pensa che il capitalismo vada contrastato su basi storiche empiricamente appuratili, piuttosto che sulla base di verità dogmatiche provenienti da tradizione, religione ... · Lo sviluppo capitalista e i rapporti di produzione basati sulla proprietà privata limitavano il progresso sociale proprio nel momento in cui sembrava tecnologicamente accessibile. - Categorie fondamentali individuate nelle classi e modi di produzione. Le classi risultano da un differente accesso ai mezzi di produzioni. Il modo di produzione capitalista determina da questa differenza un'estrazione di surplus: il valore economico prodotto dal lavoratore è maggiore rispetto al compenso che riceve. La differenza tra queste due quantità, il plusvalore, viene tenuto dal capitalista. · Fonte primaria delle disuguaglianze economiche da cui derivano quelle politiche, culturali e sociali. · Marx intravedeva una serie di crisi del futuro del capitalismo fino al punto che le contraddizioni insanabili del sistema avrebbero favorito una rivoluzione di classe e una transizione comunista. - Nell'analisi di mare la struttura delle disuguaglianze è il risultato dell'appropriazione indebita da parte di una classe di quote crescenti di lavoro umano non retribuito. · Per Marx, la classe è un aggregato di persone che condividono una comune posizione sociale in una specifica relazione rispetto ai mezzi di produzione e al sistema di estrazione del valore che contraddistingue la società. Le disuguaglianze sociali sono prima di tutto disuguaglianze di classe. 2 Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com)· Marx dettaglia con precisione i diversi rapporti tra classi e sottoclassi che emergono dalla divisione del lavoro nel sistema del capitalismo industriale. Non limita le classi a quelle che sono in antagonismo tra loro, ma descrive l'intera stratificazione sociale delle disuguaglianze. - Le classi hanno esistenza indipendente dai singoli individui, tanto che appartengono a una classe indipendentemente dalla loro volontà. L'appartenenza di classe rappresenta la fonte più pervasiva da cui derivano i tipi di disuguaglianza. · Qualsiasi modo di produzione che contempli accesso ai mezzi di produzione differenziato tra i gruppi sociali è generatore di disuguaglianze. - La combinazione dei fattori di produzione e i rapporti che intrattengono i diversi gruppi sociali costituisce la struttura economica di una data società. A tale struttura si aggiungono sovrastrutture, rappresentazioni ideologiche della realtà che non contribuiscono direttamente alla creazione delle condizioni materiali di vita degli esseri umani, ma riproducono le relazioni sociali atte a perpetuare i modi di produzione di un'epoca e di una società. · Le classi dominanti contribuiscono a diffondere ideologie che mistificano la reale condizione sociale di sfruttamento delle classi inferiori, presentandola come un riflesso della volontà divina oppure della natura umana, ossia inevitabile e legittimo. Per Marx, le rappresentazioni ideologiche danno origine a valori, credenze e concezioni non intenzionali, ma coerenti ai limiti delle esperienze di classe. · Il conflitto di classe p latente, poiché i diversi interessi che scaturiscono dalle disuguaglianze trovano spesso nelle istituzioni sociali lo spazio per negoziazioni, compromessi, riforme ... che non alterano la struttura dei rapporti di produzione. - Nel sistema capitalistico il lavoro diventa una merce come le altre, soggetta al potere del capitale che se ne serve nei modi e con i prezzi più convenienti per produrre altra merce. Mercificazione del lavoro=causa disuguaglianze. Contrariamente alle altre materie prime, la forza lavoro produce regolarmente e sistematicamente più valore di quello che ottiene in cambio. - Marx considera come unica pertinenza oggettiva alle merci il fatto che esse sono tutte frutto di un lavoro sociale collettivo. Pertanto il valore di scambio delle merci calcolato sula base della loro comparazione sarebbe solo una This document is available free of charge on studocu Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com) 3manifestazione superficiale del loro valore, perché invece corrisponde al lavoro sociale cristallizzato contenuto in ciascuna merce. - Le forti disuguaglianze che Marx vede nel capitalismo dei suoi tempi creavano condizioni di estrema povertà delle masse urbane e contadine, nel cosiddetto "contratto volontario". - Crisi cicliche del capitalismo: l'aumento progressivo degli investimenti in macchinari e materie prime trattate a scapito degli investimenti in salari avrebbe creato un margine di profitto decrescente nel corso del tempo. Le tendenze capitalistiche a contrastare questa tendenza avrebbero solo deteriorato le condizioni dei lavoratori, rendendoli più esasperati e dunque costringendoli ad avviare uno scontro di classe definitivo.
- Durkheim sosteneva che la società, a differenza di Marx, in quanto organo complesso, rende l'ordine gerarchico qualcosa di inevitabile e pertanto la produzione economica dovrebbe essere organizzata in istituzioni simili alle corporazioni che funzionerebbero come centri di gestione delle attività produttive. Lo stato dovrebbe giocare un ruolo autorevole ma limitato. - Durkheim considerava uno dei tratti principali della società moderna: il suo carattere individualistico, come fattore esasperante di molte problematiche che si riverberano nella stratificazione. I diritti e le capacita degli individui sarebbero dovuti dipendere invece dallo sviluppo di una forma complessa ed egualitaria di organizzazione sociale. · Tale sviluppo faceva si che la collettività e i singoli fossero parimenti sacri, dando vita ad una religione laica di stato, che desse priorità al collettivo inteso come ordine complesso del reale, e che avrebbe dovuto informare la condotta dei singoli in relazione al riconoscimento che il benessere di ciascuno è interdipendente. · Durkheim restava critico all'approccio che Marx aveva esibito rispetto all'analisi sociale, perché per lui non utilizza alcun dato empirico per tentare di risolvere i veri problema di disuguaglianza che pone. - Gli obiettivi del socialismo gli sembravano ancora troppo impregnati di tensione ideologica, laddove i problemi sociali dovevano essere riportati più sul piano sociologico. Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com) 4· Durkheim avanzava l'idea di uno stato riorganizzato, che potesse garantire la coesione sociale e svolgere le funzioni altrimenti assicurate dalla classe capitalista, rendendola meno rilevante fino a scomparire. Le classi lavoratrici non sarebbero più state soggetto a scambi diseguali e a contratti ingiusti, ma sarebbero state remunerate secondo il valore sociale dei loro servizi. - La divisione del lavoro sociale 1893: nuovo modo di ricostruire storicamente lo sviluppo della società moderna che sfidava la comprensione dell'ordine sociale e della moralità fino allora prevalenti nel mondo industriale europeo. · Tre preoccupazioni intrecciate: i bisogni sociali a cui p legata la divisione del lavoro; le cause e le condizioni da cui tale divisione deriva; le principali forme patologiche che può assumere. · Durkheim si discosta dalla critica al capitalismo industriale, preferendo l'analisi delle forme di solidarietà sociale all'esame dei rapporti di classe. - La spiegazione della divisione del lavoro sociale risiede nel atto che nella società industriale moderna cooperazione e interdipendenza non possono essere il risultato del solo utilitarismo e del solo individualismo, ma dipendono da una morale complessa. La divisione del lavoro nell'epoca industriale si sviluppa in maniera veloce, poiché la specializzazione tecnica e la differenziazione sociale presuppongono forme e catene di relazioni distinte in termine di ruoli. · Individua la causa dell'evolversi della divisione del lavoro nelle forme di organizzazione sociale che si susseguono. - I fatti sociali per Durkheim sono qualcosa di collettivo, perché più individui interagiscono e questa azione di interazione congiunta deve produrre qualcosa. l'aumento della divisione del lavoro è correlato allo sviluppo di nuovi bisogni e funzioni sociali, e le disuguaglianze sono deleterie soltanto nella misura in cui minano l'integrazione sociale: una soglia tollerabile di disuguaglianza è fissata laddove questa è il derivato di azioni collettive che hanno portato a cristallizzare le istituzioni sociali vigenti. · All'interno e fuori dalle istituzioni moderne, l'individuo non può fare a meno di seguire le norme che la contraddistinguono. Presentando le norme morali come one sociali significative, necessarie e costitutive, Durkheim celebra l'ordine sociale. This document is available free of charge on studocu Downloaded by Ilaria Lucantonio (ilalucantonio98@gmail.com) 5