Estratto di Romanzo da Effi Briest: Theodor Fontane, Capitolo 27

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LETTERATURA TEDESCA sopraffazione
LEZIONE 9 - 15/03/2023
Christian Bertolino - Miriam Occhipinti
ESTRATTO DI ROMANZO DA EFFI BRIEST: THEODOR FONTANE, Capitolo 27.
Questo estratto, del romanzo Effi Briest, riguarda il momento dell’incontro tra Innstetten e Wüllersof a
Berlino in particolar modo quando Innstetten ha già scoperto le lettere e quindi il tradimento della moglie.
Rappresenta un passaggio chiave rispetto all’argomento / tema della critica sociale che muove Theodor
Fontane: Questa società è ricca di convenzioni che bisogna rispettare se ci si vuole vivere all’interno.
Testo:
Wüllersdorf trat ein und sah auf den ersten Blick, daß etwas vorgefallen sein müsse. [...]
Aber nun sagen Sie, was ist es?« »Es handelt sich um einen Galan meiner Frau, der zugleich mein Freund
war oder doch beinah.« Wüllersdorf sah Innstetten an. »Innstetten, das ist nicht möglich.«
»Es ist mehr als möglich, es ist gewiß. Lesen Sie
Wüllersdorf entrò e capì a prima vista che doveva essere successo qualcosa. [...]
Wüllersdorf: ‘Di che cosa si tratta?’’. Innstetten: ‘Si tratta di uno dei pretendenti di mia moglie, che
era allo stesso tempo mio amico o quasi’’. Wüllersdorf guardò Innstetten: ‘‘Non è possibile’’.
Innstetten: " È più che possibile, è certo, legga’
« Wüllersdorf flog darüber hin. »Die sind an Ihre Frau gerichtet?« »Ja. Ich fand sie heut in ihrem Nähtisch.«
»Und wer hat sie geschrieben?« »Major Crampas.« »Also Dinge, die sich abgespielt, als Sie noch in
Kessin waren?« Innstetten nickte. »Liegt also sechs Jahre zurück oder noch ein halbes Jahr länger »Ja. «
Wüllersdorf schwieg. Nach einer Weile sagte Innstetten: »Es sieht fast so aus, Wüllersdorf, als ob die
sechs oder sieben Jahre einen Eindruck auf Sie machten. Es gibt eine Verjährungstheorie, natürlich, aber
ich weiß doch nicht, ob wir hier einen Fall haben, diese Theorie gelten zu lassen.« »Ich weiß es auch
nicht«, sagte Wüllersdorf.
Wüllersdorf si chinò sulle lettere. Wüllersdorf: «Questi sono indirizzati a tua moglie?» Innstetten:
«Sì. Li ho trovati oggi sul suo tavolo da cucito.» Wüllersdorf: «E chi li ha scritti?» Innstetten
«Maggiore Crampas.» Wüllersdorf: «Quindi cose che sono successe quando eri ancora a Kessin?»
Innstetten annuì. Wüllersdorf: «Quindi sono passati sei anni o anche mezzo anno in più.»
Innstetten: «Sì». Wüllersdorf non disse nulla. Dopo un po' Innstetten disse: «Si direbbe,
Wüllersdorf, che questi sei o sette anni le facciano impressione, c'è una teoria della prescrizione,
naturalmente, ma non so se abbiamo motivo di accettare questa teoria.». «Nemmeno io lo so» disse
Wüllersdorf.
SPIEGAZIONE: Wüllersdorf ha capito che si tratta di un tradimento, il fatto che sia trascorso tutto qquesto
tempo, c’è la prescrizione, ma vale anche per i tradimenti? —> Questo è il punto della questione letto
finora: Se far valere la legge della prescrizione rispetto al tradimento oppure no. Stiamo parlando di questo
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»Und ich bekenne Ihnen offen, um diese Frage scheint sich hier alles zu drehen.« Innstetten sah ihn groß
an. »Sie sagen das in vollem Ernst?« »In vollem Ernst. Es ist keine Sache, sich in jeu d'esprit oder in
