Il lavoro di rete come pratica dello psicologo di comunità

Documento di Università sul lavoro di rete come pratica dello psicologo di comunità. Il Pdf esplora il ruolo del professionista e le tipologie di organizzazione della rete, analizzando concetti come la mappatura della rete e la network therapy in Psicologia.

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ALEXANDRA GABRIELA NEAMTU
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LEZIONE 14:
il lavOrO di rete cOme pratica dellO
psicOlOgO di cOmunità (10):
Rete = metafora che indica le relazioni tra soggetti sociali (individui, gruppi, organizzazioni,
sistemi sociali). In ambito psicosociale indica interventi metodologici a livelli diversi:
si possono individuare un livello centrato sull'individuo e sulle caratteristiche della sua rete
sociale (egocentrato)
Riguardo gli spunti teorici e quelle prassi operative del lavoro sociale che riconoscono le
potenzialità preventive e riabilitative della rete di appartenenza, le sue funzioni supportive e
l'utilizzo delle risorse presenti nella comunità. Questa metodologia di intervento condivide il
presupposto lewiniano che il comportamento e la mobilità sociale di un individuo sono determinati
dalle forze presenti nel suo campo in un dato momento; la posizione che un soggetto occupa nella
rete e le caratteristiche di questa possono avere più influenze delle variabili individuali o
dell'atteggiamento culturale.
Un intervento individuale di rete si fonda su un'analisi preliminare della struttura delle connessioni
sociali del soggetto su cui è focalizzata l'attenzione. La prima fase dell'intervento prevede la
mappatura della rete e in questa fase l'operatore utilizza strumenti quali interviste e questionari
semistrutturati; le informazioni raccolte possono essere integrate con dati di tipo osservazionale e
questa analisi può evidenziare condizioni di marginalità e di notevole carenza di legami e di
sostegno sociale. Si pone in questi casi l'esigenza di allargare o addirittura creare ex novo una rete
personale è sufficientemente ricca ed estesa.
Un esempio è la deistituzionalizzazione e di un detenuto o di un malato psichiatrico. Un adeguato
intervento di comunità dovrà offrire al soggetto occasioni di socializzazione soprattutto nelle prime
fasi reinserimento: dalla possibilità di vivere in casa e alloggio a quella di frequentare un day
hospital dal facilitare la ricerca di un'occupazione all'opportunità di partecipare a iniziative e
frequentare i centri sociali nel tempo libero. L'integrazione comunitaria si basa sulle opportunità di
accedere alle risorse di sviluppare reti sociali, di contribuire alla società e di impegnarsi in attività
che collegano le persone alla loro comunità.
[mappatura della rete]
L'integrazione nella comunità è un elemento particolarmente rilevante anche per le persone che
hanno vissuto un'esperienza cronica o di lunga durata di malattia mentale o di disagio abitativo. Essi
provano sentimenti di solitudine, rifiuto e isolamento e non hanno le stesse opportunità di
impegnarsi in attività comunitarie o di sviluppare reti sociali. La partecipazione delle persone con
malattie mentali ad attività significative favorisce un maggiore senso di appartenenza alla comunità
che ha un effetto positivo sulla qualità di vita, sulla soddisfazione e sul benessere psicologico. Nella
diagnosi clinica storie di ospedalizzazione o di ricovero psichiatrico non necessariamente
determinano quantità e qualità della rete di supporto sociale dei pazienti.
Il programma casa primeiro realizzato da Ornelas collaboratori nel 2014 fornisce appartamenti
individuali e distribuiti all'interno di quartieri residenziali a persone senza fissa dimora o con gravi
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malattie mentali. Il programma cerca di collegare i partecipanti alle risorse della comunità di
facilitare i rapporti con il quartiere di sostenere i progetti e le attività dei partecipanti nella
comunità. Vari studi comparativi hanno documentato come partecipanti impegnati con questo
programma percepissero i servizi offerti come più in grado di sviluppare competenze e offrire
possibilità di miglioramento rispetto ai partecipanti impegnati nel trattamento tradizionale.
In casi meno radicali si può presentare la necessità di ristrutturare una rete personale magari
abbastanza densa ma che offre un tipo di supporto inadeguato o ambivalente. In queste situazioni
essenziali i sistemi formali di sostegno intuiscano quali sono i potenziali sostenitori da stimolare,
formare o appoggiare affinché aiutino più efficacemente e correttamente il soggetto del gruppo
target. Quanto più possibile si scelgono le figure supportive informali che hanno legami significativi
e privilegiati a partire dalle figure parentali.
[integrazione del tessuto sociale]
L'intervento di rete centrato sull'individuo fa riferimento a terapia di rete, community care,
intervento di rete egocentrato, lavoro sociale di rete. Croce e Merlo hanno elaborato uno schema di
intervento di rete di derivazione clinica che riassume efficacemente le procedure comunemente
utilizzate nell'ambito del lavoro sociale. La network therapy è una tecnica utile per potenziare le
risorse supportive della rete di legami più prossima al soggetto di cui si intende evitare
l’etichettamento come paziente gli operatori strutturano un ciclo di sedute incontri di gruppo
invitando insieme alla persona in crisi i membri significativi della sua rete attuale. Tali incontri sono
finalizzati a individuare condotte positive e strategie supportive e attuabili concretamente dalla rete
che circonda il soggetto. Negli Stati Uniti sono stati sperimentati interventi di questo tipo su
famiglie in cui si erano verificati episodi di maltrattamento e violenza, nei quali di rado è sufficiente
un intervento psicologico solo individuale e familiare ma serve allargare incrementare i legami del
nucleo con i sistemi esterni sia formali che informali.
La network therapy tende operare e a potenziare l'azione dei sistemi formali. Le strategie orientate
alla rete sono state ampiamente utilizzate nella sanità pubblica per diversi tipi di interventi, tra cui la
cessazione del fumo, lo screening del cancro cervicale, la dieta e la gestione del peso. Sono stati
anche utilizzati con altre popolazioni vulnerabili come i consumatori di sostanze stupefacenti, nella
riduzione del rischio di hiv e per fornire supporto a individui con condizioni croniche come il
diabete. Un utilizzo più recente riguarda gruppi vulnerabili come i richiedenti asilo e i rifugiati: in
questi casi le strategie di rete hanno migliorato il sostegno sociale e i fattori che riducono la
vittimizzazione ripetuta.
[network therapy]
un livello centrato sull'interazione tra organizzazioni per renderla più funzionale al
raggiungimento di determinati obiettivi (di comunità)
Si riferisce a modalità operative di lavoro sul territorio che configurano un disegno organizzativo a
rete. Questo filone di studi pone il focus sull'insieme di relazioni esistenti tra organizzazioni diverse
del territorio.
Lo sviluppo e la diffusione del lavoro di rete sono stati facilitati da tre ordini di eventi:
il processo di democratizzazione della società lo sviluppo verso la società moderna è
passato attraverso una progressiva modificazione del modo di concepire l'esistenza che
appare sempre più caratterizzata da richieste di emancipazione psicologica, dalla ricerca di

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ALEXANDRA GABRIELA NEAMTU

LEZIONE 14: IL LAVORO DI RETE COME PRATICA DELLO PSICOLOGO DI COMUNITÀ

Rete = metafora che indica le relazioni tra soggetti sociali (individui, gruppi, organizzazioni, sistemi sociali). In ambito psicosociale indica interventi metodologici a livelli diversi:

  • si possono individuare un livello centrato sull'individuo e sulle caratteristiche della sua rete sociale (egocentrato)

Riguardo gli spunti teorici e quelle prassi operative del lavoro sociale che riconoscono le potenzialità preventive e riabilitative della rete di appartenenza, le sue funzioni supportive e l'utilizzo delle risorse presenti nella comunità. Questa metodologia di intervento condivide il presupposto lewiniano che il comportamento e la mobilità sociale di un individuo sono determinati dalle forze presenti nel suo campo in un dato momento; la posizione che un soggetto occupa nella rete e le caratteristiche di questa possono avere più influenze delle variabili individuali o dell'atteggiamento culturale.

Un intervento individuale di rete si fonda su un'analisi preliminare della struttura delle connessioni sociali del soggetto su cui è focalizzata l'attenzione. La prima fase dell'intervento prevede la mappatura della rete e in questa fase l'operatore utilizza strumenti quali interviste e questionari semistrutturati; le informazioni raccolte possono essere integrate con dati di tipo osservazionale e questa analisi può evidenziare condizioni di marginalità e di notevole carenza di legami e di sostegno sociale. Si pone in questi casi l'esigenza di allargare o addirittura creare ex novo una rete personale è sufficientemente ricca ed estesa.

