Filosofia della Scienza di James Ladyman: il problema dell'induzione

Documento dall'Università della Valle D'aosta sulla Filosofia della Scienza di James Ladyman. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, riassume il libro di Ladyman, concentrandosi sul problema dell'induzione di Hume e le questioni fondamentali della filosofia della conoscenza.

Mostra di più

60 pagine

Filosofia della Scienza di James
Ladyman
Epistemologia
Università della Valle d'Aosta (UNIVDA)
59 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

di James Ladyman

Lo scopo di Ladyman è quello di rendere il lettore consapevole di questioni alle quali
potrebbe non aver mai pensato e di condurlo, attraverso l'indagine filosofica di tali
questioni, da apprezzare la forza delle argomentazioni proposte dalle varie parti piuttosto
che presentare ehm le sue concezioni personali su tali temi.

La disciplina filosofica che si occupa della conoscenza e della giustificazione è detta
filosofia della conoscenza. Le principali questioni affrontate dalla filosofia della conoscenza
sono tre: come si distingue la conoscenza dalla mera opinione? Siamo sicuri di conoscere
qualcosa? Che cosa conosciamo, di fatto?
Tutti abbiamo credenze, alcune vere, altre false.
Se io credo in qualcosa che di fatto è falso, non si può dire che conosca qualcosa.
Logicamente, questo vuol dire che la verità di una proposizione costituisce una condizione
necessaria, una condizione che deve essere soddisfatta, perché quella proposizione sia
conosciuta. In altre parole, se è vero che qualcuno conosce una determinata proposizione,
cui la proposizione è vera. Se qualcuno crede in qualcosa che poi risulta falso, siamo
portati a dire che credeva di conoscere, ma che di fatto non conosceva.
Immaginiamo che un'altra condizione necessaria sia che qualcuno conosca una
proposizione è che questi creda a quella proposizione. In questo caso avremmo due
condizioni necessarie per la conoscenza. Questo cosa può comportare? Comporta che
può ben accadere che io creda in qualcosa, che ciò in cui credo sia vero e che tuttavia io
non abbia conoscenza.
Di conseguenza sembrerebbe quindi che una credenza oltre a dover essere vera abbia
bisogno di qualcos'altro per essere conoscenza. In filosofia della conoscenza la
concezione tradizionale è che si possa sostenere di conoscere solo quando le nostre
credenze sono adeguatamente giustificate; ovvero la conoscenza è credenza vera
giustificata.
La scienza, in sostanza, sembra dirci quale sia la natura profonda delle cose, quali siano i
costituenti del mondo e come questo funzioni. Si è arrivati a pensare che la scienza abbia
rimpiazzato la metafisica non solo perché ci dice che cosa esiste e perché spiega ciò che
avviene in termini di leggi naturali e cause, ma anche perché risponde a questioni
filosofiche fondamentali, come ad esempio sulla natura dello spazio e del tempo.
Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Filosofia della Scienza di James Ladyman

docsity
Filosofia della Scienza di James
Ladyman
Epistemologia
Università della Valle d'Aosta (UNIVDA)
59 pag.
Prova gratis!
docsity AI
Genera mappe concettuali,
riassunti e altro con l'AI
~Clicca qui

Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Riassunto del libro: Filosofia della Scienza

Prefazione di Ladyman

Lo scopo di Ladyman è quello di rendere il lettore consapevole di questioni alle quali
potrebbe non aver mai pensato e di condurlo, attraverso l'indagine filosofica di tali
questioni, da apprezzare la forza delle argomentazioni proposte dalle varie parti piuttosto
che presentare ehm le sue concezioni personali su tali temi.

Introduzione alla Filosofia della Conoscenza

La disciplina filosofica che si occupa della conoscenza e della giustificazione è detta
filosofia della conoscenza. Le principali questioni affrontate dalla filosofia della conoscenza
sono tre: come si distingue la conoscenza dalla mera opinione? Siamo sicuri di conoscere
qualcosa? Che cosa conosciamo, di fatto?

Tutti abbiamo credenze, alcune vere, altre false.
Se io credo in qualcosa che di fatto è falso, non si può dire che conosca qualcosa.
Logicamente, questo vuol dire che la verità di una proposizione costituisce una condizione
necessaria, una condizione che deve essere soddisfatta, perché quella proposizione sia
conosciuta. In altre parole, se è vero che qualcuno conosce una determinata proposizione,
cui la proposizione è vera. Se qualcuno crede in qualcosa che poi risulta falso, siamo
portati a dire che credeva di conoscere, ma che di fatto non conosceva.

