Documento sull'istologia, esplorando i quattro tipi fondamentali di tessuto: epiteliale, connettivo, muscolare e nervoso. Il Pdf descrive le caratteristiche morfologiche e funzionali di ciascun tessuto, con focus su classificazione e specializzazioni cellulari, utile per studenti universitari di Biologia.
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I tessuti sono gruppi di cellule con struttura e funzioni comuni. Negli animali sono presenti quattro tipi principali di tessuto:
I tessuti si vedono al microscopio ottico e di solito si vedono grazie alla loro colorazione.
La Colorazione Ematossilina - Eosina (EE) è la più comune colorazione istologica, utilizzata prevalentemente in microscopia ottica. L'utilizzo di due coloranti diversi tra loro consente di evidenziare differentemente i costituenti di una cellula, inoltre la colorazione dipende dal valore di pH delle diverse zone cellulari. È la colorazione base in esami istopatologici di routine.
Ematossilina: colorazione di tipo basico. Si manifesta in ambiente acido (nucleo) Eosina: colorazione di tipo acido; colora il basico (citoplasma)
Il tessuto epiteliale (detto anche epitelio) è costituito da strati di cellule strettamente adiacenti che rivestono le superfici corporee, gli organi interni e le cavità del corpo. La superficie libera del tessuto è costituita dalle cellule strettamente sovrapposte, mentre la parte interna aderisce ai tessuti sottostanti tramite la membrana basale (sostanza densa formata da proteine filamentose e polisaccaridi adesivi); le due strutture, nel loro insieme, formano una barriera protettiva o, in alcuni casi, una superficie di scambio tra i tessuti sottostanti e l'aria o i liquidi, che passano all'interno degli organi cavi che rivestono.
EPITELIALE= di rivestimento- ghiandolare- neuroepitelio o epitelio sensoriale
L'epitelio di rivestimento ha la funzione di rivestire la superficie esterna e le cavità interne. Forma insieme ad uno strato di tessuto connettivo il derma, forma lo strato di protezione esterno chiamato cute, costituisce l'epitelio delle tonache mucose e sierose, ricopre i vasi sanguigni e i dotti escretori delle ghiandole. In particolare:
Nelle sue varie localizzazioni, questo tipo di epitelio poggia sempre su un tessuto connettivo sottostante, denominato derma nel caso della cute, tonaca propria nel caso di sierose e mucose.
I diversi tipi di tessuto epiteliale vengono definiti in base:
EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE: è uno strato sottile formato da cellule appiattite, è delimitato inferiormente da una membrana basale e lo ritroviamo come sottile strato di rivestimento nella cavità pleurica, pericardica e peritoneale
EPITELIO CUBICO SEMPLICE: è un intermedio tra il pavimentoso e il cilindrico. Riveste in genere piccoli dotti e tubuli che possono avere funzione di secrezione o di assorbimento: ovaio, piccoli dotti collettori del rene, delle ghiandole salivari e del pancreas.
EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE: le cellule sono alte e appaiono come colonne. I nuclei sono allungati e possono essere localizzati alla base, al centro o raramente all'apice del citoplasma. Lo ritroviamo in superfici con intensa attività di assorbimento (intestino tenue), ma anche superfici con intensa attività secretoria (stomaco), utero e tuba uterina
EPITELIO PAVIMENTOSO PLURISTRATIFICATO CHERATINIZZATO: L'epitelio cheratinizzato per eccellenza è l'epidermide (cioè la cute), le cellule dello strato spinoso sintetizzano numerosi cheratinosomi e tonofibrille. Avvicinandosi agli strati superficiali (strato granuloso e strato lucido) si creano accumuli di cheratina e la cellula inizia un processo di apoptosi trasformandosi in lamelle appiattite di cheratina. Gli spazi intercellulari vengono riempiti da lipidi secreti dalle stesse cellule che impermeabilizzano la struttura. Strato basale-spinoso-granuloso-lucido-corneo
EPITELIO DI TRANSIZIONE: possiede la caratteristica di modificare il suo aspetto in relazione al grado di distensione dell'organo cavo che riveste. Lo ritroviamo a rivestire nel rene e nella vescica. È costituito da 3 strati di cellule: strato basale, strato intermedio (cell clavate), strato superficiale (cell globose).
Gli epiteli che rivestono le cavità e i canali interni del corpo contengono spesso cellule epiteliali modificate che secernono muco per lubrificare le superfici. Altre cellule epiteliali, specializzate nella sintesi e nella secrezione di sostanze specifiche da riversare all'esterno, sono spesso raggruppate per formare le ghiandole costituite da cellule epiteliali cubiche o cilindriche; tra le sostanze prodotte dalle ghiandole ci sono il sudore, la saliva, il latte, gli ormoni e gli enzimi digestivi. Le ghiandole si dividono in:
ESOCRINE= Secernono i loro prodotti all'interno di dotti che sfociano all'esterno del corpo o in cavità che comunicano con l'esterno. ghiandole sudoripare, sebacee, mammarie, che producono gli enzimi digestivi gastrici, mucipare, salivari, ghiandole lacrimali, esocrine pancreatiche, esocrine epatiche e la prostata.
ENDOCRINE= Sono prive di dotti e secernono i loro prodotti nei liquidi extracellulari da cui diffondono nel sangue (ormoni). ipotalamo, ipofisi, epifisi, tiroide, paratiroidi, surreni, pancreas ,gonadi (ovaio e testicolo).
Ghiandole unicellulari: cellule mucipare caliciformi Ghiandole pluricellulari
Nelle ghiandole olocrine (holos = tutto) l'intera cellula dopo aver accumulato il prodotto di sintesi è eliminata, costituendo essa stessa il secreto; ne sono un esempio le ghiandole sebacee della cute. Data la modalità, è necessario che le ghiandole olocrine abbiano una riserva di cellule staminali indifferenziate che proliferano e si differenziano sostituendo quelle che sono eliminate.
Nelle ghiandole apocrine il citoplasma apicale degli elementi secernenti viene eliminato assieme al prodotto di secrezione che contiene. Un esempio è dato dalla ghiandola mammaria.
Le ghiandole merocrine sono le più comuni. In questo tipo di secrezione solo il prodotto viene riversato all'esterno e la cellula secernente rimane integra.
L'epitelio sensoriale è costituito da cellule disperse negli epiteli di rivestimento, che hanno la funzione di ricevere e trasmettere determinati stimoli esterni alle cellule del tessuto nervoso. Sono rappresentate dalle cellule che costituiscono le papille gustative, le cellule acustiche dell'orecchio. A parte vanno considerate le cellule olfattive della mucosa olfattiva e le cellule dei coni e dei bastoncelli della retina che si possono classificare come neuroepiteli in quanto costituiti da neuroni e non da cellule epiteliali. Non sono cellule nervose (non hanno l'assone) e non vanno confuse con le cellule sensoriali nervose periferiche. Tuttavia, sono avvolte dalle espansioni terminali di fibre nervose appartenenti a neuroni di senso, il cui corpo cellulare ha sede nei gangli cerebro-spinali.
Con il termine TESSUTO CONNETTIVO si definisce un tipo di tessuto di origine mesodermica che fornisce supporto strutturale e metabolico ad altri organi e tessuti all'interno dell'organismo. I tessuti connettivi contengono vasi e mediano lo scambio di nutrienti, metaboliti e prodotti del catabolismo tra i tessuti ed il sistema circolatorio. Si può anche chiamare tessuto di supporto infatti gli epiteli poggiano praticamente sempre su un tessuto connettivo che li sostiene. È un tessuto caratterizzato dalla presenza di una grande quantità di materiale extracellulare; Il materiale extracellulare sintetizzato dalle cellule stesse, è detto sostanza fondamentale ed è più o meno fluida e amorfa. In molti tessuti connettivi sono inoltre presenti le fibre. I tessuti connettivi hanno funzione:
I tessuti connettivi connettono grazie a:
Connessione meccanica: ancorano i tessuti fra loro, sostengono e proteggono organi Connessione funzionale: facilitano il transito di sostanze (nutrizione, metabolismo) e cellule (difesa immunitaria)
I tessuti connettivi si manifestano in diverse forme, dotate di differenti proprietà fisiche:
IL TESSUTO CONNETTIVO SI DIVIDE IN
a) connettivo propriamente detto b) cartilagineo c) osseo d) adiposo e) sangue
Le cellule che costituiscono il tessuto connettivo sono di 3 tipi: