La grafica e l'impaginazione: principi base ed elementi visivi

Slide sulla grafica e l'impaginazione, esplorando i principi base e gli elementi visivi. Il Pdf, pensato per la scuola superiore e la materia Arte, illustra tecniche di composizione come allineamento, raggruppamento, ripetizione e contrasto, con esempi pratici per facilitare l'apprendimento.

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14 pagine

margine di testa
margine di piede
margine di taglio
margine di cucitura
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e l’impaginazione
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Anteprima

La grafica e l'impaginazione

margine di testa La grafica e l'impaginazione margine di taglio margine di cucitura Prof Livio Fratini margine di piedeCampo, punto, linea, superficie

Il grafico per comporre in modo equilibrato un logotipo, una pagina, un poster, o qualsiasi oggetto grafico, segue le regole della percezione che sono praticate e condivise da tutti i professionisti che si occupano di immagini: pubblicitari, illustratori, designer, fotografi, artisti.

In qualsiasi campo di applicazione la composizione visiva risponde al modo in cui l'uomo percepisce ed interpreta il mondo intorno a se. La percezione visiva è stata studiata e scientificamente descritta all'inizio del Novecento dalla psicologia della Gestalt, che ha individuato numerose leggi che sono frutto dell'evoluzione e dell'adattamento della specie umana all'ambiente. Nella composizione grafica si prendono in considerazione oggetti bidimensionali e la loro interazione su un campo (anch'esso caratterizzato da bidimensionalità).

Ogni oggetto visivo complesso si può considerare come il risultato o l'insieme di oggetti semplici ai quali esso può essere ridotto: si tratta di punto, linea e superficie.

Questi elementi hanno caratteristiche proprie (forma, dimensione, colore ... ), e tra di loro ed il campo su cui giacciono, essi stabiliscono delle relazioni proprio come avviene tra gli oggetti tangibili, e tra gli oggetti ed il piano su cui si poggiano. Risultano evidenti le analogie con quanto avviene nel mondo fisico: nel campo percettivo, infatti, pesi, forze ed equilibrio agiscono in maniera fortemente correlata con quanto avviene per gli oggetti reali che sottostanno alle leggi della fisica.

Si può ricevere una impressione di staticità o dinamicità, di equilibrio o precarietà, sia dall'immagine reale di un oggetto che dalla sua rappresentazione grafica schematica. Le regole della percezione sono le stesse.

Il campo

Campo, punto, linea, superficie

Il campo è uno spazio che presenta caratteristiche costanti in ogni suo punto e in cui si compiono attività collocando oggetti e segni. IL campo che dobbiamo gestire implica l'uso di mezzi e accorgimenti adeguati: se disegnamo su una lavagna dovremo utilizzare i gessi, e scrivere un tratto di una certa dimensione. Se invece facciamo un disegno su un foglio bianco dovremo utilizzare una penna e ridemensionare il tratto in relazione a questo spazio differente.

Uno spazio ben utilizzato consente al grafico di rafforzare il raggruppamento e la gerarchia degli elementi, offre una pausa nello sfogliare o la possibilità di cogliere l'importanza di un elemento isolato e gli conferisce peso. Può aggiungere tensione o effetto drammatico, e in un ambiente visivo fitto di segni, l'uso attento dello spazio vuoto può comunicare con maggiore efficacia. Lo spazio può essere sia negativo che positivo, ma come già visto nella teoria della gestalt, questa distinzione può essere negoziabile e poco chiara, basti pensare alle figure ambigue in cui lo sfondo si scambia con la figura in base a come le si vede. Se consideriamo punto, linea e superficie come i mattoni con cui il grafico costruisce l'immagine, le texture, i diagrammi, le icone o i testi, il campo sicuramente lo possiamo considerare il terreno su cui tutto ciò poggia e viene disposto, plasmato, e modellato.

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A sinistra: Poster di Thomas Bagnall - A destra: Poster di Carla Zurru. In entrambi gli esempi il campo è elemento principale, ed il concetto di spazio positivo o negativo risulta relativo al modo con cui si osserva l'immagine.

Il punto

Campo, punto, linea, superficie

Nella geometria euclidea il punto equivale ad un'entità spaziale adimensionale, che quindi non ha grandezze di alcun tipo (volume, area, lunghezza), e nessuna caratteristica in generale tranne la sua posizione, la sua coordinata.

Nella grafica per punto si intende un segno, che può essere anche misurabile, che concentra su di sé l'attenzione. Quindi graficamente si considera un "punto" ogni forma o massa , indipendentemente dalla sua dimensione, sia esso un quadrato, una circonferenza, una goccia, un albero o un qualsiasi oggetto, che sia posto in rapporto ad una superficie molto più estesa. Quello che dunque conta saranno il rapporto e la proporzione tra il punto ed il campo.

Sono considerati come punto anche una parola, un carattere, ma uno stesso blocco di testo isolato che attiri l'attenzione. Un esempio di "punto grafico" e dell'uso della valenza puntiforme di un oggetto grafico, sono i capolettera nei testi, in cui la lettere rappresentate più grandi rispetto al testo, creano un punto focale su cui si concentra l'attenzione. La lettera, seppure legata al resto del testo, in quanto facente parte della prima parola, appare con un altro peso compositivo. La lettera costituisce un punto rispetto al campo rappresentato da tutte le altre parole scritte con dimensioni più contenute.

Esempi di pubblicità in cui l'impostazione conferisce al soggetto una connotazione puntiforme molto evidente.

ROBIN WILLIAMS illy illy, una storia di gusto Think different. An Ethics of Interrogation MICHAKI SKINKEE DEAD POETS SOCIETY

La linea

Campo, punto, linea, superficie

In geometria la linea, sia essa dritta o curva, è un insieme infinito di punti disposti in sequenza, che congiunge due estremi, andando da un ipotetico punto A ad un punto B.

Nella grafica prevale il concetto di connessione tra due punti, di trasposizione grafica della traccia del movimento di un punto che si sposta.

La linea comunica quindi moviemento e direzione. A differenza del punto, che è fermo ed isolato, la linea comunica molteplici significati: separa spazi, unisce oggetti, crea barriere, racchiude, sottolinea, vincola e connette. Modificando lo spessore di una linea, o la sua texture, mantenendone la lunghezza, se ne possono alterare le caratteristiche, fino a farla percepire come una superficie. Ne deriva che per mantenere la propria identità di linea, deve mantenere una proporzione allungata tra le due sue dimensioni. La linea può indipendentemente essere retta o curva, continua o spezzata, sottile o spessa.

Negli esempi riportati in basso, si sfruttano le capacità espressive delle linee, sfruttando la capacità evocativa delle immagini riconoscibili (esperienza passata) nella prima fotografia, o l'idea di movimento lungo una linea curva nella seconda.

Fotogrfie di Paolo Cecchin per l'agenzia DBD di MILANO. A sinistra pubblicità per Audi Quattro, a destra pubblicità per il comprensorio sciistico Trentino Dolomiti Supersky.

La superficie

Campo, punto, linea, superficie

Nel mondo matematico una superficie è una forma geometrica senza spessore, avente solo due dimensioni. Questo indipendentemente da fattori esterni o da raffronti con altri enti geometrici.

In grafica una superficie invece è tale solo se debitamente proporzionata con il campo grafico a disposizione, come avviene per il punto. Quando un elemento inizia a crescere significativamente in dimensioni rispetto al campo, evolve da elemento percepito come puntiforme e diventa superficie, interagendo con lo spazio circostante in maniera differente. Viene meno l'idea di accentramento dell'attenzione in un punto focale e la si sposta su una porzione più ampia che può contenere anche una molteciplità di elementi. Utilizzando la superficie si passa da un concetto di focalizzazione

Manifesto per Umbrria Jazz 2016, realizzato da ABA Perugia. I testi si affiancano e si toccano fino a diventare un'unica grande superficie gialla e bianca che occupa oltre metà del campo grafico.

sul particolare, ad un concetto di visione di insieme, in cui sono meno evidenti le differenze di gerarchia delle informazioni, che con il punto apparivano molto più immediate.

Umbria Jazz 16 Perugia, 8 - 17 luglio www.umbriajazz.com

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Formato, margine, gabbia, griglia

Il formato

Per formato intendiamo un termine che esprime contemporaneamente la forma e la dimensione di un supporto su cui realizzare una garafica. Parliamo di formato sia quando ci riferiamo ad un supporto fisico, come può essere una tela, un foglio, una parete, una lastra, sia quando parliamo di un supporto virtuale, come una proiezione su un telo o l'immagine a monitor.

Parlare di formato sottointende riferirsi ad una determinata forma, ed un uso corretto delle unità di misura. Ci riferiamo ai millimetri quando parliamo di stampa, ai pixel quando parliamo di immagini virtuali, e ai punti tipografici quando parliamo di testi (un punto tipografico equivale a circa un terzo di millimetro, esattamente a 0,376 mm). Un aspetto fondamentale per quanto riguarda i formati è l'uniformità degli stessi anche tra nazioni diverse. Quando parliamo della carta ad esempio, usiamo il sistema di riferimento internazionale ISO, che individua i formati da stampa come ISO serie A, per i libri come ISO serie B e per le buste ISO serie C. I formati ISO sono di forma rettangolare, i cui lati hanno un rapporto di lunghezza in relazione tra loro, secondo una proporzione di 1:V2, ed ogni foglio è la metà del formato più grande.

A7 A5 A6· A3 A4 841 A1 AO A2 1189

Formato Dimensione (mm) Formato Dimensione (mm) Formato Dimensione (mm) AO 841 x 1189 CO 917 × 1297 BO 1000 × 1414 A1 594 x 841 C1 648 x 917 B1 707 x1000 A2 420 × 594 C2 458× 648 B2 500 x 707 A3 297 × 420 C3 324 x 458 B3 353 × 500 A4 210 x 297 C4 229 x 324 B4 250 × 353 A5 148 x 210 C5 162× 229 B5 176 × 250 A6 105 × 148 C6 114 x 162 B6 125 x 175 A7 74 x 105 C7 81 x114 B7 88 × 125 A8 52 × 74 C8 57 x 81 B8 62 × 88 - - 1 - - H V2

Il margine e la gabbia

Formato, margine, gabbia, griglia

I margini sono costituiti dallo spazio lasciato libero dall'area destinata a testi e contenuti. Più i margini sono ampi, più il testo avrà respiro, e la pagina risulterà con un'impostazione visivamente elegante. Al contrario, più i margini saranno stretti, più la pagina assume un aspetto soffocato. Il margine in alto è detto superiore o di testa, quello in basso è detto inferiore o di piede, mentre i margini laterali saranno di cucitura se interni (verso la rilegatura) o di taglio se esterni.

La porzione di spazio occupata dai margini fa parte di quello che viene definito bianco di pagina, ovvero lo spazio non occupato da testo o elementi grafici (si chiama "bianco" anche se la carta è di un colore diverso dal bianco). I margini posso ospitare gli elementi di orientamento per il lettore: piè di pagina, numero della pagina, sottotitoli, capitoli ...

area esterna ai margini: elementi di orientamento Investimentij --. m. di cucitura - - m. di taglio - m. di piede

L'area delimitata dai margini prende il nome di gabbia. La gabbia si utilizza, come i margini, su qualunque prodotto grafico, sia monopagina, virtuale o multipagina. Nel caso di gabbia utilizzata nell'editoria (libri, riviste, giornali ecc ... ) questa può essere simmetrica speculare, come nell'immagine sottostante a sinistra, o simmetrica per traslazione, come nel caso a destra.

Nell'inserimento dei testi può tornare utile a volte suddividere la gabbia in più porzioni verticali, dette colonne, che aiutano a dividere la lunghezza delle linee di testo per facilitare la lettura. Mediamente una riga di testo per essere letta agevolmente non dovrebbe contenere più di 50/60 battute e tra le 10 e le 12 parole. Lo spazio che si viene a creare tra una colonna e l'altra viene detto spazio intercolonna, dove in certi casi si inserisce anche un filetto.

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