Un esempio è la deistituzionalizzazione e di un detenuto o di un malato psichiatrico. Un adeguato intervento di comunità dovrà offrire al soggetto occasioni di socializzazione soprattutto nelle prime fasi reinserimento: dalla possibilità di vivere in casa e alloggio a quella di frequentare un day hospital dal facilitare la ricerca di un'occupazione all'opportunità di partecipare a iniziative e frequentare i centri sociali nel tempo libero. L'integrazione comunitaria si basa sulle opportunità di accedere alle risorse di sviluppare reti sociali, di contribuire alla società e di impegnarsi in attività che collegano le persone alla loro comunità.

Mappatura della rete

L'integrazione nella comunità è un elemento particolarmente rilevante anche per le persone che hanno vissuto un'esperienza cronica o di lunga durata di malattia mentale o di disagio abitativo. Essi provano sentimenti di solitudine, rifiuto e isolamento e non hanno le stesse opportunità di impegnarsi in attività comunitarie o di sviluppare reti sociali. La partecipazione delle persone con malattie mentali ad attività significative favorisce un maggiore senso di appartenenza alla comunità che ha un effetto positivo sulla qualità di vita, sulla soddisfazione e sul benessere psicologico. Nella diagnosi clinica storie di ospedalizzazione o di ricovero psichiatrico non necessariamente determinano quantità e qualità della rete di supporto sociale dei pazienti.

Il programma casa primeiro realizzato da Ornelas collaboratori nel 2014 fornisce appartamenti individuali e distribuiti all'interno di quartieri residenziali a persone senza fissa dimora o con gravi 100ALEXANDRA GABRIELA NEAMTU malattie mentali. Il programma cerca di collegare i partecipanti alle risorse della comunità di facilitare i rapporti con il quartiere di sostenere i progetti e le attività dei partecipanti nella comunità. Vari studi comparativi hanno documentato come partecipanti impegnati con questo programma percepissero i servizi offerti come più in grado di sviluppare competenze e offrire possibilità di miglioramento rispetto ai partecipanti impegnati nel trattamento tradizionale.

In casi meno radicali si può presentare la necessità di ristrutturare una rete personale magari abbastanza densa ma che offre un tipo di supporto inadeguato o ambivalente. In queste situazioni essenziali i sistemi formali di sostegno intuiscano quali sono i potenziali sostenitori da stimolare, formare o appoggiare affinché aiutino più efficacemente e correttamente il soggetto del gruppo target. Quanto più possibile si scelgono le figure supportive informali che hanno legami significativi e privilegiati a partire dalle figure parentali.

Integrazione del tessuto sociale

L'intervento di rete centrato sull'individuo fa riferimento a terapia di rete, community care, intervento di rete egocentrato, lavoro sociale di rete. Croce e Merlo hanno elaborato uno schema di intervento di rete di derivazione clinica che riassume efficacemente le procedure comunemente utilizzate nell'ambito del lavoro sociale. La network therapy è una tecnica utile per potenziare le risorse supportive della rete di legami più prossima al soggetto di cui si intende evitare l'etichettamento come paziente gli operatori strutturano un ciclo di sedute incontri di gruppo invitando insieme alla persona in crisi i membri significativi della sua rete attuale. Tali incontri sono finalizzati a individuare condotte positive e strategie supportive e attuabili concretamente dalla rete che circonda il soggetto. Negli Stati Uniti sono stati sperimentati interventi di questo tipo su famiglie in cui si erano verificati episodi di maltrattamento e violenza, nei quali di rado è sufficiente un intervento psicologico solo individuale e familiare ma serve allargare incrementare i legami del nucleo con i sistemi esterni sia formali che informali.

La network therapy tende operare e a potenziare l'azione dei sistemi formali. Le strategie orientate alla rete sono state ampiamente utilizzate nella sanità pubblica per diversi tipi di interventi, tra cui la cessazione del fumo, lo screening del cancro cervicale, la dieta e la gestione del peso. Sono stati anche utilizzati con altre popolazioni vulnerabili come i consumatori di sostanze stupefacenti, nella riduzione del rischio di hiv e per fornire supporto a individui con condizioni croniche come il diabete. Un utilizzo più recente riguarda gruppi vulnerabili come i richiedenti asilo e i rifugiati: in questi casi le strategie di rete hanno migliorato il sostegno sociale e i fattori che riducono la vittimizzazione ripetuta.

