Elementi di Neuropsicofarmacologia, Uniss.it: Appunti per Psicologia

Documento da Uniss.it su Elementi di Neuropsicofarmacologia. Il Pdf esplora la farmacologia generale, del SNC e le sostanze psicoattive, utile per studenti universitari di Psicologia. Il materiale, prodotto nell'anno accademico 2019/20 dal docente Paolo Enrico, approfondisce la distribuzione dei farmaci e l'importanza della barriera ematoencefalica.

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58 pagine

Elementi di Neuropsicofarmacologia
Anno Accademico: 2019/20
Docente: Paolo Enrico
Email: enrico@uniss.it
Attività a scelta : 4 CFU
Gli psicologi non possono prescrivere farmaci. Ma allora perché sono importanti i farmaci per gli psicologi?
È indubbio che gli psicologi si trovano a che fare con persone che assumono psicofarmaci e quindi ha senso
che uno psicologo conosca quelle che sono le caratteristiche di un farmaco, quali sono gli effetti tossici, le
interazioni tra i farmaci e, paradossalmente, tra psicofarmaci e psicoterapia (alcuni farmaci possono
sabotare la psicoterapia oppure la permettono).
La cosa più importante è lo sviluppo di una conoscenza critica tra psicofarmaco e psicoterapia, per superare
una vecchia diatriba tra psichiatri e psicologi, poiché si pensa che i primi possano curare tutto con i farmaci,
mentre gli psicologi pensano che possono curare tutto con le parole.
Non è così, perciò è necessario che gli psicologi capiscano qualcosa della farmacologia, della
psicofarmacologia, così come sarebbe importante che gli psichiatri capissero qualcosa della psicoterapia.
La farmacologia in generale ˃ capiamo come un farmaco agisce, perché un farmaco si somministra in un
modo o in un altro, perché un farmaco in una persona anziana può avere effetti molto diversi rispetto ai
giovani, risposte anomale ai farmaci che non sono necessariamente tossiche, ma sono anomale.
Aldilà del fatto che queste conoscenze si applichino agli psicofarmaci, si applicano anche ai farmaci normali.
Unaspirina sotto tutti i punti di vista non ha una farmacologia diversa da una benzodiazepina. Alcune cose
sono comuni a tanti farmaci, ed è bene saperle anche per una questione di cultura generale.
Psicofarmacologia speciale: ci concentreremo su quelli che sono gli aspetti della farmacologia del SNC e
quindi vedremo i farmaci sedativo-ipnotici, gli antidepressivi (i quali messi assieme sono i farmaci più
venduti al mondo, soprattutto nel mondo occidentale, quindi in nazioni meno sviluppate), gli antipsicotici,
farmaci antimaniacali (farmaci utilizzati nel disturbo del tono dellumore) e poi cosa molto importante,
vedremo la farmacologia di sostanze psicoattive di uso voluttuario, che comunemente chiamiamo droghe.
Da un punto di vista farmacologico, il termine droghenon è corretto. Sappiamo che esistono persone che
si somministrano dei farmaci psicoattivi per uso voluttuario, quindi senza che ce ne sia una vera necessi
clinica. Alcune di queste sostanze possono dare effetti particolari, come per esempio la farmaco-
dipendenza, che è buona parte di pertinenza dello psicologo, quindi è giusto saperne di più.
Per capire la farmacologia, sono necessarie buone conoscenze della Neurobiologia, della Neurofisiologia e
della psichiatria. La neuropsicofarmacologia è la farmacologia delle sinapsi e dei neurotrasmettitori. Chi non
ha idea di cosa sia una sinapsi chimica, o cosa succede se si apre un canale ionico, piuttosto che no,
ovviamente ha molte più difficoltà a digerire quello che è il materiale del corso. Parlando del disturbo dello
spettro ansioso, piuttosto che di depressione, troveremo anche qualche nozione di psichiatria. Parlando
degli antipsicotici, dobbiamo sapere qualcosa della schizofrenia o quantomeno dobbiamo prepararci a
saperla.
Per studiare questa materia, come diceva Guglielmo da Ockham, cercheremo di non mettere dentro cose
che non sono utili (per esempio, per gli psicologi non sono utili gli aspetti di tipo posologico, che sono
aspetti medici), ma ci concentreremo su quanto può essere utile agli psicologi, come diceva la Montessori,
cercando relazioni tra le cose, anche perché i farmaci sono cambiati negli anni da quando la farmacologia è
nata, anche se non è una scienza molto antica, ma proprio per il fatto che i farmaci seguano dei percorsi
preesistenti nella nostra fisiologia. Un farmaco che agisce sui recettori nicotinici, sarà un farmaco che agisce
sempre sui recettori nicotinici quindi cercheremo di studiare i principi generali, come la matematica,
applicabili sempre per comprendere i concetti e largomento.
Molte delle cose che vedremo, le conosciamo già, perché nella nostra vita, chi più chi meno, ha assunto dei
farmaci. La nostra è una sociefarmacologizzata”. Tutto ciò che andremo a studiare è già davanti a noi, ma
non gli diamo attenzione (andremo quindi a parlare di buonsenso; G. Bessiere).
La prescrizione alluso dei farmaci è un atto medico, ma ciò non vuol dire che i medici siano degli esseri
superiori perché hanno questa possibilità, ma questo atto medico”, è una cosa abbastanza complicata. Il
medico di famiglia prescrive dei farmaci, ma per quanto sembri semplice, è un qualcosa di molto più
complesso. Il medico attesta dei dati da lui rilevati, e riscontrando alterazioni della sua fisiologia, cerca di
correggerli con lutilizzo di una sostanza. Il medico, da questo momento, rimuove i diritti imposti dalla legge
all’esercizio dellindirizzo soggettivo allassistenza farmacologica.
Per prescrizione e utilizzazione di farmaci si parla di legge, quindi non tutti i farmaci sono uguali. Quando il
farmacista si rifiuta di dare un certo medicinale, dipende dal fatto che è necessaria una prescrizione medica.
Altri professionisti, decidono di consigliarequeste sostanze, perché non possono prescriverne. Lutilizzo di
nessuna sostanza biologicamente attiva è privo di rischi. Quando sentiamo parlare la gente che dice ah, ma
questo che prendo io è un farmaco naturale, quindi se non fa bene, non fa neanche male”. NON è vero,
NON esistono sostanze biologicamente attive che hanno una e una sola funzione.
Esempio, pensando al Ginkgo biloba, che è lestratto di un albero molto antico, facilmente trovabile anche al
supermercato, quindi non è necessaria una prescrizione medica. Il Ginkgo biloba è stato per tanto tempo,
consigliato dallacufene, quindi al fischio dellorecchio, a disturbi per la circolazione generale, ad altri
disturbi, qualcuno lo vedeva come un procognitivo, con la stupida sicurezza che siccome è un estratto di
albero, non crea particolari problemi, se non fa bene, non fa nemmeno male; in realtà questa sostanza è
formata da diverse molecole biologicamente attive, tra cui i gincolidi. Queste molecole agiscono come
antiaggreganti, ovvero, reagendo a livello piastrinico riducono la coagulabilità del sangue. Se noi
trasportiamo la somministrazione di questo farmaco e la mettiamo, per esempio, in una persona che è già
scoagulata per problemi di tipo cardiaco o per una protesi vascolare, sarebbe un grave problema. Se già la
persona è scoagulata (ed è già complicato gestire questo problema) e gli/le viene somministrato un
anticoagulante piastrinico, nel migliore dei casi diventa un ematoma vivente, nel peggiore dei casi può
avvenire unemorragia cerebrale o qualcosa di simile. Da quanto letto su delle riviste scientifiche è capitato
che alcune persone non coagulassero, proprio perché assumevano il Ginkgo biloba, e siccome pensavano
che questa sostanza fosse una cosa naturale, non lo avevano neanche detto al medico durante lanamnesi.
<<Solo i medici possono prescrivere farmaci.>> Chi esercita abusivamente la professione medica oltre ai vari
problemi creati al paziente, può incorrere anche in problemi di tipo legale, quindi essere punito.
La Farmacologia.
Di che cosa stiamo parlando? Farmaco, droga, principio attivo, medicinale, veleno, tossico, medicamento,
chemioterapico. Apparentemente, questi termini sembrano avere il medesimo significato.
Quali caratteristiche deve avere un farmaco per poter essere chiamato farmaco? Solitamente al farmaco si
attribuisce un giudizio negativo, ma
Esempio: Il Curaro. Epossibile vederlo in alcuni documentari, perché nelle colonie indigene dellAmazzonia
utilizzavano intingere la punta delle frecce nel curaro, che può essere estratto da piante o animali, e con
queste ultime andavano a caccia. Se lanciando la freccia, avessero colpito lavversario, questo sarebbe
morto, perciò il curaro non lo consideriamo un farmaco.
In realtà, i derivati del curaro, quali la tubocurarina, vengono utilizzati tutti i giorni in sala operatoria a
beneficio del paziente. In alcuni atti chirurgici il curaro è fondamentale.

