Slide dall'Università degli Studi Link su Fisica Medica, esplorando la dinamica dei fluidi. Il Pdf analizza l'approccio lagrangiano, la resistenza dei vasi sanguigni e il funzionamento della pompa cardiaca, con dettagli su gittata pulsatoria e frequenza cardiaca, per lo studio universitario di Fisica.
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Come abbiamo visto per descrivere il moto di un fluido possiamo dividerlo in volumi infinitesimi, chiamati particelle di fluido, e seguirne il moto. Possiamo studiare il moto con due diversi approcci:
Descrive il moto di un fluido pensandolo scomposto in elementi infinitesimali di volume (le particelle fluide) di cui si cerca di esprimere posizione e velocità in funzione del tempo. Diretta generalizzazione della meccanica del punto materiale. Procedimento estremamente complicato.CAMPUS
Descrive il moto di un fluido esprimendo, in ogni punto dello spazio occupato dal fluido, la massa volumica e la velocità del fluido stesso in funzione del tempo. Approccio statistico molto più conveniente.
La dinamica dei fluidi è in generale molto complicata. Il fenomeno della turbolenza ne è la dimostrazione più vistosa. Solo in casi particolari e sotto assunzioni semplificatrici è possibile dare una descrizione semplice del moto di un fluido:
In ciascun punto di una linea di flusso il vettore velocità risulta sempre tangente alla linea stessa.CAMPUS
Se ragioniamo in funzione della conservazione della massa, Prendiamo in esame un liquido perfetto in moto stazionario in un tubo elementare di flusso, eventualmente coincidente con un condotto. Conside- riamo due sezioni di aree S, ed S2 rispettivamente, normali alle linee di flusso e di dimensioni tali che, all'interno di ciascuna di esse, la velocità del liquido abbia lo stesso valore. Indichiamo con vie v2 le relative velocità. La massa del liquido - o equivalentemente il suo volume per liquidi incompressibili -, compresa tra le sezioni Si ed S2, non varia nel tempo. Questa proprietà di conservazione della massa si traduce (in assenza di sor- genti o pozzi) nella condizione che la massa, che entra nel tempo di attra- verso SI, deve essere uguale alla massa che esce, nello stesso intervallo di tempo, dalla sezione S2 : per quanto detto precedentemente, è chiaro infatti che non possono esserci trasferimenti di massa attraverso la superficie tubolare esterna. La massa che entra attraverso Si è pari alla massa conte- nuta nel cilindro di base SI ed altezza v1 dt e cioè dm = p SI v) dt; analoga- mente, la massa che esce da S2 è pari alla massa contenuta nel cilindro di base S2 ed altezza v2 dt, e cioè dm = p S2 V2 dt. Dunque, per la conserva- zione della massa deve essere: p S1 v1 dt = p S2 V2 dt da cui, potendosi ripetere il ragionamento per ogni coppia di sezioni del tubo di flusso, si ricava: v S = invariante (equazione di continuità della massa)CAMPUS
Per liquidi incomprimibili per cui la densità è costante definiamo la PORTATA Q Equazione di continuità: consideriamo un liquido incomprimibile in moto stazionario in un tubo. In un tempo At entra un volume A14x1 ed esce un volume A24x2 di fluido. Da qui: Conservazione della massa: equazione di continuità A1V1 = A202
Av = costante Per un fluido incomprimibile in regime stazionario la velocità di scorrimento in un tubo è inversamente proporzionale all'area della sezione trasversale del tubo stesso.
Ricordando che dV = A v dt è il volume di fluido che nel tempo dt attraversa la sezione trasversale di area A, allora, introducendo la cosiddetta portata volumica, si ha: R = dV dt = Av = costante Nel SI l'unità di misura della portata volumica è il m3/s.LIXAUNIVERSITY
A sinistra la porzione di conduttura ha una sezione costante A1, è orizzontale ed è posta ad una quota y1sopra un livello di riferimento. La conduttura si allarga e si alza gradualmente per cui a destra ha una sezione A2 ed è posta Punto 1 ad un'altezza y2. Se chiamiamo sistema la parte di fluido tratteggiata, ne consideriamo il moto lungo la conduttura. Siano p1 la pressione e v1 la velocità in tutti i punti della parte più stretta; mentre p2 la pressione e v2 la velocità di tutti i punti nella parte più larga. Il teorema lavoro-energia stabilisce che il lavoro fatto dalla risultante delle forze agenti su un sistema è uguale alla variazione della sua energia cinetica. Se le forze viscose sono trascurabili, a sinistra fanno lavoro sul sistema le forze p1A1, dovute alla pressione p1, mentre a destra le forze p2A2, dovute alla pressione p2 e la forza di gravità. Il lavoro L fatto sul sistema dalla risultante delle forze agenti può essere calcolato nel modo seguente:
teorema di Bernoulli lega velocità, altezza e pressione in un fluido. A causa della differenza fra pressione P1 e P2 agente sul fluido dal lato sinistro e destro del tubo, un volume di fluido AV = A14x1 = A2Ax2 sale nel tubo in un tempo At. Applichiamo il teorema dell'energia cinetica fra gli istanti to e to + At, ricordandoci che il moto non varia nel tempo
Il lavoro compiuto dalle forze esterne (forze di pressione): AL = P1A14x1 - P2A24x2 = (P1 - P2)AV deve uguagliare la variazione di energia meccanica del liquido: AL = AE = AK + AU (le forze gravitazionali sono conservative)|LINKUNIVERSITY
Completiamo l'equazione. Variazione di energia cinetica: AK = = m202-m10} =PAV (v2-0}) 2 1 (vale m1 = m2 = pAV). Variazione di energia potenziale: AU = m2gy2 - migy1 = pAV g(32 - 31) da cui si ricava infine l'equazione di Bernoulli P1+ 5pvf + pgy1 = P2 + 5pv2 +pgy2 1 1 P 02 ovvero: P + 1 2' 1,2 + pgy =costante, o anche: pg + + y =costante 2g 1 1CAMPUS
P+ 1 2 2 + pgy =costante,
Effetto Venturi: In un tubo di sezione A variabile, P diminuisce dove la sezione diminuisce (perché vA =costante per l'equazione di continuità). (notare che le linee di flusso sono più fitte dove la velocità è maggiore)CAMPUS
SIV1 = S2V2) Pı+=dv2=P2+=dv2 Nel caso dell'aneurisma si ha una dilatazione del lume di un'arteria, dovuta per esempio a un'alterazione della parete che riduce elasticità e resi- stenza e ne determina lo sfiancamento progressivo. Questa dilatazione del lume, per l'equazione di continuità, implica un abbassamento della velocità e quindi, per il teorema di Bernoulli, un aumento di pressione, che tende a dilatare ulteriormente l'arteria. Il fenomeno opposto avviene nel caso di stenosi.
Al contrario, nel caso della stenosi (costrizione localizzata di un'arteria) la diminuzione della sezione S2 < S1 in un punto del vaso comporta v2 > V1 per l'equazione di continuità e quindi p2 < p1 in quel punto per il teorema di Bernoulli, contribuendo a determinare, soprattutto in presenza di fattori quali l'aumentata coagulabilità del sangue a seguito di un rallentamento del flusso (la formazione di un coagulo riduce di per sé la sezione del lume vasa- le), un'ulteriore riduzione del lume del vaso.