Immaginiamo che un'altra condizione necessaria sia che qualcuno conosca una
proposizione è che questi creda a quella proposizione. In questo caso avremmo due
condizioni necessarie per la conoscenza. Questo cosa può comportare? Comporta che
può ben accadere che io creda in qualcosa, che ciò in cui credo sia vero e che tuttavia io
non abbia conoscenza.

Di conseguenza sembrerebbe quindi che una credenza oltre a dover essere vera abbia
bisogno di qualcos'altro per essere conoscenza. In filosofia della conoscenza la
concezione tradizionale è che si possa sostenere di conoscere solo quando le nostre
credenze sono adeguatamente giustificate; ovvero la conoscenza è credenza vera
giustificata.

La scienza, in sostanza, sembra dirci quale sia la natura profonda delle cose, quali siano i
costituenti del mondo e come questo funzioni. Si è arrivati a pensare che la scienza abbia
rimpiazzato la metafisica non solo perché ci dice che cosa esiste e perché spiega ciò che
avviene in termini di leggi naturali e cause, ma anche perché risponde a questioni
filosofiche fondamentali, come ad esempio sulla natura dello spazio e del tempo.

Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Capitolo 1: Induzione e Induttismo

La sfida scettica e il metodo scientifico

Le nostre credenze scientifiche non hanno cause diverse da credenze di una persona le
cui credenze sono basate negli angeli e nei demoni, negli spiriti o nella magia delle
religioni animistiche.
Ma, la differenza risiede nel metodo scientifico, alla luce del quale formiamo e verifichiamo
le nostre credenze ed è in questo modo che abbiamo a che fare con gli esperimenti e le
osservazioni.

La rivoluzione scientifica e le sue figure chiave

E' nel tardo XVI secolo e nel XVII che, nel mondo occidentale, hanno avuto luogo gli
sviluppi decisivi per la nascita della scienza moderna.
Fu completamente rivoluzionato lo studio dei corpi in collisione e sotto l'influsso della
gravità. Questo grazie a due figure come Galileo Galilei e Isaac Newton.

Questo periodo della storia delle idee è detto rivoluzione scientifica e comprende la
rivoluzione copernicana.

Il sistema di Copernico va apparentemente contro la nostra esperienza, nel senso che,
quando stiamo in piedi, non abbiamo la sensazione che la Terra si muova e oltretutto
durante il giorno vediamo il Sole muoversi sopra le nostre teste.
Questo è un esempio significativo di come le teorie scientifiche descrivono una realtà
distinta dall'apparenza delle cose. La distinzione tra parenza e realtà è di fondamentale
importanza per la metafisica perché questa cerca di descrivere le cose "per fa come sono
realmente" e non per come ci appaiono.

La posizione filosofica nota come strumentalismo (appoggiata da Copernico), è l'idea
secondo la quale non si deve pensare che le teorie scientifiche siano vere, ma piuttosto
che siano convenienti e utili funzioni.

Francesco Bacone e il metodo scientifico

Il più grande propagatore delle nuove scienze fu Francesco Bacone al quale si deve la
proposta esplicita di un metodo scientifico in sostituzione di quello aristotelico. Per Bacone
la logica è lo studio del ragionamento, in astrazione dal contenuto specifico su cui il
ragionamento verte. Ad esempio, in logica gli argomenti che seguono sono tratti come se
fossero lo stesso argomento, perché hanno la stessa forma, o struttura, anche se
contenuto diverso.

Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Validità e correttezza degli argomenti

È importante capire che la validità non ha a che fare col fatto che le premesse o la
conclusione siano vere o false; il problema è come le premesse e la conclusione sono
collegate in forma o struttura. Si dice corretto un argomento valido che ha premesse
vere.

La logica deduttiva è lo studio degli argomenti validi e la logica aristotelica è un tipo di
logica deduttiva. La geometria euclidea costituisce il paradigma del ragionamento
deduttivo applicato alla scienza. Lo svantaggio della logica deduttiva è che la conclusione
di un argomento deduttivamente valido non può dire niente che non sia implicito nelle
premesse. Da un certo punto di vista, argomenti di questo tipo non estendono la nostra
conoscenza, perché si limitano ad esplicitare ciò che le premesse già dicono, anche se è
vero che quando un argomento è particolarmente complesso, la sua conclusione può
risultare sorprendente magari solo per il fatto che non sia notato che fosse già implicita
nelle premesse.

Se un argomento è definito deduttivamente valido è perché non è possibile che le sue
premesse siano vere e che la sua conclusione sia falsa. Magari le sue premesse sono
entrambe vere, ma non è un buon argomento, perché è circolare; l'unica ragione che
abbiamo per credere che la sua seconda premessa sia vera e che la sua conclusione sia
vera.

E' possibile anche che le due premesse siano vere e che la conclusione sia falsa.

