L'obesità
L'obesità è una malattia caratterizzata da un eccessivo peso corporeo dovuto ad un
accumulo di tessuto adiposo, in maniera tale da influire negativamente sullo stato di
salute. Negli ultimi 20-30 anni, ha assunto un valore non solo estetico, ma anche un
valore patologico poiché l'accumulo di grasso non è un indice di benessere, ma
bensì un alterato stato di salute che rappresenta un fattore di rischio per gravi
malattie come infarto o ictus.
L'obesità si valuta attraverso il BMI (peso kg / altezza m):
- Normopeso: 18,5-24,9
- Sovrappeso: 25-29,9
- Obesità classe I: 30-34,9
- Obesità classe II: 35-39,9
- Obesità classe III: 40 o più
Le cause che ne stanno alla base sono:
- basso dispendio energetico
- inattività fisica
- abuso di cibo
Tipologie di fame
- fame ipotalamica -> fame fisiologica che deriva dall'ormone leptina.
L'ipotalamo regola il nostro dispendio energetico in base al tessuto adiposo.
Quando il corpo ha accumulato molto grasso, produce più leptina, che stimola
una maggiore spesa energetica rispetto all'introito alimentare. Se invece se
ne produce poco, producemeno leptina, e il dispendio energetico diminuisce.
Un soggetto obeso ha molto tessuto adiposo e, quindi, produce molta leptina.
Esiste però il rischio di leptino-resistenza (l'incapacità del corpo di rispondere
correttamente alla leptina).
In condizioni normali: la leptina stimola i neuroni che produrranno MSH che si
lega ai recettori MC3R e MC4R, inducendo il senso di sazietà
In condizioni di obesità: Il tessuto adiposo non è in grado di legare
correttamente la leptina ai recettori, impedendo la produzione di MSH e il
senso di sazietà
- fame mesolimbica -> è dovuta all'attivazione delle vie dopaminergiche, che
stimolano il rilascio di dopamina (neurotrasmettitore del piacere). Inoltre, gli
oppioidi e gli endocannabinoidi sono neurotrasmettitori che sono legati alla
sensazione di piacere. Quindi questa fame è indotta dalla ricerca di piacere
- fame cognitiva -> riguarda la fame che nasce da fattori psicologici o
cognitivi, come stress, emozioni, o abitudini alimentari
Malattie genetiche legate all'obesità
Esistono 3 grandi categorie di malattie genetiche legate all'obesità:
- malattia monogenica -> è legata alla presenza di un singolo gene che
presenta quella patologia, che è generalmente rara e grave
- malattia sindromica -> è dovuta ad un'alterazione di singoli geni o a vere e
proprie delezioni del cromosoma (es. sindrome di Prader-Willi)
- malattia multigenica -> si eredita una predisposizione a diventare obesi ma
non per forza la si riscontra, ed è legata a più geni coinvolti
L'obesità è causata principalmente da geni che codificano delle reti neuronali che
!
controllano gli aspetti edonici dell'assunzione di cibo
Sindrome di Prader-Willi
È una malattia sindromica dovuta a una delezione del cromosoma 15. Vengono
meno i sistemi di regolazione del consumo e del dispendio energetico, e sono colpiti
più geni contemporaneamente. Questa sindrome colpisce circa 1 persona su
25.000.
Caso clinico con sindrome di Prader-Willi
- grave ipotonia nel periodo neonatale e infantile
- obesità patologica precoce
- disabilità intellettiva e disturbi comportamentali
- compulsione alimentare e iperfagia fin dall'infanzia
Patologia monogenica legata al gene FTO
È una malattia monogenica dovuta a varianti nell'introne 1 del gene FTO.
A seguito di questa mutazione, i soggetti tendono a produrre poca termogenesi e a
ridurre l'attività mitocondriale.
I linfociti bruni tendono a trasformarsi in cellule bianche, il che comporta un maggior
accumulo di energia.
Patologia monogenica legata al gene MC4R
Il gene MC4R determina una resistenza alla leptina a livello centrale (ipotalamo).
La mutazione porta alla produzione di una proteina non corretta, impedendo il
legame della leptina al recettore, e di conseguenza, i soggetti non percepiscono il
senso di sazietà.
Non tutti coloro che presentano questa mutazione sviluppano obesità: si parla quindi
di penetranza incompleta.
Importanza dei fattori ambientali sull'espressione genica
- l'ape regina e le api operaie hanno lo stesso corredo genetico, ma la
differenza tra le due risiede nell'alimentazione. L'ape regina si nutre di pappa
reale, che contiene nutrienti in grado di modificare l'espressione genica.
Questo la rende più fertile, più forte, rigorosa e longeva
- i topi agouti sono gialli e obesi a causa della sovrapproduzione dell'ormone
AgRP, che riduce il senso di sazietà. Studi hanno mostrato che intervenendo
su quell'ormone, si riusciva a "silenziare" il gene AgRP.
I topi trattati sviluppano poi un manto marrone e non erano più obesi.
Il gene non viene modificato, ma si modifica la sua espressione. Questo
dimostra che l'alimentazione può influenzare la manifestazione dei geni,
attraverso modificazioni epigenetiche.
L'obesità non è solo una questione estetica, ma è una malattia severa e rappresenta
un fattore di rischio per molte altre patologie, tra cui:
- diabete
- tumori
- ipertensione
- malattie delle articolazioni
- insufficienza respiratoria
- disturbi psicologici
Alla base dell'obesità c'è l'adiposità, ovvero la quantità di tessuto adiposo.
Se il grasso viscerale è maggiore rispetto al grasso sottocutaneo:
- Į sensibilità insulinica
- Į lipolisi e leptina
- ¿ produzione di ormoni/citochine utili al metabolismo
- ¡ adipocitochine pro-infiammatorie
- ¡ potenziale angiogenico
Conseguenze dell'eccesso di grasso viscerale
- tumore al seno
- tumore dell'endometrio
- diabete di tipo 2 (l'80-90% dei diabetici sono obesi)
- cardiopatie
- morte prematura
Obesità addominale
La si può prevedere misurando la circonferenza addominale, dove:
- negli uomini non deve esssere >102
- nelle donne non deve essere >88
Un soggetto con grasso localizzato a livello addominale, anche se normopeso, è
comunque a rischio
Vari tipi di complicanze legate all'obesità
- complicanze periferiche -> abbiamo un accumulo di grasso a livello
toracico, che ostacola l'espansione della gabbia toracica. Questo porta a
difficoltà respiratorie, e allo sviluppo della sindrome delle apnee ostruttive del
sonno (OSAS)
- complicanze centrali -> con il tempo, il soggetto può andare incontro ad
ipossia, e si abituasse alla CO2. I chemiocettori cerebrali diventano meno
sensibili all'anidride carbonica, portando ad una sensazione di soffocamento
(ipoventilazione e leptino-resistenza)
- complicanze osteo-articolari -> tra queste complicanze troviamo:
l'iperlordosi (dovuta dalla necessità di compensare l'elevato peso a livello
addominale), il sovraccarico articolare, e la gotta ( dovuta all'accumulo di
acido urico (tofi), che si cristallizza, e viene attaccata dal S.I.
L'acido urico è un prodotto metabolico che deriva da un eccesso di proteine e
fruttosio. Il fruttosio durante la digestione viene trasformato in acido urico, e
circolando nel sangue, il sistema immunitario gli riconosce come "estranei" e li
attacca, e una volta depositato crea i tofi
- complicanze di incontinenza urinaria -> è più frequente nelle donne, ed è
dovuta dall'eccessivo tessuto adiposo che comprime la vescica e il pavimento
pelvico, ostacolando la tenuta urinaria (sovraccarico reni)
- complicanze del ritorno venoso -> il grasso in eccesso ostacola il corretto
funzionamento delle "pompe muscolari" del piede e del gastrocnemio,
compromettendo il circolo del sangue
- complicanze a livello gonadico -> negli uomini abbiamo alti livelli di leptina,
che inibiscono la produzione di testosterone, agendo negativamente sulle
cellule del leydig. Nelle donne invece può causare alterazioni nella
pulsazione, ed estrogeni bassi (rischio di infertilità e aborti spontanei)
- complicanze di ipovitaminosi D -> i soggetti obesi presentano spesso bassi
livelli di vitamina D. La vitamina D è liposolubile, e tende ad accumularsi nel
tessuto adiposo. Il tessuto adiposo agisce come una "trappola", impedendo
l'entrata dei raggi UV che sono essenziali per l'attivazione della vitamina D.
