Foraggi, raccolta e conservazione, alimenti per animali da reddito

Slide dall'Università sui foraggi, la loro raccolta e conservazione. Il Pdf esplora i principali alimenti destinati agli animali da reddito, come frumento e mais, con dettagli nutrizionali e manipolazioni, utile per lo studio di Scienze a livello universitario.

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61 pagine

Foraggi, loro raccolta e
conservazione
Quali sono i principali alimenti destinati agli
animali da reddito?
FORAGGIO
Farine o pellet
(verdi o conservati attraverso
insilamento, affienamento)
Concentrati(energetici, proteici)

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Anteprima

Alimenti per animali da reddito

ที่ เคน ซิงQuali sono i principali alimenti destinati agli animali da reddito?

Tipologie di alimenti

  • FORAGGIO
    (verdi o conservati attraverso insilamento, affienamento)
  • Farine o pellet
  • Concentrati(energetici, proteici)

Can Stock Photo - Csp6183883FALCIATRICI
ANDANATRICI E
VOLTAFIENO
ROTOIMBALLATRICISi definisce foraggio qualsiasi pianta erbacea, coltivata o spontanea, utilizzabile per l'alimentazione animale, direttamente (verde) o dopo trasformazione e/o conservazione (fienagione e insilamento)

  • Da prati - attraverso sfalcio
    - naturali o seminati
  • Da pascoli - utilizzazione diretta
  • Da prati-pascoli - misto

Classificazione dei foraggi

La classificazione viene fatta in base a:

  • durata: annuali (=erbai), poliennali (da 3 a 5 anni), avvicendati (>10), permanenti
  • numero di specie presenti: monofiti, oligofiti, polifiti
  • regime idrico: asciutti o irrigui
  • giacitura: pianura, collina, montagna

Foraggi nella razione animale

I foraggi, nelle diverse modalità di conservazione, costituiscono la parte principale della razione per la maggior parte dei ruminanti ed erbivori monogastrici; sono accompagnati da sottoprodotti aziendali o industriali, e da mangimi concentrati; questi ultimi costituiscono invece la quasi totalità della razione per i monogastrici non erbivori (es. suini e polli), per i quali l'utilizzo di foraggi è quasi nullo.

3785Caratteristiche
La composizione dei foraggi varia a seconda della/e specie presente/i (es. graminacee vs leguminose), clima, terreno, stadio vegetativo.

Variazioni nella composizione dei foraggi

In generale, con l'accrescimento e l'invecchiamento della pianta aumentano i carboidrati strutturali (fibra) e la lignina calano le proteine e alcuni minerali (es. calcio) e l'acqua, calano la digeribilità il valore nutritivo e l'appetibilità
Le differenze sono più sensibili nelle graminacee, mentre la digeribilità delle leguminose, dove la lignina è presente in forma meno strutturata, cala meno.
Per la raccolta, occorre bilanciare tra calo della digeribilità con l'avanzare dello stadio vegetativo, e aumento della resa quantitativa
+ leguminose = inizio fioritura; graminacee = inizio spigaturaTraducendo in termini pratici si può dire: ad una falciatura normale (considerando la falciatura corrispondente alla fioritura di circa la metà delle piante) corrisponde approssimativamente al massimo rendimento in unità nutritive, ma ad un foraggio con un minore contenuto di proteine digeribili; mentre ad un falciatura anticipata (fase prefiorale), corrisponde ad un minore rendimento in unità nutritive ma un sensibile maggior rendimento in proteine digeribile (si esegue ad esempio quando il foraggio è destinato alla disidratazione artificiale),

Norme per la falciatura

Di solito ci si attiene alle seguenti norme:

  • erba medica: la fase ottimale per la falciatura corrisponde alla presenza del 10- 15% delle piante in fioritura;
  • prati polifiti: le leguminose fioriscono prima della spigatura delle graminacee li quindi se predominano le leguminose è bene falciare quando sono in piena fioritura se predominano le graminacee è bene falciare quando esse sono nella fase iniziale della spigatura

Metodi di conservazione dei foraggi

Metodi di conservazione (fienagione, insilamento)
Qualunque tipologia di conservazione dei foraggi ne comporta:

  • perdite quantitative, spesso delle parti più nobili (es. foglioline nelle leguminose); più lavoro e spese
  • più elasticità di utilizzo, maggior efficienza, meno rischio di brusche variazioni della dieta

Fienagione: disidratazione naturale

Per molto tempo si è ritenuto che la fienagione consistesse semplicemente in una DISIDRATAZIONE NATURALE DELL'ERBA la quale passa da un contenuto in acqua del 78-85% ed oltre ad un contenuto del 18-20% nel fieno sul prato e del 15% nel fieno conservato.
IN REALTÀ LA FIENAGIONE COMPORTA UNA RIDUZIONE SENSIBILE DI SOSTANZE NUTRITIVE E DEL VALORE NUTRITIVO DELL'ALIMENTO.

