Il mercato del lavoro nel medio periodo e la determinazione dei prezzi

Slide dall'Università degli Studi di Udine su Il mercato del lavoro. Il Pdf esplora il mercato del lavoro nel medio periodo, la determinazione dei prezzi dell'output e l'equazione dei prezzi (PS), utile per lo studio di Economia a livello universitario.

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18 pagine

Blanchard, Amighini, Giavazzi, Macroeconomia. Una prospettiva europea, Il Mulino 2016
Capitolo VII. Il mercato del lavoro
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7 Il mercato del lavoro
Blanchard, Amighini, Giavazzi, Macroeconomia. Una prospettiva europea, Il Mulino 2016
Capitolo VII. Il mercato del lavoro
Il medio periodo
Finora abbiamo fatto un’analisi di breve periodo, in cui:
impostazione keynesiana
le imprese hanno capacità produttiva in eccesso
la domanda aggregata determina il livello di attuvità economica
Ora consideriamo un arco temporale più esteso: medio periodo
Il livello di occupazione/disoccupazione possono variare e di
conseguenza anche salari e prezzi
In questo contesto un aumento della domanda:
Produzione Occupazione ↑ Disoccupazione Salari ↑
Costi di Produzione ↑ Prezzi dei beni
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Anteprima

Il mercato del lavoro

1Il medio periodo Finora abbiamo fatto un'analisi di breve periodo, in cui:

  • impostazione keynesiana
  • le imprese hanno capacità produttiva in eccesso la domanda aggregata determina il livello di attuvità economica

Ora consideriamo un arco temporale più esteso: medio periodo Il livello di occupazione/disoccupazione possono variare e di conseguenza anche salari e prezzi In questo contesto un aumento della domanda: Produzione 1 -> Occupazione 1 > Disoccupazione > Salari 1 > Costi di Produzione T Prezzi dei beni 1

Cosa vedremo?

Ruolo chiave in questa sequenza degli eventi mercato del lavoro Cosa vedremo:

  • mercato del lavoro > tasso naturale/strutturale di disoccupazione
  • disoccuazione e inflazione la curva di Phillips
  • Modello IS-LM-PC -> modello di determinazione del reddito nel medio periodo

Un viaggio nel mercato del lavoro

Popolazione totale: 60,4 milioni Popolazione attiva: 39,2 milioni Forze di lavoro: 25,5 milioni Fuori dalle forze di lavoro: 13,6 milioni Occupati: 22,3 milioni Disoccupati: 3,2 milioni Italia: anno 2014 V Popolazione attiva individui in età lavorativa (15-64) V Forza di lavoro: L = N + U occupati + lavoratori in cerca di occupazione V Fuori dalla forza lavoro (inattivi): individui in età lavorativa né occupati né in cerca di occupazione v Tasso di partecipazione: > L/(Pop. attiva) rapporto tra la forza lavoro e la popolazione in età lavorativa v Tasso di disoccupazione: u=U/L rapporto tra il numero di disoccupati e la forza di lavoro

Salario nominale e salario reale

Nell'analisi del mercato del lavoro distinguiamo tra: -salario nominale (W): ammontare di denaro che i lavoratori ottengono in cambio delle prestazioni lavorative; -salario reale (W/P): quanti beni sono in grado di acquistare con il salario nominale guadagnato -> rapporto tra salario nominale e livello dei prezzi dell'output Per definire l'eq. nel mercato del lavoro ragioneremo in termini di salario reale

Equazione dei salari e dei prezzi

Non definiremo l'equilibrio nel mercato del lavoro come uguaglianza tra domanda e offerta di lavoro ma andando a vedere le determinanti del salario reale W/P :

  1. Come si determina e da che cosa dipende il salario nominale? (equazione dei salari)
  2. Cosa determina i prezzi dell'output (equazione dei prezzi)

> questo ci permetterà di evidenziare in maniera più chiara il concetto di tasso naturale/strutturale di disocupazione

Il salario nominale (W)

Il salario nominale può essere determinato attraverso: -la contrattazione collettiva tra sindacati e imprese -la contrattazione bilaterale tra lavoratore e datore di lavoro La teoria economica (filoni principali «teoria della contrattazione» e «teoria dei salari di efficienza») evidenzia che W dipende da una serie di condizioni: capacità contrattuale del lavoratore: qualificato/specializzato vs non qualificato/generico V condizioni prevalenti sul mercato del lavoro (tasso di disoccupazione) 1 legislazione vigente in termini di: sussidi alla disoccupazione, salario minimo, protezione dei lavoratori livello generale dei prezzi dei beni e servizi: quello che conta per il lavoratore è il salario reale (ciò che effettivamente può comprare con W) non già a quello nominale ...