dialektischen Spitzfindigkeiten zu versuchen.« »Ich bin neugierig, wie Sie das meinen. Sagen Sie mir offen,
wie stehen Sie dazu?« »Innstetten, Ihre Lage ist furchtbar, und Ihr Lebensglück ist hin. Aber wenn Sie den
Liebhaber totschießen, ist Ihr Lebensglück sozusagen doppelt hin, und zu dem Schmerz über
empfangenes Leid kommt noch der Schmerz über getanes Leid. Alles dreht sich um die Frage, müssen
Sie's durchaus tun? Fühlen Sie sich so verletzt, beleidigt, empört, daß einer weg muß, er oder Sie? Steht
es so?« »lch weiß es nicht.« »Sie müssen es wissen.« [...|
Wüllersdorf: ‘E mi pare francamente, che la questione sia tutta qui.’’ Innstetten lo guardò stupito:
«Ma lei dice questo sul serio?» Wüllersdorf: «In piena onestà: non è una faccenda da cercare in
*jeu d’esprit e neppure da *cavilli dialettici.» Innstetten: «Ma io sono curioso di conoscere il suo
pensiero: me lo dica franco, sino in fondo.»
Wüllersdorf: «Innstetten, la sua situazione è spaventosa e la sua gioia di vivere è finita: ma se lei
uccide l’amante, la sua gioia di vivere è, per così dire, doppiamente finita, e al dolore per l’offesa
ricevuta s’aggiungerà anche quello per il male fatto in ritorsione. La questione è dunque proprio
questa: le conviene ora la ritorsione? Si sente così ferito, offeso, infuriato, da dovere per forza
uccidere uno dei due, lui o lei? È a questo punto?» Innstetten: «Non lo so neppure io.».
Wüllersdorf: «Lei lo deve sapere.»
*Jeu d’esprit, questo franesismo, vuol dire riflessioni oppure ‘Da discutere tanto’
*Per cavilli si fa riferimento alle piccolezze, ad eempio in giurisprudenza si scoprono dei cavilli per
raggirare la legge.
»Wie steht es denn?« »Es steht so, daß ich unendlich unglücklich bin; ich bin gekränkt, schändlich
hintergangen, aber trotzdem, ich bin ohne jedes Gefühl von Haß oder gar von Durst nach Rache.
Innstetten: «Vediamo allora: Come stanno le cose?». Wüllersdorf: «Mi sento immensamente
infelice. Mi sento angosciato sotto il danno ma non ho alcun sentimento d’odio e neppure una sete
di vendetta.»
Und wenn ich mich frage, warum nicht, so kann ich zunächst nichts anderes finden als die Jahre. Man
spricht immer von unsühnbarer Schuld; vor Gott ist es gewiß falsch, aber vor den Menschen auch.
Innstetten: «E quando mi chiedo, perché no, io stesso non so trovare altra spiegazione che gli anni
già passati. Si parla sempre di colpa inespiabile: non esiste certo davanti a Dio, ma non esiste
neppure davanti agli uomini.»
Ich hätte nie geglaubt, daß die Zeit, rein als Zeit, so wirken könne. Und dann als zweites: Ich liebe meine
Frau, ja, seltsam zu sagen, ich liebe sie noch, und so furchtbar ich alles finde, was geschehen, ich bin so
sehr im Bann ihrer Liebenswürdigkeit, eines ihr eigenen heiteren Scharmes, daß ich mich, mir selbst zum
Trotz, in meinem letzten Herzenswinkel zum Verzeihen geneigt fühle.
Innstetten: ‘‘Non avrei mai creduto che il tempo di per potesse provocare questo. E poi c’è
un’altra cosa: io amo mia moglie. Sì, strano da dire, l’amo ancora e, per spaventoso che possa
parermi l’accaduto, sono sempre preso dalla sua amabilità, da un fascino ch’è tutto suo: tanto che,
mio malgrado, nel più profondo angolo del cuore, mi sento già disposto a perdonarla.»
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LETTERATURA TEDESCA sopraffazione

LEZIONE 9 - 15/03/2023

Christian Bertolino - Miriam Occhipinti

ESTRATTO DI ROMANZO DA EFFI BRIEST: THEODOR FONTANE, Capitolo 27. Questo estratto, del romanzo Effi Briest, riguarda il momento dell'incontro tra Innstetten e Wüllersof a Berlino in particolar modo quando Innstetten ha già scoperto le lettere e quindi il tradimento della moglie. Rappresenta un passaggio chiave rispetto all'argomento / tema della critica sociale che muove Theodor Fontane: Questa società è ricca di convenzioni che bisogna rispettare se ci si vuole vivere all'interno.

Testo: Wüllersdorf e Innstetten

Wüllersdorf trat ein und sah auf den ersten Blick, daß etwas vorgefallen sein müsse. [ ... ] Aber nun sagen Sie, was ist es?« >Es handelt sich um einen Galan meiner Frau, der zugleich mein Freund war oder doch beinah.« Wüllersdorf sah Innstetten an. »Innstetten, das ist nicht möglich.« »Es ist mehr als möglich, es ist gewiß. Lesen Sie Wüllersdorf entrò e capì a prima vista che doveva essere successo qualcosa. [ ... ] Wüllersdorf: "Di che cosa si tratta?". Innstetten: "Si tratta di uno dei pretendenti di mia moglie, che era allo stesso tempo mio amico o quasi". Wüllersdorf guardò Innstetten: "Non è possibile". Innstetten: " È più che possibile, è certo, legga"

Le lettere e il tradimento

« Wüllersdorf flog darüber hin. »Die sind an Ihre Frau gerichtet?« »Ja. Ich fand sie heut in ihrem Nähtisch.« »Und wer hat sie geschrieben?« »Major Crampas.« »Also Dinge, die sich abgespielt, als Sie noch in Kessin waren?« Innstetten nickte. »Liegt also sechs Jahre zurück oder noch ein halbes Jahr länger.« »>Ja. « Wüllersdorf schwieg. Nach einer Weile sagte Innstetten: »Es sieht fast so aus, Wüllersdorf, als ob die sechs oder sieben Jahre einen Eindruck auf Sie machten. Es gibt eine Verjährungstheorie, natürlich, aber ich weiß doch nicht, ob wir hier einen Fall haben, diese Theorie gelten zu lassen.« >>Ich weiß es auch nicht«, sagte Wüllersdorf. Wüllersdorf si chinò sulle lettere. Wüllersdorf: «Questi sono indirizzati a tua moglie?» Innstetten: «Sì. Li ho trovati oggi sul suo tavolo da cucito.» Wüllersdorf: «E chi li ha scritti?» Innstetten «Maggiore Crampas.» Wüllersdorf: «Quindi cose che sono successe quando eri ancora a Kessin?» Innstetten annuì. Wüllersdorf: «Quindi sono passati sei anni o anche mezzo anno in più.» Innstetten: «Sì». Wüllersdorf non disse nulla. Dopo un po' Innstetten disse: «Si direbbe, Wüllersdorf, che questi sei o sette anni le facciano impressione, c'è una teoria della prescrizione, naturalmente, ma non so se abbiamo motivo di accettare questa teoria.». «Nemmeno io lo so» disse Wüllersdorf.

