Slide di Fisica sulla colorimetria. La Pdf esplora la colorimetria, definendo il colore attraverso tinta, saturazione e luminosità, introducendo il diagramma di cromaticità CIE 1931 e le coordinate Yxy, con un focus sul bianco e il grado di bianchezza.
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La caratteristica della luce che genera in noi la sensazione del colore è la sua
distribuzione energetica spettrale
Bibliografia: Giusti Federico - Principi di colorimetria e riproduzione del coloreIl colore è definito da
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420I colori primari additivi (RGB):
non possono essere ottenuti come somma di altri colori;
la loro composizione fornisce il più ampio ventaglio di tinte possibili;
la somma dei loro fasci di uguale intensità dà il bianco.
Esiste una terna in grado di soddisfare tutte queste caratteristiche e è quella
costituita dalle seguenti tre luci monocromatiche:
Rosso
(700 nm)
R
Verde
(535 nm)
G
Blu
(400 nm)
BI colori primari sottrattivi (CMYK):
la più ampia gamma di tinte è ottenibile anche partendo dalla terna costituita dai
complementari dei tre primari additivi, ossia:
Ciano
C
Magenta M
Giallo
Y
sono i colori usati nella stampa in quadricromia con l' aggiunta del
Nero
K
I colori primari per addizione
possono dare il bianco
I colori complementari
per sottrazione possono dare il nero
Molte delle considerazioni fatte sulla colorimetria trovano applicazione in campo
informatico: tutti i programmi in commercio riguardanti la grafica e la rielaborazione
delle immagini offrono varie possibilità di scelta dei colori. Tra i metodi (numerici)
più usati ci sono quelli RGB e CMYK.
In RGB i diversi valori di luminosità delle luci primarie rosso, verde e blu vengono
combinati per ottenere i colori sul monitor. Il programma assegna ad ogni pixel un
valore che va da 0 (nero) a 255 (bianco) per ciascuna delle componenti RGB.
Quando i valori delle tre componenti sono uguali, il risultato è una tonalità di grigio.
In particolare se sono tutti e tre uguali a 255 si ottiene il bianco.
CMYK si basa invece sul principio della quadricromia ed è quindi utilizzato nella fase
di stampa: ad ogni pixel di una immagine viene assegnato un valore percentuale per
ciascun inchiostro di stampa. Il bianco si ha quando tutte le componenti hanno
valore 0%.
Contiene tutte le cromaticità (tinte) possibili: i punti del contorno curvo rappresentano i colori
monocromatici puri (saturi), dal violetto al rosso; la base rettilinea inferiore rappresenta dei colori
saturi non monocromatici (i porpora e magenta, cioè i colori non spettrali non contenuti
nell'arcobaleno, che nascono dalla mescolanza di luci blu e rossa).
Spingendosi verso l'interno della figura diminuisce la saturazione: i colori si mescolano e sbiadiscono
andando verso la zona centrale che rappresenta il bianco.
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Il diagramma di cromaticità CIE 1931
Il diagramma individua la tinta e
la saturazione. Per questo
bastano due coordinate (x y)
Nel sistema CIE ogni colore viene
allora contraddistinto dalle due
coordinate x e y + la luminosità Y520
520
530
0.80-
540
540
510
0.70-
550
560
560
0.60-
T
570
500
K
500
580
580
5.5Y
y
5G
590
0.40-
1
600
-
M
/E
620
4.5 BG
620
0.30-
630
.
2.5R
700
700
5.5RP
0.20-
3PB
480
0.10
480
470
450
460- 400
480
0-
0
0.10
0.20
0.30
0.40
0.50
0.60
0.70
0.80
420
×
T
0.50-
T
T
.
600
490
650
N
0
·C
-
.
Es .: rosso cadmio : 0,53; 0,34; (0,208)
Colorimetria tristimolo
Lo stimolo dipende da:
· l'emissione della sorgente;
· lo spettro di riflessione;
•
le curve di percezione [ x(2), y(2), y(2) ]
I tre stimoli sono descritti dalle coordinate normalizzate x, y, z che combinano tinta e saturazione. Essendo
normalizzate, ne bastano due, ed esempio x e y, per dare una descrizione dello stimolo complessivo.
Sappiamo inoltre che la curva Y è equivalente alla luminosità (Y è lo stimolo nel verde non normalizzato
che ben rappresenta la curva di sensibilità dell'occhio).
Si può quindi definire un colore nello spazio Yxy delle sue coordinate di cromaticità
Il bianco è un colore, ed infatti è possibile definire il colore di una superficie bianca attraverso le sue
coordinate. Il bianco è la percezione che si forma quando una superficie produce una saturazione
molto bassa e una luminosità elevata
È indice di misura della percentuale di luce riflessa dalla superficie del foglio di carta alla lunghezza
d'onda pari a 457 nanometri che definisce una dominante cromatica (blu) nella percezione del
bianco. Il grado di bianco viene incrementato con pigmenti con sostanze incolori ma anche
fluorescenti (cioè che trasformano le radiazioni ultraviolette in radiazioni azzurre) detti sbiancanti
ottici.
Il bianco di una superficie può essere espresso numericamente attraverso la bianchezza, una
proprietà colorimetrica ricavata dalle misure tricromatiche della superficie, che fa quindi riferimento
all'intero spettro visibile e penalizza un eventuale dominante cromatica
In pratica converrebbe rappresentare il bianco con un solo numero.
Formula CIE per il calcolo della bianchezza con illuminante D65 (corpo nero a 6500℃):
W = Y + 800 (x) - x) + 1700 (yo - y)
W = Whiteness
Y = valore tristimolo di luminosità della carta;
x, y = coordinate cromatiche dell'oggetto nello spazio CIE con illuminante D65;
Xo; Yo= coordinate cromatiche dell'illuminante D65 e sono: Xo= 0,3138, yo= 0,3310
La bianchezza W dipende dalla luminosità Y e dalla relazione di colore 800 (x) - x) + 1700 (yo - y), che
descrive uno scostamento dal bianco che sarà <0 se il campione di carta è giallo-rossastro e >0 se il
campione di carta si avvicina alla tonalità verde-bluastra.
Oggi lo spazio colorimetrico CIE Lab consiste nel disporre tutti i colori in modo ordinato
all'interno di uno spazio a tre dimensioni e di definirlo usando le coordinate di questo
spazio.
La lettera L* indica la luminosità del colore, ovvero quanto il campione misurato tende
ad avvicinarsi al nero (L=0) od al bianco (L=100)
L'asse a* stabilisce quanto un colore tende al rosso od al verde
L'asse b* invece quanto un colore tende al al giallo od al blu.
Possiamo considerare quindi i valori di a*, b* come le due coordinate che ci
permettono di identificare una precisa tinta e saturazione.
In sintesi: Il colore può essere identificato con tre attributi:
· luminosità (valore di L lungo l'asse verticale): definita dal valore "L" espresso
direttamente dal sistema CIE Lab ed il suo valore è compreso fra 0 e 100;
· tinta (angolo partendo dal rosso): Sullo spazio CIE Lab tutte le tinte ruotano sulla
circonferenza come le lancette di un orologio. Partendo dalla posizione del rosso e
ruotando in senso antiorario, noteremo :
- da 0° a 90° i colori
rossi;
- da 90° a 180º i colori
verdi;
- da 180° a 270° i colori
blu;
-da 270° a 360° i
viola.
In questo modo, possiamo associare l'angolo in gradi con una ben determinata tinta, e
questo valore viene definito Hue angle (angolo di tinta).
· saturazione (distanza dal centro): Più una tinta si distanza dal centro del piano,
maggiore sarà la sua saturazione;
Le combinazioni di tinta e saturazione sono definite dai valori a* b* .
L+ white
b+ yellow
green
a-
b- blue
a+
red
CIELAB
1976
L- black
È la differenza cromatica e rappresenta la distanza nello spazio cromatico tra due colori.
Per avere una misurazione oggettiva, bisogna affidarsi alla misurazione di uno spettrofotometro.
Il sistema CIE Lab posiziona un colore campione di riferimento in un punto ben definito dello spazio, ed il colore da noi prodotto in
un altro punto.
Sarà sufficiente quindi misurare la distanza geometrica (Pitagora) tra i due punti di colore e, fissata una certa tolleranza ( di solito
ΔΕ + 3),
se i punti coincidono i colori saranno uguali,
se i punti non coincidono i colori saranno diversi e la loro diversità sarà quantificata dalla loro distanza
SE= \8(L*)2+8(a*)2+8(b*)2
Gli spettrofotometri sono utilizzati per determinare la curva di riflessione spettrale di un
oggetto.
L'oggetto della misura è solitamente illuminato con una luce artificiale che riproduce la
luce diurna. La luce riflessa dall'oggetto è convogliata ad un monocromatore
(analizzatore di spettro).
Un reticolo di diffrazione all'interno del monocromatore scompone la luce riflessa dal
campione nelle sue singole lunghezze d'onda comprese fra 360 e 700 nanometri (nm).
L'intensità della luce riflessa alle singole lunghezze d'onda è misurata da una batteria di
fotodiodi per determinare il fattore di riflessione spettrale dell'oggetto (R%).
Il software elabora questi dati mostrando sul computer i valori di riflessione spettrale
con un passo di 5 o 10 nm o in maniera grafica per mezzo delle cosiddette curve di
riflettanza.