La vitamina D inoltre riduce l'assorbimento intestinale del calcio, aumentando
il rischio di osteopenia e osteoporosi
Fattori di rischio per l'obesità
- non modificabili -> età, genetica, epigenetica, reddito, ambiente fisico e
socio-politico, e traumi infantili
- modificabili -> alimentazione, attività fisica, sonno, stress, uso di farmaci che
causano aumento di peso, disbiosi intestinale, condizioni croniche, e fumo
Complicanze dislipidemia
Nei soggetti obesi è fondamentale monitorare 3 parametri:
- LDL (colesterolo "cattivo")
- HDL (colesterolo "buono")
- trigliceridi circolanti
Questi parametri in condizioni normali devono essere:
- LDL <130
- HDL >50 negli uomini e >40 nelle donne
- trigliceridi <150
Fattori di rischio per l'aumento dell'LDL
- ipercolesterolemia genetica familiare
- sovrappeso e obesità
- sedentarietà
- dieta aterogena (ricca di grassi saturi e zuccheri)
- menopausa
Il corpo per sviluppare alti livelli di LDL, può farlo tramite due vie:
- via endogena -> produzione eccessiva di lipidi a livello del fegato
- via esogena -> eccesso di lipidi introdotti con l'alimentazione
Interventi per migliorare il profilo lipidico
- correggere l'alimentazione
- aumentare l'attività fisica aerobica (40-60 minuti per 5gg a settimana)
Benefici dell'attività fisica e di una corretta alimentazione
- ¡ HDL e metabolismo basale
- ¿ peso corporeo, LDL, e trigliceridi
- ¿ colesterolo totale
- ¿ pressione arteriosa
- Į resistenza insulinica
La sindrome metabolica
È un indice di disfunzionalità dell'organismo, spesso correlato allo stile di vita.
Perché possa essere diagnosticata, devono essere presenti almeno 3 dei seguenti
sintomi:
- pressione arteriosa elevata (≥ 130-85 mmHg)
- circonferenza vita aumentata (Uomini > 102 cm; Donne > 88 cm)
- livello di glicemia a digiuno ≥ 110 mg/dl
- trigliceridi elevati (≥ 150 mg/dl)
- colesterolo HDL basso (Uomini < 40 mg/dl; Donne < 50 mg/dl)
Fattori di rischio
- sedentarietà
- fattori ambientali che influenzano l'espressione genetica
Un'elevata presenza di tessuto adiposo a livello addominale comporta:
- aumento degli acidi grassi liberi, che raggiungono il fegato. Il fegato li usa per
produrre VLDL, che si trasformano in LDL ("colesterolo cattivo"). Questi
possono contribuire alla formazione del core lipidico delle placche
aterosclerotiche.
Il fegato può convertire gli acidi grassi in glucosio, causando un aumento della
secrezione insulinica, che può portare a insulino-resistenza epatica
- si vengono a creare meccanismi che portano il muscolo ad utilizzare grassi
invece che zuccheri, riducendo così la sensibilità del muscolo all'insulina,
peggiorando ulteriormente la resistenza insulinica
- il pancreas riduce progressivamente la sua capacità di secrezione insulinica,
portando a un sfiancamento delle cellule ß pancreatiche
Effetti del tessuto adiposo in eccesso
- aumento dell'angiotensinogeno, che porta a ipertensione arteriosa
- formazione di placche aterosclerotiche, che riducono il lume vascolare,
aumentando il rischio di ipertensione, e scompenso cardiaco (cuore si
ingrossa)
- dislipidemia aterogena
- aumento della PAI-1 (proteina anti fibrosi), che aumenta il rischio di trombosi
intravascolare
- aumento di molecole infiammatorie come TNF-a e IL-6
L'ipertensione
L'ipertensione è la forza che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni.
È fortemente influenzata da:
- frequenza cardiaca (FC)
- volume di eiezione (VE) -> quanto sangue viene pompato e messo in circolo
con un solo battito
- resistenze periferiche (RP)
Formula della pressione arteriosa: PA = FC x VE x RP
Fattori che influenzano la pressione arteriosa
- elasticità -> dell'aorta e delle grandi arterie
- volemia -> cioè il volume totale di sangue circolante nel corpo che dipende
da quanti liquidi (acqua) sono presenti nel sangue