SPIEGAZIONE: La questione della prescrizione

SPIEGAZIONE: Wüllersdorf ha capito che si tratta di un tradimento, il fatto che sia trascorso tutto qquesto tempo, sì c'è la prescrizione, ma vale anche per i tradimenti? - > Questo è il punto della questione letto finora: Se far valere la legge della prescrizione rispetto al tradimento oppure no. Stiamo parlando di questo 1»Und ich bekenne Ihnen offen, um diese Frage scheint sich hier alles zu drehen.« Innstetten sah ihn groß an. »Sie sagen das in vollem Ernst?« »In vollem Ernst. Es ist keine Sache, sich in jeu d'esprit oder in dialektischen Spitzfindigkeiten zu versuchen.« »Ich bin neugierig, wie Sie das meinen. Sagen Sie mir offen, wie stehen Sie dazu?« »Innstetten, Ihre Lage ist furchtbar, und Ihr Lebensglück ist hin. Aber wenn Sie den Liebhaber totschießen, ist Ihr Lebensglück sozusagen doppelt hin, und zu dem Schmerz über empfangenes Leid kommt noch der Schmerz über getanes Leid. Alles dreht sich um die Frage, müssen Sie's durchaus tun? Fühlen Sie sich so verletzt, beleidigt, empört, daß einer weg muß, er oder Sie? Steht es so?« »Ich weiß es nicht.« »Sie müssen es wissen.« [ ... ] Wüllersdorf: "E mi pare francamente, che la questione sia tutta qui." Innstetten lo guardò stupito: «Ma lei dice questo sul serio?» Wüllersdorf: «In piena onestà: non è una faccenda da cercare in *jeu d'esprit e neppure da *cavilli dialettici.>> Innstetten: «Ma io sono curioso di conoscere il suo pensiero: me lo dica franco, sino in fondo.» Wüllersdorf: «Innstetten, la sua situazione è spaventosa e la sua gioia di vivere è finita: ma se lei uccide l'amante, la sua gioia di vivere è, per così dire, doppiamente finita, e al dolore per l'offesa ricevuta s'aggiungerà anche quello per il male fatto in ritorsione. La questione è dunque proprio questa: le conviene ora la ritorsione? Si sente così ferito, offeso, infuriato, da dovere per forza uccidere uno dei due, lui o lei? È a questo punto?» Innstetten: «Non lo so neppure io.». Wüllersdorf: «Lei lo deve sapere.»

Jeu d'esprit e cavilli dialettici

*Jeu d'esprit, questo franesismo, vuol dire riflessioni oppure 'Da discutere tanto' *Per cavilli si fa riferimento alle piccolezze, ad eempio in giurisprudenza si scoprono dei cavilli per raggirare la legge.

Innstetten: Angoscia e assenza di vendetta

»Wie steht es denn?« »Es steht so, daß ich unendlich unglücklich bin; ich bin gekränkt, schändlich hintergangen, aber trotzdem, ich bin ohne jedes Gefühl von Haß oder gar von Durst nach Rache. Innstetten: «Vediamo allora: Come stanno le cose?». Wullersdorf: «Mi sento immensamente infelice. Mi sento angosciato sotto il danno ma non ho alcun sentimento d'odio e neppure una sete di vendetta.»

Il tempo e l'amore di Innstetten

Und wenn ich mich frage, warum nicht, so kann ich zunächst nichts anderes finden als die Jahre. Man spricht immer von unsühnbarer Schuld; vor Gott ist es gewiß falsch, aber vor den Menschen auch. Innstetten: «E quando mi chiedo, perché no, io stesso non so trovare altra spiegazione che gli anni già passati. Si parla sempre di colpa inespiabile: non esiste certo davanti a Dio, ma non esiste neppure davanti agli uomini.» Ich hätte nie geglaubt, daß die Zeit, rein als Zeit, so wirken könne. Und dann als zweites: Ich liebe meine Frau, ja, seltsam zu sagen, ich liebe sie noch, und so furchtbar ich alles finde, was geschehen, ich bin so sehr im Bann ihrer Liebenswürdigkeit, eines ihr eigenen heiteren Scharmes, daß ich mich, mir selbst zum Trotz, in meinem letzten Herzenswinkel zum Verzeihen geneigt fühle. Innstetten: "Non avrei mai creduto che il tempo di per sé potesse provocare questo. E poi c'è un'altra cosa: io amo mia moglie. Sì, strano da dire, l'amo ancora e, per spaventoso che possa parermi l'accaduto, sono sempre preso dalla sua amabilità, da un fascino ch'è tutto suo: tanto che, mio malgrado, nel più profondo angolo del cuore, mi sento già disposto a perdonarla.»

