Cenni biografici di Lucano
- Nascita: 39 d.C., a Corduba (Spagna).
- Famiglia: Nipote di Seneca, educato a Roma con una
formazione retorica e filosofica.
- Carriera: Giovane poeta di successo, vicino alla corte
di Nerone.
- Rottura con Nerone: Partecipa alla congiura di
Pisone (contro Nerone), viene accusato di tradimento e
si suicida nel 65 d.C.
Il Bellum Civile o Pharsalia
- Unica opera pervenuta di Lucano, incompiuta a causa
della sua morte.
- Poema epico-storico, in 10 libri, racconta la guerra
civile tra Cesare e Pompeo (49-45 a.C.).
- Titolo alternativo: Pharsalia, poiché il cuore del poema
è la battaglia di Farsalo (48 a.C.), dove Cesare
sconfigge Pompeo.
Temi principali del Bellum Civile
- Condanna della guerra civile: La guerra non è
gloriosa, ma una tragedia per Roma.
- Morte della Repubblica: La sconfitta di Pompeo segna
la fine della libertà.
- Critica all'Impero: Cesare è visto come un tiranno, il
suo trionfo porta solo oppressione.
- Assenza di intervento divino: A differenza dell'Eneide,
non ci sono dei che guidano il destino.
- Destino e caos: La storia non segue un piano divino,
ma è dominata dall'imprevedibilità.
Struttura del poema
- Libro I: Proemio -> condanna della guerra civile,
presentazione dei protagonisti.
- Libri II-VI: Scontri tra Cesare e Pompeo, fuga di
Pompeo in Oriente.
- Libro VII: Battaglia di Farsalo -> Cesare vince,
Pompeo fugge in Egitto.
- Libri VIII-X: Assassinio di Pompeo, guerra in Africa e
Spagna (opera incompiuta).
Polemica con Virgilio
Lucano si oppone all'Eneide di Virgilio su più aspetti:
- No alla celebrazione dell'Impero: Virgilio glorifica la
missione di Roma, Lucano la condanna.
- No al fato provvidenziale: In Virgilio Roma è destinata
alla grandezza; in Lucano il destino è caos e violenza.
- No agli dèi: Virgilio ha Giove e gli dei, Lucano ha solo
sangue e distruzione.
- Eroi "negativi": Non c'è un nuovo Enea, ma Cesare e
Pompeo, ambiziosi e sconfitti.
Deformazione dei personaggi
Lucano modifica e estremizza i suoi personaggi per
sottolineare il caos della guerra civile.
Giulio Cesare
- Presentato non come un eroe, ma come un
tiranno ambizioso e spietato.
- Senza scrupoli, disposto a distruggere Roma pur di
vincere.
- Paragonato a un predatore, un nemico
dell'umanità.
Pompeo Magno
- Raffigurato come un uomo stanco e decadente,
simbolo della Repubblica morente.
- Non è un eroe glorioso, ma un generale in declino.
- Il suo assassinio in Egitto è la fine simbolica della
libertà.
Catone l'Uticense
- L'unico personaggio positivo del poema.
- Simbolo della virtù stoica, difensore dei valori
repubblicani.
- Muore suicida, incarnando la resistenza morale
all'Impero.
Lo stile "Ardens et concitatus"
Caratteristiche dello stile di Lucano:
- Tono acceso e drammatico -> Linguaggio forte,
immagini violente e tragiche.
- Ritmo veloce -> Uso di frasi brevi e incisive, senza
lunghe descrizioni.
- Assenza di pause epiche -> Niente interventi divini,
solo azione frenetica.
- Lessico forte e incisivo -> Molte parole legate alla
guerra, al sangue, alla morte.
Lettura, analisi e commento del proemio tratto da "Bellum
Civile", I, vv. 1-32.
Testo originale (latino)
"Bella per Emathios plus quam civilia campos
iuraque per Scelerum, legesque perimus in armis;
plusque datum est facinus, quam quod fieri licet aevo,
quod scelus exsuperat, maioresque habet mentes?
quis furor, o cives, quae tanta licentia ferri?
Gentibus invisis Latium praebere cruorem
cumque superba foret Babylon spolianda trophaeis
Italiaeque suae causam possederat arces
urbis et excidio quadringentaria restet
Messalla in vestras peritura cohortes."
Traduzione in italiano
"Cantiamo guerre più atroci di quelle civili,
e le leggi si dissolvono nel sangue del crimine;
abbiamo commesso delitti oltre il limite del consentito,
un crimine che supera ogni misura e ogni grandezza.
Quale furia, o cittadini, vi ha spinto a tanta licenza nel
combattimento?
Roma offre il proprio sangue ai nemici,
mentre avrebbe potuto umiliare Babilonia
e conquistare il mondo con le sue vittorie.
Ora, invece, è l'Italia stessa che cade,
e Roma muore per mano dei suoi stessi figli."
Analisi del Proemio
Il Tema dell'Autodistruzione
Il poema di Lucano inizia con un tono fortemente
drammatico e tragico. Le guerre civili non sono solo un
conflitto politico o militare, ma una vera e propria catastrofe
per Roma. Il poeta si distacca dalla tradizionale
celebrazione della guerra e presenta il conflitto come
qualcosa di innaturale, autodistruttivo e crudele.
- "Bella per Emathios plus quam civilia campos"
- L'espressione "più che civili" indica che la guerra
tra Cesare e Pompeo non è solo un normale
scontro tra cittadini, ma una guerra contro natura,
più feroce di qualsiasi altro conflitto.
- "luraque per scelerum, legesque perimus in armis"
- La guerra civile distrugge il diritto e le leggi:
Roma non è più la città della giustizia e della
civiltà, ma si è trasformata in un campo di battaglia
dove regna solo la violenza.
Il Contrasto tra Gloria e Decadenza
Lucano utilizza un'immagine suggestiva per evidenziare la
degenerazione dell'Impero Romano:
- Roma avrebbe potuto conquistare Babilonia e
dominare il mondo, ma invece combatte contro sé
stessa e spande il proprio sangue.
- Qui si avverte un forte senso di disillusione: invece di
un destino glorioso, Roma è preda del caos e della
tirannia.
Un'Epica Senza Eroi
A differenza di Virgilio, che nell'Eneide celebra la missione
provvidenziale di Roma, Lucano nega ogni valore epico
alla guerra:
- Non ci sono eroi gloriosi, ma solo distruzione e
violenza insensata.
- La battaglia di Farsalo, centrale nell'opera, non è il
trionfo di Cesare, ma la rovina di Roma stessa.
- La guerra non è vista come un destino glorioso, ma
come un suicidio collettivo.
Commento e Interpretazione
Critica alla Guerra Civile
- Lucano denuncia la follia e l'assurdità di una
guerra che non porta né vittoria né onore, ma solo
rovina.
- Questo tema è profondamente anti-epico: la
guerra non è un mezzo di grandezza, ma una
tragedia.
Messaggio Politico e Filosofico
- L'autore scrive sotto Nerone, in un periodo di forte
instabilità politica.
- Il poema può essere letto come una critica
indiretta al potere assoluto e al crollo dei valori
repubblicani.
Innovazione Letteraria
- Assenza della divinità: a differenza di Virgilio, qui
non ci sono dei che guidano il destino di Roma.
- Visione pessimistica: non c'è nessuna gloria,
solo distruzione e autodistruzione.
- Tono drammatico e tragico: il linguaggio è forte,
con immagini di sangue e rovina.