Ragionamento induttivo

Ragionamento induttivo o induzione è il nome dato a vari tipi di argomenti,
deduttivamente non validi, che sono ritenuti buoni argomenti.
Ma qual è la differenza tra argomenti non validi cattivi e argomenti non validi buoni,
ammesso che c'è ne siano?

Bacone sostiene di poter rispondere ho questa domanda molto meglio di Aristotele.

Gli idoli della mente secondo Bacone

Bacone chiamo idoli della mente le cose che possono impedire un corretto ragionamento
induttivo. Li ha divisi in quattro idoli:

  • Idoli della tribù: e si riguardano la tendenza umana a vedere nella natura più ordini
    regolarità di quanto di fatto non vi sia, e a guardare alle cose sotto l'influenza dei
    nostri pregiudizi, ignorando ciò che non vi si adegua.
  • Idoli della spelonca: sono le debolezze individuali del ragionamento, dovute alla
    personalità gusti e alle idiosincrasie.
  • Idoli del foro: sono fattori di disturbo che derivano dal linguaggio dalla terminologia
    che ci è stata assegnata, che può essere adeguata, eppure influenzare il modo in
    cui pensiamo.
  • Idoli del teatro: sono i sistemi filosofici, come quello di Aristotele che incorporano
    metodi scorretti per l'acquisizione della conoscenza.

Il metodo di Bacone per la conoscenza del mondo naturale

Invece per quanto riguarda le proposte del positive su come conoscere il funzionamento
del mondo naturale, il primo passo del metodo, secondo bacone, consiste nel fare

Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

osservazioni non condizionate dai primi tre idoli. L'idea è quella di raggiungere la verità
accumulando una gran quantità di dati su strati di cose particolari, per poi procedere,
passo per passo a conclusioni di carattere generale.

Inoltre gli esperimenti sono importanti perché se osserviamo solamente cosa avviene
intorno a noi abbiamo accesso ad atti limitati; conducendo un esperimento, controlliamo
per quanto è possibile le condizioni osservative e le manipoliamo per vedere cosa accade
in circostanze che altrimenti non si sarebbero verificate.

Si pensa che gli esperimenti, se possibili, debbano essere ripetibili, in modo che
altre persone, se lo desiderano, possono controllarne i risultati.
Gli scienziati infatti preferiscono che i risultati sperimentali siano registrati da strumenti che
misurano le quantità seconda definizioni e scale standard in modo che la percezione di chi
conduce un esperimento non condizioni il modo in cui risultati sono riportati. Bacone ha
sottolineato la funzione che gli strumenti svolgono nell' estromettere, nei limiti del
possibile, dei sensi dalle procedure scientifiche di acquisizione di dati.

Le tavole di Bacone per la raccolta dati

I dati relativi a un dato fenomeno, dopo essere stati raccolti a partire dagli esempi che se
ne danno in natura, e da quelli derivanti dalle ingegnose manipolazioni sperimentali,
devono essere ripartiti in tavole di vario tipo:

  1. Tavola dell'Essenza e della Presenza: consiste nella lista di tutte le cose Di cui un
    determinato fenomeno costituisce una caratteristica (es. calore = Sole a
    mezzogiorno, lava, fuoco);
  2. Tavola della Deviazione e dell'Assenza in prossimità: dove figurano cose il più
    possibile simili ai fenomeni riportati sulla prima tavola, ma che non sono
    caratterizzate dal fenomeno (es. calore # Luna piena, roccia, aria fredda);
  3. Tavola dei Gradi o Comparativa: dove i fenomeni caratterizzati sono quantificati e
    ordinati (es. fenomeni caratterizzati dalla presenza del calore sono quantificati e
    ordinati in ragione della quantità del calore che coinvolgono);

L'induzione e la scoperta delle forme

L'ultima fase del metodo di Bacone è l'induzione vera e propria. Si tratta di studiare le
informazioni riportate nelle tavole alla ricerca di qualcosa che sia presente in tutte le
istanze del fenomeno in questione è assente quando il fenomeno non presente e,
che, oltre a ciò, aumenti diminuisco la sua quantità all'aumentare e al diminuire del
fenomeno.
La procedura per identificare cosa soddisfi queste condizioni è l'eliminazione non la mera
congettura.

Bacone era convinto che, seguendo il suo metodo, sarebbe stato possibile scoprire le
forme che per quanto inosservabili producono i fenomeni che percepiamo con i nostri
sensi.

Quando bacone afferma che la scienza ha lo scopo di scoprire la forma delle cose sta
parlando delle loro cause fisiche concrete e immediate: Infatti le spiegazioni devono fare
riferimento solo alle cause fisiche immediate delle cose e alle leggi di natura che le
governano.

Document shared on https://www.docsity.com/it/docs/filosofia-della-scienza-di-james-ladyman-1/12734076/
Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.