Documento di Università sulle onde sismiche. Il Pdf esplora i principi della sismologia, descrivendo le onde sismiche, il funzionamento dei sismografi e le tecniche di tomografia sismica. Approfondisce il campo magnetico terrestre e le teorie sulla deriva dei continenti, utile per Scienze.
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Dall'ipocentro di un terremoto si propagano in tutte le direzioni dello spazio due tipi di onde sismiche con fronte d'onda sferico. Il passaggio delle onde non provoca spostamento di materiale, ma provoca vibrazioni attorno a una posizione relativamente fissa delle particelle che formano i diversi materiali dell'interno della terra.
Le onde sismiche possono essere riflesse o rifratte al passaggio da un materiale all'altro o da un mezzo all'altro. Quando i fronti delle onde P e delle onde S raggiungono la superficie possono generare:
Le onde sismiche vengono rilevate in superficie da strumenti chiamati sismografi che sono posizionati nelle stazioni di rilevamento. Il sismografo tradizionale è costituto da un supporto al quale è agganciata una massa metallica che tende a rimanere ferma per inerzia quando il supporto (il terreno) si muove. Alla massa è agganciato un pennino che registra un foglio di carta, arrotolato intorno a un cilindro rotante, gli eventuali movimenti del suolo. Il risultato della registrazione dei movimenti orizzontali e verticali è il sismogramma, dal quale si possono ricavare il tempo di arrivo delle onde sismiche e la posizione di epicentro e ipocentro. Nuovi e più sofisticati strumenti digitali, distribuiti nelle aree a maggior rischio sismico, consentono le teletrasmissione e il processamento automatico dei dati. Questo tipo di elaborazione dei dati permette di ricavare notizie più precise sulla localizzazione dei terremoti e sulla propagazione delle onde sismiche verso la superficie.
Le onde sismiche sono uno strumento di indagine per lo studio dei materiali costituenti l'interno della terra e della loro disposizione. Spesso per queste indagini si ricorre allo studio con sismografi di terremoti artificiali, generati da scoppio di bombe atomiche o esplosioni di cariche di tritolo, che permettono di ricostruire il percorso delle onde sismiche all'interno della Terra conoscendo solo la posizione dell'ipocentro e il tempo di arrivo delle onde alle stazioni di rilevamento.
Dall'ipocentro del terremoto le onde si propagano in tutte le direzioni. Quando incontrano una superficie di discontinuità subiscono riflessioni o rifrazioni. Le superfici di discontinuità segnano il passaggio da uno stato di aggregazione a un altro, cambiamenti di densità o di composizione chimica all'interno del pianeta. Quando il raggio incidente incontra la superficie di discontinuità origina:
Tra tutti i raggi incidenti almeno uno arriverà alla superficie di discontinuità con un angolo di rifrazione di 90°, detta angolazione limite o angolo critico, propagandosi lungo la superficie di discontinuità. I raggi che superano questo angolo critico verranno soltanto riflessi (non ritratti), portando a un fenomeno di riflessione totale. I raggi rifratti in realtà andando in profondità tenderanno tutti a riemergere quando raggiungeranno l'angolo critico, dando luogo a riflessione totale. Il percorso dei raggi in profondità quindi può essere pertanto considerato una curva concava verso l'alto. Considerando una rete di sismografi, arriveranno alle stazioni di rilevamento sia onde dirette che riflesse e rifratte. In particolare nella stazione più vicina arriveranno prima quelle dirette mentre in quella più lontana quelle rifratte e riflesse perché hanno percorso la stessa distanza ma con velocita maggiore nello strato sottostante.
Negli ultimi anni i geofisici hanno messo a punto, rifacendosi ai principi della TAC, dove si usano i raggi X per identificare strutture a maggiore densità, la tomografia sismica. Questa tecnica usa le onde sismiche per rilevare all'interno del mantello:
Questo ha permesso di costruire le mappe con riferimento alla temperatura e al flusso del calore interno del mantello in cui si indicano in rosso le zone più calde e in blu quelle più fredde.
Le superfici di discontinuità sono involucri sferici all'interno della Terra che separano strati rocciosi con diverse caratteristiche chimico-fisiche.
Crosta terrestre -> compone lo 0,5% della massa della Terra e l'1,4% del volume. I materiali della crosta sono stati individuati confrontando i dati raccolti da studi in laboratorio di diversi campioni rocciosi in cui sono stati analizzati i comportamenti al passaggio delle onde sismiche, e i dati raccolti attraverso la rete di sismografi. La Moho si trova a profondità variabili e ciò ha permesso di distinguere:
Mantello -> strato + spesso (da Moho alla discontinuità di Gutenberg a 2900 km); 67 % della massa della Terra e 83 % del volume. È composto da peridotiti, rocce ultrabasiche composte da silicati di Fe e Mg (olivina e pirosseni). La densità della parte superiore, a contatto con la Moho, è di 3,3 g/cm3. All'interno del mantello, a 400 e 700 km, ci sono alcune discontinuità minori che rappresentano adattamenti dell'organizzazione degli atomi del reticolo cristallino dell'olivina in strutture più semplici, dense e compatte. Le onde P aumentano di velocità all'aumentare della profondità e, in particolare, l'incremento di velocità a 700 km è considerato il passaggio dal mantello superiore a quello inferiore.
Nucleo-> raggio 3500 km; 16% del volume della Terra. Al centro della terra raggiuge densità di 10-12 g/cm3. Si suddivide in nucleo esterno, liquido, e nucleo interno, solido. Si ritiene che sia costituito da una lega Fe-Ni con quantità minori di Si, S, K e Mg. La sua composizione è stata ipotizzata a partire dall'analisi chimica di meteoriti, soprattutto ferrose, e dal fatto che, per differenziazione gravitazionale, al centro della terra vi dovessero essere i materiali più pesanti della Terra primordiale.
La gravità ha un ruolo fondamentale nella dinamica della Terra, il settore che si occupa di ciò è la gravimetria. I valori dell'accelerazione di gravità nella Terra variano in base a latitudine, altitudine e distribuzione delle masse crostali. In generale questi valori misurati con i gravimetri confermano le previsioni teoriche. Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui si discostano da esse, portando così ad anomalie gravitazionali che possono essere causate: