Documento da Scuola superiore su Ugo Foscolo Biografia. Il Pdf analizza la vita e la poetica di Foscolo, le sue posizioni politiche e gli ideali romantici e classicisti. Questo materiale di Letteratura è adatto per studenti di scuola superiore.
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UGO FOSCOLO
Nasce nell'isola di Zante, da padre italiano e madre greca
Ad alcuni anni dalla morte del padre si trasferisce a Venezia, dove aderisce agli ideali rivoluzionari
sospettato dal governo della Repubblica veneziana soggiorna per qualche tempo sui colli Euganei, in provincia di Padova; in seguito si traferisce a Bologna, dove si arruola al servizio della Repubblica cispadana
Torna a Venezia per collaborare con il nuovo governo democratico, ma dopo il trattato di Campoformio si sposta a Milano
Combatte insieme all'esercito napoleonico contro gli austro-russi, riportando una ferita alla gamba. Perde il fratello, morto suicida.
Come ufficiale dell'esercito napoleonico si reca in Francia, dove conosce Fanny Hamilton, con cui avrà una figlia, Floriana
Ritornato in Italia, a Milano, ottiene poi la cattedra di Eloquenza all'Università di Pavia
Le sue posizioni politiche, giudicate antinapoleoniche, lo costringono a lasciare Milano per Firenze.
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, Milano cade in mano all'Austria; Foscolo rifiuta di giurare fedeltà al nuovo governo e abbandona l'Italia in volontario esilio, recandosi in Svizzera.
Si trasferisce in Inghilterra, a Londra, dove vive in condizioni economiche precarie.
Muore nel sobborgo londinese di Turnham Green. Quarant'anni dopo, nel 1871, i suoi resti saranno sepolti nella basilica di Santa Croce a Firenze
Il libero intellettuale auspicato da Alfieri Foscolo incarna una figura di letterato di tipo nuovo: non più cortigiano al servizio del potere, ma libero intellettuale, partecipe delle novità sociali e politiche. Lo stimolo decisivo gli viene dal desiderio di rendersi economicamente indipendente. Gli scrittori del passato erano subordinati a una corte o a un principe; Foscolo rifiuta questa condizione di subordinazione: è uno dei primi poeti che lavora (funzionario della Repubblica veneziana, prima che nel 1797 venga ceduta all'Austria; poi ufficiale (stipendiato) nell'esercito napoleonico; quindi, sia pure per poco tempo, professore all'Università di Pavia. Sono tutte professioni libere
La novità di Foscolo spicca anche sul piano politico. Ostile al potere monarchico, egli coltiva ideali repubblicani e giacobini; per essi sopporta il sospetto, la persecuzione e i frequenti spostamenti in cerca di sicurezza. L'andamento della Rivoluzione francese delude profondamente Foscolo, che più volte sottolinea con amarezza il tradimento delle istanze rivoluzionarie perpetrato da Napoleone. Mai, nel corso della sua vita, egli accetta di scendere a patti con gli odiati austriaci, incarnazione, ai suoi occhi, del volto più insopportabilmente assolutistico del potere. E così, per coerenza, dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione, nel 1815 il poeta sceglie l'esilio dall'amata Italia, definendosi «profugo alla fortuna e al cielo»; vive i suoi ultimi anni prima in Svizzera e poi a Londra, dove muore senza poter vedere compiuto il Risorgimento.
Questi ideali politici sono espressi e teorizzati da Foscolo in diverse opere. Nell'importante discorso Dell'origine e dell'ufficio della letteratura, tenuto nel 1809 in apertura dei corsi universitari di Pavia, egli assegna alla letteratura una funzione civile: studiando la propria storia, cultura e tradizione classica, gli italiani possono acquistare coscienza di sé (si ricordi che l'Italia, in quest'epoca, non esiste ancora: Foscolo guarda al futuro). Gli ideali di libertà e della patria-nazione, opposti al cosmopolitismo degli illuministi e ormai propri dell'età romantica, emergono nel romanzo giovanile Ultime lettere di Jacopo Ortis (1798-1816) e poi nel carme Dei sepolcri (1807), dove il poeta sviluppa l'idea che la patria italiana è una "madre" comune per tutti gli abitanti della penisola.
Il termine deriva dal latino carmen, che in età classica indicava in generale un componimento poetico, ma in origine definiva in particolare testi solenni e religiosi.
La biografia di Foscolo ha alcune costanti: i viaggi, gli amori, la perenne inquietudine; tutti elementi che dalla vita si riverseranno anche nelle opere. A essa, Foscolo aggiunge il motivo dell'esilio: il poeta, cioè, si sente costretto dal destino ad abbandonare la propria patria (prima l'isola greca di Zante/Zacinto, poi l'Italia), a cui peraltro continua a guardare con intensa nostalgia. La seconda costante riguarda le numerose relazioni amorose del poeta: egli si lega via via alla veneziana Isabella Teotochi Albrizzi, a Teresa Pichler (la moglie di Vincenzo Monti conosciuta a Milano), ad Antonietta Fagnani Arese, cui dedica l'ode All'amica risanata, a Isabella Roncioni, trasfigurata nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis nel personaggio di Teresa, alla fiorentina Quirina Mocenni Magiotti, la «donna gentile» cui indirizza molte lettere negli anni londinesi.
