I DSA e il contributo delle tecnologie digitali, Università della Valle D'aosta

Pdf dall'Università della Valle D'aosta sui DSA e il contributo delle tecnologie digitali. Il Materiale esamina l'evoluzione, classificazione e incidenza dei DSA, gli interventi didattici e la normativa, con focus su PDP e strumenti compensativi per studenti universitari di Psicologia.

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64 pagine

UNIVERSITÀ DELLA VALLE D’AOSTA
UNIVERSITÉ DE LA VALLÉE D’AOSTE
Dipartimento di Scienze Umane e Sociali
Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche
ANNO ACCADEMICO: 2022/2023
TESI DI LAUREA
I DSA e il contributo delle tecnologie digitali
Relatore: Professor Stefano Cacciamani
Candidata: Greta Boaretto
Matricola: 20 D03 199
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INDICE
Introduzione ............................................................................................................................... 3
CAPITOLO 1 ............................................................................................................................. 5
I disturbi Specifici dell’Apprendimento ........................................................... 5
1.1 L’evoluzione nel tempo dei DSA ............................................................... 5
1.2 Classificazione dei DSA ............................................................................. 7
1.3 L’incidenza dei DSA sulla popolazione scolastica ..................................... 9
1.4 Criteri diagnostici per i DSA .................................................................... 15
1.5 Conclusione .............................................................................................. 19
CAPITOLO 2 ........................................................................................................................... 20
Interventi con i DSA ................................................................................................................ 20
2.1 La normativa e la didattica personalizzata ............................................... 20
2.2 Il ruolo della scuola, dei docenti e della famiglia ..................................... 22
2.3 Piano Didattico Personalizzato ................................................................. 25
2.4 Strumenti compensativi e misure dispensative ......................................... 26
2.5 Didattica per le lingue straniere ................................................................ 29
2.6 Indicazioni per il trattamento e ulteriori interventi ................................... 30
2.7 Conclusione .............................................................................................. 31
CAPITOLO 3 ........................................................................................................................... 33
Tecnologie digitali e DSA ........................................................................................................ 33
3.1 Obiettivi e metodi di lavoro ...................................................................... 33
3.2 Studi su DSA relativi alle competenze linguistiche ................................. 34
3.3 Studi su DSA relativi alle competenze logiche e matematiche ................ 41
3.4 La DAD durante il periodo della pandemia e i DSA ................................ 52
3.5 Conclusione .............................................................................................. 54
Conclusioni ............................................................................................................................... 56
ALLEGATO A ........................................................................................................................ 58
Riferimenti bibliografici e sitografia ........................................................................................ 62

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Anteprima

UNIVERSITÀ DELLA VALLE D'AOSTA

Dipartimento di Scienze Umane e Sociali

Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche ANNO ACCADEMICO: 2022/2023

TESI DI LAUREA

I DSA e il contributo delle tecnologie digitali Relatore: Professor Stefano Cacciamani Candidata: Greta Boaretto Matricola: 20 D03 199

INDICE

Introduzione 3

CAPITOLO 1

I disturbi Specifici dell'Apprendimento

5 5 1.1 L'evoluzione nel tempo dei DSA 5 1.2 Classificazione dei DSA 7 1.3 L'incidenza dei DSA sulla popolazione scolastica. 9 1.4 Criteri diagnostici per i DSA 15 1.5 Conclusione 19

CAPITOLO 2

Interventi con i DSA

20 20 2.1 La normativa e la didattica personalizzata 20 2.2 Il ruolo della scuola, dei docenti e della famiglia 22 2.3 Piano Didattico Personalizzato 25 2.4 Strumenti compensativi e misure dispensative. 26 2.5 Didattica per le lingue straniere. ........... 29 2.6 Indicazioni per il trattamento e ulteriori interventi. 30 2.7 Conclusione 31

CAPITOLO 3

Tecnologie digitali e DSA.

33 33 3.1 Obiettivi e metodi di lavoro 33 3.2 Studi su DSA relativi alle competenze linguistiche 34 3.3 Studi su DSA relativi alle competenze logiche e matematiche 41 3.4 La DAD durante il periodo della pandemia e i DSA 52 3.5 Conclusione 54 Conclusioni. 56 ALLEGATO A 58 Riferimenti bibliografici e sitografia 62 2

Introduzione

L'idea di una tesi su questo argomento nasce da un personale interesse sul tema, che è stato incentivato da uno dei corsi seguiti durante il mio percorso universitario e mi ha permesso di affrontare in maniera più approfondita diversi aspetti di tale disturbo e gli strumenti utilizzabili. L'interesse, inoltre, relativo ai DSA è stato influenzato da esperienze di volontariato in cui aiutavo ragazzi di diverse età e differenti gradi scolastici a svolgere i compiti pomeridiani. Nel corso di questa esperienza mi sono interfacciata con le difficoltà di questi ragazzi cercando di utilizzare gli strumenti più efficaci in modo tale da essere un supporto per loro. L'obiettivo della tesi è presentare i Disturbi Specifici dell'Apprendimento nei diversi ambiti didattici e gli strumenti compensativi basati su tecnologie digitali che rappresentano un aiuto per colmare e diminuire le difficoltà. L'elaborato mira a proporre degli studi che dimostrino l'efficacia dell'utilizzo di strumenti tecnologici per agevolare studenti con DSA nello svolgimento di compiti ed attività. La tesi si articola in tre capitoli. Nel primo capitolo viene presentata la definizione di DSA e i diversi tipi esistenti. Per meglio comprendere questi disturbi è presente un excursus storico che ripercorre i passi che sono stati affrontati in questo campo e che hanno permesso di intendere questi disturbi oggi. Elemento fondamentale è stata l'introduzione di una legge che ha sensibilizzato sul tema e di conseguenza è stato riscontrato un aumento del numero di certificazioni, testimoniato dai dati raccolti dal Miur nelle quattro aree geografiche italiane nei vari gradi di scuola. Sono inoltre presenti i criteri diagnostici che permettono di classificare le tipologie di deficit che possono essere riscontrati. Nel secondo capitolo sono esposti gli interventi specifici e gli strumenti adottati per gli studenti con DSA. È stato analizzato il ruolo di tutte le persone che sono coinvolte nel processo di apprendimento dell'alunno. Strumento fondamentale per i docenti e per gli alunni è la stesura di un Piano Didattico Personalizzato, che viene utilizzato per costruire un percorso individuale per gli studenti con DSA. All'interno di esso sono riportati gli strumenti compensativi e le misure dispensative che vengono utilizzati a seconda delle necessità dettate dal disturbo dell'alunno. Sono state inoltre riportate le indicazioni per il trattamento di tali disturbi in particolare i percorsi effettuati con il logopedista. 3

Il terzo capitolo, infine, si concentra su un lavoro svolto su una rassegna di articoli analizzati in maniera puntuale, i quali espongono degli studi che presentano i vantaggi di alcuni strumenti tecnologici utilizzati sia per quanto riguarda le competenze linguistiche sia per quanto riguarda le competenze logiche e matematiche. Nel capitolo viene inoltre trattata la Didattica a Distanza, nello specifico l'impatto avuto sugli studenti con DSA. 4

Capitolo 1 I Disturbi Specifici dell'Apprendimento

In questo capitolo viene presentata la definizione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e i diversi tipi esistenti. Nel primo paragrafo, in particolare, è presente un excursus storico, che evidenzia gli sviluppi della ricerca relativa ai DSA e che hanno portato a definire e trattare questi disturbi oggi. Nel secondo paragrafo si passa a presentare la classificazione dei DSA e le difficoltà associate ad ognuno di essi. Nel terzo paragrafo vengono forniti alcuni dati rappresentativi dell'incidenza dei DSA in Italia dal 2010 al 2021. Nello specifico sono indicati valori percentuali relativi al numero complessivo degli studenti con DSA che frequentano la scuola primaria e la scuola secondaria di I e II grado, dati sul disturbo maggiormente diffuso e le percentuali di distribuzione nelle differenti regioni d'Italia. Nell'ultimo paragrafo sono esplicitate le procedure che si sono susseguite negli anni e che hanno portato ai criteri diagnostici per i DSA, come li conosciamo oggi. Sono inoltre riportate le linee guida utilizzate dal DSM-5 e ICD-10, due tra i manuali psicologici più autorevoli.

1.1 L'evoluzione nel tempo dei DSA

I disturbi Specifici dell'Apprendimento, identificati con l'acronimo DSA, riguardano alcune abilità dell'apprendimento scolastico in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all'età anagrafica. Le ricerche più autorevoli sostengono l'origine neurobiologica dei DSA, allo stesso tempo hanno una matrice evolutiva e si mostrano come un'anomalia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati. Se si riesce ad attenuare e/o compensare il disturbo, l'alunno può raggiungere gli obiettivi di apprendimento previsti (Miur, 2011). I DSA esistono da sempre, come sostiene Doris (1986) il primo caso di DSA descritto sarebbe contenuto in un lavoro di Filostrato, il quale riportava le difficoltà di lettura del figlio di Erode il sofista (II sec. d.C.). Per aiutarlo sembrerebbe che il padre associò le ventiquattro lettere dell'alfabeto a ventiquattro schiavi, rendendo così le lettere più riconoscibili (Cornoldi, 2019). A differenza del passato, in cui non c'era la consapevolezza e il riconoscimento di tali disturbi, negli ultimi vent'anni c'è stata un'importante evoluzione. Nel corso del tempo si è passati da una logica di non inclusione a una di inclusione dei bambini con disabilità. Questa logica è poi stata ampliata anche per coloro che possedevano bisogni educativi e difficoltà. Si passò così da classi per "i diversi" a classi inclusive per tutti (Raffaele Ciambrone e Giuseppe Fusacchia, 2016). 5

