Filosofia di Kant, Fichte, Schelling, Hegel e altri pensatori

Documento dall'Università G. D'Annunzio su Kant, Fichte, Schelling, Hegel, Nietzsche, Freud, Schopenauer, Kierkegaard. Il Pdf esplora il percorso intellettuale di Kant, i concetti fondamentali della Critica della Ragion Pura e le implicazioni per scienza e metafisica, utile per lo studio universitario di Filosofia.

Mostra di più

61 pagine

Filosofi - Kant, Fichte, Schelling, Hegel, Hegel, Nietzsche,
Freud, Schopenauer, Kierkegaard,
Sociologia e Criminologia (Università degli Studi Gabriele d'Annunzio - Chieti e Pescara)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Filosofi - Kant, Fichte, Schelling, Hegel, Hegel, Nietzsche,
Freud, Schopenauer, Kierkegaard,
Sociologia e Criminologia (Università degli Studi Gabriele d'Annunzio - Chieti e Pescara)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Scaricato da Kinder Bueno (rachele.stallone65@gmail.com)
lOMoARcPSD|4310200
KANT
Dal periodo precritico al criticismo
Immanuel Kant nacque a Könisberg nel 1724. Studiò filosofia, matematica e teologia all’Università di Könisberg, dove
ottenne libera docenza nel 1755, dove venne nominato professore ordinario di logica e metafisica nel 1770. Nel 1766
divenne sotto-bibliotecario della Biblioteca reale. Politicamente parlando, simpatizzò con gli americani nella loro guerra
d’indipendenza e coi francesi nella loro rivoluzione. Il suo ideale politico era quello di una costituzione repubblicana
«fondata in primo luogo sul principio di libertà dei membri di una società […]; in secondo luogo sul principio
d’indipendenza di tutti […]; in terzo luogo sulla legge dell’eguaglianza». Kant morì nel 1804 dopo anni di debolezza
senile che gradualmente lo privò di tutte le sue facoltà.
Si possono distinguere 3 periodi nell’attività letteraria Kantiana:
1. Fino al 1760, si interessò di scienze naturali;
2. Fino al 1781, prevale l’interesse filosofico e il filosofo era orientato verso l’empirismo inglese e il criticismo.
Gli scritti due questi due periodi vengono definiti “scritti del periodo pre–critico”.
3. Dal 1781 in poi, si delinea la filosofia trascendentale. Questo periodo è denominato anche periodo critico”.
Dopo la pubblicazione della dissertazione del 1770, Kant inizia ad elaborare la sua filosofia critica. Nel 1781, viene
pubblicato Critica della ragion pura, in cui vengono raccolti i risultati di circa 12 anni di riflessione con la massima
attenzione per il contenuto ma con poca cura della forma. La seconda edizione del 1787 contiene aggiunte soprattutto per
ciò che riguarda la deduzione trascendentale. A quest’opera, vengono pubblicate altre opere importanti, come Critica
alla ragion pratica e Critica del giudizio, e opere minori, come lo scritto del 1795 Per la pace perpetua in cui viene
espresso il pensiero politico di Kant.
Il pensiero di Kant è detto criticismo perché fa della critica lo strumento per eccellenza della filosofia. Criticare significa,
nel linguaggio tecnico di Kant, interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze
umane, chiarendone:
Le possibilità
La validità
I limiti.
Il criticismo si configura come una filosofia del limite e può venir definito un’«ermeneutica della della finitudine»,
un’interpretazione volta a riconoscere il carattere finito o condizionato delle possibilità esistenziali. La filosofia del finito
non equivale ad una forma di scetticismo, poiché tracciare il limito di un’esperienza significa, allo stesso tempo, garantirne,
entro il limite stesso, la validità. Il riconoscimento e l’accettazione del limite diventano la norma che dà legittimità e
fondamento alle varie facoltà umane. Ovviamente, la costruzione che va sotto il nome di criticismo non è solo una
scoperta “geniale” di Kant. Il kantismo risulta definito da quelle due coordinate di base che sono la rivoluzione scientifica,
da un lato, e la crisi progressiva delle metafisiche tradizionali, dall’altro. La riflessione sull’arte e sul “gusto”, nonché
sulla sfera sentimentale dell’uomo, tendeva a produrre una serie di interrogativi circa la loro struttura e validità. Il
criticismo s’interroga in profondità sui fondamenti del sapere, della morale e dell’esperienza estetica e sentimentale.
Da questo punto di vista, il kantismo può essere considerato come la prosecuzione di quell’indirizzo critico che
l’empirismo inglese aveva seguito fin da Locke. Tuttavia, il kantismo si distingue dall’empirismo sia perché rifiuta gli
esiti scettici di quest’ultimo, sia perché spinge più a fondo l’analisi critica, seguendo un metodo del filosofare che si
sforza di fissarne le condizioni di possibilità e i limiti di validità. Il kantismo si distingue per una maggiore radicalità di
intenti: Kant si propone di portare davanti al tribunale della ragione stessa per chiarirne in modo esauriente
strutture e possibilità. Per Kant, i limiti della ragione tendono a coincidere con i limiti dell’uomo: volerli varcare in
nome di presunte capacità superiori alla ragione significa solamente avventurarsi in sogni arbitrari o fantastici.
La Critica della ragion pura
La Critica della ragion pura è un’analisi critica dei fondamenti del sapere e prende la forma di un’indagine valutativa
circa queste due attività conoscitive. Agli occhi di Kant:
La scienza appariva come un sapere fondato e in continuo progresso
La metafisica non sembrava, nonostante la sua venerabile antichità, aver trovato il cammino sicuro della scienza.
Secondo Kant, si profilava l’improrogabile necessità di un riesame globale della struttura e della validità che fosse in
grado di rispondere in modo esauriente alla domanda circa lo statuto di scientificità della metafisica e della scienza. Kant
respinge lo scetticismo scientifico di Hume, ma ne condivide lo scetticismo metafisico perché riconosce in essa una
certa nobiltà e importanza e come una «disposizione naturale» che porta l’uomo a trascendere l’orizzonte del verificabile.
La Critica cercherà di dare risposta a quattro domande fondamentali:
«Com’è possibile la metafisica pura?»
«Com’è possibile la fisica pura?»
«Com’è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?»
«Com’è possibile la metafisica come scienza?»
Scaricato da Kinder Bueno (rachele.stallone65@gmail.com)
lOMoARcPSD|4310200

