Istinti, bisogni, motivazioni e attribuzioni: teorie di Darwin e Maslow

Documento su istinti, bisogni, motivazioni e attribuzioni, partendo dalle teorie di Darwin e Maslow. Il Pdf, adatto per la scuola superiore in Psicologia, descrive i cinque livelli della piramide dei bisogni e i diversi stili di attribuzione, includendo un questionario di autovalutazione.

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Istinti, bisogni, motivazioni e attribuzioni
Per approfondire: vedi anche libro pag 250-262, 281-282, 284-287.
1. A causare i nostri comportamenti sono, oltre le nostre emozioni e
sentimenti, molti fattori dinamici consci (consapevoli) o no, quali gli
istinti, i bisogni, le motivazioni, le attribuzioni e gli stili cognitivi.
Secondo Charles Darwin, a provocare i comportamenti di animali e
uomini sono gli istinti: schemi comportamentali (= insiemi organizzati di
comportamenti) innati, che si attivano in risposta a un particolare
stimolo. Tra essi, l’istinto dell’auto conservazione, l’istinto della simpatia
(oggi diremmo empatia: cioè il gioire e soffrire insieme a chi appartiene
allo stesso gruppo), e l’istinto della madre per il piccolo. Questi schemi
possono subire variazioni per via della selezione naturale, per cui
prevarrà quello che permette una maggiore probabilità di sopravvivenza
al soggetto che l’ha sperimentato.
2. Il concetto di istinto non è più considerato valido, Lo studioso Umberto
Galimberti ha evidenziato come l’uomo sia privo di risposte rigide agli
stimoli, e sia quindi libero; per esempio, di fronte all’istinto di mangiare,
gli uomini possono decidere di non farlo e mettersi a dieta.
3. Un concetto moderno è quello di bisogno
I bisogni sono condizioni in cui l’individuo esperimenta uno stato di
tensione, dovuto alla mancanza di qualcosa che sente come
assolutamente indispensabile o necessario.
Secondo lo psicologo Abraham Maslow (1954) tutti gli uomini sono
sempre e solo mossi dagli stessi bisogni, e questi sono classificabili in 5
categorie fondamentali, ordinabili gerarchicamente in una piramide. Se
un bisogno di livello inferiore non è stato adeguatamente soddisfatto,
difficilmente si sentirà il bisogno di appagarne uno di livello superiore.
Alla base della piramide ci sono i bisogni primari (fisiologici e di
sicurezza); più in alto ci sono i bisogni affettivi e sociali, e al vertice il
bisogno di auto realizzazione.
I bisogni fisiologici sono essenziali per la sopravvivenza, e comprendono
il mangiare, il bere, il sonno, il respirare, il riparo dal freddo e il contatto
sessuale; e anche il movimento, la comunicazione, la stimolazione,
l’agire e l’attaccamento a una persona. Carenze in essi provocano
malattie e blocchi della crescita.
I bisogni di sicurezza personale includono la buona salute, la libertà da
ansie e paure, un ambiente attorno stabile e organizzato,
un’occupazione. La mancanza di essi provoca un senso diffuso di
chiusura e di ostilità nei confronti degli altri.

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Anteprima

Istinti, Bisogni, Motivazioni e Attribuzioni

Per approfondire: vedi anche libro pag 250-262, 281-282, 284-287.

  1. A causare i nostri comportamenti sono, oltre le nostre emozioni e sentimenti, molti fattori dinamici consci (consapevoli) o no, quali gli istinti, i bisogni, le motivazioni, le attribuzioni e gli stili cognitivi. Secondo Charles Darwin, a provocare i comportamenti di animali e uomini sono gli istinti: schemi comportamentali (= insiemi organizzati di comportamenti) innati, che si attivano in risposta a un particolare stimolo. Tra essi, l'istinto dell'auto conservazione, l'istinto della simpatia (oggi diremmo empatia: cioè il gioire e soffrire insieme a chi appartiene allo stesso gruppo), e l'istinto della madre per il piccolo. Questi schemi possono subire variazioni per via della selezione naturale, per cui prevarrà quello che permette una maggiore probabilità di sopravvivenza al soggetto che l'ha sperimentato.
  2. Il concetto di istinto non è più considerato valido, Lo studioso Umberto Galimberti ha evidenziato come l'uomo sia privo di risposte rigide agli stimoli, e sia quindi libero; per esempio, di fronte all'istinto di mangiare, gli uomini possono decidere di non farlo e mettersi a dieta.
  3. Un concetto moderno è quello di bisogno I bisogni sono condizioni in cui l'individuo esperimenta uno stato di tensione, dovuto alla mancanza di qualcosa che sente come assolutamente indispensabile o necessario. Secondo lo psicologo Abraham Maslow (1954) tutti gli uomini sono sempre e solo mossi dagli stessi bisogni, e questi sono classificabili in 5 categorie fondamentali, ordinabili gerarchicamente in una piramide. Seun bisogno di livello inferiore non è stato adeguatamente soddisfatto, difficilmente si sentirà il bisogno di appagarne uno di livello superiore. İ AUTOREALIZZAZIONE $ STIMA APPARTENENZA ! SICUREZZA L.ªZ FISIOLOGICI Alla base della piramide ci sono i bisogni primari (fisiologici e di sicurezza); più in alto ci sono i bisogni affettivi e sociali, e al vertice il bisogno di auto realizzazione. I bisogni fisiologici sono essenziali per la sopravvivenza, e comprendono il mangiare, il bere, il sonno, il respirare, il riparo dal freddo e il contatto sessuale; e anche il movimento, la comunicazione, la stimolazione, l'agire e l'attaccamento a una persona. Carenze in essi provocano malattie e blocchi della crescita. I bisogni di sicurezza personale includono la buona salute, la libertà da ansie e paure, un ambiente attorno stabile e organizzato, un'occupazione. La mancanza di essi provoca un senso diffuso di chiusura e di ostilità nei confronti degli altri.I bisogni di appartenenza includono l'avere contatto, conforto e scambio, l'avere un compagno e una famiglia, l'intimità sessuale, l'avere una cerchia di amici, l'essere incluso e bene accettato in un gruppo, l'appartenenza a una nazione. Carenze danno luogo a sensazioni di solitudine ed isolamento, capaci di sfociare anche in disturbi psichici. I bisogni di stima includono: i bisogni di stima di sé (la necessità di sentirsi competenti, autonomi, indipendenti e liberi e di avere esperienze di successo) e i bisogni di stima da parte degli altri (il desiderio di essere tenuti in buona considerazione, il rispetto e la dignità riconosciuta da altri). Le insufficienze inducono: da un lato a un senso d'inferiorità e di impotenza, a inerzia e stress che possono tradursi anche in depressioni, e dall'altro a passività, polemica e ribellione. Infine al vertice il bisogno di autorealizzazione, che è provato da pochissimi: include il prendere coscienza nel profondo del proprio talento potenziale e delle proprie capacità (in modo da attuarle e diventare tutto ciò che si è capaci di diventare), lo sviluppo del carattere e il compimento della propria natura; la possibilità e capacità di esprimere completamente sé stessi, nonché di pensare e agire con originalità e creatività rispetta all'ambiente circostante. Oggi, a causa dello sviluppo della società e delle tecnologie, avvertiamo nuovi bisogni: culturali (es andare ai concerti o al cinema), turistici (es fare un viaggio) ed estetici (es curare il proprio corpo andando in palestra o usando prodotti di bellezza).
  4. La motivazione è una spinta psicologica che porta ad intraprendere un'attività e a portarla a compimento, superando eventuali ostacoli; è unfattore dinamico che spinge l'organismo verso il raggiungimento di una MOTIVATION meta. Esistono 5 tipi di motivazioni: la motivazione intrinseca, la motivazione estrinseca, la speranza di riuscita, la paura di fallire, e la motivazione al comando.
    1. La motivazione intrinseca si può considerare quella più rispondente alle esigenze profonde dell'essere umano: è tipica di chi agisce per la semplice gratificazione che scaturisce dal comportamento intrapreso (es la motivazione dell'alunno che studia perché prova piacere e soddisfazione nell'imparare).
    2. La motivazione estrinseca, tramite il rinforzo teorizzato dallo psicologo comportamentista Burrhus Skinner, è invece tipica di chi tende ad una meta esterna al comportamento (es la motivazione dell'alunno che studia per accontentare i genitori). Il continuum estrinseco-intrinseco STO TENTANDO DI IMPARARE A SUONA E TUTTE LE SONATE DI BEETHOVEN CAVALI ... SE VERAMENTE IMPAFI ASUONARLE TUTTE, CHE COSAVINCI? NON MINCO NIENTE! DAMENO CHE SENSO HAFARE QUALCOSA SE NON S UNCE MENTE? Forth Skinner studiò il comportamento di un topo affamato dentro a una scatola chiamata Skinner Box: esso, scoperto casualmente che dopo aver premuto una leva riceveva del cibo (rinforzo positivo), ripetè sistematicamente l'azione.Speaker $0.00 Signal dispenser lights Leve Dispanser suba To shock generator Food cup Electric grid
    3. e d. John W. Atkinson ha studiato nel 1960 altri 2 tipi di motivazione contrapposte e più o meno forti, presenti in ogni individuo: la speranza di riuscita (che porta al desiderio di successo) e la paura del fallimento (che porta ansia e desiderio di evitare umiliazioni). Atkinson ipotizzò che individui con un'alta speranza di successo e bassa ansia avrebbero scelto obiettivi realistici (cioè impegnativi ma raggiungibili), mentre individui con una bassa speranza di riuscita e alta paura di fallire avrebbero scelto compiti o molto facili o troppo difficili. Atkinson e Litwin nel 1964 realizzarono un esperimento per testare l'ipotesi di partenza: un gruppo di studenti universitari partecipò a una gara, che consisteva nel centrare con un anello un birillo, posto a una distanza da loro scelta; attorno, compagni incitavano e applaudivano a ogni birillo centrato. I risultati confermarono la teoria: i soggetti con alta speranza di riuscita e poca ansia scelsero nel 77% dei casi una distanza intermedia, mentre i soggetti con bassa speranza è alta ansia scelsero distanze minime o massime.Ciò dimostra che, per aumentare o preservare la propria autostima l'individuo sceglie con cura e logicamente i compiti da eseguire e gli obiettivi concreti, graduando impegno, adesione, coinvolgimento e modi di risolvere i problemi.
    4. Lo psicologo David McClelland ha approfondito il ruolo della motivazione al potere, che consiste nell'ispirazione di una persona a primeggiare e ad avere posizioni di comando. Tale motivazione è forte in molte persone che vivono uno stato di disagio e di insicurezza interiore, che le porta a voler dimostrare pubblicamente la propria superiorità.
  5. Le motivazioni sono molto influenzate da un meccanismo chiamato Attribuzione. L'attribuzione è quel meccanismo attraverso il quale interpretiamo le situazioni dell'esperienza quotidiana, individuandone le possibili cause. Secondo Fritz Heider esistono 2 tipi diversi di attribuzione: le attribuzioni interne (per cui la causa di una persona viene cercata nella persona che agisce; es impegno o dote naturale) ed esterne, per cui le cause sono estranee al controllo o alla volontà della persona stessa (es fortuna, aiuti ecc). Julian Rotter afferma che esistono persone tendenzialmente interni od esterni, a seconda di quanto pensano possano controllare le varie Internal Locus of Control External Locus of Control situazioni (a seconda, cioè, del "locus of control").In generale tutti noi attribuiamo molte volte a cause interne (es bravura, impegno) i successi, e a cause esterne (es mancanza di aiuti, difficoltà oggettiva, fortuna) i fallimenti - è questo un bias (tendenza che porta ad errori) chiamato "self-serving bias", cioè inclinazione verso se stessi. RISULTATI POSITIVI Sono stato io! Tutto grazie a me! Sono un grande! RISULTATI NEGATIVI Errore suo, non mio ... Non è colpa mia!
  6. Ogni persona tende a formarsi propri Stili di Attribuzione, cioè modi generali con cui ognuno di noi attribuisce le cause dei nostri successi o fallimenti, al fine di predire o di anticipare gli eventi e al fine di aumentare o preservare l'autostima. Essi derivano dalle nostre esperienze, e anche dagli stili di attribuzione dei nostri genitori. Sono stati individuati 5 Stili di Attribuzione: Stile Abile che evita ogni compito nuovo (persone che sempre attribuiscono alla bravura innata sia i propri successi che i propri fallimenti); Stile Pedina che evita le sfide (persone che attribuiscono tutti gli esiti alla fortuna); Stile Negatore che si impegna poco (persone arrabbiate che attribuiscono sempre all'attitudine naturale i successi e a cause esterne i fallimenti); Stile Depresso che evita le sfide, e che è proprio di alcuni studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (persone che attribuiscono sempre alla mancanza di abilità i fallimenti e ad aiuti i successi).Lo Stile che permette di apprendere meglio è quello detto Strategico, che attribuisce sia successi che fallimenti all'impegno profuso.
  7. Svolgi questo questionario di attribuzione, scrivendo le risposte su un foglio. In classe valuteremo insieme cosa vogliono dire le risposte.Questionario di attribuzione Cognome e Nome Data Barra la casella relativa alla risposta che più ti soddisfà. (Devi dare sempre una risposta.)
    1. In un compito scritto di matematica hai eseguito tutti i problemi correttamente. Perché è successo questo? sono stato fortunato ce l'ho messa tutta sono bravo era facile sono stato aiutato
    2. Dovevi risolvere un problema di aritmetica e non ci sei riuscito. Perché è successo questo? era difficile sono sfortunato non sono capace non sono stato aiutato non mi sono sforzato
    3. Devi presentare la tua relazione di italiano. Lo fai in modo chiaro e preciso e tutti ti seguono con interesse. Perché è successo questo? era facile sono stato aiutato sono stato fortunato sono bravo ce l'ho messa tutta
    4. Sei alla fine dell'anno scolastico e hai poche sufficienze. Perché? è stato difficile studiare non sono stato capace sono stato sfortunato non mi sono impegnato non sono stato aiutato
    5. Hai consegnato il tema di Italiano. Il tuo professore te lo rende qualche tempo dopo con un giudizio molto positivo. Perché è successo questo? sono stato aiutato sono fortunato ce l'ho messa tutta sono bravo era facile
    6. Nei compiti svolti a casa hai fatto un sacco di errori. Come mai? non sono stato capace sono sfortunato non ho lavorato abbastanza non sono stato aiutato era difficile
    7. In un settimanale c'è un cruciverba. Tu lo completi tutto correttamente. Perché è successo questo? era facile sono bravo ce l'ho messa tutta sono stato aiutato sono fortunato
    8. A una interrogazione il professore ti valuta impreparato. Perché? non ho studiato non sono stato aiutato era difficile non sono capace sono sfortunato
    9. In una discussione durante un'assemblea di classe il tuo intervento è stato molto apprez- zato. Perché? sono stato fortunato ce l'ho messa tutta sono bravo era facile sono stato aiutato
    10. Ti viene richiesto di risolvere un esercizio alla lavagna ma tu fai scena muta. Perché? era difficile non sono stato capace sono stato sfortunato non mi sono sforzato non sono stato aiutato

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