La legislazione scolastica italiana: dalla Riforma Gentile al sistema 0-6

Slide da Sapere sulla legislazione scolastica italiana. La presentazione, un Pdf, illustra la Riforma Gentile del 1923, il sistema integrato 0-6 e la formazione pre-scolastica, con un focus sulle scuole italiane all'estero. Questo materiale di Diritto, adatto per l'Università, è stato prodotto nel 2023.

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68 pagine

La legislazione scolastica
20.01.2023
Gianluca Dradi
La riforma Gen,le (1923)
Istruzione elementare:
1. grado preparatorio - materna (3 anni)
2. grado inferiore (2 anni)
3. grado superiore (3 anni)
Is/tu/ medi di istruzione di primo grado:
- Scuola complementare – avviamento professionale (3)
- Ginnasio (3+2): consente accesso ai Licei
- Corso inferiore dell’isBtuto tecnico (4)
- Corso inferiore dell’isBtuto magistrale (4)
Is/tu/ medi di secondo grado:
- Liceo classico (3)
- Corso superiore dell’isBtuto tecnico (4)
- Corso superiore dell’isBtuto magistrale (3)
- Liceo scienBfico (4)
- Liceo femminile (3)

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Anteprima

La legislazione scolastica

R SAPERE 20.01.2023 Gianluca Dradi

La riforma Gentile (1923)

  • Istruzione elementare:
    1. grado preparatorio - materna (3 anni)
    2. grado inferiore (2 anni)
    3. grado superiore (3 anni)
  • Istituti medi di istruzione di primo grado:
    • Scuola complementare - avviamento professionale (3)
    • Ginnasio (3+2): consente accesso ai Licei
    • Corso inferiore dell'istituto tecnico (4)
    • Corso inferiore dell'istituto magistrale (4)
  • Istituti medi di secondo grado:
    • Liceo classico (3)
    • Corso superiore dell'istituto tecnico (4)
    • Corso superiore dell'istituto magistrale (3)
    • Liceo scientifico (4)
    • Liceo femminile (3)

La «filosofia» gentiliana

Con riferimento agli istituti secondari (licei)

"La limitazione delle iscrizioni è propria delle scuole di cultura e risponde alla necessità di mantenere alto il livello di dette scuole chiudendole ai deboli e agli incapaci. Noi abbiamo troppi ed inutili, quando non son valenti, professionisti, ed abbiamo invece molto bisogno di industriali, di commercianti, di artieri, di minuti professionisti". Giovanni Gentile

La «filosofia» costituzionale

"La scuola è organo centrale della democrazia, perchè serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica che siede in Parlamento [ ... ] ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. [ ... ] La classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall'afflusso verso l'alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie". Piero Calamandrei

Artt. 33 e 34 Cost.

  • Art. 33:
    • L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento
    • La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi
    • Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato
    • La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità .......
  • Art. 34:
    • La scuola è aperta a tutti.
    • L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
    • I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
    • La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso.

Riforma Titolo V (2001)

Art. 117:

  • competenza esclusiva delle Stato: norme generali sull'istruzione + determinazione livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
  • competenza concorrente Stato-Regioni: l'istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Allo Stato compete determinare i principi fondamentali
  • competenza esclusiva Regioni: formazione professionale

Le prime riforme post Costituzione

  • L. 1859/1962 : la scuola media statale unica con esame finale (latino opzionale per liceo classico). Obbligo scolastico al conseguimento del diploma di licenza o al 15° anno (se frequentato per 8 anni) .
  • L. 444/1968: istituita la scuola materna statale
  • L. 1044/1971: asili nido affidati ai Comuni
  • L. 447/1973: legge delega per riordino organi collegiali, stato giur. personale, sperimentazioni -> decreti delegati '74
  • L. 517/1977: valutazione alunni, abolizione esami riparazione, integrazione handicap, programmazione collegiale e attività integrative
  • L. 148/1990: riforma scuola elementare (moduli; ambiti disciplinari; tempo normale, prolungato, pieno)
  • D.Lgs. 297/1994: Testo unico leggi dell'istruzione

Struttura del D.Lgs. 297/1994

  • Parte I, Norme generali: oo.cc. - razionalizzazione della rete sc. e istituzione scuole - competenze delle Regioni - edilizia
  • Parte II, Ordinamento scolastico: scuola materna - istruzione obbligatoria - sc. elementare - sc. media - sc. secondaria superiore - istruzione artistica - norme comuni (sperimentazione, IRC, handicap, disciplina alunni) - istruzione non statale - riconoscimento titoli di studio
  • Parte III, Personale: docenti - personale ATA - valutazione sistema (abrogato)
  • Parte IV, Ordinamento Amministrazione centrale e periferica
  • Parte V, Scuole italiane all'estero 676 articoli

Le riforme «di sistema»

  • Art. 21 L. 59/1997 e DPR 275/1999: l'autonomia scolastica. + elevamento obbligo scolastico (riformato nel 2003)
  • L. 425/1997: esame di stato
  • L. 30/2000: riordino dei cicli. Abrogata nel 2001
  • L. 53/2003: riforma ordinamentale - Moratti
  • 2006/07: legislatura "del cacciavite": obbligo istruzione per 10 anni; sezioni primavera nella scuola infanzia; CPIA (ora DPR 263/12); DM 31.07.07 indicazioni per il curricolo scuola infanzia e 1° ciclo; abolizione esame riparazione; Statuto studenti
  • 2008: riforma Gelmini
  • L. 107/2015: «la buona scuola»

L'autonomia scolastica

Autonomia funzionale: finalizzata ad una migliore erogazione del servizio istruzione ed al perseguimento della libertà di insegnamento. I contenuti dell'autonomia si sostanziano nella progettazione e realizzazione dell'intervento formativo: artt. 4 e 8 autonomia didattica: flessibilità (articolazione modulare monte ore; non necessaria unità oraria della lezione; individualizzazione percorsi; articolazione modulare gruppi; ambiti disciplinari); scelte relative ai criteri valutazione alunni, alle metodologie ecc ...; determinazione/integrazione dei curricula. Art. 5 - autonomia organizzativa: impiego docenti, orario, calendario scolastico. Art. 6 - autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo: progettazione formativa, ricerca valutativa, innovazione metodologica ecc ... Art. 3 - piano (ora triennale) dell'offerta formativa. Art.14- autonomia amministrativo-contabile: trasferimento delle funzioni amministrative, che però, come la gestione del servizio, restano funzioni statali-> rapporti interorganici, con potestà di direttiva del MI ed USR. Poteri di amministrazione e gestione del proprio patrimonio e bilancio, in conformità al regolamento di contabilità (oggi DI 129/2018)

Gestione dell'offerta formativa

  • Art. 8 DPR 275/99 - definizione dei curricoli Il Ministero definisce gli obiettivi generali del processo formativo, gli obiettivi specifici di app.to, le discipline e attività costituenti la quota nazionale dei curricoli, l'orario obbligatorio annuale, i limiti di flessibilità per realizzare compensazioni tra discipline, gli standard relativi alla qualità del servizio, gli indirizzi generali circa la valutazione. Le istituzioni scolastiche determinano, nel Ptof, il curriculo obbligatorio in modo da integrare la quota nazionale con quella riservata alle scuole (con le discipline/attività da esse scelte). La determinazione del curriculo valorizza il pluralismo culturale e territoriale e tiene conto delle esigenze formative degli alunni concretamente rilevate e delle attese espresse dalle famiglie, dagli EELL e dai contesti territoriali

Ampliamento dell'offerta formativa

  • Art. 9 DPR 275/99 Le istituzioni scolastiche, singolarmente o in rete, realizzano ampliamenti dell'offerta che tengano conto delle esigenze del contesto. Gli ampliamenti devono essere coerenti con le finalità delle istituzioni scolastiche. I curricoli posso essere arricchiti con discipline a attività facoltative... quindi sul piano didattico
  • Curricula scolastici composti da:
    1. Quota nazionale di discipline obbligatorie
    2. Quota di discipline (obbligatorie) definite dalle istituz. scolastiche
    3. Quota discipline opzionali

    Le scuole possono, inoltre, articolare in moduli il monte ore annuale; unire discipline in aree disciplinari; suddividere il gruppo classe; utilizzare le unità di insegnamento diverse dall'ora di 60 minuti; predisporre percorsi di recupero e orientamento; effettuare adattamenti al calendario scolastico; attivare percorsi didattici individualizzati.

Requisiti dimensionali per l'autonomia

  • Art. 21 L. 59/97: attribuzione personalità giuridica al raggiungimento di requisiti dimensionali ottimali da definirsi con appositi «piani di dimensionamento»
  • DPR 233/98: regolamento sul dimensionamento sulla base di piani provinciali e regionali (per personalità giuridica popolazione scolastica da 500 a 900 alunni)
  • Art. 64 DL 112/08: piano di razionalizzazione (della spesa) : DPR 81/09: criteri/parametri del dimensionamento attraverso D.M. + disposizioni sulla formazione classi
  • Art. 19 DL 98/11 (L.111): istituti comprensivi con 1.000/500 alunni e non assegnazione DS e DSGA alle scuole con meno di 500/300 alunni
  • Corte Cost. sent. 147/12: illegittimità art. 19 DL 98/11 perché materia di competenza concorrente con le Regioni
  • DL 104/13 (L. 128) alza soglia a 600/400 alunni, ma dispone che dall'a.s. 2014/15 saranno le Regioni a provvedere autonomamente al dimensionamento
  • Nota MIUR 2828/13: causa mancato accordo nella conferenza Stato-Regioni, per l'a.s. 2014/15 resta in vigore L.111
  • Fondo per il Miglioramento offerta formativa Con la L. 197/2022 (legge bilancio 2023) previste nuove regole di dimensionamento della rete scolastica a partire dall'a.s. 2024/25

La riforma Moratti

L. 53/2003 (Moratti), attuata tramite: - D.Lgs. 59/04 + DM 31.07.2007 (indicazioni per il curricolo) per primo ciclo - D.Lgs. 226/05 per secondo ciclo Ridisegno dei cicli. Dall'obbligo scolastico al diritto-dovere allo studio. Informatica, Inglese, Impresa. Docente tutor nel 1º ciclo. Portfolio delle competenze Sistema duale del 2º ciclo (licei statali o formazione professionale regionale). "Passerelle" Piani di studio personalizzati. Alternanza scuola lavoro Valutazione sistema educativo (Invalsi)

L'epoca della «razionalizzazione»

XVI legislatura (2008-2013):

  • D.L. 112/2008: razionalizzazione risorse -> ridefinizione curricoli, riorganizzazione rete e criteri formazione classi (DPR 81/09), razionalizzazione organici (DPR 119/09)
  • DI 98/2011: spending review -> istituti comprensivi + dimensionamento

La riforma Gelmini

  • L. 133/08 (art. 64) e L. 169/08, attuate tramite:
    • DPR 89/2009 + DM 254/12 per primo ciclo
    • DPR 87-88-89/2010 e decreti vari per secondo ciclo
    • DPR 81/2009: razionalizzazione della rete
    • DPR 122/2009: valutazione degli alunni
  • Recupero tradizione pedagogica classica; snellimento piano di studi; riduzione dei quadri orario; alleggerimento dell'organico (no sovrapposizioni)
  • "Cittadinanza e costituzione" nelle aree storico-geografica e storico- sociale
  • Valutazione comportamento e del rendimento attraverso voti numerici decimali (maggior comprensibilità)
  • Insegnante unico nella primaria

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