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Filosofi e Correnti di Pensiero

Filosofi - Kant, Fichte, Schelling, Hegel, Hegel, Nietzsche, Freud, Schopenauer, Kierkegaard, Sociologia e Criminologia (Università degli Studi Gabriele d'Annunzio - Chieti e Pescara) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Kinder Bueno (rachele.stallone65@gmail.com)KANT

Il Percorso Filosofico di Immanuel Kant

Dal Periodo Pre-Critico al Criticismo Kantiano

Immanuel Kant nacque a Könisberg nel 1724. Studiò filosofia, matematica e teologia all'Università di Könisberg, dove ottenne libera docenza nel 1755, dove venne nominato professore ordinario di logica e metafisica nel 1770. Nel 1766 divenne sotto-bibliotecario della Biblioteca reale. Politicamente parlando, simpatizzò con gli americani nella loro guerra d'indipendenza e coi francesi nella loro rivoluzione. Il suo ideale politico era quello di una costituzione repubblicana «fondata in primo luogo sul principio di libertà dei membri di una società [ ... ]; in secondo luogo sul principio d'indipendenza di tutti [ ... ]; in terzo luogo sulla legge dell'eguaglianza». Kant morì nel 1804 dopo anni di debolezza senile che gradualmente lo privò di tutte le sue facoltà.

Si possono distinguere 3 periodi nell'attività letteraria Kantiana:

  1. Fino al 1760, si interessò di scienze naturali;
  2. Fino al 1781, prevale l'interesse filosofico e il filosofo era orientato verso l'empirismo inglese e il criticismo. Gli scritti due questi due periodi vengono definiti "scritti del periodo pre-critico".
  3. Dal 1781 in poi, si delinea la filosofia trascendentale. Questo periodo è denominato anche periodo "critico".

