Documento dall'Università su Percorsi di Geografia Sociale. Il Pdf esplora la geografia sociale, le sue origini e sviluppi in Francia, Germania e Gran Bretagna, fino alle implicazioni nella globalizzazione. Questi appunti di Geografia per l'Università analizzano dinamiche socioculturali e geopolitiche, con focus sulla questione islamica e le migrazioni.
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Il Leudo nasce nel 1215 ed è il simbolo della Liguria. Si tratta di un'imbarcazione da carico lunga 15 metri che si trovava sulla spiaggia per evitare che il maltempo la distruggesse e la allontanasse e che doveva essere facilmente tirata sulla spiaggia con gli argani. La sua forma deriva da quella del Gozzo ma al contrario di quest'ultima si allargava al centro creando una forma piatta per poter riuscire ad arrivare vicino alla spiaggia. Importante è anche il bolzone della coperta ovvero la curvatura, caratteristica del Leudo: da una parte riusciva a scaricare dalle uscite laterali e dall'altra concentrava il carico verso il centro in modo da dare maggiore stabilità di imbarcazione. Inoltre, essa aveva un'armatura a vela latina posizionata su un'antenna (triangolare, usata dagli arabi nel Mediterraneo): essa consente di andare controvento. Un'altra caratteristica è l'albero abbattuto in avanti per spostare l'antenna da una parte all'altra dell'albero e prendere meglio il vento e per sollevare o scaricare i pesi da bordo: veniva usato come gru. La barca ha un'estrema navigabilità e non lascia scia e ciò fa si che il Leudo potesse essere utilizzato anche in mare aperto.
Essa veniva usata come imbarcazione da carico (circa 200 quintali) e come cabotaggio. Portava qualsiasi cosa ma soprattutto vino preso dall'Isola d'Elba, formaggio preso dalla Sardegna, sabbia (in dialetto chiamata 'sura' e da lì i surai che erano i leudi specializzati nella ghiaia) presa solo a Bocca di Magra in Liguria; e poi altri prodotti e merci.
Si sviluppò in Liguria perché c'era necessità di collegamento tra un paese e l'altro della riviera, cosa che negli altri posti non era risentita.
Negli anni 50 cambiò tutto: ci fu la modernizzazione del commercio e la creazione delle autostrade. I Leudi dell'area intorno a Genova raggiunsero il porto di Gallipoli per acquistare vino locale e altre merci. Oggi l'UNESCO ha dischiarato il "Leudo" un mezzo di valore storico e culturale.PERCORSI DI GEOGRAFIA SOCIALE
Il termine "geografia sociale" si ritrova già a fine 800 in alcuni lavori di Demolins e del sociologo Le Play. Nei Paesi Bassi, nel 1921, è il nome che viene conferito a tutta la geografia umana. Tale attribuzione è frutto di un compromesso tra le posizioni assunte dalle scuole di:
Con il tempo le due scuole mantengono percorsi distinti:
Ad acquisire importanza saranno la geografia sociale nata in Francia, nei Paesi di lingua tedesca e inglese.
Il primo precursore è ELISÉE RECLUS, attivo nella seconda metà dell'800. La sua geografia si interessa alla popolazione e ai suoi problemi, agli squilibri tra le parti del mondo e delle classi. Ma è con VIDAL DE LA BLANCHE che la disciplina diventa geografia sociale: il concetto di "genere di vita", cioè l'insieme delle abitudini e dei comportamenti con cui un gruppo insediato in un territorio interagisce con l'ambiente.
Al Congresso Geografico di Colonia del 1961 viene dibattuta una delle questioni principali della disciplina: se ha un suo oggetto di studio e una metodologia o se è una geografia umana con un'attenzione più marcata per i fattori sociali. Negli anni tale dibattito continua facendo emergere posizioni differenti:
Il dibattito sulla disciplina, sul suo oggetto di studio e sulle sue relazioni con discipline affini continua e negli anni 70 la geografia sociale tedesca è il risultato di un processo evolutivo che attraversa tutta la storia della geografia. Per la SCUOLA di MONACO e per SCHAFFER la geografia sociale è un nuovo orientamento metodologico dell'antropogeografia, che comprende i settori della geografia umana.
Nel 1929 BOBEK elabora il concetto di "funzione elementare" e sostiene che le forme di vita costituiscono dei gruppi condizionati sia dall'ambiente che dalle forze sociali. Dal momento in cui tale concetto inizia ad essere inteso come esigenza vitale, compito, attività o aspetto dell'esistenza nasce la geografia sociale tedesca moderna.
In Gran Bretagna alcuni pensano che la geografia sociale e quella umana siano equivalenti; altri che sia una branca della geografia umana, con una particolare apertura verso il sociale; altri ancora vogliono indagare le relazioni tra geografia sociale e geografia culturale. I geografi che scrivono in inglese non hanno l'aspirazione ad elaborare una teoria unitaria: emerge infatti una pluralità di approcci applicati ad un'altrettanta varietà di temi ampi. Una geografia sociale "radicale" si ha nell'area angloamericana, che sostiene la necessità di spostare il focus dalle strutture astratte ai problemi sociali (es. mortalità infantile o povertà), alle differenziazioni socio-spaziali (es. segregazione) e agli squilibri generali. Questa lega:
Aldilà delle posizioni assunte da diversi geografi, tale disciplina si caratterizza sostanzialmente come geografia delle dinamiche e delle differenziazioni sociali della popolazione osservate nei loro processi di sviluppo e nella loro configurazione spaziale.
L'interesse verso le disuguaglianze diventa un marchio di identificazione della geografia sociale angloamericana: focalizzandosi principalmente sulla scala urbana i problemi sociali sono molto più evidenti. Nasce così una geografia sociale urbana: gli anglosassoni, in particolare, producono studi su:
SCHAFFER riprende la definizione di geografia sociale intesa come scienza delle forme di organizzazione spaziale e dei processi spazialmente attivi delle funzioni elementari dei gruppi e delle società umane. Tale scuola afferma che esistono 7 bisogni, individuati da PARTZCH:
Ogni funzione dà vita a comportamenti spazialmente significativi e ha un campo di studio specifico coltivato da una delle branche della geografia sociale. Per comprendere il territorio così com'è organizzato bisogna conoscere la società che lo ha strutturato: il tipo e il livello di organizzazione, i rapporti tra gruppi, le dinamiche di appropriazione dello spazio, i processi decisionali. Lo studioso RUPPERT fa uno schizzo sul "sistema spaziale sociogeografico", che si legge dal sistema globale delle informazioni: alcune di queste vengono selezionate e contribuiscono alla formazione di carte mentali. Queste ultime influenzano la valutazione dell'ambiente fatta dai gruppi sociali, da qui la creazione di modelli di localizzazione. Nel considerare la relazione tra struttura e processo bisogna tener conto della possibile esistenza di fenomeni di inerzia, quello che la Scuola di Monaco chiama "principio di persistenza". Ogni processo sociogeografico si trova a dover fare i conti con un sistema conservativo, volto a mantenere intatte le proprie strutture territoriali. Il fenomeno si individua osservando come nella realtà si verifichi spesso la separazione tra fisionomia e funzione. Ogni indagine sociogeografica deve focalizzarsi su 3 punti:
Nascono così due nuovi approcci alla geografia sociale: strutturale e processuale. Tre sono gli aspetti chiave di questa Scuola: