Documento dall'Università su Giosuè Carducci. Il Pdf offre una biografia dettagliata del poeta, esplorando la sua vita, la critica alla modernità e un'analisi approfondita del sonetto "Il bove", con parafrasi e note esplicative, utile per lo studio della Letteratura.
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@HeehEEVita Giosuè Carducci Nasce a valdicastello nel 1835 e trascorre la propria giovinezza nella maremma toscana: dopo che il padre medico perse il lavoro siccome quest'ultimo aveva dei trascorsi carbonari decide assieme alla sua Famiglia di trasferirsi a Firenze dopo i moti del :48 temendo le persecuzioni per le proprie idee politiche; si laurea in lettere nel 1856 ma il giovane carducci si fa strada nell'ambiente universitaria amato dai suoi compagni per le sue intemperanze ispirate dalla letteratura e si impegna in nome del classicismo a difendere la tradizione italiana dalle mode straniere definite negative di un Romanticismo intriso di facili sentimenti. Inizialmente trova lavoro come insegnato in una piccola cittadina che gli Sta stretta, che gli appare come una prigione senza alcun tipo di opportunità in cui le uniche consolazioni sono il mangiare, il fumare ed il bere: ai primi successi letterari corrispondono degli eventi drammatici come il suicidio del fratello, nel 1857, e l'anno successivo la morte del padre. Inizialmente la sua condotta immorale e religiosa gli impedisce di insegnare fino a quando nel 1860 Ottiene la cattedra di letteratura italiana presso l'università di Bologna dove rimarrà fino al 1904: non si tratta di un'esperienza facile in quanto è il oggetto di invidie e di un'accoglienza freddissima fin quando però la sua fama di poeta civile e politico lo porta ad ottenere la stima degli allievi e dei colleghi; i suoi sentimenti repubblicani gli costeranno diversi provvedimenti disciplinari da parte del Ministero dell'istruzione come la sospensione dello Stipendio (viene colto a celebrare i venti anni della Repubblica romana di Mazzini alludendo all'incapacità del governo a non rivedicare con la dovuta forza la città di Roma). La morte della madre e del figlioletto Dante di SOli tre anni lo fanno sprofondare in una crisi depressiva: con il passare degli anni si allontana dall'utopia garibaldina dino a diventare sostenitore della monarchia senza mai abbandonare la sua concezione laica della politica causando indignazione non solo nei suoi amici ma anche nei suoi Studenti Che condividevano i suoi Stessi ideali politici. Nel 1860 il Presidente del consiglio Francesco crispi lo nomina senatore del Regno: dopo essere stato colpito da una paralisi che gli impediva l'uso del braccio destro nella sua cattedra universitaria viene SOStituito dal suo studente Giovanni Pascoli e nel 1906 gli viene conperito il premio Nobel per la letteratura (primo autore italiano a ricevere questo riconoscimento). Muore nel 1907 a Bologna Viene sepolto con un solenne funerale Civile e Viene proclamato il lutto nazionale.
È IO Stesso autore ad ordinare cronologicamente le proprie opere.
La poetica di carducci ci permette di cogliere lo sviluppo e le contraddizioni dell'ideologia del primo periodo postunitario poiché la tensione politica e morale che si avverte nei suoi versi è condivisa dalla stragrande maggioranza di quella popolazione che aveva combattuto durante il Risorgimento.
La sua integra umanità operiva alle generazioni più giovani un insieme di messaggi nobili e positivi contro la vaga fantasticheria e trascendenza romantica ma anche contro le ossessioni cantate dai poeti decadenti. carducci mostra la sua fedeltà al classicismo sia dal punto di Vista StiliStico (non a caso è sempre alla ricerca di una perfezione formale e a rispettare i modelli proposti dalla tradizione letteraria) che tematico: Si definisce lui Stesso come uno scudiero dei classici ma non significa limitarsi ai grandi autori del passato ma inserire nel ritorno al classico anche le novità della poesia e della storia italiana.
Assieme a tutti questi elementi convive però una parte del poeta più intima e personale, non a caso che la componente autobiografica è centrale in buona parte della sua produzione: tale emotività dai rapporto con il passato e il vagheggiare nel paesaggio maremmano di cui viene messa in evidenza la sua concretezza raffigurativa simile alle descrizioni petrarchesche.
La letteratura per carducci è un prodotto del genio nazionale cioè è legata a vicende storiche e collettive e non istanze soggettive e individuali: la sua poesia se da un lato va alla ricerca di un'arte di disinteressata bellezza (a tal proposito molti critici hanno parlato di un parnassianesimo carducciano cioè concepire la poesia come arte pura) dall'altro e cosparsa di un amore per la concretezza, per le esigenze più materiali e immediate; molte poesie sono infatti ispirate da motivi occasionali tratti persino dalla cronaca politica e sociale.