Documento di Scuola superiore sulla struttura interna della Terra e la tettonica delle placche. Il Pdf, di Scienze, analizza il campo gravitazionale e le onde sismiche, introducendo i moti convettivi del mantello e la relazione tra placche, terremoti e attività vulcanica.
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Capire cosa c'è nell'interno della Terra è complicato perché non possiamo arrivarci direttamente. Il motivo è semplice: il centro della Terra si trova a circa 6370 chilometri di profondità, cioè davvero molto lontano da noi. Le miniere più profonde mai costruite dall'uomo, come quelle del Sudafrica, scendono solo fino a 3,6 km sotto la superficie. Le perforazioni petrolifere, che scavano nel terreno per cercare petrolio, arrivano al massimo a 6 o 7 km. Quindi si capisce che non possiamo scavare fino al centro per vedere direttamente cosa c'è.
Allora come facciamo? Gli scienziati usano delle strategie indirette, cioè raccolgono indizi da ciò che possiamo osservare in superficie o in profondità non troppo elevate:
Oltre circa 50-100 km, non abbiamo materiali diretti da studiare. Tutto quello che sappiamo lo ricaviamo da evidenze indirette, cioè da dati raccolti attraverso strumenti scientifici. Le scienze che ci aiutano di più in questo sono:
Gli scienziati usano principalmente due tipi di dati geofisici:
Velocità di propagazione delle onde (km/s) 0 2 4 6 8 10 12 14 1000 Densità Onde S 2000 Crosta Discontinuità di Gutenberg 3000 Profondità (km) Nessuna onda S nel nucleo esterno 4000 Discontinuità di Mohorovičić Discontinuità di Lehmann 5000 6000 Mantello Nucleo esterno Nucleo interno 0 2 4 6 8 10 12 14 Densità (g/cm3)
Grazie a queste osservazioni, possiamo ricostruire la struttura interna della Terra come se facessimo una radiografia: le onde sismiche ci mostrano dove ci sono cambiamenti di materiale e ci aiutano a costruire un modello a strati.
Nucleo -> è al centro della Terra, composto da ferro e nichel, materiali molto densi. Ha due parti:
Criteri chimico-mineralogici Stato fisico dei materiali Crosta Mantello superiore Zona di transizione Mantello inferiore Nucleo esterno Nucleo interno Litosfera Astenosfera Mesosfera Nucleo esterno Nucleo interno Onde PCrosta, mantello e nucleo
La base della crosta è separata dal mantello da una superficie chiamata "discontinuità di Mohorovičić", o Moho (si legge Mo-o). Questa discontinuità è un punto dove le onde sismiche cambiano velocità, quindi segna una netta differenza tra la crosta e il mantello sottostante.
Il gradiente di velocità e densità significa che i materiali diventano sempre più densi e duri man mano che si scende in profondità.
Litosfera 2900 km placca Discontinuità di Gutenberg 100 km Mantello litosferico (lid) Astenosfera 250 km Mantello superiore (peridotite eclogite) Moho Nucleo Esterno fluido Crosta Mesosfera 400 km Zona di bassa velocità Discontinuità di Lehmann 5200 km Zona di transizione Interno solido 670 km Mantello inferiore (perovskite) 6370 km
Dentro la Terra c'è calore, e ne abbiamo tante prove: i vulcani che eruttano lava bollente, le sorgenti termali, i geyser e le alte temperature che si trovano scavando in profondità, come nelle miniere. Tutto questo ci fa capire che sotto i nostri piedi c'è un'enorme quantità di energia.
Oltre al calore che riceviamo dal Sole, il calore interno è una delle fonti principali di energia per il nostro pianeta. Il Sole fa muovere l'aria e l'acqua, creando venti, onde e piogge che modellano la superficie terrestre. Il calore interno, invece, fa muovere i continenti e provoca terremoti e vulcani.
Ma da dove viene questo calore interno? Ha due origini. Una parte è molto antica: è il calore che si è formato quando la Terra si è creata, circa 4,5 miliardi di anni fa. Un'altra parte è più "recente" e continua ancora oggi: deriva dalla radioattività di alcune rocce.
Il calore antico si è prodotto in vari modi: i frammenti spaziali che cadevano sulla Terra all'inizio si surriscaldavano; il ferro fuso è sprofondato verso il centro del pianeta liberando calore; e la pressione interna è aumentata così tanto da far salire la temperatura. A questo si è aggiunto il calore prodotto da isotopi radioattivi a vita breve, che si trovavano all'inizio della storia del pianeta.
Poi, col tempo, sono entrati in azione isotopi radioattivi a vita lunga, ancora presenti nelle rocce, soprattutto nel granito. Questo tipo di radioattività continua a generare calore, soprattutto nei continenti, dove c'è più granito. Negli oceani, invece, dove c'è basalto e non granito, il calore arriva da più in profondità, cioè dal mantello o dal nucleo.
Il gradiente geotermico indica quanto aumenta la temperatura scendendo in profondità nella Terra. In media, aumenta di 2-3 ℃ ogni 100 metri, cioè di 1 ℃ ogni 39 metri. Ma questo valore cambia da zona a zona.