Slide di Università sui tumori cerebrali, le loro classificazioni e il ruolo cruciale dell'imaging diagnostico. Il Pdf, utile per lo studio della Biologia a livello universitario, descrive le tecniche di TC e RM, evidenziandone vantaggi e applicazioni specifiche.
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Il ruolo dell'imaging nei tumori cerebrali non si limita a costituire un fondamentale supporto diagnostico, ma offre un'utile guida ai fini del trattamento, ad esempio per il neurochirurgo in fase pre-operatoria, e ai fini del follow-up.
Possiamo classificare i tumori cerebrali in:
Questi sono distinti, come tutte le neoplasie, in primitivi e secondari. Nel tempo si sono susseguite varie classificazioni, come quella dell'O.M.S., ma queste suddivisioni sono molto più utili in campo anatomo- patologico che dal punto di vista clinico e dell'imaging.
Tra i tumori primitivi intra-assiali, possiamo distinguere:
Per quanto riguarda i tumori secondari intra-assiali, i tumori che mestastatizzano più frequentemente a livello del parenchima cerebrale sono il melanoma (13%), i tumori polmonari (40%), i tumori della mammella (11%).
Tra i tumori primitivi extra-assiali, escludendo le neoplasie sellari, abbiamo:
Il discorso riguardante i tumori secondari extra-assiali è piuttosto ampio, in quanto le metastasi possono interessare l'involucro osteo-durale, possono essere leptomeningee (le leptomeningi sono le membrane che rivestono più intimamente il parenchima cerebrale, dunque soprattutto la pia madre).
Le tecniche di diagnostica per immagini più performanti, nell'ambito della patologia neoplastica cerebrale, sono la TC e la RM. Sono entrambe tecniche assiali, basate su principi differenti, forniscono informazioni diverse.
La RM è più performante della TC in virtù
La TC è una valida alternativa in diverse situazioni:
La TC consente oltretutto una miglior definizione delle strutture ossee, aspetto estremamente utile in caso di neoplasie che invadono l'osso, metastasi ossee o tumori che mostrano strutture calcifiche;
Quindi possiamo ritenere la RM l'indagine d'elezione nel sospetto di una neoplasia endocranica o nella necessità di escluderla perché è uno studio multiparametrico (si sfrutta il confronto di più sequenze per riconoscere un'eventuale lesione), dotato di migliore risoluzione di contrasto vista la possibilità di utilizzare le varie sequenze (T1, T2 ecc.), che denota un'assenza di artefatti o strutture ossee che invece caratterizzano la TC. soprattutto nello studio dei tumori della fossa cranica posteriore. Il più grosso vantaggio della RM è quello di abbinare ad uno studio morfologico uno studio funzionale-metabolico, mediante sequenze di diffusione, perfusione, spettroscopia, e altri studi strettamente funzionali con la possibilità di individuare le cosiddette "aree nobili", di fondamentale importanza in campo oncologico, soprattutto dal punto di vista della pianificazione pre-chirurgica, poiché offrono importanti informazioni sulle strutture adiacenti alla lesione.
Gli obiettivi dell'imaging sono:
La RM rende possibile la multiplanarità, anche perché possiamo ottenere un buon contrasto e aumentare la definizione delle lesioni piccole. Es. 1: l'immagine (sopra)mostra un neurinoma del facciale: noi possiamo visualizzarlo sul piano assiale, coronale e sagittale. Es. 2: (img sotto) un neurinoma (tumore che deriva dalle guaine dei nervi) localizzato nel trigemino: anche se di piccole dimensioni, la somministrazione del mezzo dicontrasto ci permette di evidenziarlo. Queste sono chiaramente le diagnosi più difficili, quelle delle lesioni di piccole dimensioni.
Es. 3: ganglioglioma localizzato in sede temporale, visualizzabile in T1, T2, prima e dopo mezzo di contrasto; è una lesione relativamente benigna.
Es. 4: nodulo localizzato all'apice del ventricolo, visualizzabile sui 3 piani: è in realtà una metastasi di carcinoma polmonare. (sequenze 3D a strato sottile)
Es.5 : carcinoma mammario, la somministrazione di una doppia dose di MDC e l'acquisizione tardiva delle img permettono localizzazioni non visibili tramite la singola dose di MDC. Talvolta possono esserci problemi relativi all'impregnazione e le immagini possono apparire sfumate dopo somministrazione di mezzo di contraso; in questi casi si somministra una doppia dose e si ottiene un netto miglioramento.
Come già detto, condiziona la programmazione terapeutica e la prognosi.
Es. 1: glioblastoma, tipico tumore intrassiale; le varie sequenze permettono di vedere l'enhancement di impregnazione, quindi i limiti del tumore, l'edema peritumorale che appare ipointenso (ben visualizzabile specialmente in T2).
Es. 2: neoplasia extra-assiale tipica (meningioma); la localizzazione è desunta da diversi aspetti: ha un'immagine semilunare, quindi si suppone che la base sia rivolta esternamente, inoltre c'è un'importante compressione delle circonvoluzioni e il vallo liquorale (liquor che separa la lesione dal parenchima cerebrale) è iperintenso, elemento che ci suggerisce che la lesione si sta espandendo verso l'interno; infine la distribuzione del mezzo di contrasto è diffusa e omogenea.
Es. 3: mestastasi extra-assiali che originano dalla superficie interna del tavolato cranico a ridosso dell'area motoria, definibili in estensione e sviluppo con l'ausilio della RM.
Si possono presentare delle lesioni che mimano una patologia neoplastica.
Es. 1: lesione espansiva, grossolana, tondeggiante, che si colora con il mezzo di contrasto; analizzando le sequenze successive, vediamo lesioni in altre parti del cervello che ci indirizzano verso l'esclusione della patologia neoplastica, in quanto questa è in realtà una placca di Sclerosi Multipla (SM) che può simulare un tumore e si accompagna a tante altre placche simili.
Es. 2: lesione espansiva emorragica iperdensa alla TC di prima istanza; controllata alla RM qualche giorno dopo, si conferma la presenza di sangue, mentre a distanza di un mese le dimensioni si riducono e questo porta a sospettare un focolaio emorragico in corso di riassorbimento. Peraltro è visibile l'emosiderina nera che circonda il focolaio . 6 mesi dopo compaiono invece delle calcificazioni a livello della lesione e viene confermata la diagnosi di lesione neoplastica, in questo caso una forma abbastanza aggressiva di oligoastrocitoma anaplastico. Talvolta è necessario ricorrere all'esame bioptico oppure seguire vari controlli nel tempo per giungere a una diagnosi certa.
Questo aspetto è determinante, poiché tiene conto dell'epicentro della neoplasia e della vicinanza della neoplasia ad aree adiacenti dotate di complessità e significato funzionale importanti. Come già detto, questo è fondamentale ai fini della scelta terapeutica.
Es. 1: tumore disembriogenetico, localizzato in prossimità dell'area motoria; è importante localizzarlo con precisione perché la sua vicinanza all'area motoria con parziale infiltrazione ci porta a escludere la soluzione chirurgica.