Corso di aggiornamento sull'atletica leggera, focus sui lanci

Documento di formazione professionale sull'atletica leggera, con un focus specifico sulle tecniche di lancio. Il Pdf tratta i principi fondamentali dei lanci, le fasi di esecuzione e propone esercitazioni pratiche per il getto del peso e il lancio del disco, utile per l'educazione fisica.

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17 pagine

Sergio Vesentini
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CORSO DI AGGIORNAMENTO DI ATLETICA LEGGERA
(Anno Scolastico 2018-2019)
I LANCI
Docente: Sergio Vesentini
Sede: CAMPO CONSOLINI- VERONA
Partecipanti: Docenti di Ed. Fisica di I e II grado
Obiettivi: Fornire agli Insegnanti i mezzi e i metodi fondamentali che possano permettere loro di
individuare ed esaltare le capacità dei ragazzi, nonché dotarli di una base formativa per meglio affrontare
le attività in ambito scolastico.
GIOV. 11 APRILE
(ore 15.00/18.00)
L
A
N
C
I
GETTO DEL PESO
Tecnica e didattica del getto del peso
LANCIO DEL DISCO
Tecnica e didattica del lancio del disco
LANCIO (TIRO) DEL VORTEX
Tecnica e didattica del lancio del vortex
Sergio Vesentini
2
GENERALITÀ DEI LANCI
È comune l’utilizzo del termine lanciare per tutte le
specialità (se teniamo conto degli atteggiamenti che
assumono gli arti superiori nell’eseguire il gesto
dovremmo utilizzare: lancio, getto, tiro).
I lanci nell’atletica leggera sono 4:
-Il getto del peso, il lancio del disco, il lancio del
martello, il tiro del giavellotto (i primi 3 si effettuano
da una pedana circolare, l’ultimo da una pedana
rettilinea)
Tutti i lanci sono caratterizzati da 4 seguenti tappe:
-FASE D’AVVIO (partenza o preliminari);
-FASE DI TRASLOCAZIONE (rincorsa, giro/i; accelerazione del sistema atleta-attrezzo)
-FASE FINALE (posizione di forza o doppio appoggio, rilascio dell’attrezzo, è la fase della massima accelerazione)
-FASE DI RECUPERO (per evitare il nullo di pedana)
I FATTORI DETERMINANTI DI UN LANCIO
Il risultato di tutti i lanci dipenderà sempre dai 4 successivi fattori:
- la velocità di lancio
- l'angolo di lancio
- l'altezza di rilascio dell'attrezzo (soprattutto nel peso)
- i fattori aerodinamici (disco e giavellotto)
I FONDAMENTALI DEI LANCI
Effettuare un lancio può essere riassunto come segue:
“A partire da una velocità iniziale di partenza, accelerare l'attrezzo con la massima forza secondo il
più lungo percorso possibile, appoggiandosi sui segmenti liberi fissati".
Utilizzare la massima forza
L’esecuzione motoria dei lanci è un movimento di tutto il corpo.
L’accelerazione finale è la risultante di tensioni sviluppate attraverso la catena cinetica: arti inferiori-
tronco-arti superiori (catena chiusa quella degli arti inferiori e catena aperta data dal tronco e dagli
arti superiori).
Tutti i lanci devono essere considerati come una catena alla quale partecipano il massimo dei
segmenti: gambe, bacino, tronco, braccio, avambraccio, mano e dita.
I muscoli più lenti che sono spesso più potenti, saranno i primi ad entrare in azione. i muscoli più
veloci che sono generalmente deboli, succederanno nell'azione.
Secondo il più lungo percorso di accompagnamento possibile
Questo lungo percorso di accompagnamento può essere ottenuto da una azione di anticipo degli
appoggi o in altri termini, da un ritardo delle spalle sul resto del corpo.
Appoggiandosi sui segmenti liberi fissati
È essenzialmente nel loro ruolo di appoggio dinamico che i segmenti liberi siano un apporto
considerevole nei lanci.
Al momento della rincorsa, essi accompagnano, in coordinazione incrociata equilibrando il
movimento globale del lanciatore, e nella fase del doppio appoggio si fissano offrendo un appoggio
al lato destro lanciante.
Che si tratti del lancio del peso, del disco o del giavellotto, fin dall'arrivo in doppio appoggio, la spinta
della gamba destra è coniugata ad un fissaggio del lato sinistro del corpo, indispensabile cerniera
del movimento.

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CORSO DI AGGIORNAMENTO DI ATLETICA LEGGERA

(Anno Scolastico 2018-2019)

I LANCI Docente: Sergio Vesentini Sede: CAMPO CONSOLINI- VERONA Partecipanti: Docenti di Ed. Fisica di I e II grado Obiettivi: Fornire agli Insegnanti i mezzi e i metodi fondamentali che possano permettere loro di individuare ed esaltare le capacità dei ragazzi, nonché dotarli di una base formativa per meglio affrontare le attività in ambito scolastico.

GETTO DEL PESO

Tecnica e didattica del getto del peso

GIOV. 11 APRILE (ore 15.00/18.00)

L A N C

LANCIO DEL DISCO

Tecnica e didattica del lancio del disco

I

LANCIO (TIRO) DEL VORTEX

Tecnica e didattica del lancio del vortex

Sergio Vesentini2

GENERALITÀ DEI LANCI

È comune l'utilizzo del termine lanciare per tutte le specialità (se teniamo conto degli atteggiamenti che assumono gli arti superiori nell'eseguire il gesto dovremmo utilizzare: lancio, getto, tiro). I lanci nell'atletica leggera sono 4:

  • Il getto del peso, il lancio del disco, il lancio del martello, il tiro del giavellotto (i primi 3 si effettuano da una pedana circolare, l'ultimo da una pedana rettilinea)

Partenza 200mm Datorga 3000m skopi Panerza 1500m Peso Salto con l'asta 34,92 Rivera Giavellotto 29 Salto in alto 34.92" Martello/disco Salto in lungo/triplo Parenza 110m Partenza 100m Derive Tutti i lanci sono caratterizzati da 4 seguenti tappe:

  • FASE D'AVVIO (partenza o preliminari);
  • FASE DI TRASLOCAZIONE (rincorsa, giro/i; accelerazione del sistema atleta-attrezzo)
  • FASE FINALE (posizione di forza o doppio appoggio, rilascio dell'attrezzo, è la fase della massima accelerazione)
  • FASE DI RECUPERO (per evitare il nullo di pedana)

I FATTORI DETERMINANTI DI UN LANCIO

Il risultato di tutti i lanci dipenderà sempre dai 4 successivi fattori:

  • la velocità di lancio
  • l'angolo di lancio
  • l'altezza di rilascio dell'attrezzo (soprattutto nel peso)
  • i fattori aerodinamici (disco e giavellotto)

I FONDAMENTALI DEI LANCI

Effettuare un lancio può essere riassunto come segue: "A partire da una velocità iniziale di partenza, accelerare l'attrezzo con la massima forza secondo il più lungo percorso possibile, appoggiandosi sui segmenti liberi fissati".

Utilizzare la massima forza

L'esecuzione motoria dei lanci è un movimento di tutto il corpo. L'accelerazione finale è la risultante di tensioni sviluppate attraverso la catena cinetica: arti inferiori- tronco-arti superiori (catena chiusa quella degli arti inferiori e catena aperta data dal tronco e dagli arti superiori). Tutti i lanci devono essere considerati come una catena alla quale partecipano il massimo dei segmenti: gambe, bacino, tronco, braccio, avambraccio, mano e dita. I muscoli più lenti che sono spesso più potenti, saranno i primi ad entrare in azione. i muscoli più veloci che sono generalmente deboli, succederanno nell'azione.

Secondo il più lungo percorso di accompagnamento possibile

Questo lungo percorso di accompagnamento può essere ottenuto da una azione di anticipo degli appoggi o in altri termini, da un ritardo delle spalle sul resto del corpo.

Appoggiandosi sui segmenti liberi fissati

È essenzialmente nel loro ruolo di appoggio dinamico che i segmenti liberi siano un apporto considerabile nei lanci. Al momento della rincorsa, essi accompagnano, in coordinazione incrociata equilibrando il movimento globale del lanciatore, e nella fase del doppio appoggio si fissano offrendo un appoggio al lato destro lanciante. Che si tratti del lancio del peso, del disco o del giavellotto, fin dall'arrivo in doppio appoggio, la spinta della gamba destra è coniugata ad un fissaggio del lato sinistro del corpo, indispensabile cerniera del movimento.

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LANCI

Andiamo a trattare nello specifico i 3 lanci che entrano nel programma dei Campionati Studenteschi:

Mentre il peso e il vortex possono essere praticati, Medie vortex in palestra o all'aperto, contemporaneamente per Camp. Stud. peso gruppi di alunni, il disco deve essere lanciato Superiori disco singolarmente e con delle precauzioni opportune (una rete di protezione). Per ovviare a ciò potremo utilizzare, in sostituzione al disco, cerchi gommati, palle di gomma con maniglia, ecc., da usare sia all'interno che all'esterno (prendendo comunque tutte le precauzioni sulla sicurezza).

SICUREZZA !!!

Quando si lanciano degli attrezzi di qualsiasi tipo e forma, è fondamentale la sicurezza di chi è intorno, quindi la disposizione delle zone di lancio e la posizione degli alunni che sono in pausa è di fondamentale importanza. Vediamo alcuni esempi con 24 alunni classe:

GETTO DEL PESO (da palestra) / PALLE MEDICHE

(prima lancia il gruppo di sinistra e poi quello di destra, nessuno può entrare all'interno del campo, aspetta che arrivi la palla) Direzione di lancio V Campo da pallavolo

TIRO DEL VORTEX

(nessuno può entrare all'interno del campo, chi lancia va a raccogliere il vortex dopo che tutti hanno lanciato e lo riporta al compagno successivo. Si effettua anche all'interno da fermi se la palestra è molto lunga, altrimenti all'aperto con incroci) 4 Campo da pallavolo

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GETTO DEL PESO

Il termine di "getto" deriva dal movimento che deve percorrere l'arto di lancio (parte da un atteggiamento breve con peso al collo e arto flesso, quindi spingendo l'attrezzo si estende l'arto terminando il lancio con atteggiamento lungo). Il getto del peso lo si effettua rimanendo all'interno di una pedana circolare del diametro di 2,135 mt, dove il lanciatore effettua i movimenti di lancio. È importante ricordarsi che dopo aver effettuato il lancio bisogna uscire dalla metà posteriore della pedana di lancio, pena l'annullamento del lancio stesso. Nonostante i diversi modi accettati di lanciare la regola principale comune è: il peso, durante l'esecuzione, deve essere sempre attaccato al collo. Come per gli altri lanci dell'atletica leggera i concorrenti hanno a disposizione 3 lanci di qualificazione per accedere alla finale, nella quale possono migliorarsi ulteriormente con ulteriori 3 lanci: vengono valutati in base al loro miglior lancio valido e vince chi ha effettuato quello più lungo tra qualificazione e finale.

Il peso dell'attrezzo nelle categorie scolastiche

Cat. Ragazze (1 media) Kg 2 Scuola 1^ grado Cat. Ragazzi (1 media) Kg 2 Cat. Cadette (2-3 media) Kg 3 Cat. Cadetti (2-3 media) Kg 4 Cat. Allieve (1-2-3 sup.) Kg 3 Cat. Juniores f ( 4-5 sup.) Kg 4 Cat. Allievi (1-2-3 sup.) Kg 5 Cat. Juniores m (4-5 sup.) Kg 6 40° 75 5. 213,5

Il getto del peso, deriva, come per il lancio del martello, dagli Highland Games (stone put, ossia una pietra molto pesante), molte volte durante gli ultimi anni la tecnica ha mutato forma, fino a trovare un bivio tecnico a seconda delle qualità morfologiche dell'atleta. Due sono le tecniche utilizzate: la tecnica con traslocazione e la tecnica rotatoria.

1-LA TECNICA DELLA TRASLOCAZIONE chiamata tecnica O'Brien (nata negli anni '50)

Il getto del peso in traslocazione, detto anche lineare, è il primo approccio che i più giovani hanno con le specialità di lancio, grazie alla relativa facilità di apprendimento. Sicuramente parte di ciò è dovuta al fatto che tale tecnica è spesso insegnata in ambito scolastico, in quanto parte essenziale dei giochi sportivi studenteschi e dal fatto che non presenta nel modello tecnico un gesto motorio complesso come quello della rotazione del corpo, presente nell'altra tecnica del peso e innaturale per l'uomo. L'impugnatura del peso è molto importante per mantenere l'attrezzo in maniera sicura e corretta. Il peso è in appoggio sulle falangi; le dita sono parallele, leggermente aperte; il carpo della mano (palmo) è libero; il polso è in flessione dorsale; il peso è posto sulla parte anteriore del collo, con il pollice sulla clavicola; il gomito crea un angolo maggiore di 45° rispetto al corpo.

Le fasi del lancio (tecnica della traslocazione)

a) PREPARAZIONE b) TRASLOCAZIONE c) RILASCIO d) RECUPERO

Sergio Vesentini Scuola 2^ grado5 Nella realtà anche questo gesto presenta delle complessità, che in ambito scolastico vengono spesso facilitate modificandone la traslocazione (laterale invece che dorsale), la parte più difficile dell'intero lancio. Questa tecnica risulta divisa in 4 fasi principali:

a) PREPARAZIONE

in questa fase il lanciatore cerca di assumere la posizione ideale per iniziare la traslocazione:

  • L'atleta si posiziona in piedi, posizionandosi nella parte posteriore della pedana con la schiena rivolta verso il fermapiedi;
  • Il peso del corpo è caricato maggiormente sul piede destro (per i destrimani);
  • La gamba sinistra si solleva posteriormente, ricercando l'equilibrio su un solo arto;
  • Il tronco si flette in avanti, parallelo al suolo, il braccio libero è rilassato verso il basso;
  • La gamba d'appoggio si piega, quella libera si porta in avanti flessa verso la parte posteriore della pedana (verso il busto).

b) TRASLOCAZIONE

Questa fase, la più critica del lancio lineare, è quella nella quale avviene la costruzione del momento, con l'obiettivo di accelerare e posizionare il corpo nella maniera ideale per il lancio finale:

  • Il corpo si muove dall'avampiede al tallone destro, senza sedersi sulle anche;
  • La gamba libera viene estesa verso il basso-dietro, nella direzione del fermapiedi (direzione di lancio), come a voler calciare all'indietro;
  • La gamba d'appoggio si estende sul tallone e mantiene il contatto col terreno fino alla fine della traslocazione;
  • Le spalle sono tenute in linea con la parte posteriore della pedana.

Da far notare che l'azione di traslocazione deve essere una sorta di scivolamento all'indietro, invece che un balzo.

c) RILASCIO

inizia quando entrambi i piedi atterrano al suolo dopo lo scivolamento. Viene prodotta una velocità addizionale, trasferita al peso, un attimo prima che si stacchi dalla mano. Per comprendere meglio questa fase la dividiamo in 3 sotto-fasi:

  • Posizione di partenza: L'obiettivo qui è il mantenimento della velocità guadagnata nella traslocazione, cominciando l'accelerazione principale:
    • Il peso del corpo viene supportato dall'avampiede destro, col ginocchio destro piegato;
    • Il tallone destro e l'alluce del piede sinistro sono in linea (posizione tallone-alluce);
    • Le anche e le spalle sono piegate, in torsione;
    • La testa ed il braccio sinistro restano bloccate dietro;
    • Il gomito destro ha un angolo di 90° circa col tronco
  • Accelerazione principale: In questa fase l'atleta cerca di trasferire la velocità accumulata al peso:
    • La gamba destra viene estesa in maniera esplosiva, con una torsione che porta l'anca destra nella parte anteriore della pedana;

Sergio Vesentini

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