Documento universitario sui metodi di finanziamento della sicurezza sociale. Il Pdf illustra le modalità di finanziamento della sicurezza sociale, distinguendo tra assicurazione obbligatoria, parafiscalità e fiscalità, e analizza la gestione dei contributi pensionistici, classificando le entrate pubbliche per l'ambito Economia.
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Le prestazioni della sicurezza sociale possono essere finanziate mediante tre metodi.
Con l'assicurazione obbligatoria tutti i lavoratori appartenenti a una determinata categoria sono obbligati ad assicurarsi contro certi eventi aleatori (malattie, infortuni professionali ecc.) e a pagare il premio. Il sistema può funzionare anche mediante contratti stipulati con società assicuratrici private, ma la sua caratteristica fondamentale è l'obbligatorietà.
Con il sistema della parafiscalità i datori di lavoro (imprese) e in parte i lavoratori pagano i contributi (o contributi sociali) allo Stato o agli enti pubblici. I contributi normalmente sono proporzionali alla retribuzione del lavoratore, così lo Stato e gli enti pubblici distribuiscono ai lavoratori le pensioni, le altre somme di denaro, i servizi sanitari ecc. in base alle loro necessità, e non in proporzione ai contributi che hanno versato. I datori di lavoro versano all'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS), sia la propria quota di contributi sia la quota a carico dei lavoratori in quanto trattengono quest'ultima sulla busta paga dei lavoratori stessi. I lavoratori invece, devono versare per conto loro, i contributi sociali agli enti previdenziali. Esempio: Il lavoratore che ha un salario più alto e quindi paga contributi più elevati riceve le stesse prestazioni sanitarie che riceve il lavoratore che, avendo un salario più basso, paga contributi minori.
Il sistema della fiscalità (adottato da alcuni Paesi scandinavi) consiste nel finanziare le pensioni, l'assistenza medica ecc. non mediante contributi, ma attraverso il prelievo fiscale sui cittadini. In questo modo si erogano le prestazioni ai cittadini a seconda dei loro bisogni, ma il sistema è finanziato da loro a seconda della propria capacità contributiva (cioè i ricchi, che pagano piu' imposte, contribuiscono al finanziamento del sistema in proporzione maggiore dei poveri, che pagano meno imposte). In Italia vige attualmente il sistema del finanziamento mediante la parafiscalità, a eccezione dell'assistenza sanitaria, erogata dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che è finanziato mediante la fiscalità attraverso il gettito dell'IRAP (Imposta sul Reddito delle Attività Produttive).
I contributi sociali versati a fini pensionistici possono essere gestiti con due modalità.
I contributi che ogni lavoratore versa nel periodo di attività vengono accantonati in un fondo e poi investiti sul mercato dei capitali. Nel periodo di pensionamento la pensione è pari ai capitali versati più il rendimento ottenuto nel tempo. In caso di periodi di inflazione il valore degli accantonamenti diminuisce e quindi la pensione potrebbe essere una somma non adeguata al costo della vita.
Il gettito contributivo (somma dei contributi sociali versati) riscosso in ogni periodo è destinato al finanziamento delle prestazioni erogate nello stesso periodo. Con questo sistema, ogni generazione paga con i suoi contributi il credito pensionistico delle generazioni precedenti. È il metodo adottato dalla maggior parte dei Paesi, anche se nell'ultimo periodo vista la durata media della vita che si è allungata e il tasso di natalità che è diminuito, i contributi versati dai lavoratori sono diventati insufficienti per pagare le pensioni. Il metodo della ripartizione può essere applicato: - con il sistema retributivo. La pensione è adeguata alla media delle retribuzioni percepite dal lavoratore in un dato periodo di tempo o nell'arco dell'intera vita lavorativa; - con il sistema contributivo. La pensione è adeguata all'ammontare dei contributi versati nell'intera vita lavorativa.
In Italia la sicurezza sociale è gestita da numerosi enti pubblici e fornisce diverse prestazioni.
Prestazione Pensioni Ente INPS e altri enti previdenziali Beneficiari Ex dipendenti statali - di alcune amministrazioni ed enti pubblici - o di aziende private.
La pensione di vecchiaia è erogata, a domanda, a ex lavoratori dipendenti e autonomi che hanno: - raggiunto l'età stabilita dalla legge (67 anni sia per gli uomini che per le donne); - perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta; - cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione.
Il meccanismo di "Quota 103" consente a chi ha un'età non inferiore a 62 anni e di un'anzianità contributiva non inferiore a 41 anni, di richiedere la pensione senza dover attendere la maturazione dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia.
La pensione anticipata (ex pensione di anzianità) può essere conseguita dai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica a prescindere dalla loro età. A partire dal 1º gennaio 2019 per maturarla è necessaria un'anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
La pensione di invalidità spetta al lavoratore diventato invalido il cui datore di lavoro abbia versato i contributi a un ente previdenziale per almeno 5 anni.
La pensione per i superstiti spetta al coniuge o agli eventuali figli minori del lavoratore defunto.
L'Ape sociale è un meccanismo che consente ai lavoratori che si trovano in particolari situazioni (disoccupazione, lavori usuranti, assistenza a conviventi invalidi ecc.) di anticipare la pensione, se in possesso di determinati requisiti .
Prestazione Cassa integrazione guadagni (CIG) Ente INPS (attraverso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti) Beneficiari Lavoratori sospesi dall'attività al verificarsi di difficoltà aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'imprenditore o ai lavoratori, ovvero determinate da situazioni di crisi di mercato temporanee
È una somma di denaro erogata ai lavoratori la cui retribuzione è diminuita a causa di una riduzione dell'attività lavorativa dovuta a una temporanea difficoltà di mercato dell'azienda (calo della domanda) o ad altri eventi temporanei non attribuibili a responsabilità del datore di lavoro o dei lavoratori. La durata massima della CIG è di 13 settimane continuative prorogati in casi eccezionali trimestralmente (di 3 mesi in 3 mesi) fino al massimo complessivo di un anno (52 settimane). Il trattamento di integrazione salariale ammonta all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate.
Le entrate pubbliche sono lo strumento per effettuare le spese. Le entrate pubbliche sono tutti gli introiti dello Stato e degli enti pubblici necessari al finanziamento della spesa. Lo Stato può procurarsi il denaro attraverso tre modi: facendo pagare i tributi ai cittadini, emettendo titoli del debito pubblico (che i cittadini acquistano perché fruttano un interesse), creando moneta. La maggior parte delle entrate, però, deriva dai tributi (tasse, imposte e contributi speciali). Le entrate, però, sono anche un importante strumento di politica economica. Con la politica tributaria, che consiste nell'introduzione da parte dello Stato di nuove imposte o nella diminuzione di quelle già esistenti, si può stabilizzare l'economia nel breve periodo e redistribuire il reddito nazionale tra diversi gruppi sociali. Nelle fasi di depressione (e disoccupazione) lo Stato deve diminuire le imposte, affinché i privati, avendo maggiori disponibilità monetarie, possano aumentare gli investimenti e i consumi. Nelle fasi di inflazione, lo Stato deve aumentare le imposte per diminuire la domanda di beni e frenare l'aumento dei prezzi, cioè l'inflazione. Le entrate possono anche essere utilizzate per redistribuire il reddito nazionale. Infatti, una forte tassazione dei ricchi può procurare i mezzi per erogare sussidi di denaro o servizi sociali (scuole, assistenza sanitaria gratuita ecc.) ai meno abbienti.
Il rapporto tra la somma dei tributi e dei contributi sociali che i contribuenti pagano nel corso di un anno e il reddito nazionale dello stesso anno misura la pressione tributaria. La pressione tributaria complessiva è (T + C)/PIL.
Le entrate pubbliche possono essere classificate secondo diversi criteri.
Entrate originarie: Sono quelle che lo Stato o l'ente pubblico ricava in seguito alla gestione diretta delle risorse. · Esempio: I proventi che l'ente pubblico ha dall'affitto di immobili di sua proprietà o dall'esercizio di attività industriali e commerciali. Entrate derivate: Sono quelle che lo Stato e gli enti pubblici prelevano coattivamente dai privati in base al loro potere d'imperio. · Esempio: Tasse, imposte e contributi.
Entrate ordinarie: Sono quelle che lo Stato ha regolarmente ogni anno e con le quali dovrebbe far fronte alle spese ordinarie. · Esempio: Entrate tributarie e i proventi derivanti dalla gestione del patrimonio pubblico. Entrate straordinarie: Sono quelle che dovrebbero essere percepite (e usate) dallo Stato solo in circostanze eccezionali per far fronte alle spese straordinarie. · Esempio: Prestiti pubblici e i tributi imposti una tantum.
Entrate tributarie: Comprendono le imposte e le tasse. Entrate extratributarie: Sono quelle derivanti dalla gestione di attività economiche. Entrate patrimoniali: Sono costituite dai ricavi delle vendite di beni immobili di proprietà dello Stato. Entrate per rimborso di prestiti: Sono costituite dalla restituzione dei prestiti effettuati dallo Stato agli enti pubblici. Entrate derivanti dall'accensione di prestiti: Sono costituite dalle somme che lo Stato riceve in prestito dai cittadini sottoscrittori dei titoli del debito pubblico.
Entrate di diritto privato: Sono quelle che lo Stato consegue quando si comporta come un soggetto privato. · Esempio: I canoni di affitto di immobili pubblici. Entrate di diritto pubblico: Sono quelle che lo Stato consegue quando adotta il suo potere di imperio. · Esempio: I tributi.