Cause di perdite nella fienagione

Fienagione(conservazione per via secca)
Da molte ricerche è risultato che le perdite che si verificano nella normale fienagione e conservazione dei foraggi sono principalmente dovute a quattro cause:

  • RESPIRAZIONE CELLULARE: dell'erba dopo lo sfalcio, nella prima fase dell'essicamento (fino a quando l'umidità dell'erba è del 38/40%). Per effetto della respirazione alcuni idrati di carbonio, in particolari gli zuccheri, attraverso un processo di ossido riduzione, vengono trasformati in anidride carbonica ed acqua. L'entità di queste perdite oscilla tra il 10% della sostanza secca e tra il 10-15% del valore nutritivo.
  • FENOMENI MECCANICI: rappresentati dalla perdita dei fiori, foglioline e steli durante le operazioni di sfalcio, rivoltamento, carico e trasporto (10% della sostanza organica digeribile nel fieno di prato stabile e del 15% nell'erba medica).
  • PROCESSI FERMENTATIVI: che si verificano sia durante la fienagione sia durante la conservazione del fieno ad opera di microrganismi presenti sul terreno e sulle piante. Questi microrganismi metabolizzano non solo idrati di carbonio ma attaccano anche proteine e grassi e le perdite sono tanto più elevate tanto più elevato è l'umidita residua. Un indice dell'intensità dei fenomeni fermentativi è dato dall'aumento della temperatura nel fieno ammassato che può arrivare fino a 60ºC.
  • MAGGIOR LAVORO DIGESTIVO: richiesto all'animale per la utilizzazione del fieno, nei confronti di quelli richiesti per l'utilizzazione dell'erba fresca.

Perdite globali nella fienagione

In conclusione per l'azione combinata di queste quattro cause di perdite che entrano in gioco nella fienagione e nell'ulteriore conservazione dei foraggi affienati si ha una perdita globale di sostanza secca del 30% e una perdita del valore nutritivo del 15/30%
In caso di pioggia durante l'essicazione in campo si aggiungono perdite per dilavamento del foraggio ed un aumento dei fenomeni fermentativi
IN OGNI CASO L'ENTITA' DELLA PERDITA E' TANTO MINORE QUANTO PIU' RAPIDA E' LA FIENAGIONE E VICEVERSACome diminuire le perdite?
Le perdite sono tanto maggiori quanto più prolungato è il tempo di essicazione.

Tecniche per ridurre le perdite

  • LA MECCANICA (roto-pressa raccoglitrici, ranghiatori, macchine condizionatrici)
  • ESSICAZIONE PER VENTILAZIONE FORZATA (platea ad essicazione forzata)

Fienili solari

FIENILI SOLARI: ESSICCAZIONE ROTOBALLE
CONDOTTI
ARIA
COLLETTORI
SOLARI AD
ARIA
H
E
ESSICCATOIO
ROTOBALLE

Insilamento: conservazione per via umida

INSILAMENTO (conservazione per via umida)
depositphotos
...
depostohot
depositphotosFin dall'inizio del 900 l'insilamento dei foraggi è stato considerato come un mezzo complementare della fienagione: destinato a conservare quei prodotti che per le loro caratteristiche non si prestano alla fienagione; oppure quelli che per cattive condizioni metereologiche non è possibile essiccare con metodi tradizionali.

Trasformazioni e perdite nell'insilamento

Le trasformazioni che subisce il foraggio insilato e dalle quali dipendono le perdite del valore nutritive dipendono da:

  • Proseguimento della respirazione cellulare (distruzione dei carboidrati digeribili provocando l'aumento della temperatura della massa insilata, favorendo le fermentazioni dannose come quelle buttiriche)
  • Fenomeni autolitici dei tessuti vegetali (enzimi contenuti nella cellula vegetale, processi di degradazione che interessano sia gli idrati di carbonio che le proteine)
  • Fermentazione batteriche.

Tali processi vanno riducendosi man mano che si abbassa il pH della massa insilata

Fermentazioni batteriche nell'insilamento

Le fermentazioni batteriche costituisce il fenomeno al quale si devono le maggiori trasformazioni che subisce il foraggio insilato. Difatti la flora microbica che si riscontra nella massa insilata da luogo a differenti fermentazioni in quanto comprende essenzialmente tre tipi di batteri

  • Acidificanti (Aereobacter e Lactobacilli)
  • Buttirici (agiscono a Ph 5-5,5)
  • Proteolitici (agiscono a Ph 5-5,5)

Le fermentazioni sono notevolmente influenzate dalla composizione chimica del foraggio, dalla temperatura della massa insilata e dalla presenza di ossigeno. E quindi indirettamente dal grado di compressione della massa insilata.Teoricamente tutte le fermentazioni sono dannose perché comportano perdite di valore nutritivo; ma da un punto di vista pratico occorre distinguere le fermentazione acetica e lattica (essenziali) da quella buttirica e dalle trasformazioni prodotte dai batteri proteolitici (dannose)

Fasi della fermentazione

  • FASE AEROBICA: La fermentazione acetica è la prima fermentazione ad instaurarsi ad opera degli Aereobacter i quali hanno bisogno della presenza di ossigeno (si esaurisce in pochi giorni)
  • FASE ANAEROBICA: La fermentazione lattica dovuta ai Lattobacilli ( metabolizza gli zuccheri presenti nei tessuti vegetali producendo acido lattico. E' fondamentale per la riuscita dell'insilamento poiché porta la massa vegetale ad un pH di 3,5-4 che inibisce i fenomeni biologici (blocca la respirazione e i fenomeni autolitici) e i processi fermentativi dei buttirici e dei proteolitici non possono più avvenire

35
30
25
TEMPERATURA
20
6
5 -
4
-
FERMENTAZIONE
ACETICA
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
20
T
T
I
T
FERMENTAZIONE
LATTICA
ACIDITÀ"
giorni dall'insilamenFase 1
Fase 2
Fase 3
Fase 4
Fase 5
Respirazione
Inizio processi
fermentativi
Fermentazione
acido-lattica
Insilato stabile
Aumento O2 e respirazione
sul fronte silo aperto
Aerobiosi
Anaerobiosi
Aerobiosi
Riempimento silo
Stoccaggio
pH
Clostridi
-6.0
Enterobatteri
Livelli di ossigeno
2
5.0
d
Batteri acido-lattici
g
Muffe e lieviti /
1
- 4.0
b
f
1
Giorni
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
Apertura siloSe nel giro di 15-20 giorni dall'insilamento i Lattobacilli non hanno avuto il sopravvento sull'altra flora microbica della massa insilata e l'acidità non abbia raggiunto un pH attorno a 4 e nell'insilato sia ancora presente ossigeno la temperatura della massa si alza ulteriormente ed hanno luogo le fermentazioni dannose dovute a Clostridium,E. Coli e muffe. Trattasi di fermentazioni butirriche e proteolitiche con produzione di acido buttirico, idrogeno ed anidride carbonica accompagnata da fenomeni putrefattivi con presenza, a volte, di ammine tossiche.
a alamy stock photo
EWG9H7
www.alamy.comIl Fattore preminente dal qual dipende la buona conservazione dell'erba insilata è rappresentata dal rapido raggiungimento del grado di acidità lattica che corrisponde a circa pH 4.

Condizioni per una buona conservazione dell'insilato

  • PRESENZA NEI FORAGGI DA INSILARE DI ADEGUATI QUANTITATIVI DI SOSTANZE ZUCCHERINE
  • ASSENZA DI ARIA E DI OSSIGENO NELLA MASSA INSILATA. CONDIZIONE CONSEGUIBILE CON L'EVENTUALE TRINCIATURA DEI FORAGGI E CON UNA ENERGETICA COMPRESSIONE
  • TRATTENIMENTO DELL'ANIDRIDE CARBONICA CHE SI SVILUPPA NELLA MASSA INSILATA CON LA CHIUSURA ERMETICA DEL SILO

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