Elementi di fotografia: percezione visiva e composizione fotografica

Documento di Università su Elementi di fotografia - part II. Il Pdf esplora la percezione visiva e la composizione fotografica, analizzando come il cervello elabora le informazioni e introducendo le leggi della Gestalt, con esempi visivi per la materia Arte.

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13 pagine

Elementi di fotografia – part II
PERCEZIONE VISIVA E LA COMPOSIZIONE FOTOGRAFICA
I NOSTRI OCCHI OSSERVANO, IL NOSTRO CERVELLO ELABORA.
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Anteprima

Percezione Visiva e Composizione Fotografica

I NOSTRI OCCHI OSSERVANO, IL NOSTRO CERVELLO ELABORA. Sembra facile, ma non è comunque tutto ovvio come si può credere. Di tale fenomeno si occupa la percezione visiva, scienza che studia l'organizzazione dello spazio percettivo.

I sensi stabiliscono il contatto tra noi e l'ambiente circostante. La vista è un fenomeno fisiologico automatico dal quale è necessario escludere la comunicazione in quanto atto che accade solo dopo la valutazione delle percezioni ricevute.

La percezione visiva e il significato attribuito allo sguardo, invece, sono passaggi collegati, tra l'altro, dalla psicologia della percezione, dai dati culturali personali e di sistema sociale, dai fenomeni legati alla durata.

Inizialmente, a fronte di una situazione tridimensionale, l'interpretazione dello spazio identifica un'organizzazione di cosa possiamo definire alto o basso, sinistra o destra, verticale o orizzontale. Naturalmente, considerazioni quali il senso di lettura, (per il mondo occidentale da sinistra a destra), interferiscono profondamente con l'identificazione dei concetti basici della composizione. Ne deriva che, per una consistente parte del pianeta, la direzione dei flussi compositivi sono, in radice, opposti a quelli che per noi sono più comuni.

Esistono, comunque, concetti validi per tutti: ad esempio, la linea orizzontale è spesso quella linea coincidente con la linea dell'orizzonte, oppure, la linea verticale rappresenta il miglior tragitto per una massa libera di muoversi nello spazio.

Influisce sulle forme il concetto di movimento. Percorrere lo spazio significa tra l'altro considerare il tempo come fenomeno di durata. Solo fenomeni di durata possono permettere di trasmettere completamente la sensazione di movimento. Dal punto di vista fotografico sarà poi questione di considerare la composizione quale sorta di montaggio interno dello spazio del formato, fatto che implica una gestione della durata della percezione dei vari elementi della visione attraverso i segni inseriti nell'inquadratura. V

Ma il panorama visivo è troppo complesso per poter essere analizzato nel suo insieme. Per studiarlo, inizialmente, è necessario ridurre la visione agli elementi originari che la costituiscono.LE FIGURE

Le Figure Geometriche

Le figure geometricamente semplici sono il triangolo, il quadrato e il cerchio. La combinazione di queste figure piane permette la figurazione di qualunque forma. Per poterle gestire é utile identificare quale di esse é la più dinamica e quale la più statica.

O

Nell'affermare che il triangolo é la figura più dinamica, il quadrato quella più equilibrata, il cerchio la più statica, introduco quale sintetica spiegazione le stesse figure geometriche ruotate nello spazio.

DINAMICO EQUILIBRATO

O

STATICO

Il cerchio non muta, quindi, rimane perfettamente identico nella percezione e rimane statico. Il triangolo, invece, può assumere una quantità notevole di posizioni nello spazio, alcune delle quali, particolarmente dinamiche. Il quadrato mosso nello spazio propone solo una figurazione che diviene romboidale mano a mano che la figura ruota. Tra le tre figure, il quadrato rappresenta un forma d'equilibrio tra staticità e dinamicità.Gabriele Basilico, Milano, 1980

Principi di Percezione Gestaltica

Percepiamo, infatti, le informazioni che ci vengono dal mondo esterno non come fatti isolati, ma raggruppandole in contesti significativi. I principi percettivi che permettono di raggruppare visivamente oggetti simili in entità o gruppi sono stati chiamati leggi di percezione gestaltica. La psicologia di Gestalt (dove la parola tedesca Gestalt significa forma, schema, rappresentazione), detta anche psicologia della forma, è una corrente psicologica riguardante la percezione e l'esperienza che nacque nei primi di XX secolo in Germania. In sintesi le leggi di percezione gestaltica possono essere ricondotte a tali criteri:

PRINCIPIO DI PROSSIMITA' o VICINANZA: All'interno di una stessa scena o immagine, gli elementi vicini tra loro vengono percepiti come un elemento unitario.

PRINCIPIO DI SIMILARITA': Il cervello umano tende a mettere in relazione oggetti simili tra loro in modo automatico. Li può classificare per forma, per colore o per dimensione. PATTERN

PRINCIPIO DI CONTINUITÀ: Elementi che continuano un pattern o seguono una direzione tendono ad essere raggruppati come parti dello stesso pattern.

PRINCIPIO DI COMPLETAMENTO O DI CHIUSURA Questo principio indica due diverse tipologie di combinazioni di forme. Nell'immagine sopra vengono mostrati il principio della chiusura, in cui è percepita la forma completa e non linee spezzate ed il principio del completamento, spesso applicato ai testi, in questo caso la scritta "grafica" viene percepita anche se non è presente la totalità delle linee necessarie.

CHIUSURA COMPLETAMENTO

GRAFICA

Questi due principi sono accomunati dal fatto che sono quelli in cui la percezione (e forse l'immaginazione) superano fortemente quella che è la realtà. Il triangolo di Kanizsa è un'illusione ottica famosa, descritta per la prima volta nel 1955 dallo psicologo italiano Gaetano Kanizsa.7 V

PRINCIPIO DI CONTRASTO (FIGURA-SFONDO) Il principio di contrasto, detto anche del rapporto figura-sfondo, afferma che gli oggetti vengono percepiti come contorni, e quindi figure, in contrasto con uno sfondo.

Tanto più la figura avrà un maggior contrasto con lo sfondo (e con gli altri elementi), tanto più facile sarà distinguerla, e maggiore sarà l'importanza che la mente le assegnerà. Anche in questo caso esistono numerosissime illusioni ottiche riguardanti questo principio, una delle più famose è sicuramente quella del Vaso di Rubin.

La tendenza a percepire i principi della Gestalt pare che siano innati nell'uomo e che non sia condizionata dalle differenze culturali o di genere. Questo cosa implica? Beh, che noi progettisti applichiamo i principi che ho appena elencato, praticamente sempre, senza nemmeno rendercene conto.

ANDRE KERTESZ Budapest, 2 luglio 1894 - New York, 28 settembre 1985

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