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Anteprima

Elementi di Neuropsicofarmacologia

Anno Accademico: 2019/20 Docente: Paolo Enrico Email: enrico@uniss.it Attività a scelta : 4 CFU

Gli psicologi non possono prescrivere farmaci. Ma allora perché sono importanti i farmaci per gli psicologi? È indubbio che gli psicologi si trovano a che fare con persone che assumono psicofarmaci e quindi ha senso che uno psicologo conosca quelle che sono le caratteristiche di un farmaco, quali sono gli effetti tossici, le interazioni tra i farmaci e, paradossalmente, tra psicofarmaci e psicoterapia (alcuni farmaci possono sabotare la psicoterapia oppure la permettono).

La cosa più importante è lo sviluppo di una conoscenza critica tra psicofarmaco e psicoterapia, per superare una vecchia diatriba tra psichiatri e psicologi, poiché si pensa che i primi possano curare tutto con i farmaci, mentre gli psicologi pensano che possono curare tutto con le parole.

Non è così, perciò è necessario che gli psicologi capiscano qualcosa della farmacologia, della psicofarmacologia, così come sarebbe importante che gli psichiatri capissero qualcosa della psicoterapia.

Farmacologia Generale

La farmacologia in generale > capiamo come un farmaco agisce, perché un farmaco si somministra in un modo o in un altro, perché un farmaco in una persona anziana può avere effetti molto diversi rispetto ai giovani, risposte anomale ai farmaci che non sono necessariamente tossiche, ma sono anomale.

Aldilà del fatto che queste conoscenze si applichino agli psicofarmaci, si applicano anche ai farmaci normali. Un'aspirina sotto tutti i punti di vista non ha una farmacologia diversa da una benzodiazepina. Alcune cose sono comuni a tanti farmaci, ed è bene saperle anche per una questione di cultura generale.

Psicofarmacologia Speciale

Psicofarmacologia speciale: ci concentreremo su quelli che sono gli aspetti della farmacologia del SNC e quindi vedremo i farmaci sedativo-ipnotici, gli antidepressivi (i quali messi assieme sono i farmaci più venduti al mondo, soprattutto nel mondo occidentale, quindi in nazioni meno sviluppate), gli antipsicotici, farmaci antimaniacali (farmaci utilizzati nel disturbo del tono dell'umore) e poi cosa molto importante, vedremo la farmacologia di sostanze psicoattive di uso voluttuario, che comunemente chiamiamo droghe.

Da un punto di vista farmacologico, il termine "droghe" non è corretto. Sappiamo che esistono persone che si somministrano dei farmaci psicoattivi per uso voluttuario, quindi senza che ce ne sia una vera necessità clinica. Alcune di queste sostanze possono dare effetti particolari, come per esempio la farmaco- dipendenza, che è buona parte di pertinenza dello psicologo, quindi è giusto saperne di più.

Conoscenze Necessarie per la Farmacologia

Per capire la farmacologia, sono necessarie buone conoscenze della Neurobiologia, della Neurofisiologia e della psichiatria. La neuropsicofarmacologia è la farmacologia delle sinapsi e dei neurotrasmettitori. Chi non ha idea di cosa sia una sinapsi chimica, o cosa succede se si apre un canale ionico, piuttosto che no, ovviamente ha molte più difficoltà a digerire quello che è il materiale del corso. Parlando del disturbo dello spettro ansioso, piuttosto che di depressione, troveremo anche qualche nozione di psichiatria. Parlando degli antipsicotici, dobbiamo sapere qualcosa della schizofrenia o quantomeno dobbiamo prepararci a saperla.

Per studiare questa materia, come diceva Guglielmo da Ockham, cercheremo di non mettere dentro cose che non sono utili (per esempio, per gli psicologi non sono utili gli aspetti di tipo posologico, che sono aspetti medici), ma ci concentreremo su quanto può essere utile agli psicologi, come diceva la Montessori, cercando relazioni tra le cose, anche perché i farmaci sono cambiati negli anni da quando la farmacologia è nata, anche se non è una scienza molto antica, ma proprio per il fatto che i farmaci seguano dei percorsi preesistenti nella nostra fisiologia. Un farmaco che agisce sui recettori nicotinici, sarà un farmaco che agisce sempre sui recettori nicotinici quindi cercheremo di studiare i principi generali, come la matematica, applicabili sempre per comprendere i concetti e l'argomento.

Molte delle cose che vedremo, le conosciamo già, perché nella nostra vita, chi più chi meno, ha assunto dei farmaci. La nostra è una società "farmacologizzata". Tutto ciò che andremo a studiare è già davanti a noi, ma non gli diamo attenzione (andremo quindi a parlare di buonsenso; G. Bessiere).

Prescrizione e Utilizzo dei Farmaci

La prescrizione all'uso dei farmaci è un atto medico, ma ciò non vuol dire che i medici siano degli esseri superiori perché hanno questa possibilità, ma questo "atto medico", è una cosa abbastanza complicata. II medico di famiglia prescrive dei farmaci, ma per quanto sembri semplice, è un qualcosa di molto più complesso. Il medico attesta dei dati da lui rilevati, e riscontrando alterazioni della sua fisiologia, cerca di correggerli con l'utilizzo di una sostanza. Il medico, da questo momento, rimuove i diritti imposti dalla legge all'esercizio dell'indirizzo soggettivo all'assistenza farmacologica.

Per prescrizione e utilizzazione di farmaci si parla di legge, quindi non tutti i farmaci sono uguali. Quando il farmacista si rifiuta di dare un certo medicinale, dipende dal fatto che è necessaria una prescrizione medica. Altri professionisti, decidono di "consigliare" queste sostanze, perché non possono prescriverne. L'utilizzo di nessuna sostanza biologicamente attiva è privo di rischi. Quando sentiamo parlare la gente che dice "ah, ma questo che prendo io è un farmaco naturale, quindi se non fa bene, non fa neanche male". NON è vero, NON esistono sostanze biologicamente attive che hanno una e una sola funzione.

Esempio del Ginkgo Biloba

Esempio, pensando al Ginkgo biloba, che è l'estratto di un albero molto antico, facilmente trovabile anche al supermercato, quindi non è necessaria una prescrizione medica. Il Ginkgo biloba è stato per tanto tempo, consigliato dall'acufene, quindi al fischio dell'orecchio, a disturbi per la circolazione generale, ad altri disturbi, qualcuno lo vedeva come un procognitivo, con la stupida sicurezza che siccome è un estratto di albero, non crea particolari problemi, se non fa bene, non fa nemmeno male; in realtà questa sostanza è formata da diverse molecole biologicamente attive, tra cui i gincolidi. Queste molecole agiscono come antiaggreganti, ovvero, reagendo a livello piastrinico riducono la coagulabilità del sangue. Se noi trasportiamo la somministrazione di questo farmaco e la mettiamo, per esempio, in una persona che è già scoagulata per problemi di tipo cardiaco o per una protesi vascolare, sarebbe un grave problema. Se già la persona è scoagulata (ed è già complicato gestire questo problema) e gli/le viene somministrato un anticoagulante piastrinico, nel migliore dei casi diventa un ematoma vivente, nel peggiore dei casi può avvenire un'emorragia cerebrale o qualcosa di simile. Da quanto letto su delle riviste scientifiche è capitato che alcune persone non coagulassero, proprio perché assumevano il Ginkgo biloba, e siccome pensavano che questa sostanza fosse una cosa naturale, non lo avevano neanche detto al medico durante l'anamnesi.

<< Solo i medici possono prescrivere farmaci.>> Chi esercita abusivamente la professione medica oltre ai vari problemi creati al paziente, può incorrere anche in problemi di tipo legale, quindi essere punito.

La Farmacologia

Definizioni di Farmaco, Droga, Principio Attivo

Di che cosa stiamo parlando? Farmaco, droga, principio attivo, medicinale, veleno, tossico, medicamento, chemioterapico. Apparentemente, questi termini sembrano avere il medesimo significato.

Quali caratteristiche deve avere un farmaco per poter essere chiamato farmaco? Solitamente al farmaco si attribuisce un giudizio negativo, ma ...

Esempio del Curaro

Esempio: Il Curaro. E' possibile vederlo in alcuni documentari, perché nelle colonie indigene dell'Amazzonia utilizzavano intingere la punta delle frecce nel curaro, che può essere estratto da piante o animali, e con queste ultime andavano a caccia. Se lanciando la freccia, avessero colpito l'avversario, questo sarebbe morto, perciò il curaro non lo consideriamo un farmaco.

