Corso della professoressa Masini
Appunti di Biologia
degli ambienti
estremi
Scienze Biologiche
UPO Disit Vercelli
2022Sezioni
- Introduzione
- Similitudini tra archea e bacteria
- Differenze tra archea e bacteria
- Classificazione degli archea
- Vita nello spazio
- Psicrofili e psicrotolleranti
- Antartide e organismi unicellulari
- Antartide e Funghi
- Antartide e muschi
- Animali piccoli e Antartide
- Uomo in Antartide VS uomo nello spazio
- Termofili
- Alofili
- Acidofili e acido tolleranti
- Alcalofili e alcalotollerenti
- Ambienti con alta pressione
- Profondità della terra
- Xerofili e xerotolleranti
- Radio Tolleranti
- Lo spazio parte 2
- Cambiamenti climatici e biodiversità
- Vita nelle evaporiti
- Stress multipli
- Vita nello spazio parte 3
- Evoluzione umana e ambientale
Introduzione alla vita in ambienti estremi
La vita è ovunque per cui in ogni tipo di ambiente con le sue caratteristiche e i suoi
adattamenti.
La definizione di ambiente estremo è data dall'uomo che ritiene estremo un ambiente
per le forme di vita che ci vivono sono degli ambienti normali.
Ci sono degli esempi come:
- Pressione
- Ambienti acidi
- Ambienti con sostanze tossiche
- Mancanza di ossigeno
Tutti questi ambienti sono considerati per l'uomo inospitali ed estremi però si basa
tutto sulla percezione dell'uomo. Gli organismi che vivono in ambienti estremi di solito
sono unicellulari e sono in grado di prosperare in microambienti; in questi ambienti ci
possono essere più situazioni stressanti.
Ci sono pochi gruppi tassonomici che vivono in questi ambienti sono degli estremofili
oppure ci sono quelli che sono in grado di sopportarli che sono quelli tolleranti.
Differenze e similitudini tra batteri e archea
I regni viventi sono divisi in:
Gli archea sono di un regno a sé dalla classificazione del 2004 di Cavalier-Smith per
cui
sono classificati come procarioti ma con un loro regno a sé stante.
Gli archea o archeobatteri sono una suddivisione sistematica fondamentale, al più
basso livello della vita cellulare. Possono considerarsi regno o dominio, a seconda
degli schemi classificativi, ma mostrano strutture biochimiche tali da considerarsi un
ramo basilare, presto distaccatosi dalle altre forme viventi.
Similitudini tra archea e bacteria
- Non hanno nucleo, né compartimentazioni interne (gli archea hanno però vescicole
che si originano dalla membrana)
- Dimensioni : 0,1-15 µ
- Si riproducono in maniera asessuale (gli archea usano il Trasferimento Genico
Orizzontale (TGO) : una cellula trasferisce il suo materiale genetico ad un'altra non sua
discendente)
Differenze tra archea e bacteria
Batteri
Archeae
Parete cellulare
Peptidoglicano
[polimero di N-
acetilglucosamina(NAG)
e acido N-acetil-
muramico (NAM)]
Pseudopeptidoglicano
[polimero di NAG e e acido N-
acetil-talosaminuronico (NAT)]
Membrana cellulare
Introni
assenti
presenti
tRNA d'inizio
tRNA, fMet
tRNA, Met
Parete cellulare: Batteri e Archea
- Parete cellulare:
- Batteri Peptidoglicano: 2 aminozuccheri: N- acetilglucosamina (NAG) e acido
acetilmuramico (NAM) legati con un legame B(1-4)glucosidico
N-Acetylglucosamine (G)
N-Acetylmuramic acid (M)
CH2OH
CH2OH
O
O
H
H
H
H
0
OH
H
฿ (1,4)
B(1,4)
H
NH
H
NH
N-Acetyl
group
C=O
T
CH3
O
C=0
HC-CH3
CH
Ć=0
NH
.O
Lysozyme-
sensitive
bond
HJC-CH-C
L-Alanine
NH
O
C-CH2-CH2-CH-COOH
D-Glutamic acid
NH2
NH
1
HOOC-C-CH2-CH2-CH2-CH-C
H Meso-diamino-
pimelic acid
NH D-Alanine
H3C-CH-COOH
- archea: pseudopeptidoglicano: 2 aminozuccheri: N- acetilglucosamina (NAG) e acido
acetil- talosaminurico (NAT) legati con un legame B(1-3)glucosidico
4
O
H
B(1,4)
I- Membrana cellulare:
- batteri: (ed eucariota) i fosfolipidi presentano una
testa polare di D-glicerolo-3-fosfato a cui seguono
2 catene di acidi grassi (legame estere)
- archea troviamo il L-glicerolo (diversa chiralità)
unito a 2 catene di isoprenoidi (legame etere).
