STORIA
Il Sacro Romano Impero Germanico e la dinastia degli Ottoni
SLIDE LEZIONI
DOCENTE:
Claudio Straticò
ISU
ONLINEpar uelr wii Grwoven fere a
gen wii beg
he
dar tre ljude Wentth genas
4th mide wowen whanc t
La dinastia ottoniana
- Per dinastia ottoniana si intende la casata di imperatori del Sacro Romano Impero, originaria
della Sassonia, che regno ininterrottamente dal 962 al 1024, prendendo il nome dal
capostipite, Ottone I.
- La Francia orientalis era l'insieme dei territori dell'Impero carolingio che si trovavano oltre
il Reno, fino all'Oder, secondo la spartizione dell'843. La "Francia" era intesa all'epoca come terra
dei Franchi, popolazione germanica molto ampia che aveva fatto la sua comparsa durante
le invasioni barbariche del V secolo. I Franchi erano cristiani dalla fine del V o l'inizio del VI
secolo, mentre la zona dell'odierna Germania fu cristianizzata in maniera efficace solo con le
missioni dei monaci irlandesi tra VI e VII secolo.
- Le differenze tra Franchi orientali e occidentali si erano acuite in seguito alla spartizione tra i
discendenti dell'imperatore carolingio Ludovico il Pio: nel IX secolo ci sono già le prime tracce
scritte di un'antica lingua francese (più latinizzata grazie al contatto diretto con la popolazione
gallo-romana) e tedesca (letteralmente parlata dal theod, il popolo secondo l'antico dialetto
germanico). Nell'area oltre il Reno il substrato latino era molto più tenue e concentrato solo nelle
città già lungo il limes romano dell'area del Reno e del Danubio.
Il sistema vassallatico-beneficiario
- Esisteva quindi un'aristocrazia franca che governava formalmente questo amplissimo territorio,
scendendo a patti con i capi delle tribù locali, che formalmente avevano accettato la sottomissione
ai carolingi, pur senza rinunciare ad alcune antiche prerogative di libertà e ai costumi
tradizionalmente propri. In questo contesto si diffuse, entro l'XI secolo, il sistema vassallatico-
beneficiario, detto anche feudalesimo.
- Gradualmente il regno di Germania si andò delimitando come una confederazione di quattro popoli
ciascuno comandato da un dux (il latino era ancora la lingua ufficiale del governo e del principale
alleato dei franchi, la Chiesa romana): i franconi, vicino al Reno, gli svevo-alamanni, a sud ovest
(attuale Svizzera), i bavari a sud-est e i sassoni a nord-est.
- La corona di Germania, una delle tre nate dalla disgregazione dell'Impero carolingio (le altre erano
quelle di Francia e d'Italia) veniva quindi assegnata a uno dei quattro duchi, scelto in maniera
elettiva: questa sorta di federalismo è una delle caratteristiche tutt'oggi più tipiche della nazione
tedesca. Il re solitamente aveva un ruolo esclusivamente formale, godendo di ben poca autorità
effettiva sull'intero territorio che rappresentava, se non sui suoi domini personali.
Enrico l'Uccellatore e la riforma del regno
La situazione all'inizio del X secolo si presentava particolarmente grave, per la polverizzazione del
potere a fronte delle pericolose minacce esterne causate dalle frequenti invasioni degli ungari.
Quando venne eletto al trono il nipote di Liudolfo di Sassonia, capostipite della dinastia sassone, il
duca Enrico detto l'Uccellatore (919-936), egli seppe dare una risposta forte a questi problemi
iniziando una riforma amministrativa e militare del regno, facendo edificare una serie
di fortezze che facessero da centri difensivi, amministrativi, politici ed economici (un po' come
erano state le abbazie al tempo di Carlo Magno). Nel 935 egli ottenne una significativa vittoria
contro gli ungari, assoggettando anche le popolazioni slave tra Elba e Oder.
