Forze interne ed esterne che condizionano il finalismo aziendale

Slide di Università su Capitolo 2: Forze interne ed esterne che condizionano il finalismo aziendale. Il Pdf esplora le dinamiche tra azienda, stakeholder e collettività, la corporate governance e la proprietà, con diagrammi esplicativi per la materia di Economia.

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Capitolo 2: Forze interne ed esterne che condizionano il finalismo aziendale
Indice Capitolo Secondo
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Considerazioni introduttive!1.
Perché e importante assegnare un fine all’azienda?!2.
Le forze interne ed esterne che influenzano la scelta del fine e/o favoriscono (o ostacolano) il suo 3.
raggiungimento. I rapporti azienda-stakeholder-collettività!
Cos’è la corporate governance: Proprietà, controllo e direzione!4.
Il fine delle corporation secondo le teorie Anglo-Americane!5.
Relazioni tra finalismo dell’impresa e modelli di corporate governance!6.
Influenza esercitata dal diritto societario!7.
Influenza da parte di altre forze interne ed esterne!8.
Gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di un fine sostenibile!9.
Le aziende possono avere interessi?!10.
L’uso del termine «interesse dell’impresa» in letteratura e nei codici etici!11.
L’interesse dell’impresa secondo il diritto societario. La responsabilità giuridica d’impresa per 12.
profitto illecito e il DLgs 231/2001!
Considerazioni conclusive 13.
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1. Considerazioni introduttive
Quali sono le forze interne o esterne che ci orientano nella scelta e nel raggiungimento del fine
aziendale?!
Il condizionamento delle forze esterne mi porta a dire che alcune finalità non possono essere
conseguite. Alcune aziende possono agire in modo in alcuni paesi e in un altro in altri paesi.!
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L’analisi delle forze interne ed esterne consentirà di esaminare le criticità che ruotano attorno alla
proposta di un principio di buon governo che sia applicabile a tutte le classi di aziende, nel senso
che, tenendo conto della necessità delle aziende stesse di sopravvivere e svilupparsi nel tempo, tale
principio deve essere in grado di accogliere le forze che favoriscono il benessere collettivo e
respingere quelle che, invece, lo ostacolano.!
2. Perchè è importante assegnare un fine all'azienda?
Qualsiasi tipo di organizzazione produttiva deve essere orientata al raggiungimento di un fine. !
Ma perchè è importante assegnarlo?!
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A. è necessario per orientare il governo e la gestione aziendale: Per la governace è utile in quanto !
fornisce linee guida agli amministratori, permette di valutare se quello che fanno è corretto, aiuta !
a formulare meccanismi di governo,!
B. determina la condotta responsabile verso gli stakeholder!
C. è all base dello stile della leadership: il fine deve diffondersi ed essere condiviso attraverso un !
corretto stile di leadership!
D. influenza il grado di aziendalità: un'azienda senza fine ha un basso grado di aziendalità in quanto !
una visione è sistemica quando è orientata a un fine, l'autonomia decisionale richiede che gli !
organi di governo siano autonomi nel raggiungimento del fine e l'economicità ha bisogno di un !
fine per trovare applicazione concreta.!
E. segna i confini di ciò che viene fatto a favore dell'azienda e cosa no: !
F. fissa il livello ideale di responsabilità sociale!
G. consente di comprendere la natura delle forze interne ed esterne all'azienda: le forze interne!
ed esterne si muovono ostacolando o favorendo il raggiungimento del fine. Se non si esplicita!
il fine l'azienda non sarà in grado di cogliere quelle positive per raggiungerlo e quelle negative!
che lo ostacolano.!
H. orienta la ricerca scientifica delle variabili che favoriscono il raggiungimento del fine stesso!
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Il fine aziendale se inageduato può generare dei scandali, ne distinguiamo due che fanno riferimento
a due situazioni:!
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I soggetti, corrotti di potere, estraggono benefici privati al punto di determinare il collasso
dell'azienda. Tali scandali sono caratterizzati da comportamenti illeciti di amministratori e dirigenti.!
La seconda situazione vede gli organi di governo perseguire un fine inadeguato e insostenibile che
provoca danni rilevanti alle economie aziendali.!
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3. Le forze interne ed esterne che influenzano la scelta del fine e/o favoriscono (o ostacolano)
il suo raggiungimento. I rapporti azienda-stakeholder-collettività
Una serie di forze interne ed esterne producono effetti positivi o negativi sui rapporti azienda-
stakeholder-collettività. Tali rapporti sono di tipo circolare e comportano responsabilità di tipo
giuridica ed etica.!
Ad esempio un'azienda che rispetta la dignità dei dipendenti non solo avrà favorito il loro benessere
ma anche quello della collettività in quanto i dipendenti appartengono alla collettività.!
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L'azienda può quindi contribuire a migliorare la vita delle persone al suo interno e al di fuori di essa. !
Una volta individuato il fine è opportuno individuare le forze interne ed esterne che sono favorevoli o
contrarie. !
Per fare questo bisogna conoscere:!
La natura delle forze!
La direzione da queste assunta!
L'intensità e la durata delle relative manifestazioni

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Anteprima

Capitolo 2: Forze interne ed esterne che condizionano il finalismo aziendale

Indice Capitolo Secondo

  1. Considerazioni introduttive
  2. Perché e importante assegnare un fine all'azienda?
  3. Le forze interne ed esterne che influenzano la scelta del fine e/o favoriscono (o ostacolano) il suo raggiungimento. I rapporti azienda-stakeholder-collettività
  4. Cos'è la corporate governance: Proprietà, controllo e direzione
  5. Il fine delle corporation secondo le teorie Anglo-Americane
  6. Relazioni tra finalismo dell'impresa e modelli di corporate governance
  7. Influenza esercitata dal diritto societario
  8. Influenza da parte di altre forze interne ed esterne
  9. Gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di un fine sostenibile
  10. Le aziende possono avere interessi?
  11. L'uso del termine «interesse dell'impresa» in letteratura e nei codici etici
  12. L'interesse dell'impresa secondo il diritto societario. La responsabilità giuridica d'impresa per profitto illecito e il DLgs 231/2001
  13. Considerazioni conclusive

Considerazioni introduttive

Quali sono le forze interne o esterne che ci orientano nella scelta e nel raggiungimento del fine aziendale? Il condizionamento delle forze esterne mi porta a dire che alcune finalità non possono essere conseguite. Alcune aziende possono agire in modo in alcuni paesi e in un altro in altri paesi. L'analisi delle forze interne ed esterne consentirà di esaminare le criticità che ruotano attorno alla proposta di un principio di buon governo che sia applicabile a tutte le classi di aziende, nel senso che, tenendo conto della necessità delle aziende stesse di sopravvivere e svilupparsi nel tempo, tale principio deve essere in grado di accogliere le forze che favoriscono il benessere collettivo e respingere quelle che, invece, lo ostacolano.

Perchè è importante assegnare un fine all'azienda?

Qualsiasi tipo di organizzazione produttiva deve essere orientata al raggiungimento di un fine. Ma perchè è importante assegnarlo?

A. è necessario per orientare il governo e la gestione aziendale: Per la governace è utile in quanto fornisce linee guida agli amministratori, permette di valutare se quello che fanno è corretto, aiuta a formulare meccanismi di governo, B. determina la condotta responsabile verso gli stakeholder C. è all base dello stile della leadership: il fine deve diffondersi ed essere condiviso attraverso un corretto stile di leadership D. influenza il grado di aziendalità: un'azienda senza fine ha un basso grado di aziendalità in quanto una visione è sistemica quando è orientata a un fine, l'autonomia decisionale richiede che gli organi di governo siano autonomi nel raggiungimento del fine e l'economicità ha bisogno di un fine per trovare applicazione concreta. E. segna i confini di ciò che viene fatto a favore dell'azienda e cosa no: F. fissa il livello ideale di responsabilità socialeG. consente di comprendere la natura delle forze interne ed esterne all'azienda: le forze interne ed esterne si muovono ostacolando o favorendo il raggiungimento del fine. Se non si esplicita il fine l'azienda non sarà in grado di cogliere quelle positive per raggiungerlo e quelle negative che lo ostacolano. H. orienta la ricerca scientifica delle variabili che favoriscono il raggiungimento del fine stesso Il fine aziendale se inageduato può generare dei scandali, ne distinguiamo due che fanno riferimento a due situazioni:

  • I soggetti, corrotti di potere, estraggono benefici privati al punto di determinare il collasso dell'azienda. Tali scandali sono caratterizzati da comportamenti illeciti di amministratori e dirigenti.
  • La seconda situazione vede gli organi di governo perseguire un fine inadeguato e insostenibile che provoca danni rilevanti alle economie aziendali.

Le forze interne ed esterne che influenzano la scelta del fine e/o favoriscono (o ostacolano) il suo raggiungimento. I rapporti azienda-stakeholder-collettività

Una serie di forze interne ed esterne producono effetti positivi o negativi sui rapporti azienda- stakeholder-collettività. Tali rapporti sono di tipo circolare e comportano responsabilità di tipo giuridica ed etica. Ad esempio un'azienda che rispetta la dignità dei dipendenti non solo avrà favorito il loro benessere ma anche quello della collettività in quanto i dipendenti appartengono alla collettività. rne che condizionano il finalismo aziendale Azienda 3 1 4 2 Collettività Stakeholder pri glia) 5 no. 6 › al lavoratore può avere effetti positivi sull'azienda ste L !!! - L_ _ _ CC. L'azienda può quindi contribuire a migliorare la vita delle persone al suo interno e al di fuori di essa. Una volta individuato il fine è opportuno individuare le forze interne ed esterne che sono favorevoli o contrarie. Per fare questo bisogna conoscere:

  • La natura delle forze
  • La direzione da queste assunta
  • L'intensità e la durata delle relative manifestazioni(app. aggiunti a lezione)

Corporate governance

Con tale termine si intende il " sistema delle regole secondo le quali le imprese sono gestite e controllate". Più precisamente il termine "governance" fa riferimento al governo ossia alle regole di gestione e controllo, il termine "corporate" puntualizza il riferimento alle grandi aziende. La def. del prof Di Carlo: La corporate governance è l' «Interazione tra gli attori interni ed esterni e i membri dell'organo di governo (es. consiglio di amministrazione, consiglio di gestione, giunta), avente come fine ultimo l'orientamento dell'azienda verso il suo interesse primario>> [Di Carlo, 2017]. Questa definizione non riguarda solamente le imprese ma in qualsiasi organizzazione produttiva, è quindi universale. Inoltre, specifica per chi, come e in che tempi bisogna creare valore ( attori interni, esterni e membri dell'organo di governo). Quando parlo dell'interesse primario faccio riferimento a un'azienda che vedo come un soggetto distinto, c'è anche l'azienda che ha un interesse non solo gli attori interni, esterni e i membri dell'organo di governo. Esistono innumerevoli definizioni , analizziamone qualcuna:

