Giosuè Carducci: biografia, critica alla modernità e analisi de "Il bove"

Documento dall'Università su Giosuè Carducci. Il Pdf offre una biografia dettagliata del poeta, esplorando la sua vita, la critica alla modernità e un'analisi approfondita del sonetto "Il bove", con parafrasi e note esplicative, utile per lo studio della Letteratura.

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Muore nel 1907 a Bologna
viene sepolto con un solenne funerale civile e viene proclamato il lutto nazionale.
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Inizialmente la sua condotta immorale e religiosa gli impedisce di insegnare fino a
quando nel 1860 ottiene la cattedra di letteratura italiana presso l'università di
Bologna dove rimarrà fino al 1904: non si tratta di un'esperienza facile in quanto è il
oggetto di invidie e di un'accoglienza freddissima fin quando però la sua fama di
poeta civile e politico lo porta ad ottenere la stima degli allievi e dei colleghi; i suoi
sentimenti repubblicani gli costeranno diversi provvedimenti disciplinari da parte del
Ministero dell'Istruzione come la sospensione dello stipendio (viene colto a
celebrare i venti anni della Repubblica romana di Mazzini alludendo all'incapacità del
governo a non rivedicare con la dovuta forza la città di Roma).
Nasce a Valdicastello nel 1835 e trascorre la propria
giovinezza nella Maremma toscana: dopo che il padre
medico perse il lavoro siccome quest'ultimo aveva dei
trascorsi carbonari decide assieme alla sua Famiglia di
trasferirsi a Firenze dopo i moti del '48 temendo le
persecuzioni per le proprie idee politiche; si laurea in
lettere nel 1856 ma il giovane Carducci si fa strada
nell'ambiente universitaria amato dai suoi compagni per
le sue intemperanze ispirate dalla letteratura e si
impegna in nome del classicismo a difendere la
tradizione italiana dalle mode straniere definite
negative di un Romanticismo intriso di facili sentimenti.
Inizialmente trova lavoro come insegnato in una
piccola cittadina che gli sta stretta, che gli appare
come una prigione senza alcun tipo di opportunità in cui
le uniche consolazioni sono il mangiare, il fumare ed il
bere: ai primi successi letterari corrispondono degli
eventi drammatici come il suicidio del fratello, nel 1857, e
l’anno successivo la morte del padre.
La morte della madre e del figlioletto Dante di soli tre anni lo fanno sprofondare in
una crisi depressiva: con il passare degli anni si allontana dall'utopia garibaldina dino a
diventare sostenitore della monarchia senza mai abbandonare la sua concezione laica
della politica causando indignazione non solo nei suoi amici ma anche nei suoi studenti
che condividevano i suoi stessi ideali politici. Nel 1860 il Presidente del Consiglio
Francesco Crispi lo nomina senatore del Regno: dopo essere stato colpito da una
paralisi che gli impediva l'uso del braccio destro nella sua cattedra universitaria viene
sostituito dal suo studente Giovanni Pascoli e nel 1906 gli viene conferito il premio
Nobel per la letteratura (primo autore italiano a ricevere questo riconoscimento).
Vita

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Anteprima

Giosuè Carducci

@HeehEEVita Giosuè Carducci Nasce a valdicastello nel 1835 e trascorre la propria giovinezza nella maremma toscana: dopo che il padre medico perse il lavoro siccome quest'ultimo aveva dei trascorsi carbonari decide assieme alla sua Famiglia di trasferirsi a Firenze dopo i moti del :48 temendo le persecuzioni per le proprie idee politiche; si laurea in lettere nel 1856 ma il giovane carducci si fa strada nell'ambiente universitaria amato dai suoi compagni per le sue intemperanze ispirate dalla letteratura e si impegna in nome del classicismo a difendere la tradizione italiana dalle mode straniere definite negative di un Romanticismo intriso di facili sentimenti. Inizialmente trova lavoro come insegnato in una piccola cittadina che gli Sta stretta, che gli appare come una prigione senza alcun tipo di opportunità in cui le uniche consolazioni sono il mangiare, il fumare ed il bere: ai primi successi letterari corrispondono degli eventi drammatici come il suicidio del fratello, nel 1857, e l'anno successivo la morte del padre. Inizialmente la sua condotta immorale e religiosa gli impedisce di insegnare fino a quando nel 1860 Ottiene la cattedra di letteratura italiana presso l'università di Bologna dove rimarrà fino al 1904: non si tratta di un'esperienza facile in quanto è il oggetto di invidie e di un'accoglienza freddissima fin quando però la sua fama di poeta civile e politico lo porta ad ottenere la stima degli allievi e dei colleghi; i suoi sentimenti repubblicani gli costeranno diversi provvedimenti disciplinari da parte del Ministero dell'istruzione come la sospensione dello Stipendio (viene colto a celebrare i venti anni della Repubblica romana di Mazzini alludendo all'incapacità del governo a non rivedicare con la dovuta forza la città di Roma). La morte della madre e del figlioletto Dante di SOli tre anni lo fanno sprofondare in una crisi depressiva: con il passare degli anni si allontana dall'utopia garibaldina dino a diventare sostenitore della monarchia senza mai abbandonare la sua concezione laica della politica causando indignazione non solo nei suoi amici ma anche nei suoi Studenti Che condividevano i suoi Stessi ideali politici. Nel 1860 il Presidente del consiglio Francesco crispi lo nomina senatore del Regno: dopo essere stato colpito da una paralisi che gli impediva l'uso del braccio destro nella sua cattedra universitaria viene SOStituito dal suo studente Giovanni Pascoli e nel 1906 gli viene conperito il premio Nobel per la letteratura (primo autore italiano a ricevere questo riconoscimento). Muore nel 1907 a Bologna Viene sepolto con un solenne funerale Civile e Viene proclamato il lutto nazionale.

Produzione poetica

È IO Stesso autore ad ordinare cronologicamente le proprie opere.

  • carmina Juvenilia poesie giovanili che nascono come un vero e proprio esercizio stiliStico: la poetica di carducci Si dimostra essere ancora acerba volta solamente a seoggiare la propria erudizione che dona così ai componenti che nascono da un grande sforzo una pesantezza maggiore; Si ha la ripresa di quelli che sono i classici latini e greci ma anche quelli della letteratura italiana come parini, Alfieri, FOSCOIO in cui Si mette in evidenza una voglia di rivalsa patriottica e di unità.
  • L'inno a satana opera incentrata a favore della scienza perché satana rappresenta la scienza che si scioglie dalla religione e da ogni forma di superstizione, una polemica anticlericale i Cui bersagli risultano essere: chiesa colpevole di aver ostacolato l'unità d'Italia e la diffusione della cultura (risultava essere uno stato con una mentalità chiusa e timoroso delle nuove idee); Napoleone III considerato un traditore perché dopo essere stato eletto voleva restaurare l'impero non proponendo nessun tipo di cambiamento (anzi concretizzando una realtà che nessuno più voleva); ed infine la classe dirigente italiana composta da burocrati che avevano depravato l'Italia sottraendole la sua identità e potenza che invece gli era dovuta.
  • Giambi ed epodi Diverse poesie in cui Si ha un aspra invettiva riprendendo il verso giambico greco e quello dell'epodo latino
  • Rime In questa rientra la poesia "Pianto Antico": Si assiste ad una crisi del poeta vate che si rifuggia in una dimensione ideale rifiutando il tempo presente causa di dolore mentre l'unico antidoto poteva essere l'antichità o i paesaggi della maremma toscana
  • Odi Barbare opera più importante in cui Si ha la più significativa espressione del classicismo carducciano infatti l'opera prende il nome dall'esperimento metrico messo in atto dall'autore: carducci si sforza di scrivere le poesie seguendo la metrica greca che era quantitativa (cioè Si basava sul numero delle sillabi che potevamo essere brevi o lunghe): lo sforzo immane nasce appunto dal voler ripristinare tale metrica nel verso italiano che non la possedeva minimamente. Nel primo libro sono raggruppate poesie di argomento letterario, mitologico e storico; mentre nel secondo vi sono delle poesie più private che aperontano il tema del tempo e della morte.

Temi affrontati nella poetica

Impegno civile

La poetica di carducci ci permette di cogliere lo sviluppo e le contraddizioni dell'ideologia del primo periodo postunitario poiché la tensione politica e morale che si avverte nei suoi versi è condivisa dalla stragrande maggioranza di quella popolazione che aveva combattuto durante il Risorgimento.

  • Il giovane poeta è alimentato da convinzioni anticlericali di ascendenza giacobina in cui si critica il governo del regno per l'incapacità di rivendicare il possesso di Roma: ciò si nota ad esempio stesso Inno a satana in cui il progresso come una locomotiva in ferro e fuoco sì abbatte contro ogni forma di oscurantismo ecclesiastico per dar vita ad una libertà di pensiero, posizioni prese anche da molti intellettuali laici e democratici; un testo importante dal punto di Vista storico ma scarso nel suo valore poetico tant'è che l'autore Io difinirà in seguito come una " volgare chitarronata".
  • La letteratura è lo Strumento politico ed etico attraverso cui si è in grado di comunicare gli ideali della nazione, 11 poeta ritenendosi superiore al popolo per gusto e per cultura ribadisce il proprio dovere di guida morale e civile: in virtu di questo ruolo di rende conto di come bisogna sostituire la polemica spregiudicata al porsi al di sopra delle parti e delle diverse fazioni per il bene dell'Italia e la monarchia è l'unico strumento in grato di garantire stabilità al paese: diviene il Vate dell'Italia contemporanea, il cantore ufficiale della nazione com I augurio che possa rinnovare le glorie dell'impero romano.

Il classicismo malinconico

La sua integra umanità operiva alle generazioni più giovani un insieme di messaggi nobili e positivi contro la vaga fantasticheria e trascendenza romantica ma anche contro le ossessioni cantate dai poeti decadenti. carducci mostra la sua fedeltà al classicismo sia dal punto di Vista StiliStico (non a caso è sempre alla ricerca di una perfezione formale e a rispettare i modelli proposti dalla tradizione letteraria) che tematico: Si definisce lui Stesso come uno scudiero dei classici ma non significa limitarsi ai grandi autori del passato ma inserire nel ritorno al classico anche le novità della poesia e della storia italiana.

  • Nell'antichità si individua un'epoca di saldi valori in contrasto con la debolezza interiore del Romanticismo: non basta essere ispirati e nascere artisti ma l'inclinazione alla poesia deve essere accompagnati dalla lettura, dallo studio, dalla sperimentazione e dalla rivisitazione dei versi. Tale ricordo genera quello che è un rimpianto e una malinconia, la tristezza di un animo che si rende conto che quei passato non può essere trapiantato nei mondo contemporaneo corrotto e privo di nobili ideali: una dolorosa meditazione sulla morte che potremmo definire però decadente.
  • La sua sensibilità non lo porta a rinunciare a far convivere la sua ispirazione civile con la percezione della crisi epocale della storia e della poesia: da ciò nascono le tipiche contrapposizioni presenti nei suoi versi tra la vita e la morte, luce e buio, passato e presente, compostezza interiore e freddo sgomento dell'anima.

Componente autobiografica

Assieme a tutti questi elementi convive però una parte del poeta più intima e personale, non a caso che la componente autobiografica è centrale in buona parte della sua produzione: tale emotività dai rapporto con il passato e il vagheggiare nel paesaggio maremmano di cui viene messa in evidenza la sua concretezza raffigurativa simile alle descrizioni petrarchesche.

  • La natura viene vista come un regno dell'armonia e dell'equilibrio non corrotto dalle malattie imperanti nella città moderna: infatti è sempre osservata in una distanza temporale proiettata in un adolescenza sana e vitale, la felicità selvaggia della Maremma la si può solo rivivere nella dolce memoria della gioventù felice che può placare le eterne risse della quotidianità cittadina.
  • Questo paragone lo conduce alla dura coscienza della realtà, l'immagine di questi luoghi Si traduce nel doloroso confronto con ciò che è stata veramente la sua vita in cui tutte le speranze sono cadute a causa dell' avanzare della vecchiaia: tale paesaggio si presenta come un illusione vanificata dal presente e da un pessimismo crescente
  • L'ambientazione non viene solo descritta esteticamente ma allude anche alla condizione dell'animo umano: le immagini dell'inverno e del tramonto trasmettono il senso cupo di un destino incombente e di una nuova stagione della vita cosi come della civiltà; la natura si anima di simboli quali l'oscuro, la nebbia, l'autunno incarnando lo stato d'animo del poeta che sente avvicinarsi l'ineluttabile legge della morte.

Critica alla modernità

La letteratura per carducci è un prodotto del genio nazionale cioè è legata a vicende storiche e collettive e non istanze soggettive e individuali: la sua poesia se da un lato va alla ricerca di un'arte di disinteressata bellezza (a tal proposito molti critici hanno parlato di un parnassianesimo carducciano cioè concepire la poesia come arte pura) dall'altro e cosparsa di un amore per la concretezza, per le esigenze più materiali e immediate; molte poesie sono infatti ispirate da motivi occasionali tratti persino dalla cronaca politica e sociale.

  • La letteratura mostra il tragico sfiorire del presente: Si ha il disgusto verso la modernità, il rendersi conto dell' inevitabile, trascorrere e scomparire delle cose belle e degli aspetti autentici con il grigiore quotidiano; la fantasia di un modo idealizzato, di una primavera della storia si scontra con un inverno mortificante nei suoni e gesti meccanici della vita moderna.
  • In questa più completa malinconia il poeta è conportato dalla capacità della letteratura di tener in vita la bellezza e il ricordo della storia: l'unica soluzione nella società moderna e quella di scrivere di cose ed eventi lontani, delle idee del passato a cui dovrebbero ispirarsi gli italiani ma che diventa un auspicio già amaro nel momento in cui si scorgono gli uomini novelli impigriti dal cristianesimo, omologati e svuotati da ogni passione rispetto allo stupore dinanzi alla millenaria grandezza di Roma.

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