Dopo la pubblicazione della dissertazione del 1770, Kant inizia ad elaborare la sua filosofia critica. Nel 1781, viene pubblicato Critica della ragion pura, in cui vengono raccolti i risultati di circa 12 anni di riflessione con la massima attenzione per il contenuto ma con poca cura della forma. La seconda edizione del 1787 contiene aggiunte soprattutto per ciò che riguarda la deduzione trascendentale. A quest'opera, vengono pubblicate altre opere importanti, come Critica alla ragion pratica e Critica del giudizio, e opere minori, come lo scritto del 1795 Per la pace perpetua in cui viene espresso il pensiero politico di Kant.

Il Criticismo come Strumento Filosofico

Il pensiero di Kant è detto criticismo perché fa della critica lo strumento per eccellenza della filosofia. Criticare significa, nel linguaggio tecnico di Kant, interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane, chiarendone: › Le possibilità ➢ La validità ➢ I limiti.

Il criticismo si configura come una filosofia del limite e può venir definito un'«ermeneutica della della finitudine», un'interpretazione volta a riconoscere il carattere finito o condizionato delle possibilità esistenziali. La filosofia del finito non equivale ad una forma di scetticismo, poiché tracciare il limito di un'esperienza significa, allo stesso tempo, garantirne, entro il limite stesso, la validità. Il riconoscimento e l'accettazione del limite diventano la norma che dà legittimità e fondamento alle varie facoltà umane. Ovviamente, la costruzione che va sotto il nome di criticismo non è solo una scoperta "geniale" di Kant. Il kantismo risulta definito da quelle due coordinate di base che sono la rivoluzione scientifica, da un lato, e la crisi progressiva delle metafisiche tradizionali, dall'altro. La riflessione sull'arte e sul "gusto", nonché sulla sfera sentimentale dell'uomo, tendeva a produrre una serie di interrogativi circa la loro struttura e validità. Il criticismo s'interroga in profondità sui fondamenti del sapere, della morale e dell'esperienza estetica e sentimentale. Da questo punto di vista, il kantismo può essere considerato come la prosecuzione di quell'indirizzo critico che l'empirismo inglese aveva seguito fin da Locke. Tuttavia, il kantismo si distingue dall'empirismo sia perché rifiuta gli esiti scettici di quest'ultimo, sia perché spinge più a fondo l'analisi critica, seguendo un metodo del filosofare che si sforza di fissarne le condizioni di possibilità e i limiti di validità. Il kantismo si distingue per una maggiore radicalità di intenti: Kant si propone di portare davanti al tribunale della ragione stessa per chiarirne in modo esauriente strutture e possibilità. Per Kant, i limiti della ragione tendono a coincidere con i limiti dell'uomo: volerli varcare in nome di presunte capacità superiori alla ragione significa solamente avventurarsi in sogni arbitrari o fantastici.

La Critica della Ragion Pura

Analisi dei Fondamenti del Sapere

La Critica della ragion pura è un'analisi critica dei fondamenti del sapere e prende la forma di un'indagine valutativa circa queste due attività conoscitive. Agli occhi di Kant: ➢ La scienza appariva come un sapere fondato e in continuo progresso La metafisica non sembrava, nonostante la sua venerabile antichità, aver trovato il cammino sicuro della scienza. ➢

Secondo Kant, si profilava l'improrogabile necessità di un riesame globale della struttura e della validità che fosse in grado di rispondere in modo esauriente alla domanda circa lo statuto di scientificità della metafisica e della scienza. Kant respinge lo scetticismo scientifico di Hume, ma ne condivide lo scetticismo metafisico perché riconosce in essa una certa nobiltà e importanza e come una «disposizione naturale» che porta l'uomo a trascendere l'orizzonte del verificabile. La Critica cercherà di dare risposta a quattro domande fondamentali: ➢ «Com'è possibile la metafisica pura?» › «Com'è possibile la fisica pura?» ➢ «Com'è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?» ➢ «Com'è possibile la metafisica come scienza?» This document is available free of charge on studocu Scaricato da Kinder Bueno (rachele.stallone65@gmail.com)Per quanto riguarda l'ultima domanda, tuttavia, mentre nel caso della matematica e della fisica si tratte di giustificare una situazione di fatto, nel caso della metafisica si tratta, in realtà, "se" esistano condizioni tali che possano legittimare le sue pretese di porsi come scienza.

