Slide da Hub Scuola su Lo Stato assoluto. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora il concetto di Stato assoluto e le politiche di Luigi XIV, inclusa la gestione del governo e il controllo della nobiltà, per la materia Storia.
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A Luigi XIII succede il figlio: egli governerà la Francia per settantadue anni. Luigi XIV (il "Re Sole") crea lo Stato assoluto, il primo tipo di Stato "moderno". Assumendo in prima persona il governo del Paese, Luigi XIV mette fine alla frammentazione feudale dei poteri.
Quando Luigi XIV sale al trono è solo un bambino e la reggenza è affidata alla madre, Anna d'Austria. L'aristocrazia, avversata da Richelieu, pensa di potersi vendicare. Anna però consegna il potere al cardinale Mazzarino, il quale protegge il re dai nobili ribelli.
Gli aristocratici chiedono la convocazione degli Stati generali e non ottenendola passano alle congiure contro il re. La Fronda viene sconfitta nel 1653: Luigi capisce che la nobiltà è un pericolo. Essa ha privilegi inattaccabili, eserciti personali, il diritto di non pagare tasse regolari.
Dopo la morte di Mazzarino, il re dichiara che d'ora in poi avrebbe governato da solo. Egli è assistito dal Consiglio di Stato. Ai ministri affianca pochi collaboratori e sceglie egli stesso gli amministratori da inviare nelle province per far applicare le leggi (intendenti).
Lugi XIV toglie potere alla nobiltà di spada (di origine feudale), consegnandolo a uomini di fiducia. Gli aristocratici di sangue dell'amministrazione vengono sostituiti da nobili di origine borghese. Con l'inchiesta sulla nobiltà" mette definitivamente sotto controllo la nobiltà.
Per non alienarsi per sempre i Grandi di Francia, il re decide affidargli incarichi onorifici, ma dotati di laute pensioni: tutti devono però vivere a corte. Essi vengono trasferiti nella reggia sontuosa di Versailles, a venti chilometri da Parigi.
La vita a corte è scandita da un rigido cerimoniale, ma essa diviene un palcoscenico in cui il protagonista è il re. I nobili tentano di mettersi in mostra e ai entrare nene grazie del re con ogni mezzo: essi devono continuare ostentare la propria ricchezza per risaltare agli occhi di Luigi XIV.
Luigi XIV vuole imporre un'unica fede religiosa. Egli decide di piegare la resistenza ugonotta. Nel 1685 revoca l'Editto di Nantes, facendo valere il principio del cuius regio, eius religio: tutti devono seguire la religione di chi detiene il potere.
Il re sottopone a controllo gli esattori, accorgendosi delle loro ruberie: le entrate fiscali raddoppiano. Crea monopoli di Stato, di modo da garantire un'esclusiva alle aziende reali. Inoltre incrementa la fondazione di colonie in America per importare beni.
Non potendo tassare la Chiesa, le chiede forti prestiti senza restituirli mai. Vende alla borghesia uffici e cariche pubbliche e vieta ai nobili di farsi giustizia da sé. L'artefice della riorganizzazione economica e fiscale è il ministro delle finanze Jean-Baptiste Colbert.
Luigi XIV impone uno Stato assoluto: l'autorità del re deriva direttamente da Dio ed egli non ha doveri verso i sudditi. Il potere è concentrato interamente nelle mani del sovrano, il quale per mezzo di propaganda e censura costruisce attorno a sé un vero e proprio culto della personalità.
Il Re Sole può contare su esercito enorme e una marina tra le migliori dell'epoca. Egli per anni conduce una politica di espansione, conquistando nuovi territori. Le principali potenze europee si coalizzano contro la Francia, riuscendo in parte a contenerla.
All'inizio del Settecento Luigi XIV pretende di imporre un suo nipote sul trono di Spagna, scatenando la Guerra di successione spagnola contro gli Asburgo d'Austria. La Francia subisce pesanti sconfitte e alla morte del re il Paese è impoverito e in miseria.
Per via delle gesta di Luigi XIV Il francese diventa la lingua delle élite e tutti i sovrani d'Europa vogliono la loro Versailles. La politica del Re Sole suscita l'ammirazione di Federico I di Prussia, il quale piega la nobiltà al servizio dello Stato, e sulle orme della Francia inizia una politica di espansione.
Fin dalla seconda metà del Cinquecento gli zar in Russia cercano di costruire uno Stato assoluto. Quest'opera viene completata da Pietro il Grande, il quale riesce a trasformare il Paese in una potenza europea. Egli, come il Re Sole, cerca di asservire i nobili a sé.
Pietro il Grande si circonda di ministri e funzionari pubblici, e per modernizzare il Paese intende liberarsi dallo strapotere della Chiesa ortodossa. Lo zar, inoltre, stabilisce la formazione di una flotta e la costruzione di due porti: sul Mar Baltico e sul Mar Nero.
Lo zar investe moltissimo denaro riuscendo a trasferire parte delle immense ricchezze della Chiesa allo Stato. Pietro il Grande riesce a modernizzare la Russia. Tuttavia ci sono ancora elementi di arretratezza: l'agricoltura è in mano all'aristocrazia ed esistono ancora i servi della gleba.