SPIEGAZIONE: Le ragioni di Innstetten

2SPIEGAZIONE: Riguardo il fatto che Innstetten dice che non ha sentimento d'odio viene spiegato qui: La prima ragione è il tempo, in quanto sono passati tanti anni e la seconda ragione è perché lui ama sua moglie.

Wüllersdorf e il senso della storia

«Wüllersdorf nickte. »Kann ganz folgen, Innstetten, würde mir vielleicht ebenso gehen. Aber wenn Sie so zu der Sache stehen und mir sagen: 'Ich liebe diese Frau so sehr, daß ich ihr alles verzeihen kann', und wenn wir dann das andere hinzunehmen, daß alles weit, weit zurückliegt, wie ein Geschehnis auf einem andern Stern, ja, wenn es so liegt, Innstetten, so frage ich, wozu die ganze Geschichte?« [ ... ] Wüllersdorf annuì. Innstetten: "Mi segua*, forse a me accadrebbe lo stesso. Ma quando lei la pensa così è a questo punto e mi dice: 'lo amo questa donna tanto da poterle perdonare tutto' e si va poi a considerare tutto il resto così lontano, così remoto come una cosa avvenuta in un'altra stella; oh, allora, Innstetten, allora mi chiedo che senso ha tutta questa storia?"

Il ragionamento di Wüllersdorf

*Fa riferimento al fatto che lo conduce a ragionare, non vi è uno spostamento.

Innstetten: La necessità sociale

»Weil es trotzdem sein muß. Ich habe mir's hin und her überlegt. Man ist nicht bloß ein einzelner Mensch, man gehört einem Ganzen an, und auf das Ganze haben wir beständig Rücksicht zu nehmen, wir sind durchaus abhängig von ihm. Ginge es, in Einsamkeit zu leben, so könnt ich es gehen lassen; [ ... ]. Innstetten: «Perché è necessaria, malgrado tutto. Io ci ho riflettuto per ogni verso. Non si è un singolo individuo: s'appartiene ad un tutto, e ad un tutto* noi dobbiamo rispondere. Noi siamo dipendenti da lui. Se fosse possibile vivere in solitudine, potrei lasciar perdere"

Il concetto di "tutto"

*Questo tutto fa riferimento alla società.

SPIEGAZIONE: L'appartenenza alla società

SPIEGAZIONE: Il senso è: Se io non vivessi all'interno di una società potrei lasciar perdere, ma noi apparteniamo a questo tutto.

Innstetten: Le regole della società

Aber im Zusammenleben mit den Menschen hat sich ein Etwas gebildet, das nun mal da ist und nach dessen Paragraphen wir uns gewöhnt haben, alles zu beurteiare, die andern und uns selbst. Und dagegen zu verstoßen geht nicht; die Gesellschaft verachtet uns, [ ... ]. Ich habe keine Wahl. Ich muß.« Innstetten: "Ma nel quotidiano convivere s'è formato qualcosa ch'è sempre presente e secondo i cui paragrafi* ci siamo abituati a giudicare tutto: gli altri e noi stessi. Inutile tentar di ribellarsi: la società ci disprezza. [ ... ] lo non ho la scelta: io devo."

I paragrafi e le regole giuridiche

*In questo caso i paragrafi si riferiscono alle regole, ma siamo sempre all'interno dei termini giuridici (Come prescrizione che abbiamo già letto).

SPIEGAZIONE: Fontane e la società organizzata

SPIEGAZIONE: Fontane parla della società e utilizzando questo linguaggio giuridico l'autore ci vuole trasmettere una società organizzata da un punto di vista di leggi che dobbiamo rispettare. Con questo 'Ich muß' si capisce che lui essendo parte di questo tutto, rispettando le convenzioni sociali e quello che veniva richiesto in quel momento rispetto ad un tradimento lui non ha scelta, lui 'deve'.

