Motilità nel sistema gastro-enterico: funzioni e movimenti digestivi

Documento dall'Università sulla motilità nel sistema gastro-enterico. Il Pdf, di Biologia e adatto per l'Università, esplora i movimenti peristaltici, di segmentazione e la contrazione degli sfinteri, evidenziando l'importanza della motilità per l'efficienza digestiva.

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FISIOLOGIA PROFESSORESSA MARINO LEZ. N° 52 - 29/03/2022
MOTILINEL SISTEMA GASTRO-ENTERICO
La motilità è una delle funzioni del
tratto gastro-enterico. Il viaggio che
stiamo facendo all’interno di questo
sistema, ci ha portato ad iniziare da uno
dei sistemi di controllo che abbiamo
identificato con il sistema nervoso
enterico. Quindi, abbiamo iniziato anche
a rispondere alla domanda “cosa dovrà
controllare mai questo sistema di
controllo. Risponderemo che, non
essendo solo, prevederà anche la
presenza di un corrispettivo dal punto di
vista endocrino, infatti parleremo anche
di ormoni gastrointestinali.
Allora ad essere controllate saranno tre
funzioni fondamentali del tratto
gastroenterico che sono la motilità, le
secrezioni e l’assorbimento. Questi
sono i capi saldi attorno a cui ruota
l’intera funzionalità del tratto gastroenterico. Quindi ogni volta che parliamo di funzioni del tratto
gastroenterico si intendono specificatamente queste 3. Insomma tutto ciò che intorno alla motilità,
alle secrezioni esocrine ed endocrine. Pe per quest’ultime ossia le secrezioni endocrine parleremo
di ormoni gastrointestinali. Infine avremo l’assorbimento che come già detto la lezione scorsa
rappresenta il culmine della funzionalità del tratto gastro-enterico. Tutto il tratto gastro-enterico è
organizzato in maniera funzionale all’assorbimento. Se io non avessi lassorbimento non
troverebbero motivo di esistere tutte le altre strutture. Quindi lassorbimento deve essere garantito
poic ci consente di vivere, perché se non si assorbono nutrienti non si può vivere.
Andando ad analizzare queste tre funzioni iniziamo a parlare della motilità.
Innanzitutto per motilità a livello del tratto gastroenterico si intende (come si può evincere dalla
slide) i tipici movimenti che si riscontrano a livello del tratto gastroenterico ossia peristalsi,
segmentazione e contrazione degli sfinteri. Queste sono le tipologie con le quali abbiamo
prevalentemente da fare. Questi movimenti non verranno trattati specificatamente, ma faremo un
viaggio nel tratto gastroenterico per evidenziarli.
Chiara deve essere la direzionalità con la quale raffiguriamo le funzioni perc all’interno del tratto
gastroenterico diversamente forse da altri apparati o sistemi, è possibile individuare chiaramente
una direzione funzionale cranio caudale. Poiché noi mangiamo introducendo dalla bocca e poi
eliminiamo i prodotti di rifiuto attraverso l’ano. Quindi il viaggio che gli alimenti fanno al fine di essere
trasformati per l’assorbimento intestinale ha una direzione ben precisa. Quest’ultima, è la stessa che
caratterizza il nostro metodo descrittivo, seguendo
sempre la direzione cefalo-caudale in maniera
ordinata. Seguiamo una disposizione anatomica ma
anche funzionale.
In questa slide sono riassunti i movimenti che sono
dovuti alle strutture, ossia l’attività tonica degli
sfinteri, i movimenti di rimescolamento e i
movimenti di propulsione che trovano origine nella
capacità contrattile della fibrocellula liscia che
appartiene agli sfinteri e alla componente muscolare
che circonda. Tipicamente ogni volta che parliamo di motilità con particolare riferimento a peristalsi
