Appunti di Biologia degli ambienti estremi, UPO Disit Vercelli

Documento da Upo Disit Vercelli su Appunti di Biologia degli ambienti estremi. Il Pdf esplora la vita di microrganismi come archea e bacteria in condizioni estreme, trattando organismi estremofili e l'impatto dei cambiamenti climatici, utile per lo studio universitario di Biologia.

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59 pagine

Corso della professoressa
Masini
Appunti di Biologia
degli ambienti
estremi
Scienze Biologiche
UPO Disit Vercelli
2022
1
Sezioni
1. Introduzione
2. Similitudini tra archea e bacteria
3. Differenze tra archea e bacteria
4. Classificazione degli archea
5. Vita nello spazio
6. Psicrofili e psicrotolleranti
7. Antartide e organismi unicellulari
8. Antartide e Funghi
9. Antartide e muschi
10. Animali piccoli e Antartide
11. Uomo in Antartide VS uomo nello spazio
12. Termofili
13. Alofili
14. Acidofili e acido tolleranti
15. Alcalofili e alcalotollerenti
16. Ambienti con alta pressione
17. Profondità della terra
18. Xerofili e xerotolleranti
19. Radio Tolleranti
20. Lo spazio parte 2
21. Cambiamenti climatici e biodiversità
22. Vita nelle evaporiti
23. Stress multipli
24. Vita nello spazio parte 3
25. Evoluzione umana e ambientale
2

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Anteprima

Corso della professoressa Masini

Appunti di Biologia
degli ambienti
estremi
Scienze Biologiche
UPO Disit Vercelli
2022Sezioni

  1. Introduzione
  2. Similitudini tra archea e bacteria
  3. Differenze tra archea e bacteria
  4. Classificazione degli archea
  5. Vita nello spazio
  6. Psicrofili e psicrotolleranti
  7. Antartide e organismi unicellulari
  8. Antartide e Funghi
  9. Antartide e muschi
  10. Animali piccoli e Antartide
  11. Uomo in Antartide VS uomo nello spazio
  12. Termofili
  13. Alofili
  14. Acidofili e acido tolleranti
  15. Alcalofili e alcalotollerenti
  16. Ambienti con alta pressione
  17. Profondità della terra
  18. Xerofili e xerotolleranti
  19. Radio Tolleranti
  20. Lo spazio parte 2
  21. Cambiamenti climatici e biodiversità
  22. Vita nelle evaporiti
  23. Stress multipli
  24. Vita nello spazio parte 3
  25. Evoluzione umana e ambientale

Introduzione alla vita in ambienti estremi

La vita è ovunque per cui in ogni tipo di ambiente con le sue caratteristiche e i suoi
adattamenti.
La definizione di ambiente estremo è data dall'uomo che ritiene estremo un ambiente
per le forme di vita che ci vivono sono degli ambienti normali.
Ci sono degli esempi come:

  • Pressione
  • Ambienti acidi
  • Ambienti con sostanze tossiche
  • Mancanza di ossigeno

Tutti questi ambienti sono considerati per l'uomo inospitali ed estremi però si basa
tutto sulla percezione dell'uomo. Gli organismi che vivono in ambienti estremi di solito
sono unicellulari e sono in grado di prosperare in microambienti; in questi ambienti ci
possono essere più situazioni stressanti.
Ci sono pochi gruppi tassonomici che vivono in questi ambienti sono degli estremofili
oppure ci sono quelli che sono in grado di sopportarli che sono quelli tolleranti.

Differenze e similitudini tra batteri e archea

I regni viventi sono divisi in:

  • Procarioti
  • Eucarioti

Gli archea sono di un regno a sé dalla classificazione del 2004 di Cavalier-Smith per
cui
sono classificati come procarioti ma con un loro regno a sé stante.
Gli archea o archeobatteri sono una suddivisione sistematica fondamentale, al più
basso livello della vita cellulare. Possono considerarsi regno o dominio, a seconda
degli schemi classificativi, ma mostrano strutture biochimiche tali da considerarsi un
ramo basilare, presto distaccatosi dalle altre forme viventi.

Similitudini tra archea e bacteria

  • Non hanno nucleo, né compartimentazioni interne (gli archea hanno però vescicole
    che si originano dalla membrana)
  • Dimensioni : 0,1-15 µ
  • Si riproducono in maniera asessuale (gli archea usano il Trasferimento Genico
    Orizzontale (TGO) : una cellula trasferisce il suo materiale genetico ad un'altra non sua
    discendente)

Differenze tra archea e bacteria

Batteri
Archeae
Parete cellulare
Peptidoglicano
[polimero di N-
acetilglucosamina(NAG)
e acido N-acetil-
muramico (NAM)]
Pseudopeptidoglicano
[polimero di NAG e e acido N-
acetil-talosaminuronico (NAT)]
Membrana cellulare
Introni
assenti
presenti
tRNA d'inizio
tRNA, fMet
tRNA, Met

