Slide da Università su Francesco Petrarca Canzoniere. Il Pdf esplora l'opera principale del poeta, il Canzoniere, analizzando il tema del desiderio amoroso e la figura di Laura, con un focus sulla depurazione del repertorio lirico amoroso, utile per lo studio della Letteratura a livello universitario.
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Al Canzoniere Petrarca lavora per tutta la vita, rappresentando le mille sfaccettature del desiderio amoroso sull'animo del poeta (speranze, dolore, rimpianti, entusiasmo, sogni). Protagonista è l'io del poeta, costantemente in bilico tra passione e senso di colpa, tra desiderio di ascesi (distacco dai beni terreni) e nostalgia per i desideri terreni.
Petrarca mostra le dicotomie dell'animo umano, incapace di poter escludere una delle due possibilità. Petrarca non sa dedicarsi interamente alla ricerca della virtù e alle gioie dello spirito, come faceva Dante, che vedeva in Beatrice l'angelo che lo avrebbe condotto a Dio. Al tempo stesso, non sa apprezzare fino in fondo i beni terreni, come sembrava saper fare Boccaccio col Decameron.
Petrarca non è capace di scegliere. Ogni scelta escluderebbe una possibilità a cui sente di essere legato.
Laura da un lato è ammirata secondo i canoni della tradizione cortese e stilnovista, ma dall'altro mostra i segni della caducità umana e, come tutte le cose terrene, è destinata a invecchiare e a cadere.
Quando celebra lo splendore della bellezza femminile e la dolcezza dei beni terreni, Petrarca riflette sulla finitezza delle cose umane e si ritrova animato da un forte desiderio di elevazione spirituale. Sente la voce di Agostino che lo invita a prendere le distanze dalle cose del mondo. Tuttavia, non appena dichiara di voler abbandonare per sempre il desiderio di Laura e della gloria poetica, ne sente nuovamente il richiamo e torna a cercarla.
Titolo originale: Rerum vulgarium fragmenta = Frammenti di cose volgari (non latine). Titolo «Canzoniere» attribuito dal tipografo fiorentino Filippo Giunti nel Cinquecento.
366 componimenti numerati dall'autore e scritti nel corso dell'intera sua vita. Diviso in 2 parti:
Ne consegue che il Canzoniere potrebbe essere inteso come un breviario poetico (una poesia per ogni giorno dell'anno)
Il Canzoniere è una raccolta delle rime composte durante tutta la vita. Rime che per la prima volta vengono organizzate all'interno di un libro. Canzoniere, dunque, come aggregazione ragionata di frammenti (poesie). Ogni poesia ha un significato autonomo, ma è strettamente intrecciata con le altre in un fitto gioco di corrispondenze per cui nel Canzoniere nulla è mai casuale. Esempio: Laura appare per la prima volta a Petrarca il 6 aprile 1327 e muore il 6 aprile 1348. Questa data consacra a Laura il numero 6 che, pertanto, viene ribadito 2 volte dal numero globale dei componimenti: 366. Numero ribadito 2 volte perché per due volte quella data ha svolto un ruolo fondamentale per la vita del poeta. Altra corrispondenza: Petrarca fa coincidere il giorno dell'innamoramento con quello della morte di Cristo, 6 aprile. Ebbene, se si numerano i testi del Canzoniere secondo i mesi dell'anno a partire dal sonetto I (6 aprile), il primo testo della seconda parte (canzone 214) corrisponde con il giorno di Natale (nascita di Cristo). Ne consegue che attraverso tale corrispondenza Petrarca associa l'incontro di Laura con la morte di Cristo (errore, deviazione, crisi della propria spiritualità/fede) e vede nella morte di Laura (Natale) la possibilità di una vita nuova di ravvedimento e di conseguente salvezza spirituale.
Il libro è la storia di una trasformazione, di una vicenda esemplare di errore (l'amore per Laura, cioè l'amore per ciò che è terreno) e disillusione (la scoperta della vanità e della caducità delle cose mondane e, di conseguenza, anche dell'amore per Laura). Senso espresso nel proemio (Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono).
Petrarca invita al lettore a seguire un percorso che va dal primo giovanile errore del poeta, dominato da un amore fatto di vane speranze, sino alla vergogna per questa schiavitù amorosa accompagnata da pentimento e scoperta della vanità delle cose mondane.
La sequenza dei singoli componimenti oltre a non corrispondere alla sequenza cronologica della loro scrittura, non segue neppure un movimento narrativo o romanzesco.
Il Canzoniere non è una storia d'amore colta nella sua evoluzione, ma è un intreccio di situazioni che creano una ricca trama di corrispondenze e contrasti.
Il Canzoniere può essere letto come analisi dell'io del poeta alle prese col tema sempre uguale dell'amore.
A Petrarca non interessa tanto narrare la sua storia d'amore per Laura, quanto soprattutto analizzare le ripercussioni che tale amore provoca sul suo animo. Attraverso il Canzoniere Petrarca mira a rappresentare il suo perpetuo travaglio esistenziale, la sua inquietudine che gli deriva dal trovarsi da sempre in bilico tra la scelta del mondo terreno e di quello spirituale. Petrarca rappresenta i contrasti che animano il suo io, le sue irrisolte tensioni e il continuo conflitto tra ciò che sente di essere e ciò che vorrebbe essere. La poesia del Canzoniere è frutto dell'introspezione e dell'autoanalisi del poeta che vorrebbe votarsi a Dio, ma è incapace di rinunciare all'amore per Laura. Il poeta, che coglie la limitatezza e la fragilità umana, avverte la caducità e la vanità dei valori terreni, prova la percezione dolorosa dell'inesorabile scorrere del tempo e dell'imminenza della morte, vorrebbe ancorarsi a certezze definitive, a una fede solida e incrollabile, ma non è capace di liberarsi del suo ostinato desiderio di bellezza terrena che si incarna in Laura. Aspira al divino, ma non riesce ad allontanarsi dagli affetti umani.
Tutto il Canzoniere gravita attorno al suo amore per Laura. Da Laura egli elimina ogni traccia di realismo e concretezza fisica: atti, gesti e situazioni si collocano su un piano di astrazione simbolica, diventano segni di un'esperienza interiore.
Il nome di Laura rinvia al lauro con cui Petrarca fu incoronato poeta, tuttavia Laura non è una finzione: Petrarca costruisce, a partire da un amore reale della giovinezza, un ampio repertorio di luoghi e situazioni costanti a partire dalla tradizione medievale e stilnovistica (corrispondenza tra la data del suo primo incontro, 6 aprile 1327, e quella della sua morte, 6 aprile 1348). A differenza di Beatrice (superiore forza salvifica), Laura appare come l'immagine costante di un desiderio che non si può colmare, ma che al contempo diviene una ragione di vita ed è al tempo stesso un dono e una condanna. Nell'immagine di Laura Petrarca traduce un ostinato desiderio di bellezza terrena che sempre si scontra col senso della vanità del mondo e col pentimento religioso. Attraverso l'amore per Laura, Petrarca vuole ricavare un ideale assoluto da una realtà instabile e sfuggente che si consuma e perisce. Tra il desiderio di esaltare la bellezza effimera delle cose terrene e la ricerca di una bellezza stabile ed eterna resta un'irrisolvibile e incolmabile frattura.
Laura è tratteggiata come fonte di sofferenza, perché si sottrae incessantemente al poeta, come Dafne, la ninfa che, per fuggire la passione di Apollo, si trasforma in alloro.
La duplice valenza del nome Laura-lauro richiama l'idea della ricerca sia dell'amore sia della gloria poetica (alloro/lauro usato per adornare la fronte dei poeti).
Laura è vista anche come dispensatrice di consolazione e figura benevola perché negandosi impedisce al poeta di cadere definitivamente nel peccato. Petrarca non incolpa mai Laura, ma il sentimento amoroso che l'ha colto e da cui non riesce a prendere le distanze.
Laura è una donna reale perché subisce l'azione del tempo (invecchia), ma non viene mai descritta con toni realistici. I suoi tratti fisici sono indicati in modo generico (occhi luminosi, capelli biondi, etc ... ) e tale descrizione ha il suo equivalente nella bellezza del paesaggio (vago e indefinito, spazio del sogno e dell'immaginazione).
Il paesaggio richiama gli elementi tipici del locus amoenus (idilliaco), con acque limpide, alberi fioriti, cieli sereni, etc ... Tutto resta volutamente indeterminato per consentire di universalizzare l'esperienza, sottraendola ad un contesto storico e geografico preciso.
Petrarca crea modelli che si imporranno per secoli: la donna appare splendente e preziosa, caratterizzata da «capei d'oro a l'aura sparsi», da nobili vesti, bianca carnagione del volto, occhi luminosi. Su tutte le cose che essa tocca si posa qualcosa di tenero, di leggero, i suoi movimenti hanno cadenze soavi mentre la bellezza della natura si raccoglie attorno a lei.
La donna esiste non tanto nella sua autonomia, quanto per il fatto che è investita dal desiderio del poeta.
Ricorre l'ondeggiamento tra fantasticheria e senso di colpa, tra nostalgia e sogno, tra stanchezza per il peso del peccato e indugio sulla dolcezza dell'amore
Praha we Are come Hiare frefebe & dolci acque: Que le belle membra pofc colei che fola a me par donna gentil ramo oue piacque con fofpir mi rimembra) allei di fare al bel fianco colonna berba & fior che lagonna leggiadra ricouerfc con langelico feno aer facro fereno oue amor chobegliocchi il cor mapfe date udienza infeme a ledolenti mie parole extreme S eglie pur mio deftino el cielo incio fadopra: chamor qufti occhi lagrimando chiuda qual che gratia ilmefcbino corpo fra uoi ricopra & torni lalma al pprio albergo ignuda la morte fia men cruda fe quefta fpeme porto a quel dubiofo paffo. che lo fpirito laffo non poria mai in piu ripofato porto nen piu tranquilla foffa fuggir la carne trauagliata e loffa Tempo uerra ancor forfe cba lufato foggiorno torni lafera bella & manfueta & la ouella mi fcorfe
La poesia di Petrarca privilegia l'indeterminatezza alla referenzialità precisa. Sono pertanto assenti riferimenti storici e geografici concreti, mentre paesaggio e figura femminile risultano indeterminati. La realtà esterna sembra quasi non esistere perché il vero protagonista del libro è il desiderio con le dinamiche contraddittorie che lo caratterizzano. La tematica affrontata è una tematica universale, valida per tutti e al di là di ogni tempo. Il contenuto atemporale e focalizzato sull'interiorità, la lingua armoniosa, regolare e selezionata rendono Petrarca un riferimento fondamentale per tutti i poeti delle epoche successive che vogliono misurarsi con la lirica amorosa. Il Canzoniere viene ritenuto un'opera canonica, ossia un modello da imitare fino al termine dell'Ottocento. Stile: misurato e uniforme, frutto di infinite letture (classici latini, Bibbia, Padri della Chiesa, lirica provenzale). Lingua: omogenea di tono, indefinita e facile, regolare come il latino classico. Lingua costante, media e priva di contrasti (monolinguismo petrarchesco). No termini troppo bassi né troppo elevati.