In realtà, i derivati del curaro, quali la tubocurarina, vengono utilizzati tutti i giorni in sala operatoria a beneficio del paziente. In alcuni atti chirurgici il curaro è fondamentale.Ma allora, è un farmaco o non è un farmaco? Perché in un caso uccide e in un caso no? La differenza è che in sala operatoria c'è un apparecchio che fa respirare la gente anche se i suoi muscoli sono paralizzati, che è esattamente ciò che fa il curaro. In questo caso è difficile se sia un farmaco o meno, perché non presenta una sola faccia univoca. Il curaro è veleno, se non c'è un apparecchio per la respirazione assistita ed è un farmaco, se c'è un apparecchio per la respirazione assistita.

E' ben diverso il farmaco dal medicamento. Quando parliamo di farmaco, possiamo dire che esistono delle sostanze chimiche che per le loro caratteristiche chimiche, fisiche o chimico-fisiche sono in grado di alterare il normale processo fisiologico.

Farmaco o Veleno

Come definiamo "farmaco" e come "veleno"? In alcuni stati la gente viene ammazzata utilizzando dei farmaci (pentobarbital, che è un barbiturico utilizzato per tante altre cose; idromorfone, che è un oppioide; entrambi farmaci utilizzati in terapia). Anche in questo caso è difficile dare una definizione precisa e chiara di farmaco o di veleno. Il pentobarbital viene utilizzato ogni giorno per indurre l'anestesia generale, ma dove si amministra la giustizia (con la pena di morte), questo farmaco/veleno viene usato per uccidere la gente.

Perciò possiamo dire che non ha senso suddividere i farmaci in buoni e cattivi, i farmaci son semplicemente farmaci, molecole chimiche capaci di alterare un processo fisiologico. E' la dose dei farmaci che può comportare effetti tossici (non tutti).

Definizione di Droga

Così come è difficile dare una definizione di veleno, è complicato anche dare una giusta definizione di droga. La parola "droga" deriva da quelle che un tempo si chiamavano drogherie, dove potevi comprare spezie e tante altre cose. La parola droga non necessariamente è riferita a dei farmaci che sono capaci di dare abuso e/o dipendenza. Questa parola si riferisce al prodotto naturale o all'estratto grezzo di esso, il quale contiene i principi attivi, che sono i veri e propri farmaci. Esempio: il vino, che è la droga, contiene il farmaco, che è l'etanolo; così come la nicotina è il farmaco contenuto nel tabacco; come il tetraidrocannabinolo, contenuto nella marijuana; il caffè ecc ...

Quando parliamo di farmaco, parliamo di sostanze biologicamente attive, mentre se parliamo di droga, ci riferiamo a dei prodotti naturali/grezzi che contengono dei farmaci (intesi come sostanze biologicamente attive).

Abuso di Farmaci e Dipendenze

Abuso di farmaci: insieme di farmaci, comunemente chiamati psicotropi. Esempio: la morfina, col suo derivato il di acetilato, l'eroina; l'etanolo; la nicotina; il tetraidrocannabinolo; la caffeina; LSD;DMT e tante altre sostanze. Tutte queste sostanze, in quanto farmaci, hanno la capacità di alterare un normale processo fisiologico. Le conseguenze di questa alterazione sono capaci di alterare il nostro stato psichico, quindi la funzione della mente. Queste sostanze che alterano il SN, ne alterano le funzioni e/o la struttura, che quindi portano ad alterare le percezioni e il comportamento. Basti pensare ad una persona che ha esagerato con l'alcool, e succede questo perché l'etanolo altera quella che è la normale funzione del SNC, che comporta a sua volta, l'alterazione del nostro comportamento.

NON sono tutti farmaci di abuso, perché per esempio la morfina è il più importante farmaco antidolorifico, utilizzata nella terapia del dolore (senza la quale non esisterebbe, perché senza gli oppioidi non è possibile la terapia .. non sarebbe completa). Anche il tetraidrocannabinolo, che è una molecola più complicata da utilizzare, però soprattutto ultimamente vi è un grande interessa da parte della psicoterapia o della psicofarmacologia, per quelli che sono farmaci come l'LSD, nonostante sia stato per tanto tempo un farmaco temuto, mentre ora nuovi studi pare stiano riscontrando delle proprietà interessanti, come nel caso della psilocibina, anch'esso farmaco sottoposto a controllo per legge.

Ma chi sono i drogati? O farmacodipendenti? Persone che fanno uso di farmaci a scopo non terapeutico. Quando si parla di farmacodipendenze sappiamo che è soltanto una delle tante altre dipendenze che esistono, ma è una delle forme di alterazione del comportamento più conosciute. Le dipendenze comportamentali sono altrettanto importanti, se non superiori.

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