Nascita del Cristianesimo
U 2 cap 41. LA NASCITA DEL CRISTIANESIMO
- Nell'antica Roma la religione aveva rivestito un ruolo ufficiale e istituzionale:
osservare i riti della tradizione era necessario a garantire allo Stato la pace degli dei
e a preservare la sua prosperità.
- In epoca imperiale la devozione religiosa equivaleva a una forma di venerazione nei
confronti dell'imperatore e, dunque, a una manifestazione di lealismo politico.
- Due erano i capisaldi fondamentali della religione tradizionale:
- superiorità del potere politico;
- dimensione pubblica del culto.
Esigenza di una Religione Intimista
L'ESIGENZA DI UNA RELIGIONE PIÙ INTIMISTA
- Tale esigenza trovò terreno fertile nei culti orientali che promettevano la salvezza e un
mondo ultraterreno. Si pensi agli dei egizi Iside e Osiride o al Mitraismo (culto del dio
Mitra, divinità indoiranica che, con il dio Varuna, si credeva mantenesse l'ordine cosmico:
Varuna puniva i trasgressori e Mitra proteggeva i giusti).
- Tali culti avevano carattere iniziatico: i contenuti della religione venivano comunicati
solo agli iniziati e i loro riti assumevano una forma segreta (gli adepti si riunivano in
ambienti sotterranei e sacrificavano animali alla divinità).
- Tra le classi più elevate avevano iniziato a diffondersi correnti filosofiche quali lo
stoicismo (Marco Aurelio lo seguì) secondo cui per raggiungere la serenità era necessario
liberarsi dai vizi e dominare le passioni.
- Dalla Palestina iniziò a diffondersi il Cristianesimo.
Storia degli Ebrei e della Palestina
LA STORIA DEGLI EBREI E DELLA PALESTINA
- Il territorio palestinese faceva parte della provincia della Siria ed era
diviso in tre regioni: Galilea e Samaria (sotto il controllo diretto di un
prefetto romano) e Giudea, con capitale Gerusalemme, retta da Erode
il Grande, sovrano locale coadiuvato dal Sinedrio (suprema
magistratura ebraica con funzioni religiose, direzione di affari pubblici
e amministrazione della giustizia).
- Alla morte di Erode (4 a. C.) la Giudea passò formalmente sotto la
Siria e, quindi, sotto la diretta amministrazione romana. Terra di
frequenti rivolte la cui capitale, Gerusalemme, era il centro
nevralgico della religione ebraica. I Romani tolleravano tale
religione perché era circoscritta all'interno della comunità e non
faceva proseliti all'esterno ma, al contempo, la temevano poiché
essa predicava la superiorità del potere religioso su quello
politico.
N
Galilea Cafarnaun
S
Cans Mardi
Nazareth Galea
Samaria
Sebasto
Sichen
Battesimo
di Gesù
Jericho
Monte
delle Tentacion
Terça di
Gerusalemme
Galilea
Giuda
ağVar
Morfo
Terra di
Zabulon
Profezia del Messia nella Religione Ebraica
LA PROFEZIA DEL MESSIA NELLA RELIGIONE EBRAICA
- Il culto ebraico era MONOTEISTA.
- I suoi precetti erano contenuti in una serie di testi sacri raccolti nella TORAH (Bibbia ebraica). In essa si profetizzava
l'avvento di un Messia (l' «unto del Signore», cristo in greco), un profeta che avrebbe liberato il popolo di Israele e
instaurato il regno di Dio sulla Terra.
- All'interno dell'ebraismo si possono individuare 4 correnti principali:
- sadducei: sacerdoti delle classi più alte, fedeli ai testi scritti e favorevoli ai rapporti con i Romani;
- farisei: sacerdoti di estrazione popolare, consideravano legge anche le tradizioni orali e erano contrari alla collaborazione coi
pagani;
- esseni: specie di ordine monastico che viveva ritirato dalla società in attesa del Messia;
- zeloti: osservanti rigorosi della legge, erano il braccio armato nella lotta d'indipendenza del loro Paese.
- In tale ambiente si inserì la predicazione di Gesù che si presentò quale il Messia tanto atteso e fu inviso e al Sinedrio
(non lo riconosceva come Messia) e ai Romani (che temevano nuove rivolte).
Predicazione di Gesù
LA PREDICAZIONE DI GESÙ
- La vita e la predicazione di Gesù sono narrate nei 4 Vangeli canonici, un
insieme di testi redatti d alcuni suoi discepoli dalla metà del I secolo.
- Con «Lettere di Paolo», «Atti degli apostoli»; «Epistole» e «Apocalisse», i Vangeli
costituiscono il Nuovo Testamento.
- Nuovo Testamento + Antico Testamento = Bibbia cristiana.