FIN DE SIÈCLE - DIE MODERNE - DEKADENZ

1890 - 1914: Periodo letterario e culturale

3FIN DE SIÈCLE - DIE MODERNE - DEKADENZ 1890 - 1914 Questo è il terzo periodo letterario storico e culturale che affronteremo. Assume diversi nomi: Fin de siècle, Dekadenz e anche die Moderne. Questo periodo abbraccia sostanzialmente pochi anni perché va dal 1890 al 1914 poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale. Viene chiamata Fin de siècle perché siamo a cavallo tra '800 e '900 e gli anni a cavallo tra due secoli sono sempre molto critici infatti, nella storia, sono sempre quei periodi in cui l'uomo ha paura, si pensa sempre che all'inizio del nuovo secolo possa accadere quale grande apocalisse -> Passando anche ad esempio dal 1999 al 2000 si parlava molto di cosa sarebbe potuto accadere all'umanità. In questo contesto c'è sempre una sorta di paura e di disorientamento perché si ha paura di lasciare le certezze che si sono raggiunte nel secolo precedente e non si sa dove si va. Questo periodo viene anche chiamato die Moderne dai critici letterari perché con il '900 si tende ad affermare che nasce il periodo moderno. Questa denominazione è legata anche alla Decadenza. Questo termine viene dal francese: Décadence, è stato un termine coniato da Charles Baudelaire che però, questo termine in origine Francese, non aveva nulla a che vedere con un'accezione negativa. Semplicemente Baudelaire aveva utilizzato questo termine Décadence per indicare la poetica moderna / per indicare le avanguardie letterarie (e artistiche in generale) moderne. In questo periodo tra il 1890 e il 1914 c'è un boom di movimenti e correnti artistici in generale. Noi veniamo da realismo e naturalismo quindi veniamo da una fotografia della realtà nuda e cruda ( la prof si riferisce in particolar modo al naturalismo), ma adesso cambia tutto grazie a movimenti artistici come l'impressionismo, il simbolismo, e lo Jugendstil. L'impressionismo e il simbolismo, che nascono nei primi anni del XX secolo, vengono visti come una sorta di reazione forte al naturalismo e alla rappresentazione della realtà schietta e ruda. Adesso si dice che l'arte debba offrire di più al fruitore e che l'imitare l'arte ad una semplice riproduzione grafica della realtà è troppo riduttivo: Inizia adesso il concetto dell' art pour l'art. Siamo in un periodo in cui l'estetica è molto importante, più importante è la forma che il contenuto (Ricordiamo che in questo periodo nasce l'estetica): La forma estetica è molto importante, la bellezza delle forme è molto importante. All'inizio l'impressionismo nasce come una tecnica di pittura e nasce grazie ad un artista scrittore che si chiama Claude Monet che dipinge un quadro che si chiama: Impression, aufgehende Sonne (Nome del quadro in italiano: Impressione, levar del sole), 1872. È con questo quadro che nasce l'impressionismo e nasce grazie al sottotitolo che Claude Monet dà al quadro quando lo appende ad una mostra nel 1874 'L'impresion' diventa la parola chiave di questo periodo culturale. Succede una rottura con le vecchie generazioni che porta un ribaltamento delle concezioni e in questo momento abbiamo altri ribaltamenti, infatti da un'arte naturalista: Riproduzione fedele della realtà, adesso abbiamo invece una realtà che viene rappresentata non per quello che è, ma per quello che suscita nell'artista. Attenzione la realtà è sempre il centro dell'attenzione dell'artista, ma non viene rappresentata oggettivamente e in modo scientifico, adesso la realtà che si vede rappresentata nell'arte è risultato dell'osservazione dell'artista - quello che suscita all'artista. Questo vuol dire che per esempio nell'arte pittorica molti elementi li ritroviamo nella letteratura. Non c'è più, ripensando alla pittura, la linea marcata del pennello che tratteggia i contorni, ma l'opera d'arte è fatta da pennellate imprecise di colore che nell'insieme rendono la realtà, ma che nell'osservazione della realtà suscita reazioni diverse: Prendendo come spunto questo quadro 4

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