  • La corporate governance si occupa dei modi mediante i quali i finanziatori dell'impresa si assicurano di ottenere un ritorno sul loro investimento. Quando gli investitori esterni finanziano le imprese sono esposti al rischio che i rendimenti dei loro investimenti non si materializzano mai perchè espropriati dagli azionisti di controllo o i manager. Nella prima parte abbiamo due sog: manager e azionisti, troviamo così un conflitto di agenzia di tipo 1 e parliamo di una società ad azionariato diffuso. In società con azionariato molto diffuso: azionisti e manager in conflitto, azionisti chiedono in cambio del contributo finanziario un adeguato rendimento, i manager guardano invece al loro torna conto personali. Bisogna controllare i manager, nel modello diffuso, il consiglio di amministrazione ha il compito di controllarli. ( Caso di Mc Donald's utile x il project) Nella seconda parte della definizione i soggetti sono: azionisti di maggioranza e di minoranza. Parliamo del caso di una società con azionariato concentrato: Azionista di controllo può espropriare uno di minoranza. Ad esempio: Abbiamo una società A con due azionisti, uno con il 60% X e uno con il 40%Y. Preso il seguente caso se fa utili per 100, X prende 60 e Y 40, ma X potrebbe fare una cosa: se X ha un altra società B che detiene invece al 100% potrebbe decidere di acquistare un servizio dalla società B pagandolo 100 , servizio fittizio, in questo modo trasferisce tutti gli utili della società A alla società B che detiene al 100%. Sposta così utili dalla società A alla società B danneggiando l'az. di min. ( Caso Valsoia )
  • Il governo societario coinvolge un insieme di relazioni fra i dirigenti di una società, il suo consiglio di amministrazione, i suoi azionisti e le altri parti interessate. Il governo societario definisce la struttura attraverso cui vengono fissati gli obiettivi della società, vengono determinati i mezzi per raggiungere tali obiettivi e vengono controllati i risultati. Riguarda l'insieme di relazioni tra attori societari. I soggetti coinvolti in questa definizione sonoi manager, il consiglio di amministrazione, gli azionisti e le parti interessate ( stakeholder aziendali). Nel modello a capitale diffuso al 99% nel consiglio di amministrazione non trovo azionisti ma tutti amministratori azionisti, nel modello a capitale concentrato il contrario c'è interesse a monitorare il managent e l'azionista monitora il manager facendo parte del consiglio di amministrazione. Nelle società a capitale concentrato il problema è sempre l'espropriazione degli altri. Quando si danneggia però l'azionista di minoranza viene danneggiata anche l'azienda stessa. Caso aziendale della Telecom che faceva utili impressionanti ma la borsa diceva che il gruppo non faceva nulla, questo perchè aveva anche un grande debito. L'azienda non rimborsava il debito, il motivo stava nella governace che nn aveva interesse a utilizzare gli utili per saldare il debito ma li distribuiva a discapito di quelli di minoranza.
  • «la corporate governance può essere vista come l'interazione tra vari attori interni (internal actors). ed esterni (external actors) e i membri del board nel dirigere l'impresa verso la creazione di valore. Di conseguenza, in questa prospettiva non c'è a priori nessuna assunzione relativamente ai soggetti per cui tale valore deve essere creato; questo valore viene visto semplicemente come risultato delle interazion» Questa definizione è vicina alla definizione che propone il professore Di Carlo, questa scandisce attori interni ( azionista di controllo, azionista delegato e top management) ed esterni (tutti gli altri) . c'è poi il board ( consiglio di amministrazione) che in questo caso non monitora ma coordina le relazioni e media tra i vari interessi.

Gli attori della corporate governance

  1. Stakeholder: ossia portatori di interessi largamente intesi. "Qualsiasi gruppo o individuo che può influenzare, o è influenzato, dalle prestazioni dell'organizzazione" (Freeman 1987). "Individui o gruppi che dipendono dall'organizzazione per raggiungere i propri obiettivi e dai quali, a sua volta, l'organizzazione dipende" (Johnson & Scholes 1999) "L'impresa è un sistema di parti interessate che operano all'interno del sistema più ampio della società ospitante che fornisce la necessaria infrastruttura legale e di mercato per le attività dell'impresa" (Clarkson, 1994).
  2. Shareholder ( proprietari ) : ossia quegli stakeholder che conferiscono capitale di proprietà e che si assumono il rischio dell'attività d'impresa.

1. Soggetti titolari dei diritti di controllo: ossia chi ha il potere di determinare le politiche finanziari e gestionali dell'impresa; 2. Soggetti titolari dell'esercizio del potere di controllo: ossia chi esercita la direzione dell'impresa prendendo decisioni volte a indirizzare la gestione aziendale. L'organo di governo deve essere competente, ossia in grado di contribuire al bene dell'azienda, e indipendente, assumendo un ruolo (autonomo) di mediazione tra gli interessi degli stakeholder (es. azionista pubblico e privato, dipendenti, altri stakeholder) e la necessità sopravvivenza e sviluppo dell'azienda, avendo come principio-guida l'interesse primario aziendale

Stakeholder

Lprimari sono tutti quelli con cui l'azienda intrattiene rapporti di scambio senza cui non può sopravvivere: azionisti, finanziatori, clienti, prestatori di lavoro, fornitori. Un'azienda non può esistere senza la loro continua partecipazione. I principali stakeholder includono: azionisti e investitori, dipendenti, appaltatori, clienti e fornitori I secondari sono coloro che influenzano o influenzano o sono influenzati/influenzati dalla società, ma non sono impegnati in transazioni con la società o essenziali per la sua sopravvivenza Gli stakeholder secondari includono: media, gruppi di azione, agenzie governative, sindacati, autorità di regolamentazione

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