- Nato intorno al 6- 3 a. C., Gesù iniziò a predicare verso il 28 d. C.
- Si presentò quale figlio di Dio, da lui inviato per compiere le Sacre Scritture.
Ordena THRON
La
BIBBIA
STORUTATE LE
SCRITTURE
Rivoluzione del Messaggio di Gesù
LA RIVOLUZIONE DEL MESSAGGIO DI GESÙ
- Se da un lato il messaggio di Gesù si pose in continuità con la tradizione giudaica,
dall'altro mise in discussione alcuni aspetti della tradizione ebraica.
- Egli oppose all'identità del popolo e del sangue, la fratellanza universale tra gli uomini
che dichiarò essere tutti uguali (senza distinzioni di sesso, etnia, classe sociale).
- Predicò una morale fondata sull'amore per il prossimo e sul perdono dei torti subiti.
- Se la critica al formalismo giudaico attirò le ire dei farisei e dei sadducei, il richiamo alla
non violenza e al rispetto del potere politico (date a Cesare ... ) attirò le ire degli zeloti.
Molti lo seguirono, ne ascoltavano le parabole e le autorità iniziarono a temerlo. Fu così
che nel 31-32 fu accusato di lesa maestà (Gesù si proclamò re dei giudei).
Fu processato in tutta fretta dal sinedrio e fu condannato a morte.
La sentenza non poteva essere eseguita dal sinedrio che non
aveva la facoltà di condannare alla pena capitale gli imputati
e si delegò al tribunale romano. Il governatore dell'epoca,
Ponzio Pilato, dopo aver temporeggiato, fece eseguire la
condanna a morte per crocifissione: temeva che un suo
rifiuto avrebbe riacceso le rivolte in una terra sempre in
fermento.
La crocifissione era riservata agli schiavi, agli stranieri e ai
sovversivi. Era preceduta da flagellazione pubblica.
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Diffusione del Cristianesimo e Ruolo di Paolo di Tarso
LA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO E IL RUOLO DI PAOLO DI TARSO
- Dopo la resurrezione, gli Apostoli iniziarono una predicazione errante, dapprima nelle
comunità ebraiche di Palestina, Asia Minore e Siria e, poi, in tutte le località dell'Impero.
- Delle diverse interpretazioni del messaggio di Cristo che sorsero tra i vari discepoli, ben presto
prevalse la linea di Paolo di Tarso. Da persecutore dei cristiani egli divenne un discepolo
zelante e predicò soprattutto tra i pagani.
- Paolo riteneva che il messaggio di Gesù non fosse solo per i Giudei ma doveva essere
rivolto a tutti gli uomini: i cristiani avrebbero costituito un'entità sovranazionale unita dalla
fratellanza e dall'amore (da qui l'attributo «cattolica>> = universale).
- Paolo fondò numerose comunità con le quali si tenne sempre in contatto. Giunse a predicare sino
a Roma dove fu arrestato e decapitato nel 64 durante la persecuzione di Nerone (dopo
l'incendio).
Cristianesimo nell'Impero Romano
2. IL CRISTIANESIMO NELL'IMPERO ROMANO
- Vittima di Nerone fu anche Pietro (il primo papa). L'ostilità degli imperatori continuò sotto
Domiziano, mentre Traiano fu più moderato decretando che le autorità romane dovessero
intervenire solo in caso di denuncia privata non anonima.
- Perché il potere imperiale temeva il diffondersi della religione cristiana?
- Essa rifiutava il culto dell'imperatore e faceva costante opera di proselitismo;
- Predicava la non-violenza (i cristiani erano renitenti alla leva militare);
- Le sue comunità erano caratterizzate da un fortissimo senso d'identità interna e da una
tendenza alla separazione dal mondo esterno (per i Romani era quasi come uno Stato
nello Stato);
- Grazie alle donazioni sempre più cospicue, le comunità cristiane iniziarono a gestire
patrimoni sempre maggiori che, sebbene servissero per il sostegno a schiavi, poveri ...
destarono sospetti nelle autorità romane.
Organizzazione delle Comunità Cristiane
L'ORGANIZZAZIONE DELLE COMUNITÀ CRISTIANE
- Le prime comunità cristiane si riunivano nelle case private dei cittadini romani convertiti,
solo in seguito cominciarono a costruire delle chiese (domus ecclesiae = casa
dell'assemblea).
- I redenti pregavano e celebravano l'eucarestia guidati dai PRESBITERI che erano
coadiuvati da diaconi.
- Con l'estendersi del culto, il territorio venne diviso in diocesi con a capo un vescovo.
Questi col tempo assunse sempre più potere, anche perche amministrava patrimoni
cospicui. In particolare il vescovo di Roma, riconosciuto come il più importante in quanto
successore di Pietro.
- Dal IV secolo il vescovo di Roma fu chiamato PAPA (padre).