Fondamento della Scientificità e Scetticismo di Hume

Una volta individuato il fondamento della scientificità della matematica e della fisica, sarà possibile vedere se anche la metafisica possa costruirsi su di esso. Il punto di partenza della riflessione gnoseologica kantiana è lo scetticismo radicale di Hume. Ad egli, Kant riconosce il merito di averlo "risvegliato" dal suo «sonno dogmatico», mostrando che il principio di causalità, ovvero il fondamento della conoscenza umana, non ha alcuna base oggettiva, quindi trascendentale, essendo piuttosto l'oggetto di una «credenza» soggettiva, a sua volta generata dall'abitudine.

Giudizi Sintetici a Priori nella Scienza

Kant è convinto che la conoscenza umana, ed in particolare la scienza, offra il tipico esempio di principi assoluti, di verità universali e necessarie. Infatti, la scienza presuppone anche, alla propria base, alcuni principi immutabili che sono i pilastri su cui essa si regge, come ad esempio la proposizione: «Tutto ciò che accade ha una causa». Kant denomina i principi di questo tipo «giudizi sintetici a priori»:

  • Giudizi perché consistono nel connettere un predicato con un soggetto
  • Sintetici perché il predicato dice qualcosa di nuovo e di più rispetto al soggetto
  • A priori perché non possono derivare dall'esperienza.

Dal punto di vista di Kant, i giudizi fondamentali della scienza non sono né giudizi analitici a priori né giudizi sintetici a posteriori:

  • I primi sono giudizi che vengono enunciati a priori, senza bisogno di ricorrere all'esperienza, in quanto in essi il predicato non fa che esplicitare quanto è già implicitamente contenuto nel soggetto. Pur essendo universali e necessari, sono comunque infecondi perché non ampliano il nostro preesistente patrimonio conoscitivo
  • I secondi sono giudizi in cui il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto. Pur essendo fecondi (sintetici), questi giudizi sono dunque privi di universalità e necessità.

I principi della scienza, secondo Kant, sono invece al tempo stesso «sintetici» (fecondi) e «a priori» (universali e necessari). La teoria kantiana dei giudizi sottintende un confronto storico con le scuole filosofiche precedenti:

  • I giudizi analitici a priori richiamano la concezione razionalistica della scienza che pretendeva di partire da taluni principi a priori per derivare da essi tutto lo scibile
  • I giudizi sintetici a posteriori richiamano, invece, l'interpretazione empiristica della scienza che pretendeva di fondare quest'ultima esclusivamente sull'esperienza.

Teoria Kantiana dei Giudizi

Teoria kantiana dei giudizi:

infecondi (analitici) = il predicato non dice niente di nuovo rispetto al soggetto I giudizi analitici a priori sono: simbolegiano la concezione razionalistica (e deduttivistica) della scienza universali e necessari (a priori) = non hanno bisogno di convalide empiriche fecondi (sintetici) = il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto I giudizi sintetici a posteriori sono: simbolegiano la concezione empiristica (e induttivistica) della scienza particolari e non necessari (a posteriori) = derivano dall'esperienza fecondi (sintetici) = il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto I giudizi sintetici a priori sono: simbolegiano la concezione criticistica della scienza universali e necessari (a priori) = non hanno bisogno di convalide empiriche

Contro il razionalismo, invece, Kant ritiene che la scienza derivi dall'esperienza, ma ritiene anche, contro l'empirismo, che alla base dell'esperienza vi siano dei principi inderivabili dall'esperienza stessa. La concezione kantiana della scienza si può sintetizzare con la formula:

scienza = esperienza + principi sintetici a priori

I giudizi sintetici a priori rappresentano la spina dorsale della scienza, ovvero l'elemento che le conferisce stabilità e universalità. Senza alcuni principi assoluti di fondo, la scienza non potrebbe sussistere.

Sintesi di Materia e Forma nella Conoscenza

Dopo aver messo in luce il "dato di fatto" che il sapere poggia su giudizi sintetici a priori, Kant si trova di fronte al complesso problema di spiegare la provenienza di questi ultimi. Kant elabora una nuova teoria della conoscenza intesa come sintesi di materia e forma, quindi di un elemento a posteriori e un elemento a priori: Scaricato da Kinder Bueno (rachele.stallone65@gmail.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.