e segmentazione abbiamo davanti agli occhi la sezione trasversa del duodeno. Qui (nel duodeno)
possiamo rintracciare la disposizione circolare e longitudinale degli elementi cellulari che
costituiscono la muscolatura liscia. Dalla particolare disposizione di questa componente muscolare
nasce la funzionalità differente, e ciò non è banale, poiché una funzionalità differente giustifica
un’utilità differente. I movimenti di rimescolamento infatti hanno una funzione, mentre i movimenti di
propulsione ne hanno un’altra. Dal punto di vista didattico li separiamo ma è chiaro che durante i
processi digestivi vengono realizzati entrambi fatti salvi ovviamente gli sfinteri, poiché stiamo
parlando della tonaca muscolare che circonda la sezione trasversa del duodeno facciamo
riferimento prevalentemente ai movimenti di propulsione e di rimescolamento.
Gli sfinteri che già avete studiato sono il cardias
ossia sfintere esofageo inferiore che è quello che
fa il lavoro più importante insieme allo sfintere
duodenale. Il cardias è importante appunto per la
motilità di cui parliamo parlato fino ad ora quindi
alle tipiche contrazioni toniche, ricordando che
abbiamo detto che le contrazioni della fibrocellula
liscia, del muscolo liscio in generale possono
essere durature, durano per molto tempo e quindi
la prestazione dello sfintere che si mantiene
contratto e che garantisce la chiusura del
condotto diventa molto importante, il cardias deve
rimanere ben chiuso poiché la pervietà al
momento sbagliato produce danno visto che
l’ambiente gastrico è tremendamente acido, cosa
che invece non è l’ambiente esofageo. Quindi
solo all’occorrenza lo sfintere esofageo inferiore deve cedere il passo. Tra poco vedremo meglio il
concetto di “cedere passo alla pervietà” quindi al lasciare passare al bolo alimentare che cerca di
arrivare allo stomaco.
Lo sfintere duodenale sarà altrettanto importante come barriera di chiusura tra 2 ambienti altrettanto
diversi, cioè ambiente gastrico tremendamente acido e ambiente duodenale che sicuramente non è
acido, lo è solo per alcuni versi che poi vedremo. Quindi anche lo sfintere duodenale si apre
all’occorrenza, per garantire il progredire del contenuto. Questa progressione del contenuto che
assume nomi diversi quali bolo alimentare, chimo, chilo ci accompagnerà sempre, per tutto
l’argomento che tratteremo, quindi dovremo fare attenzione a quello che diciamo.
Arrivati a questo punto ci chiederemo “A cosa serva la motilità nel tratto gastroenterico?”.
Ci sono delle funzioni, delle operazioni che fanno capo all’attività contrattile, o per meglio dire che
sono permesse dall’attività contrattile, ma come g abbiamo detto la scorsa lezione, non è
prerogativa esclusiva del muscolo liscio la capacità di motilità nel tratto gastroenterico. Prova ne è
che possiamo muovere volontariamente la bocca, le labbra ai fini della fonazione. Questo è possibile
poic la muscolatura liscia non è
impegnata, ma sono usati muscoli
volontari quindi muscoli della lingua,
muscoli elevatori. Nella slide
accanto, esempio ne è la
masticazione in cui sono coinvolti
appunto i muscoli striati ossia
muscoli masticatori: muscolo
massetere, muscoli temporali e
pterigoideo eccetera. Diventano
muscoli importanti, lavorano a
comando anche se la slide ci dice
che è l’innesco che è volontario,
fateci caso. Quando mastichiamo per demolire il cibo che stiamo mordendo, che stiamo assumendo
boccone per boccone, è l’inizio l’atto volontario, il primo morso è l’atto volontario dopo di che non ti
accorgi nemmeno che la masticazione stia continuando eppure sono muscoli striati quindi muscoli

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Motilità del sistema gastro-enterico

FISIOLOGIA - PROFESSORESSA MARINO - LEZ. Nº 52 - 29/03/2022 MOTILITÀ NEL SISTEMA GASTRO-ENTERICO La motilità è una delle funzioni del tratto gastro-enterico. Il viaggio che stiamo facendo all'interno di questo sistema, ci ha portato ad iniziare da uno dei sistemi di controllo che abbiamo identificato con il sistema nervoso enterico. Quindi, abbiamo iniziato anche a rispondere alla domanda "cosa dovrà controllare mai questo sistema di controllo". Risponderemo che, non essendo solo, prevederà anche la presenza di un corrispettivo dal punto di vista endocrino, infatti parleremo anche di ormoni gastrointestinali.

Motilità nel sistema gastrointestinale

Tipo di motilità Sede Funzione principale Propulsione Esofago Stomaco distale Intestino tenue Intestino crasso Peristalsi Intestino tenue Intestino crasso Rimescolamento Segmentazione ritmica

Allora ad essere controllate saranno tre funzioni fondamentali del tratto Sfinteri Separazione dei compartimenti, blocco dei passaggi di materiale, mantenimento pressione sui contenuti luminali Stomaco prossimale gastroenterico che sono la motilità, le secrezioni e l'assorbimento. Questi Contrazione tonica sono i capi saldi attorno a cui ruota l'intera funzionalità del tratto gastroenterico. Quindi ogni volta che parliamo di funzioni del tratto gastroenterico si intendono specificatamente queste 3. Insomma tutto ciò che intorno alla motilità, alle secrezioni esocrine ed endocrine. Però per quest'ultime ossia le secrezioni endocrine parleremo di ormoni gastrointestinali. Infine avremo l'assorbimento che come già detto la lezione scorsa rappresenta il culmine della funzionalità del tratto gastro-enterico. Tutto il tratto gastro-enterico è organizzato in maniera funzionale all'assorbimento. Se io non avessi l'assorbimento non troverebbero motivo di esistere tutte le altre strutture. Quindi l'assorbimento deve essere garantito poiché ci consente di vivere, perché se non si assorbono nutrienti non si può vivere.

Andando ad analizzare queste tre funzioni iniziamo a parlare della motilità.

Innanzitutto per motilità a livello del tratto gastroenterico si intende (come si può evincere dalla slide) i tipici movimenti che si riscontrano a livello del tratto gastroenterico ossia peristalsi, segmentazione e contrazione degli sfinteri. Queste sono le tipologie con le quali abbiamo prevalentemente da fare. Questi movimenti non verranno trattati specificatamente, ma faremo un viaggio nel tratto gastroenterico per evidenziarli.

Chiara deve essere la direzionalità con la quale raffiguriamo le funzioni perché all'interno del tratto gastroenterico diversamente forse da altri apparati o sistemi, è possibile individuare chiaramente una direzione funzionale cranio caudale. Poiché noi mangiamo introducendo dalla bocca e poi eliminiamo i prodotti di rifiuto attraverso l'ano. Quindi il viaggio che gli alimenti fanno al fine di essere trasformati per l'assorbimento intestinale ha una direzione ben precisa. Quest'ultima, è la stessa che Tipi di movimenti gastroenterici ·Attività tonica o tono ·Movimenti di rimescolamento ·Movimenti di propulsione caratterizza il nostro metodo descrittivo, seguendo sempre la direzione cefalo-caudale in maniera ordinata. Seguiamo una disposizione anatomica ma anche funzionale.

In questa slide sono riassunti i movimenti che sono dovuti alle strutture, ossia l'attività tonica degli sfinteri, i movimenti di rimescolamento e i movimenti di propulsione che trovano origine nella capacità contrattile della fibrocellula liscia che appartiene agli sfinteri e alla componente muscolareche circonda. Tipicamente ogni volta che parliamo di motilità con particolare riferimento a peristalsi e segmentazione abbiamo davanti agli occhi la sezione trasversa del duodeno. Qui (nel duodeno) possiamo rintracciare la disposizione circolare e longitudinale degli elementi cellulari che costituiscono la muscolatura liscia. Dalla particolare disposizione di questa componente muscolare nasce la funzionalità differente, e ciò non è banale, poiché una funzionalità differente giustifica un'utilità differente. I movimenti di rimescolamento infatti hanno una funzione, mentre i movimenti di propulsione ne hanno un'altra. Dal punto di vista didattico li separiamo ma è chiaro che durante i processi digestivi vengono realizzati entrambi fatti salvi ovviamente gli sfinteri, poiché stiamo parlando della tonaca muscolare che circonda la sezione trasversa del duodeno facciamo riferimento prevalentemente ai movimenti di propulsione e di rimescolamento.

Localizzazione degli sfinteri

Gli sfinteri che già avete studiato sono il cardias ossia sfintere esofageo inferiore che è quello che Localizzazione degli sfinteri nel sistema gastrointestinale fa il lavoro più importante insieme allo sfintere Esofageo superiore duodenale. Il cardias è importante appunto per la motilità di cui parliamo parlato fino ad ora quindi alle tipiche contrazioni toniche, ricordando che abbiamo detto che le contrazioni della fibrocellula Esofageo inferiore liscia, del muscolo liscio in generale possono Pilorico essere durature, durano per molto tempo e quindi Oddi la prestazione dello sfintere che si mantiene contratto e che garantisce la chiusura del condotto diventa molto importante, il cardias deve lleocecale rimanere ben chiuso poiché la pervietà al momento sbagliato produce danno visto che Anale interno l'ambiente gastrico è tremendamente acido, cosa Anale esterno che invece non è l'ambiente esofageo. Quindi solo all'occorrenza lo sfintere esofageo inferiore deve cedere il passo. Tra poco vedremo meglio il concetto di "cedere passo alla pervietà" quindi al lasciare passare al bolo alimentare che cerca di arrivare allo stomaco.

Lo sfintere duodenale sarà altrettanto importante come barriera di chiusura tra 2 ambienti altrettanto diversi, cioè ambiente gastrico tremendamente acido e ambiente duodenale che sicuramente non è acido, lo è solo per alcuni versi che poi vedremo. Quindi anche lo sfintere duodenale si apre all'occorrenza, per garantire il progredire del contenuto. Questa progressione del contenuto che assume nomi diversi quali bolo alimentare, chimo, chilo ci accompagnerà sempre, per tutto l'argomento che tratteremo, quindi dovremo fare attenzione a quello che diciamo.

Funzioni della motilità gastro-enterica

Arrivati a questo punto ci chiederemo "A cosa serva la motilità nel tratto gastroenterico?".

Ci sono delle funzioni, delle operazioni che fanno capo all'attività contrattile, o per meglio dire che sono permesse dall'attività contrattile, ma come già abbiamo detto la scorsa lezione, non è prerogativa esclusiva del muscolo liscio la capacità di motilità nel tratto gastroenterico. Prova ne è che possiamo muovere volontariamente la bocca, le labbra ai fini della fonazione. Questo è possibile Masticazione Ha inizio con un atto volontario, poi procede con un ripetersi ciclico e riflesso Muscoli masticatori Masseteri, temporali, pterigoidei La forza sviluppata a livello dei molari nell'Uomo raggiunge anche i 100 Kg Centri del riflesso masticatorio Tronco encefalico a livello bulbo-pontino poiché la muscolatura liscia non è impegnata, ma sono usati muscoli volontari quindi muscoli della lingua, muscoli elevatori. Nella slide accanto, esempio ne è la masticazione in cui sono coinvolti appunto i muscoli striati ossia muscoli masticatori: muscolo massetere, muscoli temporali e pterigoideo eccetera. Diventano muscoli importanti, lavorano a comando anche se la slide ci dice che è l'innesco che è volontario, fateci caso. Quando mastichiamo per demolire il cibo che stiamo mordendo, che stiamo assumendo boccone per boccone, è l'inizio l'atto volontario, il primo morso è l'atto volontario dopo di che non ti accorgi nemmeno che la masticazione stia continuando eppure sono muscoli striati quindi muscolivolontari quelli che sono chiamati in causa, quindi si procede con un'attività riflessa e i riflessi come avete già studiato coinvolgono i muscoli striati. Questo riflesso ritmico della masticazione prende il nome di riflesso miotatico. Studiato insieme ad altri tipi di riflessi come il riflesso tendineo sul tendine patellare, l'applicazione dello stimolo al tendine patellare che suscita la risposta più semplice in assoluto del sistema nervoso che il nostro corpo possa realizzare.

Riflesso masticatorio

Quindi l'atto riflesso è la risposta Riflesso masticatorio evocato da recettori tattili del cavo orale Via afferente attraverso le fibre sensitive di trigemino, glossofaringeo e facciale più semplice in assoluto, ci saranno infatti anche meno neuroni. Saranno presenti il ·Al ripetersi ritmico della masticazione contribuisce un riflesso miotatico ·Il cibo nella cavità orale stimola recettori tattili ·Inibizione motoneuroni dei muscoli masticatori elevatori della mandibola ·Abbassamento della mandibola neurone sensoriale e il motoneurone. Affinché ci sia un riflesso va da sé che ci devono essere 5 elementi: recettore, via afferente, centro di integrazione, via efferente e l'effettore. Questi 5 elementi sono sempre presenti nelle attività riflesse. Ad esempio come indicato nella slide, il cibo nella cavità orale ·In via riflessa contrazione dei muscoli elevatori della mandibola stimola i recettori tattili, quindi non si riesce a mantenere nella bocca del cibo senza muovere la lingua, la mandibola o qualche altra componente. Questo perché ci sono recettori tattili, meccanocettori che vengono stimolati e che attivano questo riflesso miotatico che porta poi all'abbassamento e innalzamento della mandibola.

Ripetendo l'innesco è volontario, quindi se un individuo ha del cibo in bocca non riesce attraverso la volontà a fermare l'attività riflessa, e nel caso della masticazione non riescie a tenere ferma la mandibola. Poi ci saranno sicuramente dei motoneuroni che dovranno andare ad innervare i muscoli striati per consentire l'abbassamento della mandibola e poi nuovamente il ripristino della sua posizione di riposo. I recettori tattili si trovano in Nervo vago Nervo glossofaringeo corrispondenza del palato molle, che è Nervo trigemino particolarmente innervata questa zona e quindi è questa la regione dove andiamo a rintracciare le terminazioni dei recettori tattili che rispondo alla Centro della deglutizione sollecitazione della presenza del cibo nella nostra Bulbo -Bolo alimentare bocca. Queste vie afferenti, cioè vie di entrata al Faringe Ugola sistema nervoso centrale che deve cogliere segnali provenienti dall'esterno e lo fa attraverso le afferenze Epiglottide dall'esterno all'interno. Sarà necessario un centro Corde vocali dell'integrazione infatti sarà presente un centro della deglutizione localizzato a livello del bulbo e da qui certamente verranno fuori dei motoneuroni radici Esofago Peristalsi ventrali. Quando avete studiato la sezione trasversa del midollo spinale, avete studiato la localizzazione del neurone sensitivo e delle radici ventrali che sono Figura 64.1 Il meccanismo della deglutizione. quelle che contengono la parte motoria ossia la parte efferente ossia la via di uscita, quella che ha già tradotto il segnale in entrata portato dalle afferenze in segnale di uscita. Segnale di uscita che attiva motoneuroni alfa perché i muscoli masticatori possano essere di volta in volta attenti. Naturalmente i motoneuroni possono essere inibiti o eccitati, non possono funzionare tutti alla stessa maniera, è lo stesso principio che guida l'antagonismo dei muscoli estensori e flessori, dove all'eccitazione di uno corrisponde l'inibizione dell'altro, ad esempio se abbasso la mandibola non posso avere il movimento opposto.

Fasi della deglutizione

La deglutizione (siamo sempre dentro la motilità) passa attraverso diverse fasi che sono fase orale, fase faringea e fase esofagea.

Della fase orale abbiamo effettivamente già parlato perché riguarda l'innesco dei movimenti masticatori. Mastichiamo quando abbiamo del cibo in bocca. Naturalmente la masticazione non è la

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