Ottone I
Ottone I
Il regno di Enrico I l'Uccellatore
- Enrico I l'Uccellatore, eletto Re da Sassoni e Franconi, pur non formalmente designato Imperatore,
fu di fatto considerato il fondatore del Regno tedesco e della dinastia ottoniana: aveva legato il suo
mandato politico all'estensione dei confini della Germania ed alla annessione del Ducato di
Lorena, fra il 923 ed il 925, contro le mire di Carlo il Semplice; all'armistizio con gli Ungari; alle
guerre oltre l'Elba e l'Oder contro Vendi e Slavi; alla fondazione di Meissen.
- Nella graduale affermazione della sua potenza, nel 929, armi in pugno, impose la sua autorità ai
Duchi di Lorena, Svevia e Baviera; sottomise, con Arnolfo di Wittelsbach, il boemo Venceslao I
il Santo obbligandolo al versamento dei tributi; il quindici marzo del 933 sconfisse all'Unstrut gli
Ungari, che a conclusione della tregua, avevano ancora invaso la Sassonia; nel 934 sottrasse al
Sovrano Chnuba di Danimarca, obbligato alla conversione cristiana, i territori della Marca Danese.
- Mecenate e protettore delle arti e delle lettere, coniugato in seconde nozze alla santificata Matilde,
nella Dieta di Erfurt del due luglio 936 egli designò alla successione il primogenito Ottone, nato il
ventitre ottobre del 912. Fu sposato a diciassette anni ad Editta, figlia del Sovrano
d'Inghilterra Edoardo il Vecchio, venne acclamato ed incoronato da Sassoni e Franconi Re ed
Imperatore il sette agosto dello stesso 936 in Aquisgrana.
I primi anni di governo di Ottone I
- I primi anni del suo governo furono contrassegnati da intrighi, congiure di Palazzo, disordini e
conflittualità familiari, a fronte dei quali egli adottò una politica energica, fino a soffocare la rivolta
del fratellastro Tancmaro, ucciso in battaglia nel 938, e a cedere il governo della Sassonia
a Ermanno Billung, che continuò l'espansione verso Est in danno delle popolazioni slave.
- Nel successivo 939, aprendo la Prima guerra dei Ducati, il giovane Ottone dette scacco anche alla
coalizione ribelle di Eberardo di Baviera, Eberardo di Franconia, Giselberto di Lorena e del
Vescovo di Magonza Federico, colpevoli d'aver preso partito per il germano Enrico che, nato
quando il padre era già al trono, era considerato da più parti legittimo erede.
- Il fronte di opposizione era ampiamente sostenuto dal francese Luigi IV d'outremer, erede di Carlo
il Semplice e di Ogiva, a sua volta figlia del Re Edoardo d'Inghilterra: autore di turbolenze a
carattere espansive, egli aspirava al controllo della Lorena e, pur consacrato Re a Laon, era di fatto
privo di corona e godeva del solo appoggio dei Duchi di Normandia e Borgogna, contro l'ostilità
del Duca di Parigi Ugo il Grande.
- La guerra si concluse ad Andernach con la morte e la disfatta della più parte dei rivoltosi; con
l'assunzione da parte di Ottone del controllo diretto della Franconia, con un atto di clemenza nei
confronti del fratello ribelle.
La politica di Ottone I
- Si trattò, tuttavia, di una tregua di breve durata, poiché il perdono non attenuò la rivalità ed il senso di
defraudazione di Enrico, autore di un altro complotto, risoltosi con un nuovo pentimento; con un nuovo
giuramento di fedeltà e con la concessione di un nuovo perdono, nel Natale del 941: la minaccia di un lungo
conflitto, anche forte di ampie implicazioni parentali circa le rivendicazioni patrimoniali, fu sostanzialmente
sventata da Papa Stefano IX, che indusse le parti ad un accordo ed alla ridistribuzione delle competenze sul
territorio.
- Infatti, nel 942, dopo averlo inseguìio fino a Rouen, Ottone si decise ad assegnare a Luigi il Regno di Francia
riservandosene l'Alta Sovranità e previa rinuncia alla Lorena, ceduta nel 944 al proprio futuro genero Corrado
il Rosso; concesse, nel 947, la Baviera all'insubordinato fratello Enrico, a sua volta coniugato ad una figlia
del Duca Arnolfo; all'altro germano Bruno conferì la titolarità dell' arcivescovado di Colonia; infine, nel 949,
donò la Svevia al proprio figlio Liudolfo.
- Rafforzato ed esteso il proprio dominio, obbligò poi al vassallaggio ed all'adesione al Cristianesimo il
Re Harald di Danimarca che fondò molte sedi vescovili; assoggettò ed evangelizzò gli Slavi di Oltr'Elba,
istituendo l'arcivescovado di Magdeburgo; rese vassalli i Duchi Boleslao di Boemia e Miecislao di Polonia, in
questa regione fondando il vescovado di Posen e subordinandolo a quello di Magdeburgo; tenne a bada gli
Ungari, che avrebbe battuto con gli alleati di Lorena e Boemia nella sanguinosa battaglia sul Lech del dieci
agosto del 955, così contribuendo a renderli stanziali, frenandone le scorrerie e ristabilendo i confini della
Marca di Carinzia, ovvero la Marca Orientale.
La politica ecclesiastica di Ottone I
- A quel tempo, come già Costantino, Clodoveo e Carlo Magno, per mantenere l'unità del Regno,
anche Ottone attuò una politica di utilizzo della Chiesa come organismo di governo: quanti più
privilegi ed immunità avesse accordato ai membri dell'Episcopato, tanto più potere avrebbe fornito
alla Corona che ne incamerava i beni alla loro morte. Pertanto, risolti i nodi interni attraverso una
politica di larghe intese familiari, che gli consentisse il controllo anche delle varie regioni tedesche,
poté avviare il suo programma di riduzione del feudalesimo laico a vantaggio della Chiesa,
concedendo ampi benefici ai Vescovi; elevandoli alla dignità di Conti Palatini, sottraendoli alla
dipendenza dai Signori laici; prendendoli, infine, sotto il suo diretto controllo; selezionando
direttamente il corpo ecclesiale che, prima dell'investitura, doveva in ogni caso incontrare la sua
approvazione, onde procedere al giuramento di fedeltà alla Corona, prestare omaggio feudale ed
essere immesso nella carica e nei possessi con la consegna del Pastorale.
- In una manciata di anni, trasformata in una enorme potenza la Germania, cui aveva imposto un
ruolo egemone nel mondo cristiano occidentale anche attraverso l'apertura di centri abbaziali dai
grandi fermenti culturali: San Gallo, Fulda e Reichenau, assunse per sé e per i suoi successori la
dignità imperiale e dette vita alla dinastia ottoniana ed alla dipendenza dell'Italia dalla Germania.
- Tale fondamentale evento scaturì dall'intervento contro il Re d'Italia Berengario II, che aveva
preso prigioniera la bellissima Adelaide, ventenne figlia di Rodolfo II di Borgogna; nel 947
coniugata a Lotario II Re d'Italia; nel 949 vedova.
L'intervento di Ottone I in Italia
- Varcato il Brennero in armi, Ottone indusse l'usurpatore alla fuga in Ivrea e, ricevuto a Pavia l'omaggio dei
grandi feudatari, essendo egli stesso vedovo da qualche anno, sposò l'ex Regina, dopo avere assunto anche il
titolo di Re dei Longobardi.
- Era il ventitre settembre del 951.
- Quel suo trionfo non fu, tuttavia, sufficiente a consentirgli l'ingresso in una Roma, governata da Alberico,
figlio della corrotta Marozia e Princeps atque omnium Romanorum Senator, nonché padre di Giovanni XII:
Papa a sedici anni e campione di dissolutezza di una Roma deplorabilis e corrotta. Pertanto, rientrato in
Germania, ove in sua assenza era esplosa la Seconda guerra dei Ducati, dopo aver ricevuto il
sottomesso Berengario II ed il figlio Adalberto, cui concesse l'investitura del Regno italiano in cambio delle
Marche di Verona e di Aquileia, riunite sotto il governo di Enrico, l'Imperatore dovette arginare una nuova
congiura familiare: la nascita di Ottone II, dalle sue nuove nozze, aveva dato la stura ad una serie di veleni e
diffuso la notizia che Liudolfo, figlio di primo letto, fosse spodestato del diritto alla successione, benché
designato al trono già nel 946.