Documento dall'Università degli Studi di Milano su "La filosofia come scienza rigorosa" di Edmund Husserl. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, esplora la fenomenologia, il rapporto tra scienza e filosofia, e la critica al naturalismo e storicismo, come delineato nell'opera del 1911.
Mostra di più20 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Filosofia
Università degli Studi di Milano
19 pag.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: NoemiCiampi (noeciampi@icloud.com)LA FILOSOFIA COME SCIENZA RIGOROSA
di Edmund Husserl
Sin dagli esordi Husserl identifica la fenomenologia con il progetto di una ridefinizione dell'essenza e
del compito della filosofia in rapporto alla costituzione delle nuove realtà scientifico-positive tanto nel
campo naturale quanto in quello morale e storico. Le nuove scienze hanno gradualmente usucapito
per sé questioni un tempo appartenute al dominio della filosofia al punto che diventa inevitabile la
domanda circa ciò che, in tale situazione, rimane la filosofia.
La funzione della filosofia viene da Husserl recuperata col riconoscimento del fatto che, ferme restando
le prerogative dello scienziato specialista, spetta alla filosofia realizzare la comprensione del senso e
dell'essenza delle operazioni compiute dallo scienziato. Secondo Husserl è la cooperazione armonica
di scienza e filosofia a garantire la pienezza di quella che egli chiama la comprensione teoretica.
o
Atteggiamento naturale: è comune allo scienziato e al non scienziato: avviene tutte le
volte che ci collochiamo innanzi alle cose e le assumiamo, sia a fini conoscitivi che a fini
pratici, come ovvietà dalle quali prendere le mosse senza, però, metterne in discussione
l'essenza e il senso.
o Atteggiamento filosofico: consiste nel rendere problematico ciò che, nell'atteggiamento
naturale, resta congelato nella ovvietà. Il compito proprio della filosofia è di trasformare
la conoscenza da mera operazione in oggetto di una ricerca che si interroghi su ciò che
nell'atteggiamento naturale è dato semplicemente per scontato e che si interroghi
perciò, sulla natura del conoscere e sui rapporti intercorrenti tra la conoscenza, il suo
senso e il suo oggetto e, infine, sulla validità degli atti conoscitivi.
L'intendere la filosofia quale critica della conoscenza in relazione alle scienze della natura e alle scienze
dello spirito riporta le tesi husserliane alla
V Tradizione trascendentalistica kantiana e neokantiana della critica della ragione.
Husserl, nel 1906, si confessa così: «In primo luogo nomino il compito generale che devo
risolvere per me, se voglio chiamarmi filosofo. Intendo una critica della ragione. Una critica
della ragione logica e pratica, di ciò che in generale ha valore».
La interpretazione husserliana della critica della ragione, tuttavia, travalica i confini storici del criticismo
kantiano e neokantiano, perché si spinge al limite di ciò che il filosofo, nelle Meditazioni cartesiane,
denota come la fondazione ultima basata su vedute assolute «al di là della quale non è possibile
andare». Il luogo di tale fondazione è, per Husserl, la COSCIENZA.
Nei propositi del filosofo, nella misura in cui è fenomenologia, la filosofia può svolgere fino in fondo la
funzione di critica della conoscenza indagando sistematicamente il presupposto assoluto di ogni forma
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: NoemiCiampi (noeciampi@icloud.com)di sapere. Husserl definisce "scienza rigorosa" la filosofia fenomenologicamente concepita e così
pubblica il seguente saggio.
o Rapporto tra scienza e filosofia: appare a Husserl molto problematico. Ciò che gli preme
di mettere in evidenza è la pretesa, da sempre avanzata dalla filosofia, «di essere scienza
rigorosa e, precisamente, la scienza in grado di soddisfare le più elevate esigenze
teoretiche e di rendere possibile, in prospettiva etico-religiosa, una vita regolata da pure
norme razionali». Il discorso denuncia il pericolo rappresentato per la civiltà del venir
meno, nella pratica della scienza, oltre che della stessa filosofia, della esigenza della
scienza rigorosa.
o Contro il «pregiudizio del fatto»: la contestazione delle filosofia contemporanee del
naturalismo e dello storicismo origina dalla constatazione del loro illusorio credere di
attingere il massimo livello di concretezza nell'appoggiarsi, nella maniera più pura e
semplice, alle scienze positive, ove domina quello che Husserl definisce come il
«pregiudizio del fatto». Contro di esso, come contro ogni genere di pregiudizio, Husserl
organizza una resistenza di principio.
o Contro lo psicologismo: Husserl si pone contro la psicologia sperimentale assunta a
scienza di fondamento. Del resto, la psicologia viene assunta a base della nuova filosofia.