Parete cellulare: Batteri e Archea

  • Parete cellulare:
  • Batteri Peptidoglicano: 2 aminozuccheri: N- acetilglucosamina (NAG) e acido
    acetilmuramico (NAM) legati con un legame B(1-4)glucosidico
    N-Acetylglucosamine (G)
    N-Acetylmuramic acid (M)
    CH2OH
    CH2OH
    O
    O
    H
    H
    H
    H
    0
    OH
    H
    ฿ (1,4)
    B(1,4)
    H
    NH
    H
    NH
    N-Acetyl
    group
    C=O
    T
    CH3
    O
    C=0
    HC-CH3
    CH
    Ć=0
    NH
    .O
    Lysozyme-
    sensitive
    bond
    HJC-CH-C
    L-Alanine
    NH
    O
    C-CH2-CH2-CH-COOH
    D-Glutamic acid
    NH2
    NH
    1
    HOOC-C-CH2-CH2-CH2-CH-C
    H Meso-diamino-
    pimelic acid
    NH D-Alanine
    H3C-CH-COOH
  • archea: pseudopeptidoglicano: 2 aminozuccheri: N- acetilglucosamina (NAG) e acido
    acetil- talosaminurico (NAT) legati con un legame B(1-3)glucosidico
    4
    O
    H
    B(1,4)
    I- Membrana cellulare:
  • batteri: (ed eucariota) i fosfolipidi presentano una
    testa polare di D-glicerolo-3-fosfato a cui seguono
    2 catene di acidi grassi (legame estere)
  • archea troviamo il L-glicerolo (diversa chiralità)
    unito a 2 catene di isoprenoidi (legame etere).
    Possono essere presenti anche dieteri (fifanile) o
    tetraeteri (diftanile) del glicerolo
  • Genoma: Gli introni, insieme agli esoni, formano i
    geni, tuttavia solo gli esoni codificano per una
    proteina. Gli introni sono eliminati subito dopo la
    trascrizione tramite un meccanismo di splicing.
    Sono presenti negli archea, ma non nei Batteri
    Lysozyme-insensitive
    CH3
    N-Acetyl
    group
    C=0
    B(1,3)
    CH2OH
    NH
    O
    O
    H
    H
    0-
    H
    H
    H
    -C
    H
    NH
    I
    NAG
    Glu
    NAT
    CH3
    Ala
    Lys -- Glu
    Lys
    Ala
    Glu
    NAT
    NAG
  • Rna polimerasi: Gli archea hanno una RNA- pol simile alla RNA-pol II degli eucarioti,
    con fattori di trascrizione simili, benché siano presenti anche fattori di trascrizione
    comuni ai batteri
  • T-rna di inizio: negli Archea, come per gli Eucarioti è il tRNAMet, mentre per i Batteri è
    il tRNAfMe
  • Gli archea hanno più DNA e la composizione chimica della parete cellulare e della
    membrana plasmatica.
    Sia i bacteria che gli archea hanno la loro unità costitutiva è la cellula procariote: una
    cellula piccola, molto semplice, che non presenta scomparti interni.
    Gli archea come i batteri non hanno il nucleo e le compartimentazioni interne; negli
    archea ho delle vescicole che si originano dalla membrana plasmatica.
    La membrana batterica e quella degli archea hanno 3 differenze:
  • Chiralità
  • Legame tra glicerolo e catena alifatica
  • Catena alifatica
    Gli introni sono presenti negli archea ma non nei batteri.
    L'unica rna-polimerasi degli archea è molto simile alla rna-polimerasi di tipo 2 degli
    eucarioti.
    Gli archea hanno delle caratteristiche incluse tra procarioti e batteri
    Phospholipid from
    Archaea
    1
    Phytanyl
    sidechain
    O
    HỌC-O-P-O"
    O
    C-O- C-H
    C-Q-CH2
    Phospholipid from Bacteria
    and Eukarya
    2
    Ether linkage
    Ester linkage
    0=0
    C-O -- CH2
    C-O- C-H
    O
    O
    HỌC -O-P-O"
    Glycerol
    Phosphate group
    5
    H
    C
    H
    Peptide
    cross-links

Classificazione degli archea

La filogenesi e le relazioni evolutive tra archea, batteri ed eucarioti rimane poco
chiara. A parte le non-somiglianze nella struttura delle cellule, nelle funzioni molti
fattori di tipo genetico accomunano archea ed eucarioti. Fattori di complicazione
sono le constatazioni che il rapporto tra eucarioti e il phylum Euryarchaeota (archea)
è più vicino del rapporto tra Euryarchaeota e il phylum Crenarchaeota (archea)
nonché la presenza di alcuni archaea-geni in alcuni batteri. In poche parole sono gli
organismi più vicini agli eucarioti.
L'ipotesi principale è l'endosimbiosi, cioè che l'antenato degli eucarioti si sia
discostato anticipatamente dagli archaea, che gli eucarioti originino attraverso la
fusione di un archaea e di un eubacterium, diventandone il nucleo e il citoplasma:
questa spiegazione attualmente è l'unica plausibile e considerata attualmente come
fatto della comunità scientifica.
Ci sono tre phylum che sono:

  • Euryarchaeota comprendono gli alofili che vivono a concentrazioni elevate di sale
  • Cherarchaeota comprendono i termofili
  • Korarchaeota gruppo misterioso perché non sono stati isolati
    Tutti sono classificati come estremofili.
    Sebbene siano presenti in ambienti più ospitali, gli archea sono gli abitatori degli
    ambienti più estremi ed inospitali della Terra.
    I termofili possono svilupparsi a temperature superiori ai 100℃.
    Gli psicrofili a quelle inferiori a -10°C.
    Gli acidofili e gli alcalofili crescono rispettivamente in ambienti estremamente acidi o
    alcalini.
    Gli alofili prediligono ambiente ad elevatissima salinità con concentrazioni di NaCl
    fino a 6 m.
    La maggioranza degli archea che vivono in condizioni di stress ambientale moderato
    hanno membrane cellulari formate da Glicerol-di- eteri (metanogeni e alofili), mentre
    quelli esposti alle più estreme presentano di solito Glicerol-tetra-eteri (termofili e
    acidofili).
    Lo studio degli estremofili è antico ma è progredito rapidamente perché alcuni
    stratagemmi di questi organismi si sono rivelati utili nella vita.

Vita nello spazio

L'uomo va nel spazio e a livello fisiologico ci sono delle alterazioni che compromettono
delle strutture perché non è adatto per vivere senza la forza di gravità.
La microgravità a terra può essere solo sperimentata ma si possono fare degli studi
legata ad essa.
Il corpo in assenza di peso si comporta in modo diverso.
Le cellule tumorali in assenza di peso tendono a aggregarsi e formare delle cellule
staminali cancerogene.
8
C
I problemi del volo di lunga durata quindi sopra i 15 giorni sono diversi:

  • I fluidi del corpo tendono a spostarsi verso il capo dando l'effetto di "puff face"

7- Si ha una diminuzione del volume delle gambe o atrofia perché i liquidi sono verso
l'alto

  • Circolazione compromessa perché c'è molto più flusso verso il cuore
  • L'orecchio interno ha la parte vestibolare che ci consente di comprendere la
    posizione del corpo nello spazio. Gli otoliti hanno un peso sulla terra ma non nello
    spazio per cui come primo effetto l'astronauta non ha più la concezione del suo corpo
    nello spazio.
  • L'apparato vestibolare perde la sua funzione e l'astronauta instaura una sindrome di
    disorientamento detta Space motion sickness che è simile alla labirintite sulla terra.
    Comunque l'astronauta è in grado di adattarsi attraverso la vista e accantona
    l'apparato vestibolare.
  • Depauperamento delle ossa (che sono molto porose) simile alla osteoporosi che però
    per gli astronauti può essere reversibile per cui si torna a costruire la massa ossea e
    potenza dei muscoli. Con questo problema cambia la secrezione di ormoni legati alla
    crescita ossea come la calcitonina e il paratormone. Nelle ossa si ha la maggior parte
    della concentrazione di calcio per cui una loro porosità provoca degli eventi a catena
    nel nostro organismo legata alla concentrazione di calcio nel flusso ematico. Inoltre si
    ha uno sbilanciamento di osteoclasti e osteoblasti che causa un depauperamento
  • A livello muscolare quelli antigravitazionali delle gambe e del dorso uniscono
    un'atrofia del tessuto perché non è sollecitato al suo lavoro. Si assiste inoltre alla
    disorganizzazione dei muscoli come accade nella distrofia.
  • Danno al reticolo cristallino che è irreversibile perché si opacizza a causa delle
    radiazioni cosmiche che non vengono del tutto schermate.
  • Le difese immunitarie nello spazio sono meno attive rispetto alla terra
    Lo spazio e il cervello sono influenzati dal movimento delle orbite che svolge circa 16
    volte il giro intorno alla terra.
    Nell'arco delle 24 ore gli astronauti subiscono 16 albe e 16 tramonti e si cerca di tenere
    un ritmo circadiani come quello sulla terra anche con l'organizzazione della giornata.
    L'epifisi produce melatonina ma solo nelle ore notturne mentre nelle ore solari si ha il
    cortisolo. Gli astronauti hanno questo ritmo un po' falsato a causa dei 16 giri intorno
    alla terra.
    EYES BECOME MAIN
    WAY TO SENSE MOTION
    OTOLITHS IN INNER EAR
    RESPOND DIFFERENTLY
    TO MOTION
    FLUID REDISTRIBUTION
    CAUSES HEAD CONGESTION
    AND PUFFY FACE
    CHANGED SENSORY
    INPUT CONFUSES BRAIN,
    CAUSING occasional
    DISORIENTATION
    HIGHER RADIATION
    DOSES MAY INCREASE
    CANCER RISK
    LOSS OF BLOOD PLASMA
    CREATES TEMPORARY ANEMIA
    ON RETURN TO EARTH
    WEIGHT-BEARING BONES
    AND MUSCLES DETERIORATE
    KIDNEY FILTRATION RATE
    INCREASES; BONE LOSS MAY
    CAUSE KIDNEY STONES
    FLUID REDISTRIBUTION
    SHRINKS LEGS
    TOUCH AND PRESSURE
    SENSORS REGISTER
    NO DOWNWARD FORCE
    8

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