Network therapy

  • un livello centrato sull'interazione tra organizzazioni per renderla più funzionale al raggiungimento di determinati obiettivi (di comunità)

Si riferisce a modalità operative di lavoro sul territorio che configurano un disegno organizzativo a rete. Questo filone di studi pone il focus sull'insieme di relazioni esistenti tra organizzazioni diverse del territorio.

Lo sviluppo e la diffusione del lavoro di rete sono stati facilitati da tre ordini di eventi:

  • il processo di democratizzazione della società > lo sviluppo verso la società moderna è passato attraverso una progressiva modificazione del modo di concepire l'esistenza che appare sempre più caratterizzata da richieste di emancipazione psicologica, dalla ricerca di 101ALEXANDRA GABRIELA NEAMTU processi di individuazione, dagli accelerati cambiamenti ambientali cui l'uomo occidentale moderno è esposto legittimano un'aumentata aspettativa di discrezionalità nella vita di ciascuno di noi. Nel periodo paleoindustriale l'identità personale veniva subita, quindi determinata interamente da forti appartenenze sociali e di clan. La diffusione di prodotti industriali di consumo invece facilita la ricerca di un'identità espressa attraverso l'acquisto e il possesso di beni e servizi che costituiscono lo status symbol quindi un'identità che potremmo definire comprata. Queste tendenze appaiono tutt'oggi dominanti a livello di massa ma inizia anche a svilupparsi una tendenza a ricercare una qualità di vita indipendente dagli oggetti che si comprano e questo processo porta verso la costituzione di un'identità creata: un tentativo di forgiare la propria personalità attraverso un itinerario personale di formazione ed esperienza. Si afferma così una cultura individualistica sulle cui conseguenze i moderni sociologi dimostrerebbero opinioni discordanti ma che appare accompagnata da eventi di democratizzazione di emancipazione collettiva. Nella sfera pubblica è chiaro il passaggio dal dominio di una sola interpretazione alla compresenza e l'interdipendenza di vari modi di concepire la vita e il benessere sociale e dove si assiste a un progressivo spostamento del potere sempre più centrato sul territorio e su organismi e legami di tipo volontaristico. Questo permette lo sviluppo di un lavoro di rete il quale richiede la rottura di rigide catene di comando il superamento di definizione troppo unilaterali di problemi interventi, l'esercizio del confronto e della collaborazione.

Fattori che facilitano la diffusione del lavoro di rete

  • lo sviluppo delle politiche sociali > le riforme di politica sociale hanno avuto tra i principi guida più significativi la desegregazione e la deistituzionalizzazione che hanno messo sotto accusa la risposta unica a specifica e disumanizzata che caratterizzava gli interventi sociali precedenti a questo periodo. Le risposte fornite al disagio sociale erano rigide, predefinite e organizzate, tutto è inserito all'interno di un circuito di tipo assistenziale. Il superamento di questa situazione è stato attuato lungo due direttrici: la specializzazione e differenziazione delle prestazioni e la loro umanizzazione e personalizzazione. Questo ha portato a una creazione progressiva di una rete formale di supporto comunitario. Dalla fine degli anni '60 si è assistito alla crescita sia quantitativa che qualitativa di servizi sempre più differenziati questo processo di differenziazione storicamente è stato favorito dallo sforzo di adeguamento alle esigenze delle diverse realtà territoriali ed all'evoluzione della professionalità degli operatori sviluppatasi nel senso di una specializzazione delle competenze. Ora siamo in presenza di una specializzazione funzionale di servizi che si somma a quella professionale degli operatori. L'esito di questo processo evolutivo è stato quello di diversificare e arricchire le capacità di cogliere e di rispondere alle necessità della popolazione ma anche creare condizioni di sovrapposizione di competenze e di parcellizzazione della richiesta dell'utente. La perdita di una visione globale delle situazioni in esame ha posto le basi per una crisi del modello tayloristico di gestione del disagio. Allo stato attuale i servizi sono organizzati per lo più secondo criteri di campo e di competenza piuttosto rigidi che incentivano lo sviluppo di percorsi paralleli di intervento accentuano problemi di comunicazione. Da un lato diventa più evidente come i bisogni sociali e sanitari e il nuovo modo di concepirli possono trovare risposta in un'unica figura professionale ma dall'altro emerge più il bisogno di integrazione e coordinamento degli apporti professionali specifici.

Specializzazione e differenziazione delle prestazioni

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