Possono essere presenti anche dieteri (fifanile) o
tetraeteri (diftanile) del glicerolo
- Genoma: Gli introni, insieme agli esoni, formano i
geni, tuttavia solo gli esoni codificano per una
proteina. Gli introni sono eliminati subito dopo la
trascrizione tramite un meccanismo di splicing.
Sono presenti negli archea, ma non nei Batteri
Lysozyme-insensitive
CH3
N-Acetyl
group
C=0
B(1,3)
CH2OH
NH
O
O
H
H
0-
H
H
H
-C
H
NH
I
NAG
Glu
NAT
CH3
Ala
Lys -- Glu
Lys
Ala
Glu
NAT
NAG
- Rna polimerasi: Gli archea hanno una RNA- pol simile alla RNA-pol II degli eucarioti,
con fattori di trascrizione simili, benché siano presenti anche fattori di trascrizione
comuni ai batteri
- T-rna di inizio: negli Archea, come per gli Eucarioti è il tRNAMet, mentre per i Batteri è
il tRNAfMe
- Gli archea hanno più DNA e la composizione chimica della parete cellulare e della
membrana plasmatica.
Sia i bacteria che gli archea hanno la loro unità costitutiva è la cellula procariote: una
cellula piccola, molto semplice, che non presenta scomparti interni.
Gli archea come i batteri non hanno il nucleo e le compartimentazioni interne; negli
archea ho delle vescicole che si originano dalla membrana plasmatica.
La membrana batterica e quella degli archea hanno 3 differenze:
- Chiralità
- Legame tra glicerolo e catena alifatica
- Catena alifatica
Gli introni sono presenti negli archea ma non nei batteri.
L'unica rna-polimerasi degli archea è molto simile alla rna-polimerasi di tipo 2 degli
eucarioti.
Gli archea hanno delle caratteristiche incluse tra procarioti e batteri
Phospholipid from
Archaea
1
Phytanyl
sidechain
O
HỌC-O-P-O"
O
C-O- C-H
C-Q-CH2
Phospholipid from Bacteria
and Eukarya
2
Ether linkage
Ester linkage
0=0
C-O -- CH2
C-O- C-H
O
O
HỌC -O-P-O"
Glycerol
Phosphate group
5
H
C
H
Peptide
cross-links
Classificazione degli archea
La filogenesi e le relazioni evolutive tra archea, batteri ed eucarioti rimane poco
chiara. A parte le non-somiglianze nella struttura delle cellule, nelle funzioni molti
fattori di tipo genetico accomunano archea ed eucarioti. Fattori di complicazione
sono le constatazioni che il rapporto tra eucarioti e il phylum Euryarchaeota (archea)
è più vicino del rapporto tra Euryarchaeota e il phylum Crenarchaeota (archea)
nonché la presenza di alcuni archaea-geni in alcuni batteri. In poche parole sono gli
organismi più vicini agli eucarioti.
L'ipotesi principale è l'endosimbiosi, cioè che l'antenato degli eucarioti si sia
discostato anticipatamente dagli archaea, che gli eucarioti originino attraverso la
fusione di un archaea e di un eubacterium, diventandone il nucleo e il citoplasma:
questa spiegazione attualmente è l'unica plausibile e considerata attualmente come
fatto della comunità scientifica.
Ci sono tre phylum che sono:
- Euryarchaeota comprendono gli alofili che vivono a concentrazioni elevate di sale
- Cherarchaeota comprendono i termofili
- Korarchaeota gruppo misterioso perché non sono stati isolati
Tutti sono classificati come estremofili.
Sebbene siano presenti in ambienti più ospitali, gli archea sono gli abitatori degli
ambienti più estremi ed inospitali della Terra.
I termofili possono svilupparsi a temperature superiori ai 100℃.
Gli psicrofili a quelle inferiori a -10°C.
Gli acidofili e gli alcalofili crescono rispettivamente in ambienti estremamente acidi o
alcalini.
Gli alofili prediligono ambiente ad elevatissima salinità con concentrazioni di NaCl
fino a 6 m.
La maggioranza degli archea che vivono in condizioni di stress ambientale moderato
hanno membrane cellulari formate da Glicerol-di- eteri (metanogeni e alofili), mentre
quelli esposti alle più estreme presentano di solito Glicerol-tetra-eteri (termofili e
acidofili).
Lo studio degli estremofili è antico ma è progredito rapidamente perché alcuni
stratagemmi di questi organismi si sono rivelati utili nella vita.
Vita nello spazio
L'uomo va nel spazio e a livello fisiologico ci sono delle alterazioni che compromettono
delle strutture perché non è adatto per vivere senza la forza di gravità.
La microgravità a terra può essere solo sperimentata ma si possono fare degli studi
legata ad essa.
Il corpo in assenza di peso si comporta in modo diverso.
Le cellule tumorali in assenza di peso tendono a aggregarsi e formare delle cellule
staminali cancerogene.
8
C
I problemi del volo di lunga durata quindi sopra i 15 giorni sono diversi:
- I fluidi del corpo tendono a spostarsi verso il capo dando l'effetto di "puff face"
7- Si ha una diminuzione del volume delle gambe o atrofia perché i liquidi sono verso
l'alto
- Circolazione compromessa perché c'è molto più flusso verso il cuore
- L'orecchio interno ha la parte vestibolare che ci consente di comprendere la
posizione del corpo nello spazio. Gli otoliti hanno un peso sulla terra ma non nello
spazio per cui come primo effetto l'astronauta non ha più la concezione del suo corpo
nello spazio.
- L'apparato vestibolare perde la sua funzione e l'astronauta instaura una sindrome di
disorientamento detta Space motion sickness che è simile alla labirintite sulla terra.
Comunque l'astronauta è in grado di adattarsi attraverso la vista e accantona
l'apparato vestibolare.
- Depauperamento delle ossa (che sono molto porose) simile alla osteoporosi che però
per gli astronauti può essere reversibile per cui si torna a costruire la massa ossea e
potenza dei muscoli. Con questo problema cambia la secrezione di ormoni legati alla
crescita ossea come la calcitonina e il paratormone. Nelle ossa si ha la maggior parte
della concentrazione di calcio per cui una loro porosità provoca degli eventi a catena
nel nostro organismo legata alla concentrazione di calcio nel flusso ematico. Inoltre si
ha uno sbilanciamento di osteoclasti e osteoblasti che causa un depauperamento
- A livello muscolare quelli antigravitazionali delle gambe e del dorso uniscono
un'atrofia del tessuto perché non è sollecitato al suo lavoro. Si assiste inoltre alla
disorganizzazione dei muscoli come accade nella distrofia.
- Danno al reticolo cristallino che è irreversibile perché si opacizza a causa delle
radiazioni cosmiche che non vengono del tutto schermate.
- Le difese immunitarie nello spazio sono meno attive rispetto alla terra
Lo spazio e il cervello sono influenzati dal movimento delle orbite che svolge circa 16
volte il giro intorno alla terra.
Nell'arco delle 24 ore gli astronauti subiscono 16 albe e 16 tramonti e si cerca di tenere
un ritmo circadiani come quello sulla terra anche con l'organizzazione della giornata.
L'epifisi produce melatonina ma solo nelle ore notturne mentre nelle ore solari si ha il
cortisolo. Gli astronauti hanno questo ritmo un po' falsato a causa dei 16 giri intorno
alla terra.
EYES BECOME MAIN
WAY TO SENSE MOTION
OTOLITHS IN INNER EAR
RESPOND DIFFERENTLY
TO MOTION
FLUID REDISTRIBUTION
CAUSES HEAD CONGESTION
AND PUFFY FACE
CHANGED SENSORY
INPUT CONFUSES BRAIN,
CAUSING occasional
DISORIENTATION
HIGHER RADIATION
DOSES MAY INCREASE
CANCER RISK
LOSS OF BLOOD PLASMA
CREATES TEMPORARY ANEMIA
ON RETURN TO EARTH
WEIGHT-BEARING BONES
AND MUSCLES DETERIORATE
KIDNEY FILTRATION RATE
INCREASES; BONE LOSS MAY
CAUSE KIDNEY STONES
FLUID REDISTRIBUTION
SHRINKS LEGS
TOUCH AND PRESSURE
SENSORS REGISTER
NO DOWNWARD FORCE
8