Per questo Husserl si rivolge al filosofo dello storicismo Dilthey, affermando come egli,
con il relativismo inseparabile dallo storicismo, fa scadere la filosofia al rango di
+ Rudolf Lotze: «calcolare il corso del mondo non significa comprenderlo». La comprensione
è, per Husserl, « il comprendere filosofico che deve svelarci gli enigmi del mondo e della vita».
-> riconoscere che, nel mondo e nella vita, c'è qualcosa di enigmatico non vuol dire abdicare
al dovere di comprenderlo e nemmeno rinunciare alla ragione quale strumento di tale
comprensione.
Ecco che allora appare chiaro il
v Rapporto tra scienza e filosofia: Husserl vs Heidegger: in comune hanno:
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: NoemiCiampi (noeciampi@icloud.com)
In nessuna epoca del suo sviluppo la filosofia è stata in grado di soddisfare la pretesa di essere scienza
rigorosa; neppure nell'epoca moderna. Certo, l'ethos dominante della filosofia moderna consiste
proprio in questo, che essa, invece di abbandonarsi ingenuamente all'impulso filosofico, intende
costituirsi come scienza rigorosa mediante la riflessione critica, attraverso ricerche sempre più
approfondite sul metodo. Ma l'unico frutto maturo di questi sforzi fu la fondazione e la progressiva
autonomia delle scienze rigorose della natura e dello spirito, nonché delle nuove discipline
matematiche.
Dunque la filosofia, nella sua intenzione storica la più elevata e rigorosa di tutte le scienze, essa, che
rappresenta l'aspirazione imperitura dell'umanità alla conoscenza pura ed assoluta è
V La filosofia è incapace di darsi la forma di vera scienza: l'apprendimento scientifico non è mai
l'accettazione passiva di una materia estranea allo spirito, esso poggia sempre sulla spontaneità,
su di una riproduzione interiore delle evidenze razionali ottenute da spiriti creatori, secondo
principi e conseguenze. La filosofia non si può imparare (come disse Kant) poiché non vi sono
tali evidenze oggettivamente comprese e fondate.
La filosofia non è una scienza imperfetta, ma non è ancora una scienza: tutte le scienze sono
imperfette, persino le tanto ammirate scienze esatte.
o Da un lato sono incomplete a causa dell'orizzonte infinito di problemi aperti che non
daranno mai pace all'impulso conoscitivo;
o Dall'altro esse presentano numerose lacune nel loro contenuto dottrinale già formato,
rivelando qua e là residui di oscurità o imperfezioni nell'ordine sistematico delle
dimostrazioni e delle teorie.
Di genere diverso dalle imperfezioni di tutte le scienze è
o Imperfezione della filosofia: essa non dispone semplicemente di un sistema dottrinale
incompleto e imperfetto nei particolari, bensì ne è del tutto priva. Ogni cosa è qui messa
in discussione, ogni presa di posizione è materia di convinzioni individuali, di
interpretazioni di scuola, di punti di vista. Per il momento non vi è alcuna speranza di
ritagliare qua e là con le forbici della critica un frammento di dottrina filosofica.
Queste pagine intendono dare testimonianza di una significativa svolta della filosofia e preparare il
terreno al futuro "sistema" della filosofia. Infatti, evidenziando con decisione la non scientificità di tutta
la filosofia precedente, si solleva subito la questione se la filosofia voglia ancora in futuro mantenere lo
scopo di essere scienza rigorosa, se essa possa e debba volerlo.
Che cosa dovrà significare la vera svolta? Un "sistema" filosofico in senso tradizionale, quasi una
Minerva, che nasca perfetta e armata dalla testa di un genio creatore per venire conservata nelle
epoche successive accanto ad altre Minerve simili nel silenzioso museo della storia? Oppure un
sistema filosofico che incominci veramente dal basso su fondamenta indubitabili e si innalzi come
ogni buona costruzione?
Le svolte decisive per il progresso della filosofia sono quelle in cui la pretesa delle filosofie precedenti
di essere scienza rigorosa crolla sotto la critica del loro presunto procedere scientifico ed è la volontà
consapevole di riformare radicalmente la filosofia nel senso della scienza rigorosa a guidare i lavori.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: NoemiCiampi (noeciampi@icloud.com)