I vari rapporti sentimentali, assieme ai frequenti viaggi e ai diversi lavori cui il poeta si dedica nel corso della sua vita, ci parlano di un individuo irregolare e sradicato, in cerca di certezze e di stabilità, ma incapace di trovarle. Tuttavia tale condizione costituisce di per sé un aspetto essenziale della figura di Foscolo e una ragione del fascino che egli eserciterà sui lettori dell'Ottocento. Il poeta si costruisce una vita piena di avventura, di slanci eroici, oltre che di poesia: una vita lontana dalle regole borghesi e conforme alle gesta eccezionali dei nuovi personaggi romantici, quelli che proprio Foscolo contribuisce a divulgare nella nostra letteratura. L'opera in cui l'autore proietta maggiormente se stesso, in chiave romantica, è proprio il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis. Foscolo si immedesima nel protagonista Jacopo, patriota appassionato e innamorato infelice, suicida per disperazione e per amore di libertà.
Esiste però un altro io nel quale il poeta si immedesima, ben diverso dall'eroe romantico. In varie opere Foscolo si firma con lo pseudonimo di Didimo Chierico, in particolare nella traduzione dall'inglese (1813) del romanzo Viaggio sentimentale di Laurence Sterne, cheesce a stampa preceduta dalla Notizia intorno a Didimo Chierico. Questa prosa intende descrivere la figura del traduttore, Didimo appunto (cioè lo stesso Foscolo), che viene presentato come una sorta di anti-Ortis: un letterato eccentrico, arguto e disincantato osservatore del mondo. Didimo ha superato gli slanci giovanili; la saggezza e l'ironia gli consentono di tenere sotto controllo le passioni distruttive di un tempo.
È sintomatico che Foscolo si riconosca ora in Jacopo, ora in Didimo: per lui è effettivamente difficile comporre in una sintesi unitaria le diverse tensioni che lo animano. Jacopo e Didimo sono due io molto diversi, ma attraenti entrambi: l'io romantico e appassionato convive con l'io scettico e disincantato; l'eroe dalla vita intensa coesiste con l'erudito cultore del sapere. Apparentemente opposte, queste figure sono in realtà legate tra loro, perché riflettono una medesima esperienza di sconfitta e di delusione; Didimo si può definire, come Foscolo stesso fece, un Ortis «più disingannato che rinsavito» - o, se vogliamo, sopravvissuto al suicidio narrato nel romanzo
Nella sua vita e nella sua opera, Foscolo riassume i caratteri di un'età di transizione, tra Rivoluzione francese e Restaurazione, tra razionalismo e culto del sentimento, tra Classicismo e Romanticismo. Egli vive i momenti fondamentali di questa epoca senza tuttavia riuscire a fonderli in una sintesi ad eccezione del capolavoro DEI SEPOLCRI equilibrandosi nell'arte.
CONTRASTO CUORE E RAGIONE Foscolo è di idee illuministiche ,alla ragione illuministica accompagna il sentimento romantico come criterio di conoscenza della realtà (oscillazione tra cuore e ragione). Se infatti la ragione gli offre le verità filosofiche dell'Illuminismo il cuore alimenta le illusioni di virtù,amore,patria,bellezza,poesia.
LA CENTRALITA' DELL'ORTIS QUESTI motivi indirizzano i sonetti giovanili (alla sera,in morte del fratello Giovanni) ed il romanzo ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS.Essa è una delle prime opere moderne della nostra letteratura perché Foscolo sceglie un genere come il romanzo quasi del tutto nuovo in Italia mettendo a nudo il proprio IO (usando la controfigura di Jacopo Ortis) e parla dei problemi del presente dal punto di vista Storico-Politico ed esistenziale.
Per vari altri aspetti, Foscolo appare un autore genuinamente classicista. Egli infatti guarda all'antico come a un mondo ideale di ormai trascorsa perfezione, come a un esempio di superiore equilibrio tra passioni e dominio razionale di esse. In Foscolo i miti dell'antichità rivivono non per un omaggio alle mode letterarie dell'epoca (è il limite di molte opere di Vincenzo Monti), ma per un profondo bisogno spirituale. Per lui il mondo classico, e la serenità delle sue forme d'arte, sono la sorgente di quell'«universale secreta armonia» che può placare l'inquietudine e il disordine che egli avverte nella storia umana e in se stesso. Questi temi del classicismo foscoliano emergono anzitutto nelle due odi A Luigia Pallavicini caduta da cavallo (1802) e All'amica risanata (1803), che celebrano l'eternità della bellezza in quanto resa immortale dalla poesia; poi nel sonetto A Zacinto, in cui il poeta si presenta (classicamente) come un nuovo Omero e anche (romanticamente) come un nuovo Ulisse,