L'equazione dei salari (WS)

Sulla base delle argomentazioni ipotizzeremo: W = Pe F(u,z) (-,+) Questa è la cosiddetta l'equazione dei salari (WS) W è crescente nel livello atteso dei prezzi pe - i lavoratori sono interessati al salario reale. Se si prevede un aumento del prezzo dell'output, allora i lavoratori chiederanno un salario nominale maggiore - contano i prezzi attesi (pe) in quanto la contrattazione dei salari avviene in maniera anticipata

W = PeF(u,z)

(-,+) W è decrescente nel tasso di disoccupazione -> u Il tasso di disoccupazione influenza negativamente il livello dei salari, perché riduce il potere contrattuale dei lavoratori: uv =>W^ Altri fattori che determinano W z z comprende tutta una serie di componenti diverse da prezzi attesi dei beni e tasso di disoccupazione che si ritiene possano influenzare i salari v sussidio di disoccupazione v salario minimo v livello di protezione dei lavoratori ... Per comodità, immaginiamo di definire z in modo che la relazione tra z e il livello dei salari: z1=w1

La determinazione dei prezzi dell'output

Per determinare prezzo praticato dalle imprese partiamo dalla la loro funzione di produzione. Assumiamo che il lavoro sia l'unico input: Y = AN Y è la produzione, N è l'occupazione e A è la produttività del lavoro. Per semplicità, assumiamo che A=1 (un lavoratore produce una unità di prodotto), la funzione di produzione diventa: Y = N > W è il costo marginale di produzioneL'equazione dei prezzi (PS) P = (1 + m) W m20 è il ricarico del prezzo sul costo di produzione (il markup) Maggiore è il potere di mercato delle imprese -> m1 Il potere di mercato dipende dalla forma di mercato: ... concorrenza perfetta, oligopolio, monopolio (in concorrenza perfetta, m=0 prezzo = costo marginale) Riscriveremo la PS in questa forma W/P = 1/(1 + m)Livello atteso e livello effettivo dei prezzi Torniamo all'equazione dei salari W = PeF(u,z) (-,+) pe sono le aspettative che in passato (quando si contrattavano i salari) erano state fatte relativamente al livello corrente dei prezzi P è la il livello effettivo dei prezzi Le aspettative sul livello dei prezzi nei fatti possono risultare: - sovrastimate: Ppe - corrette P = pe -Il medio periodo Definiamo medio periodo una situazione in cui le aspettative sul livello dei prezzi sono corrette P=pe > nel medio periodo non si fanno «errori sistematici» - errori nelle previsioni sono costosi per chi li commette se -> Ppe a rimetterci sono i lavoratori Nel medio periodo quindi l'equazione dei salari diventa W = PF(u,z) W P - = F(u,z) (-,+) maggiore è il tasso di disoccupazione, minore sarà il salario reale >

L'equilibrio nel medio periodo e il tasso naturale di disoccupazione

Salario reale, W/P A 1 Equazione dei prezzi PS 1+m WS Equazione dei salari Tasso di disoccupazione, u Dalle equazioni dei salari e dei prezzi troviamo il tasso di disoccupazione di equilibrio, un : F(un, z) = 1/(1 + m) un: è chiamato tasso naturale di disoccupazione o anche tasso strutturale di disoccupazione Si parla di tasso strutturale in quanto è il tasso di disoccupazione determinato dalla struttura dell'economia. Nel nostro modello la struttura dell'economia dipende da: -quanto competitivo è il mercato dell'output (> m) -legislazione in materia di lavoro (sussidi disoccup., tutela lavoratori ... > z)... tasso strutturale ... Salario reale, W/P 1 A' PS 1+ m WS' WS Tasso di disoccupazione, u Un aumento del sussidio di disoccupazione fa traslare a destra la WS W P = F(u,z) (-,+) A PS 1+ m Salario reale, W/P A' 1 PS' 1 + m' WS Tasso di disoccupazione, u Un aumento del mark-up (causato ad es. da una legislazione antitrust meno restrittiva) fa traslare verso il basso la PS un aumenta (e il salario reale diminuisce) un aumenta 1

A che punto siamo e dove stiamo andando

Vedremo che l'analisi del mercato del lavoro ci permetterà di collegare breve periodo e medio periodo. Nel breve periodo: è possibile che Ppe (errori nelle previsioni circa i prezzi) -> la disoccupazione può essere maggiore o minore di un. La domanda determina il livello di produzione di equilibrio; Nel medio periodo: P = pe (non ci sono errori sistematici nelle previsioni circa l'andamento dei prezzi), la disoccupazione tende a coincidere con quella naturale l'occupazione tende al suo livello naturale N =L(1- un) > la produzione tende al suo livello naturale Y= L(1- un)Esercizio Assumete che la relazione WS sia data da W/P=0,5-3u+z. Assumete che z=0,5 e m=0,2. a) Calcolate il salario reale di equilibrio; b) Rappresentate graficamente le equazioni WS e PS; c) Calcolate il tasso naturale di disoccupazione d) Assumete una diminuzione dell'indennità di disoccupazione che causi una riduzione di z da 0,5 a 0,4. Calcolate il tasso naturale di disoccupazione, il salario reale e date una rappresentazione grafica dell'equilibrio; e) Usando i valori originali assumete che una legislazione antitrust meno vincolante aumenti il mark-up da 0,2 a 0,4. Calcolate il tasso naturale di disoccupazione, il salario reale e date una rappresentazione grafica dell'equilibrioEsercizio Usate le relazioni WS e PS per esaminare gli effetti dei seguenti eventi sul tasso naturale di disoccupazione e sul salario reale. Spiegate in dettaglio gli effetti di ciascun evento sulle relazione WS e PS. a) Una riduzione dell'indennità di disoccupazione b) Un aumento del tasso di sindacalizzazione c) Una legislazione antitrust meno vincolante Un aumento del salario minimo

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