Alla fine dell'Ottocento, al contesto medico britannico risalgono le prime descrizioni di disturbi specifici, con riferimento sia all'adulto, negli studi di Hinshelwood (1885), che ad un ragazzo di 14 anni, nei lavori di Pringle Morgan (Cornoldi, 2019). A livello pubblico, la prima definizione di DSA è stata fornita dal report del National Advisory Committee on Handicapped Children del 1968. L'anno successivo nella legge USA 91/230 venne incluso il Children with Specific Learning Disabilities Act (Cornoldi,2019). Nel contesto italiano, la nascita di interventi mirati per bambini con BES (bisogni educativi speciali) risale alla fine dell'Ottocento e vede come figure di riferimento De Sanctis, Montesano e Montessori. De Sanctis si occupò di disabilità intellettiva grave, di bambini con un lieve ritardo, DSA, svantaggio socioculturale ed in particolare si focalizzò su progetti educativi individualizzati costruiti sulle caratteristiche di ogni soggetto. Montesano nel 1900 fondò la prima scuola magistrale ortofrenica a Roma, per la formazione degli insegnanti che dovranno educare ed istruire i minorati psichici nell'età evolutiva. Maria Montessori promosse un programma per bambini con difficoltà di apprendimento e inoltre fornì strumenti adeguati che prevedevano stimolazioni per soggetti con svantaggio socioculturale, materiali idonei per insegnare lettura, scrittura e calcolo (Cornoldi, 2019). La legislazione in Italia ha avuto dei ritardi, anche se fin dagli anni '70 ci sono state pubblicazioni teoriche e pratiche. Un momento significativo nell'organizzazione delle istituzioni educative in Italia è stato con la legge 31 del 1962, nello specifico gli articoli 11 e 12. Essa prevedeva la possibilità di istituire classi di "aggiornamento" per gli alunni bisognosi di particolari attenzioni e di "classi differenziali" per alunni disadattati scolastici. Ad ausilio di tali studenti vennero istituite delle figure di insegnanti particolarmente competenti. (Legge 31 dicembre 1962, n.1859) Questa organizzazione scolastica è stata però un fallimento e abolita nel 1977 quando nascono le figure degli insegnanti di sostegno, che consentono l'inclusione degli alunni con disabilità (Legge 4 agosto 1977, n. 517). Hammill nel 1990 nel fornire una definizione dei DSA introdusse il termine Learning Disabilities, il quale si riferiva ad un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da difficoltà nell'acquisizione ed uso delle abilità di ascolto, di espressione orale, lettura, di ragionamento e matematica che sono presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Si decise di tradurre l'espressione "Learning Disabilities" in "Disturbo di Apprendimento", questa scelta permise di focalizzarsi sul problema in termini generali e non sull'individuo in sé, in modo tale da evitare il pericolo di una patologizzazione del bambino in toto (Cornoldi, 2019). 6

Negli ultimi tempi, in particolare nell'ultimo decennio del XX secolo, questo campo ha visto in Italia una crescita significativa grazie alla creazione di corsi e percorsi universitari, lo sviluppo della ricerca e la pubblicazione di strumenti. Grazie alla nascita nel 1991 dell'AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l'Intervento nella Psicopatologia dell'Apprendimento), associazione di operatori formati e di ricercatori, e dell'AID (Associazione Italiana Dislessia) nel 1997, associazione che si occupa di raccogliere anche le famiglie, aumentò il riconoscimento pubblico dell'esistenza del DSA e si iniziò a pensare alla possibilità di fornire provvedimenti dispensativi o compensativi (Cornoldi, 2019). In Italia nel gennaio del 2007 sono state rese disponibili le Raccomandazioni per gli interventi sui DSA con il metodo della Consensus Conference, strumento che permette di definire i criteri diagnostici, l'eziologia, le procedure di indagine, i segni precoci, il corso evolutivo e la prognosi dei DSA, prendendo in considerazione l'epidemiologia, la comorbidità e proponendo un trattamento riabilitativo ed interventi compensativi (Consensus Conference, Miur 2007). L' 8 ottobre 2010 venne promulgata una legge specifica, la legge n.170, la quale riconosce e tutela i casi di DSA. La legge prevede che i servizi sociosanitari e le scuole si prendano a carico studenti con DSA (Miur, 2011). La Legge tutela il diritto allo studio degli alunni con DSA, in modo diverso rispetto a quello previsto dalla legge 104/1992, che si occupa della tutela del disabile (handicap) e all'inclusione. Infatti, la Legge 170 si basa su una didattica individualizzata e personalizzata, su strumenti compensativi e misure dispensative, con specifiche modalità di verifica e valutazione (Miur, 2011).

1.2 Classificazione dei DSA

"Sulla base dell'abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo)" (Linee guida Miur, 2011, p.4). La dislessia è un deficit tra i più frequenti, è un disturbo nella lettura, nello specifico riguarda la difficoltà di decodifica del testo, ossia dell'automatizzazione (velocità) e della correttezza nella lettura. Risultano più o meno deficitarie la lettura di lettere, parole, non-parole, di brani. L'aspetto evolutivo del disturbo può assomigliare al rallentamento di un normale processo di sviluppo e questo è utile da tenere in considerazione in presenza di eventuali segnali anticipatori fin dalla scuola dell'infanzia (Linee guida Miur, 2011). 7

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