Slide sul Mondo Greco che esplora l'arte e la civiltà greca. Il Pdf, adatto alla Scuola superiore, tratta le civiltà cicladica e minoica, il Medioevo Ellenico, la Rinascita dell'VIII secolo, l'ascesa delle poleis, gli ordini dorico e ionico, e la scultura e pittura arcaica.
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La civiltà delle Cicladi nel mare Egeo, in ritardo rispetto al Vicino Oriente, si sviluppa autonomamente a partire dal 3000 a.C. I manufatti artistici più originali sono idoletti di marmo fortemente stilizzati, che rappresentano per lo più figure femminili, diverse dalle prosperose Veneri del Paleolitico. Idolo femminile, da Siro (Cicladi), 2200-2000 a.C.
A Creta nasce invece la civiltà minoica che conosce due fasi: "dei primi palazzi" (palaziale) e "dei nuovi palazzi" (neopalaziale). L'arte dei primi palazzi produce soprattutto la ceramica detta di Kamares, con decorazione floreale o astratta. Del periodo dei nuovi palazzi restano testimonianze artistiche diverse: pitture dai colori vivaci, ceramiche con soggetti naturalistici, statuette votive e oggetti di oreficeria. Taurokathapsia, palazzo di Canosso Cratere in stile Kamares
Attorno alla metà del II millennio a.C. nella Grecia continentale prende avvio la civiltà micenea, costituita da principati indipendenti, dal carattere bellicoso. I centri maggiori sono strutturati attorno al palazzo e cinti da ciclopiche fortificazioni.L'arte micenea è inizialmente influenzata da quella cretese, ma acquisisce presto caratteri propri, più rudi e massicci. Espressioni caratteristiche sono le tombe a tholos e le maschere funebri in lamina d'oro lavorate a sbalzo. G Tesoro di Atreo, Micene Maschera funebre detta "di Agamennone"
Durante il Medioevo Ellenico, tra la fine del XII e l'VIII secolo a.C., la civiltà greca subisce un regresso. Tra il 1050 e l'850 a.C. si sviluppa però lo stile definito protogeometrico: i motivi geometrici utilizzati nella decorazione della ceramica riflettono una concezione razionale del mondo. Skyphos protogeometrico, X secolo a.C.
Dalla metà del IX secolo a.C. prende avvio una rinascita della civiltà greca: si sviluppano città dotate di mura difensive e in cui l'acropoli è ben differenziata dalla zona residenziale. Nasce lo stile geometrico caratterizzato dal motivo a MEANDRO; dalla metà dell'VIII secolo a.C. nella decorazione della ceramica compaiono le prime scene figurate. Fino all'VIII secolo i santuari sono semplici spazi sacri recintati all'interno dei quali si trova un altare per i riti sacrificali. Delle offerte che i fedeli portav ano ai santuari restano numerose statuette votive in terracotta o bronzo: con le loro forme stilizzate rappresentano l'unica forma di scultura del periodo geometrico.SCAL Pictu SCAVO Piot SCAL Pictur SCAL Anfora geometrica attica detta "vaso del Dipylon" Dettaglio del motivo a collo dell'anfora del Dipylon Guerriero attaccante meandro nel
Nel VII secolo a.C., si apre una nuova fase della civiltà greca: grazie ai commerci, essa si espande sulle coste del Mediterraneo, entrando in contatto con le altre culture che vi si affacciano. La fase artistica di questi periodo è detta orientalizzante: le influenze dell'Oriente vengono elaborate e generano un nuovo stile originale. La decorazione della ceramica è a figure nere, secondo una tecnica inventata a Corinto. Dal VII secolo a.C. i santuari da semplici spazi sacri all'aperto divengono complessi di edifici: la costruzione principale è il tempio, circondato da edifici di servizio. Olpe protocorinzia detta "Olpe Chigi", da Veio, 640 a.C.,
Nel periodo orientalizzante si sviluppa la prima forma di scultura di grandi dimensioni: lo STILE DEDALICO, nato a Creta, intorno alla prima metà del VII secolo a.C. Le statue, rigide e frontali, rappresentano dapprima fanciulle (korai), poi anche giovani eroi nudi (kouroi); erano colorate e talvolta dorate. I modelli per l'elaborazione della scultura sono orientali.Kore dedalica detta "Dama di Auxerre", 630 a.C., Parigi, Museo del Louvre. Kore dedalica detta "Dama di Auxerre", 630 a.C., Parigi, Museo del Louvre.
Nel Vi secolo a.C. si afferma in modo definitivo la forma statale della polis e si assiste ad un grande sviluppo culturale. In architettura, l'uso della pietra per la costruzione degli edifici sacri consente l'elaborazione di due STILI o ORDINI: DORICO e IONICO (solo più tardi farà la sua comparsa anche l'ordine CORINZIO).
L'ordine dorico si sviluppa nel Peloponneso e in Magna Grecia; è massiccio, con forme semplici e rigorose: ha colonne scanalate e rastremate, capitelli semplici, fregio costituito dall'alternanza di metope e triglifi. L'ordine ionico nasce nelle isole dell'Egeo e in Asia Minore; è più vivace e slanciato di quello dorico: le colonne hanno scanalature dagli spigoli smussati, il capitello è caratterizzato da due volute, il fregio è continuo. alamy a la alamy a a a a Tempio di Era I a Paestum, 550 a.C. Capitello Ionico e architrave
La scultura sviluppa soprattutto le tipologie di kouroi e korai: servivano come doni votivi o come insegne tombali rappresentanti il defunto. Il kouros è un giovane nel pieno vigore, nudo (la nudità esprime la bellezza virile assoluta), sempre nella stessa posa, derivata dai modelli egizi. La kore è una fanciulla vestita con eleganza, solitamente rappresentata nell'atto di portare offerte. Il progresso della scultura permette agli artisti di reinterpretare e rinnovare queste tipologie convenzionali e di realizzare con perizia anche opere di genere minore, come le stele funerarie. Moschophoros, 560 a.C., Atene, Museo dell'Acropoli.
La produzione pittorica su parete e su tavola, che comincia ad affermarsi, è andata perduta quasi completamente. La sola pittura ben documentata è quella della ceramica a figure nere; ad Atene si afferma uno stile maturo e riconoscibile, di cui Kleitias ed Exechias sono i pittori più rappresentativi. L'iconografia della ceramica ateniese attinge sempre più dal mito, che esprime con le sue leggende il pensiero e lo spirito religioso del mondo greco. Exechias, Anfora a figure nere con Achille e Aiace, 540-53 a.C., Musei Vaticani
Tra il 520 ed il 480 a.C. in Grecia si assiste a uno straordinario sviluppo culturale nell'ambito della polis; in particolare si distingue Atene. L'arte conosce un grandissimo progresso: si rifiutano gli schemi rigidi dell'arte arcaica ed il suo decorativismo; si cerca di imitare fedelmente la natura. La figura maschile fornisce l'occasione per importanti sperimentazioni formali: dalla rappresentazione convenzionale si passa all'imitazione della realità e del movimento. I primi progressi avvengono nella pittura su ceramica, tra il 530 ed il 510 a.C. Si inaugura la tecnica a figure rosse: uno dei suoi pionieri è Euphronios.Le scene rappresentate sui vasi a figure rosse sono per lo più tratte dalla vita quotidiana; assai frequente è il tema del simposio, manifestazione sociale tipica dell'aristocrazia. Euphronios, Cratere a figure rosse con Eracle e Anteo, 520-10 a.C., da Cerveteri, Parigi, Museo del Louvre.
Gli anni tra il 480 ed il 450 a.C. sono quelli dello stile severo in scultura, caratterizzato da un utilizzo del bronzo e da una sperimentazione nella mimesis (imitazione) della natura; si mira a rappresentare un modello universale. Caratteristici della SCULTURA SEVERA sono il SENSO DELLA MISURA e l'ASSENZA DI PATHOS (PASSIONI). Zeus saettante, da Capo Artemision (Eubea), 460 a.C., Atene, Museo Archeologico. Auriga vincitore, dal Santuario di Apollo a Delfi, 470 a.C., Delfi, Museo.
La scultura di Mirone conclude il processo di avvicinamento al naturalismo, con un'interpretazione geometrica del corpo nello spazio, come mostra il suo Discobolo. Negli stessi anni anche la pittura compie grandi progressi, imparando a rappresentare la psicologia dei personaggi e i diversi piani dello spazio. Sotto tale influsso, anche nell'ambito della pittura su ceramica si rinnova il modo di rappresentare lo spazio.
Nella seconda metà del V secolo a.C., la polis di Atene detiene l'egemonia nel mondo greco. La nuova acropoli diviene specchio e simbolo della sua potenza e prestigio: vi lavorano gli artisti migliori del tempo, sotto la guida di Fidia. Il Partenone è l'edificio principale: l'architetto Ictino interpreta lo stile dorico liberamente, inserendo elementi ionici e coniugando solennità e leggerezza. La decorazione del Partenone, ideata da Fidia, comprende le metope, il fregio e i frontoni: lo stile è monumentale e solenne e tende all'imitazione fedele ma idealizzata della realtà. Nella scultura, Policleto continua la ricerca sulla figura virile, fissando le regole proporzionali per la sua rappresentazione (CANONE).
Il IV secolo a.C. è un periodo di CRISI per il mondo greco, che perde la propria libertà sotto il dominio macedone. Nonostante permanga una continuità culturale, si insinua uno spirito nuovo, il cui la DIMENSIONE INDIVIDUALE prevale su quella comunitaria. Prassitele, ad Atene, interpreta il linguaggio classico in chiave malinconica e di nostalgia del passato (tardo classicismo). La scultura di Prassitele è ricca in particolare di GRAZIA e SENSUALITA'. Skopas propone invece una polemica anticlassica più radicale, che all'armonia e al senso della misura preferisce le PASSIONI e la VIOLENZA.da Prassitele, Apollo sauroktonos, copia romana da originale del 360 a.C., Musei Vaticani. da Skopas, Menade danzante, copia romana da originale del 330a.C., Dresda, Skulpturensammlung.
L'Ellenismo è la fase storica che nasce con la formazione del vasto impero di Alessandro Magno e si conclude dopo la conquista romana di quegli stessi territori. In questa nuova realtà politica eterogenea sul piano sociale a culturale la cultura greca si diffonde e contemporaneamente si apre alle influenze degli altri popoli. L'arte ellenistica segna il passaggio dalla ricerca della perfezione ideale all'imitazione realistica, dal senso della misura al gusto per l'esagerato e lo spettacolare.
Lisippo è la personalità eminente nella scultura, che elabora un nuovo canone per la rappresentazione della figura umana maschile. A lui risale anche l'iconografia del monumento equestre, tipo scultoreo praticato per più di venti secoli. Apelle è la personalità chiave per la pittura, ma della sua opera non resta nulla. Le fonti celebrano la sua abilità nel ritratto. ... se il Doriforo di Policleto rappresentava la perfezione eroica, immutabile, l'Apoxyomenos la transitorietà del quotidiano. da Lisippo, Apoxyomenos, copia romana da un originale bronzeo del 320 a.C., Musei Vaticani.